Märklinfan Club Italia
Märklinfan Club Italia
Home | Profile | Register | Active Topics | Members | Search | FAQ
Username:
Password:
Save Password
Forgot your Password?

 All Forums
 Indice delle Pagine locomotive Scala H0
 Italia
 ALn.56 / ALn.556 Breda
 New Topic  Reply to Topic
 Printer Friendly
Author Previous Topic Topic Next Topic  

Nino Carbone

7615 Posts

Posted - 16 January 2015 :  11:33:30  Show Profile  Reply with Quote
Clic sull'immagine per la scheda



Nino Carbone

7615 Posts

Posted - 16 January 2015 :  12:40:09  Show Profile  Reply with Quote

- Gruppi ALn.56 / ALn.556 -
- Le unità Breda -



- Foto da: Ferrovie Italiane / Immagine del treno in 150 anni di storia / Piero Berengo Gardin/ Ente Ferrovie dello Stato -



- Cenni di storia -

L’introduzione sulla rete FS delle prime automotrici termiche fu una delle pietre miliari nell’evoluzione del trasporto
ferroviario, non solo in Italia ma anche in Europa.

Nel giro di pochi anni, dalla nascita delle ALn.56 prima, e ALn.556 poi, fece compiere un notevole passo in avanti verso
un maggiore comfort e razionalità per il pubblico che ne usufruiva, su questo mezzo si trovarono per la prima volta,
la separazione degli ambienti di guida e quello delle ritirate da quello dei passeggeri, vestiboli per la salita
e la discesa, anch’essi separati e l’introduzione di 2 motori uno per carrello in luogo dell’unico montato
sino ad allora.

Tutti questi motivi contribuirono a a fare di queste macchine uno dei mezzi più significativi nella storia delle automotrici
italiane e delle linee ferroviarie private e minori dove hanno circolato per 50 anni.




- ALn.56 Breda -

Nel 1935 furono realizzati da Breda 10 prototipi a benzina classificati ALb.56.201-210.



- Foto da: Ferrovie Italiane / Immagine del treno in 150 anni di storia / Piero Berengo Gardin / Ente Ferrovie dello Stato -

Sempre nel 1935 venne costruita una pre-serie di 10 unità con motore Diesel (ALn.56.2001-2010).

Nel 1937-38 furono realizzate 80 unità di 2a Serie (ALn.56.2011-2090).


- ALn.56 di 2a Serie -



- Foto da: Il Cinquantenario delle Ferrovie dello Stato / Duegi Editrice / CIFI -



- Foto da: Ferrovie Italiane / Immagine del treno in 150 anni di storia / Piero Berengo Gardin/ Ente Ferrovie dello Stato -

La cassa e il telaio vennero realizzati in lamiera saldata, poggiavano su 2 carrelli motorizzati entrambi con motore
Breda AECDE 130 CV, la sospensione fu realizzata con molle a balestra di tipo BI la primaria, e di tipo B2/r
la secondaria.

Ogni carrello aveva installato 1 motore alimentato a gasolio; all’albero a gomito era collegato il volano per la trasmissione
del moto al cambio Wilson a 5 velocità, quest’ultimo era azionato tramite 1 dei volani e un pedale posto nella cabina
di guida.

L’inversione di guida avveniva tramite un gruppo di ruote coniche montate sull’asse posteriore del carrello, la scelta
del senso di marcia poteva essere effettuata, sia manualmente, che a mezzo di valvole elettropneumatiche.

Il motore era ispezionabile dall’interno grazie a sportelli sul cofano.

- Interno di una ALn.56 Breda -




- Foto da: ferrovie.it -



- La cassa -

La cassa presentava 4 porte a battente (2 per lato) e un ambiente viaggiatori con 56 posti a sedere, 2 ritirate
e 2 vani ripostiglio, il riscaldamento della vettura era ottenuto con “scaldiglie” poste sotto i sedili.

Nel sotto-cassa erano sistemate le batterie per l’illuminazione e i serbatoi del combustibile che consentivano
all’automotrice un’autonomia di 800 km.

L’impianto frenante era costituito dal tradizionale freno automatico FS a ceppi e dal freno a mano che agiva
su tutte le ruote.

Completavano le apparecchiature di bordo le sabbiere con 2 eiettori per ciascuna ruota motrice, la dinamo
per la ricarica delle batterie e 2 fischi ad aria compressa.




- ALn.556 Breda -



- Foto da: Il Cinquantenario delle Ferrovie dello Stato / Duegi Editrice / CIFI -

Il successo dell’automotrice fu subito evidente e il pubblico apprezzò immediatamente il miglior comfort offerto,
per cui le FS si trovarono a dover far fronte ad una richiesta superiore alla capienza della vettura, tanto da dover
ricorrere allo studio la fattibilità del comando multiplo integrale per almeno 2 unità.

La FIAT e la Breda realizzarono il primo tipo di comando multiplo proprio per tali macchine; consisteva
nell’installazione a bordo delle automotrici di opportuni servomeccanismi ad aria compressa prima
e di elettropneumatici poi, a cui erano collegati le apparecchiature da manovrare.

Con tale impianto da una qualsiasi delle 2 cabine di guida era possibile comandare l’impianto frenante, il cambio
e la frizione ed altri comandi, per massima sicurezza opportuni blocchi impedivano impossibili false manovre
dai banchi non utilizzati.

Le apparecchiature vennero installate su una serie di 140 unità realizzate dalla Breda tra il 1938 e il 1940
che andarono a costituire il Gruppo:

- ALn.556.2201-2340 -




- Foto da: ferrovie.it -

Nessuna modifica di questo tipo fu apportata alle ALn.56 di precedente costruzione.



- Modifiche -

Le automotrici ALn.56 e ALn.556 subirono, a partire dal primo dopoguerra, modifiche che cambiarono radicalmente
anche l’aspetto esterno.

La prima variante fu la sostituzione del motore con i nuovi Breda D 17 da 118 kW, in seguito ridotti a 110 kW,
questa potenza rimarrà inalterata fino alla fine del loro servizio, in contemporanea, inizio anni ’50,
venne diminuita anche la velocità, ridotta da 140 km/h a 120 km/h.

Un’altra modifica sostanziale riguardò i respingenti, che vennero posizionati (rettangolari) su appositi panconi frontali
che ne aumentarono la resistenza agli urti, sia occasionali che di distanziamento.

Un’altra macchina dello stesso Gruppo fu attrezzata negli anni ’60 per il servizio antincendio sulla Direttissima
Bologna-Firenze, ed in particolare nella Grande Galleria dell’Appennino, venne riclassificata AI.65.2000,
la vettura era riconoscibile per i 2 grandi serbatoi posti sulle estremità del tetto, l’esperimento però
non ebbe successo e la macchina, esemplare unico, venne successivamente demolita.

Modifiche avvennero nel novembre 1968 anche su 2 unità, le ALn.56.2026 e 2060.

Su queste 2 unità il comparto passeggeri venne rimpicciolito, mentre nel restante spazio fu creato un vano bagagli,
per poter effettuare con lo stesso mezzo sia il servizio passeggeri che il servizio collettame; le automotrici
così allestite furono riclassificate ALDn.32, mantenendo gli stessi numeri di servizio.




- Refrigerazione motore -

Essendosi riscontrato nel periodo prebellico, che a seconda del senso di marcia, l’acqua di refrigerazione del motore
posteriore, risultava poco lambita dall’aria esterna, i tecnici decisero di spostare i radiatori sulle pareti laterali
dell’automotrice, nello scompartimento del vano bagagli.

L’aria di refrigerazione fu fatta circolare forzatamente da 4 elettroventilatori che aspiravano da una griglia sottostante
il radiatore, per poi espellere la stessa attraverso gli stessi radiatori, l’acqua era mantenuta in circolazione da una
pompa centrifuga azionata elettricamente, per cui anch’essa, come i ventilatori, era svincolata dalla velocità
del rotabile.





- Foto G.Lippolis / da: Mondo Ferroviario 17 -

I motori erano quindi raffreddati in egual misura e indipendentemente dal senso di marcia e dalla velocità.




- Il servizio -

l servizio delle ALn.56 e ALn.556 si svolse su linee a modesto traffico a carattere locale per cui pochissime volte salirono
agli onori delle cronache come le ALn.772 o le ALn.40, che vennero utilizzate in molti casi anche per l’effettuazione
di treni diretti o rapidi.

Svolsero comunque un servizio utilissimo, sia per le FS che per i viaggiatori, dimostrando di essere macchine affidabili,
semplici e adeguate ai compiti loro riservati.

Portarono una ventata di rinnovamento e un certo accorciamento dei tempi di percorrenza, contribuendo, nei periodi bui
delle nostre ferrovie (rami secchi e mancanza dei mezzi di trazione), a mantenere in vita alcune linee, oggi rivalutate
come vie alternative od escluse dai grandi traffici.

Nel loro periodo di massima gloria erano presenti un po’ ovunque, da Merano a Roma, da Aosta a Fabriano,
da Sulmona a Salerno.

Più limitato il raggio di servizio delle 2 ALDn.32 che vennero impiegate quasi esclusivamente sulla Fano-Urbino,
Pergola-Fabriano e Civitanova Marche-Macerata-Fabriano.

Con l’ingresso in servizio delle moderne automotrici le ALn.56 e ALn.556, vennero sempre meno utilizzate
e progressivamente accantonate o cedute a ferrovie private, dove troveranno nuova vita.

Molte di queste macchine furono cedute a Ferrovie in concessione: SNFT - LFI - FVS - SFS - MUA - FMN - FTV -

In prevalenza si trattò di ALn.56 in quanto furono le prime ad essere ritirate dal parco FS, anche perché sulle linee
private risultò essere meno sentita la necessità del comando multiplo, essendo quasi sempre sufficiente 1 sola
unità ad espletare tale servizio.


Clic foto



- Foto da: upload.wikimedia.org -



- Dati tecnici -
- ALn.56.2011-2029 / ALn.556.2201-2340 / ALn.56.2001-2010 -




- Da: Mondo Ferroviario 17 -



- Immagini -

- Una ALn.556 nell’immediato dopoguerra sulla Aosta-Prè St.Didier -
(Questa immagine mostra una ALn.556 prima della modifica dei radiatori laterali al posto del vano bagagli)



- Foto FS / da: Mondo Ferroviario 17 -



- Doppia di ALn.556 Breda in partenza da Merano per Malles Venosta nel dicembre 1973 -



- Foto R.Cocchi / da: Mondo Ferroviario 17 -



- Due automotrici ALn.556 tra Brunico e Valdaora nel Giugno 1975 -



- Foto Francesco Pozzato / da: La Fortezza-San Candido / edizioni elledi -



- Fonte: M.Bicchierai / da: Mondo Ferroviario 17 -

- Nino -
Go to Top of Page

Nino Carbone

7615 Posts

Posted - 25 January 2015 :  22:47:37  Show Profile  Reply with Quote

- ALDn.56.2026 e ALDn.56.2060 Breda -
(Con bagagliaio)



- Foto M.Boddi / da: Materiale Motore FS Italia / Fabio Cherubini -

Le automotrici bagagliaio nacquero negli anni ‘30 come rotabili tuttofare in grado di soddisfare le esigenze del trasporto
locale di merci in piccole partite su linee secondarie non elettrificate, in sostituzione di treni con materiale ordinario
con trazione a vapore, più onerosi per spese di esercizio.

Per diversi motivi queste automotrici non riuscirono però a soddisfare appieno le esigenze da cui avevano avuto origine.

Una felice eccezione furono le 2 automotrici “miste” ALDn.32 Breda, concepite per il trasporto di pulcini principalmente
sulla linea Fano-Urbino, servizio da cui presero il simpatico soprannome di “pulcinaie”.

Altre linee su cui prestarono servizio: Pergola-Fabriano e Civitanova Marche-Macerata-Fabriano.

Furono realizzate nel novembre 1968 dall’Officina Grandi Riparazioni FS di Torino, che trasformò le 2 automotrici
Breda ALn.56.2026 e ALn.2060.

Vennero soppressi 3 moduli di sedili i posti a sedere passarono da 56 a 32, dando origine a un nuovo numero
di Gruppo (ALDn.32 / lettera “D” presenza comparto bagagliaio), mentre il numero di servizio rimase lo stesso.

Nello spazio ricavato fu realizzato 1 vano bagagli dotato di 2 saracinesche, una per lato, al posto di altrettanti finestrini,
per facilitare le operazioni di carico e scarico dei colli trasportati.


- ALDn.32.2060 accoppiata con ALn.56.2046 -



- Foto Mascherpa / da: iTreni oggi 164 -



- Fonte Claudio Nigro / da: iTreni oggi 164 -
Nino -
Go to Top of Page

Alberto Pedrini

Italy
12118 Posts

Posted - 06 March 2015 :  00:36:13  Show Profile  Visit Alberto Pedrini's Homepage  Reply with Quote
breve video

Go to Top of Page
  Previous Topic Topic Next Topic  
 New Topic  Reply to Topic
 Printer Friendly
Jump To:
Märklinfan Club Italia © 2005-2026 Märklinfan Club Italia Go To Top Of Page
Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.06