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 Storia delle ferrovie
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Gian Michele Sambonet

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Posted - 24 March 2012 :  16:48:43  Show Profile  Reply with Quote


Trasporto cereali. (Foto sopra: Whit Wardell - Foto sotto: James Belmont)

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Gian Michele Sambonet

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Posted - 24 March 2012 :  16:54:14  Show Profile  Reply with Quote


Le dimensioni straordinarie della sagoma dei "covered hopper car" americani. (Foto: Mathieu Tremblay)
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Gian Michele Sambonet

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Posted - 15 April 2012 :  13:03:11  Show Profile  Reply with Quote
Trasporto automobili

Il trasporto di automobili nuove č sempre stata una buona fonte di guadagno per le ferrovie americane. Non solo la produzione di auto in questo Paese raggiungeva livelli impensabili in Europa giā prima della prima guerra mondiale, ma si č mantenuta a livelli molto elevati anche negli ultimi decenni. Inoltre, le lunghe distanze rendono nel contempo costoso e complesso il trasporto su strada. Per il trasporto delle auto su ferrovia tutto procedette per il meglio fino agli anni '50, quando la situazione cominciō a degenerare, disoccupazione, violenza e problemi sociali di vario genere furono alla base di un preoccupante incremento dei fenomeni di vandalismo nei confronti dei convogli carichi di auto nuove. Una certa ostilitā verso la societā dei consumi fece il resto. Sempre pių frequentemente i convogli vennero fatti oggetto di lancio di pietre, tiro al bersaglio con pistole, fucili e quant'altro potesse essere messo in atto per rivalersi su questi simboli di ricchezza. Ovviamente le auto danneggiate venivano rifiutate dalle concessionarie e i costruttori dovevano riprendersele facendosi carico delle riparazioni. Di fronte alla minaccia delle case costruttrici di rivolgersi al trasporto su strada, le compagnie ferroviarie dovettero prendere provvedimenti, nacque cosi la soluzione dell'"enclosed autorack", il carro chiuso per automobili.

In passato le automobili nuove viaggiavano su vagoni piatti e aperti. Dopo la seconda guerra mondiale furono introdotti vagoni con due livelli di carico. Il piano di carico era sostenuto da una intelaiatura metallica che lasciava vedere le vetture. Lunghi oltre 25 m, questi vagoni potevano caricare quattro automobili su ciascun livello, cioč otto vetture ripartite su due livelli, ricordiamo che si trattava di automobili molto grosse che, all'epoca pesavano 2 t e misuravano fino a 6 m.
Verso la metā degli anni '60 la comparsa sul mercato di automobili compatte consentė di caricare cinque auto per livello. Il carico veniva effettuato da una estremitā del vagone e le automobili correvano da un vagone all'altro sullo stesso livello.

Il sistema "enclosed autorack", introdotto nel 1957 a due livelli (Canadian National), poi nel 1977 a tre livelli, č una variante del sistema precedente e consiste essenzialmente nella chiusura del vagone con una lamiera ondulata. Per consentire il ricambio dell'aria sono presenti numerosi fori di aerazione, i quali tuttavia non permettono di vedere se il vagone č carico o meno. Senza un minimo di ricircolo le temperature di oltre 40°C (molto frequenti in Arizona e in Nuovo Messico) sarebbero infatti dannose per i veicoli. A ciascuna estremitā del vagone due porte permettono, a carico ultimato, una chiusura completa e una protezione efficace della merce trasportata.
Per altezza e per lunghezza gli "enclosed tri-level autorack", costruiti principalmente dalla societā Pullman, svettano sul resto del materiale rotabile in uso negli Stati Uniti. (Foto: Matt Weldon)

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Gian Michele Sambonet

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Posted - 15 April 2012 :  17:35:38  Show Profile  Reply with Quote


Nell'immagine sopra si possono apprezzare le dimensioni di un "enclosed tri-level autorack". (Foto: Wikipedia)
Sotto un convoglio per il trasporto di auto nuove all'Oakland Amtrak Coach Yard. (Foto: Alex Ramos)

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Gian Michele Sambonet

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Posted - 16 April 2012 :  13:49:43  Show Profile  Reply with Quote
Trasporto intermodale

Reso possibile dalla sagoma americana alta 4,73 metri, il "double stack" consiste semplicemente nel collocare due container uno sopra l'altro sullo stesso vagone piatto. In Europa, purtroppo, ci mancano alcune decine di centimetri per poter fare altrettanto, il che implica treni meno carichi o, con lo stesso carico, lunghi il doppio. Poiché i treni americani sono in genere due o tre volte pių lunghi dei nostri, č facile capire come facciano a trasportare 4-6 volte il peso dei nostri treni intermodali.

L'unico problema incontrato dagli ingegneri americani č il vento, i vagoni con un carico cosė alto corrono il rischio di essere rovesciati dalle forti raffiche di vento che soffiano negli Stati Uniti. Ma gli incidenti sono comunque rari, data la notevole pesantezza dei vagoni. Č in ogni caso impressionante vedere questi treni altissimi e molto larghi viaggiare nelle pianure dell'Ovest americano su linee che, di primo acchito, sembrano molto piccole sotto la massa di queste chiatte viaggianti. (Foto: Randy Murphy)

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Gian Michele Sambonet

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Posted - 16 April 2012 :  13:52:11  Show Profile  Reply with Quote


Sopra, un esempio di "doubl stack" che utilizza il principio del carrello comune a 2 vagoni contigui. Questo sistema consente un notevole risparmio di peso e di spazio. I vagoni formano convogli indissolubili di 5 carri e 6 carrelli. (Foto: Wikipedia)
Sotto, sperduto nell'immensitā dell'arido Nevada, un convoglio "double stack" dirige verso Ovest. Si noti la presenza di un unico binario, quasi tutta la rete americana dell'ovest č a un solo binario. (Foto: Nscalemike)

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Gian Michele Sambonet

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Posted - 16 April 2012 :  19:43:17  Show Profile  Reply with Quote


Sopra, "double stack" e "auto rack" a Cheyenne in Wyoming. (Foto: Colorado Zephyr)
Sotto, incrocio di due convogli intermodali: un "double stack" e un "piggy back". (Foto: Extra 127 South)

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Gian Michele Sambonet

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Posted - 16 April 2012 :  19:53:00  Show Profile  Reply with Quote


Trasporto semirimorchi C&NW nel 1954. Questo tipo di servizio č chiamato "piggy back", termine usato per indicare il trasporto di un veicolo sul dorso di un altro. (Foto: Archivi UP)
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Gian Michele Sambonet

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Posted - 17 April 2012 :  18:57:54  Show Profile  Reply with Quote


Un esempio di "piggy back" č lo Space Shuttle, che utilizzava come vettore un razzo per il decollo o la "schiena" di un Boeing 747. Da non confondersi con il "piggy bank", ovvero il salvadanaio a forma di porcellino. (Foto: Mark Possin)
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Gian Michele Sambonet

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Posted - 24 April 2012 :  11:06:10  Show Profile  Reply with Quote
Trasporto liquidi

I carri cisterna americani non differiscono molto da quelli europei, per regolamento, dal 1970, non possono superare i 34.500 galloni (130.600 litri) in capacitā o le 263.000 libbre (119,3 tonnellate) in peso lordo. Ma anche in questo caso non sono mancati gli eccessi, nel 1963 la compagnia UTLX (Union Tank Car Company) mise in circolazione un carro cisterna, soprannominato "Whale Belly", dalla straordinaria capacitā di 190.000 litri, era dotato di 4 carrelli a 2 assi e raggiungeva i 27 metri in lunghezza.
Attualmente, i carri cisterna in circolazione hanno una capacitā di 30.000 galloni (113,562 litri) e non superano i 53 piedi (16 metri) in lunghezza.



Sulle reti americacane, per il traspoto di liquidi infiammabili o esplosivi, di regola viene inserito un carro scudo tra le motrici e il convoglio. (Foto: Craig Walker)
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Gian Michele Sambonet

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Posted - 24 April 2012 :  11:26:06  Show Profile  Reply with Quote


Sopra, i tipici carri cisterna americani e sotto, il "Whale Belly" conservato al Museo dei Trasporti di Saint Louis nel Missouri. (Foto: Wikipedia)

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Gian Michele Sambonet

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Posted - 03 July 2012 :  07:10:34  Show Profile  Reply with Quote


Un rapiodo controllo al convoglio, che tutte le ruote siano sui binari, e si riparte. Questa immagine, scattata il 15 marzo 2012 a Defiance in Ohio, mostra chiaramente lo stato dell'armamento su cui opera questa Shortline, si tratta della Maumee & Western e la motrice č una vecchia GP7 ricostruita, appartenuta in passato alla Santa Fe. Nulla di straordinario, siamo in America! (Foto: J. E. Landrum)
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