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Piero Chionna
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Posted - 01 October 2013 : 20:08:29
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Queste due vedute aeree mostrano le installazioni aeroportuali negli anni '30. Non c'è evidenza degli otto hangar per biplani e dei quattro hangar per triplani, visibili in altre foto aeree, ma si vedono chiaramente i due grandi hangar per dirigibili. Nella prima foto il cerchio evidenzia la scritta "Brindisi" dipinta sul terreno; questo ci dice che all'epoca dello scatto non era ancora stato realizzato il campo terrestre di Brindisi. Le scritte a terra erano conformi all'Od. 6 "Segnalazioni e disciplina di volo sugli aeroporti miliari e campi di fortuna". Quando nei primi anni '30 venne disposta la realizzazione del campo terrestre di Brindisi, che già disponeva di un grande idroscalo, il nostro aeroporto assunse la denominazione di San Vito dei Normanni, come si evince dalla scritta a terra visibile nella seconda fotografia:


(Foto Aeronautica Militare "Troupe Azzurra" dalla fototeca dell'autore del libro)
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Piero Chionna
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Piero Chionna
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Luigi Ceffa
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Posted - 23 November 2013 : 15:05:02
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Un insieme di emozionanti balzi a ritroso e avanti nella storia, su fatti cui il tempo non puo' togliere un senso di comunicazione di valori fondamentali, per quanto drammatici fossero. La cartina sul numero impressionante di airfields degli alleati racchiusi nel territorio pianeggiante foggiano (pagina precedente) fa pensare ad eventi di rapidita ' fulminea, non lontana dalla frenesia delle azioni anche comuni della vita odierna. |
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Piero Chionna
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Posted - 23 November 2013 : 15:52:12
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Grazie Luigi  Avevo pensato di rielaborare questa ricerca riordinando gli interventi secondo la cronologia degli avvenimenti, ma le tue considerazioni mi provocano qualche ripensamento. Cosa ne dici, lascio tutto così e continuo a giocare con questi salti avanti e indietro nel tempo?
A volte, riguardando questa discussione, mi sembra di riascoltare i racconti di mio padre che aveva lavorato giovanissimo nel campo d'aviazione, racconti di atterraggi d'emergenza, di impressionanti formazioni di bombardieri alleati che, decollati dalle basi del Salento ormai libero, si concentravano in quel punto per fare rotta verso i loro obiettivi. Mi parlava di quei soldati alleati che gli avevano insegnato un po' di inglese e che spesso regalavano cioccolato e scatolette di carne. Anni più tardi, anch'io ho avuto modo di conoscere alcuni militari dell'Aviazione degli Stati Uniti che risiedevano in paese. Ricordo con piacere le serate estive passate in campagna, in compagnia di alcune famiglie di militari americani diventate ormai "di casa". Conservo ancora una camicia militare con il logo del "Cryptologic Group" del 6917th ESC che il buon Sergente Jhon mi regalò prima di partire per una nuova lontana destinazione.


La "Elephant Cage" fotografata nel 1976, duecentesimo anniversario della nascita e della dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d'America

La piantina della SVAS nel 1975
 Piero
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Luigi Ceffa
Italy
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Posted - 23 November 2013 : 17:47:02
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ciao Piero, in questa sede, penso che sia a posto così. Un sito di carattere storico/archeologico pugliese sarebbe ben lieto di accogliere un contributo riordinato di questo tipo, allora l'ordine cronologico potrebbe essere una possibilità.
Estrarrei l'intervento di G.Lastrucci e la tua replica per una nuova discussione, propongo "Binari storici del foggiano durante la WG II", immagino che qualche linea fosse utilizzata per tutti quegli approvvigionamenti, perchè non scavare un po' anche nella Capitanata , l'area geografica è ben distinta da quella trattata in questa discussione.
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Piero Chionna
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Piero Chionna
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Posted - 22 December 2013 : 01:20:26
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Gli americani, arrivati nel settembre del 1943 subito dopo i reparti inglesi e polacchi, dotarono l’aeroporto (San Vito dei N.) di attrezzature speciali e costruirono uno scalo merci collegato alla linea Bari – Lecce tramite un raccordo ferroviario di 700 metri. In questo modo i treni potevano essere caricati e scaricati direttamente presso i depositi di materiale, rendendo superfluo il trasbordo su autocarri. Ogni binario era affiancato da una strada e ad ogni estremo di binaro (lato scambio e lato paraurti) tutte le strade erano collegate tra loro da arterie trasversali. Oltre ad utilizzare i fabbricati esistenti, tutti in buon stato, gli americani costruirono nuove baracche in legno per acquartierare il sempre più numeroso personale militare, anche se molti rimasero negli attendamenti e sotto le numerose arcate del cavalcavia della stazione ferroviaria di S. Vito dei N. Tuttavia, gli spazi in uso agli alleati non si rivelarono sufficienti a contenere l’immensa quantità di materiali da guerra che affluiva dai porti di Brindisi e Taranto. Furono pertanto requisiti grandi appezzamenti di terreno agricolo su cui furono ammassati ingenti quantitativi di armi e munizioni. A cielo aperto, venivano stoccate cisterne di carburante e contenitori di grassi e olio lubrificante. Il “Petrol Point” si estendeva per alcuni chilometri lungo la strada in direzione di Mesagne
- L'attacco all'industria aeronautica tedesca -
"Operation Argument", la "Big Week" del 20/25 febbraio 1944 http://en.wikipedia.org/wiki/Big_Week http://otautkus.webs.com/Operation%20Argument.pdf
https://www.youtube.com/watch?v=-63GORnCX1Y
L'offensiva fu condotta dalle basi britanniche dell' 8th e 9th US Army Air Forces, dalla 15th dislocata nelle basi pugliesi del Salento e dell'area foggiana, e dal RAF Bomber Command.
Dal sito del 449TH BG di Grottaglie: http://449th.org/bigweek.php
I "Narrative Report" del 450TH BG di Manduria: http://www.450thbg.com/real/s2/1944/february/22February.shtml http://www.450thbg.com/real/s2/1944/february/23February.shtml http://www.450thbg.com/real/s2/1944/february/25February.shtml

Nella cartina seguente Mesagne è erroneamente indicata col nome di Mesango:

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Piero Chionna
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Posted - 22 December 2013 : 11:51:14
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Guardando questa foto mi tornano alla mente i racconti di mio padre che al campo d'aviazione aveva imparato un po' di inglese proprio da uomini come questi 
Lezioni di italiano a Manduria; il bambino si chiamava Vincenzo Dimitri.

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Piero Chionna
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Piero Chionna
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Piero Chionna
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Posted - 04 April 2014 : 08:55:04
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quote: Originally posted by Piero Chionna
quote: Originally posted by Piero Chionna
Oltre ad utilizzare i fabbricati esistenti, tutti in buon stato, gli americani costruirono nuove baracche in legno per acquartierare il sempre più numeroso personale militare, anche se molti rimasero negli attendamenti e sotto le numerose arcate del cavalcavia della stazione ferroviaria di S. Vito dei N.
Il gran numero di militari presenti, tra cui molto personale addetto ai trasporti con autocarri (molti gli autisti indiani), rese necessario anche l'utilizzo del cavalcavia stradale della statale 16 Adriatica) che sovrappassa la ferrovia. Le arcate furono chiuse da entrambi i lati e utilizzate come camerate. La struttura è tuttora esistente:



Dopo l'armistizio dell'8 settembre, e la conseguente fuga del Re Vittorio Emanuele III e della sua famiglia a Brindisi, si ha il trasferimento del nuovo governo nella città adriatica. La scelta non fu casuale, essendo quella un'area ormai saldamente in mano agli alleati. La famiglia reale, dopo i primi giorni di soggiorno al castello Svevo di Brindisi, si trasferì presso il Castello "Dentice di Frasso" di San Vito dei Normanni, a cinquanta metri dalla casa dei miei nonni e di mio padre che aveva all'ora 17 anni, e lavorava proprio all'interno dell'aeroporto. Nasce così il cosiddetto "Regno del Sud", e dal 10 settembre 1943 all'11 febbraio 1944 Brindisi fu la capitale dell'Italia liberata. Il primo atto formale del nuovo governo, la dichiarazione di guerra alla Germania, imprimerà una nuova e ancora più drammatica svolta al conflitto.
Piero
"La Gazzetta del Mezzogiorno" del 30 ottobre 1932 pubblica un articolo che celebra con grande enfasi la costruzione di nuove infrastrutture; tra queste c'è la nuova variante stradale che permise di eliminare il blocco della SS16 "Adriatica" causato dai lunghi tempi di chiusura del passaggio a livello durante le manovre dei carri carichi di derrate.



La visione satellitare mostra chiaramente la variante stradale, individuabile nell'angolo in alto a sinistra. Si intuisce bene il vecchio tracciato rettilineo della SS16 che intersecava la linea ferroviaria e il piazzale di carico delle merci.

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Piero Chionna
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Posted - 28 May 2014 : 00:36:04
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L'aeroporto di Brindisi si trova a 7 km, dall'aeroporto ed ex base logistica di San Vito dei Normanni.
Dal sito dell'Imperial War Museum, alcune foto dell'aeroporto di Brindisi scattate durante la Seconda Guerra Mondiale.
Supermarine Spitfires, Hawker Hurricanes and an Airspeed Oxford assembled at Brindisi, Italy, for overhaul or repair at No. 110 Maintenance Unit. To the right, in the middle distance, is a similar group of Lockheed P-38s and Republic P-47s of the 15th USAAF, while in the background can be seen Handley Page Halifaxes and Westland Lysanders of No. 148 (Special Duties) Squadron RAF.


La foto aerea mostra l'aeroporto e l'idroscalo di Brindisi con gli hangar degli idrovolanti ancora oggi esistenti ed utilizzati dall'ONU per le missioni umanitarie.

http://www.unlb.org/gallery/big/2005_0105Natale20040102.JPG
Siamo alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale- L'idroscalo di Brindisi il 26 gennaio 1940 con uno schieramenti di Idrovolandi Cant Z506
http://www.funzioniobiettivo.it/medie_file/Aeronautica/sez3/3-21.htm
1941: Cant Z. 1007 bis "Alcione" della Regia Aeronautica decollati da Brindisi sorvolano la città facendo rotta verso la Grecia.
http://www.marklinfan.com/public/Piero%20Chionna/cantz1007bis230sq95gr35st.jpg |
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Piero Chionna
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Piero Chionna
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Posted - 03 June 2014 : 00:58:24
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E ora facciamo un altro salto indietro. La data delle foto che seguono è imprecisata, ma dovrebbe essere antecedente al 15 luglio 1943. L'aeroporto di San Vito dei Normanni è ancora nelle mani della Luftwaffe, ma lo sbarco degli alleati in Sicilia e già in corso o è comunque imminente.
Fino al settembre 1943, nel campo operavano reparti della Regia Aeronautica Italiana e della Luftwaffe con i suoi gruppi caccia dotati dei temibili Messerschmitt Bf 109. In questo aeroporto prestò servizio anche un famoso asso della Luftwaffe, l'Oberleutnant Otto Wessling. Dopo lo sbarco degli alleati a Taranto i reparti tedeschi abbandonarono l'area per spostarsi nei più sicuri aeroporti della zona di Foggia e, successivamente, dell'Italia centrale, dell'Albania e della Grecia.
Le tre foto seguenti ritraggono alcuni caccia Messerschmitt Bf109 G6 del II/JG27 di base a a San Vito dei Normanni.
"Schwarze 6"

"Gelbe 18"

"Schwarze 3" in primo piano

(fonte Flickr Marc-André Haldimann-mhaldimann2)
http://www.luftwaffe-experten.org/stam-n.html
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