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 Central Station 3.(Traduzione dal Märklin Magazin)
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Paolo Lupano

Italy
96 Posts

Posted - 26 February 2019 :  15:12:42  Show Profile  Reply with Quote
La CS3 dal punto di vista pratico/ parte OTTAVA.



“PREGASI RIFERIRE SULLA SITUAZIONE”

Operazioni e procedure, grazie alle informazioni di ritorno dal plastico, possono essere gestite nel modo più esatto. Vi mostreremo di quali possibilità disponiamo per il “Feedback”.



Già nelle precedenti puntate abbiamo conosciuto le funzionalità delle differenti soluzioni di segnalamento. Ma prima di pianificare la disposizione definitiva dei segnali, dobbiamo fare ancora qualche riflessione sulla sicurezza e l'automatismo delle commutazioni che vogliamo prendere in considerazione sul plastico.

Le commutazioni automatiche devono agevolare, eventualmente correggere o addirittura eliminare ordini sbagliati impartiti dall'operatore o, più semplicemente, preoccuparsi di “cosa sta succedendo” sul plastico. Diventa pertanto necessario, al di là dell'influenzabilità dei modelli circolanti, un accesso a scambi e segnali così come alle informazioni “feed-back” provenienti dall'impianto al fine di verificare se un determinato evento ha avuto luogo oppure no.

Per queste retroazioni sono previsti tre tipi di retroazioni per il binario Märklin in scala H0:

1. Il binario di commutazione

2. Il contattore Reed

3. Il binario di contatto

Quali sono i pro e contro di un binario commutazione?

I binari di commutazione Märklin c'erano e ci sono tuttora per il binario M, K e C. Questa commutazione, dovuta a contatto, viene attivata tramite il pattino del treno. L'impulso viene attivato non appena la staffa del binario di commutazione viene spinta verso il basso entrando in contatto con la superficie interna di detto binario.

Punto di vantaggio di questo binario di commutazione: si lascia installare con molta facilità. Poichè sino ad oggi i sistemi d'esercizio Märklin utilizzano un comune sistema di ritorno (la cosiddetta massa), detto collegamento viene creato già in automatico con la massa delle rotaie. Unica cosa da fare è tirare un cavo dal binario di commutazione al modulo di retroazione in modo che questo contattore possa trasmettere la propria posizione al sistema digitale. Altro vantaggio di questa soluzione è la sua possibilità di utilizzo per entrambe le direzioni di marcia in modo da realizzare la commutazione dipendente dal senso di marcia. Lo svantaggio di questo tipo di contatto sta nel fatto che convogli con più pattini possono scompigliare la nostra commutazione automatica. Poichè al giorno d'oggi tali unità con più pattini sono frequenti, questo tipo di commutazione attualmente riveste un ruolo di minore importanza. Va osservato, inoltre, che l'interruttore è sottoposto ad usura.
La molla meccanica del contatto di commutazione, che fa tornare la staffa nella sua originaria posizione verticale, può, con il tempo, perdere di efficacia con la conseguenza che ci potrebbero essere attivazioni di contatti non voluti. Questo si verifica soprattutto quando il commutatore, che si trova in una tratta a due binari, funziona solo in un senso di marcia. In una tratta ad un solo binario, in cui il binario di commutazione è sollecitato alternativamente nelle due direzioni, questo effetto memoria, caratteristico della marcia a senso unico, è chiaramente meno rilevabile.

E per quanto riguarda il contattore Reed?

Un altro modo per definire il contattore Reed è “contatto in ampolla”. In questo corpo di vetro si trovano due lingue di contatto che – attivate da un campo magnetico – si toccano determinando la commutazione. Il contattore Reed viene installato sul binario. Il campo magnetico viene prodotto attraverso un magnete permanente montato sotto il vagone di un convoglio in transito. Qui bisogna prestare attenzione che l'orientamento Nord - Sud del magnete permanente corrisponda con la direzione d'azione del contattore Reed. Un magnete permanente che viene installato girato di 90° rispetto a detta direzione d'azione non è in grado di attivare il contattore Reed. Da qui il suggerimento: prima dell'installazione di un magnete si dovrebbe prima testarlo col contattore Reed in modo da poter accertare la corretta posizione d'installazione.

Anche i contattori Reed sono soggetti ad usura. Ciò è dovuto al fatto che le superfici di contatto delle due lingue di commutazione possono col tempo andare soggette ad usura da ossidazione. Questo tanto più si verifica quanto più elevata è la corrente elettrica che nell'istante della commutazione fluisce in detto commutatore. Qui entra in gioco un vantaggio del sistema digitale poiché la corrente in esso presente, se paragonata al sistema analogico, è estremamente bassa. Nei plastici dimostrativi Märklin, i contattori Reed che vengono installati ormai da decenni, ha dato buona prova di sé. Quanto a sicurezza, vengono, in linea di principio, superati soltanto dai binari di contatto.

I contattori Reed dispongono di due fili. Il primo viene collegato alla massa del binario, il secondo al modulo di retroazione. Poichè la massa del binario coincide col punto d'installazione del contattore Reed, l'operazione di connessione risulta di facile orientamento. Dato che il contattore Reed è attivato tramite magnete, può commutare anche non volutamente. Altoparlanti di locomotive
installati in profondità possono, in casi particolari, con il loro magnete, attivare i contattori Reed. Si può aggirare il problema tramite modifica da apportare alla locomotiva.

Inoltre è importante la scelta di un appropriato posto di installazione del magnete nel convoglio. Una possibile variante consiste nell'allestire le locomotive con un magnete di attivazione. Ciò garantisce che su ogni convoglio ne sia presente uno. Nei plastici dimostrativi Märklin viene invece seguita la prassi di installare il magnete sull'ultimo vagone. In caso di distacco di un vagone durante il funzionamento, l'ultimo vagone si trova, a rigor di logica, sempre fra i veicoli staccati. Nel funzionamento delle tratte di blocco non si verificherebbe, pertanto, nel blocco successivo, l'attivazione dell'evento susseguente. In tal modo il funzionamento viene interrotto automaticamente e senza pericolo di incidenti. D'altro canto questo significa che nell'allestimento di un convoglio su di un plastico non è più possibile una libera scelta. Nei plastici dimostrativi questo non rappresenta un problema che potrebbe invece esserci per il Vostro plastico a casa.

Importante: un magnete di commutazione dovrebbe essere collegato, sotto i convogli, sempre allo stesso posto. Nel caso il magnete fosse montato sulla parte davanti del convoglio e su di un altro treno, dietro, ne conseguirebbe, a rigor di logica, un diverso verificarsi della nostra commutazione automatica.

I vantaggi dei binari di contatto

L'utilizzo dei binari di contatto, almeno nei binari C e K, è preferito. Ogni binario C o K , diritto o curvo, può essere trasformato in binario di contatto. Al contrario, il binario M, esige un binario appositamente concepito per detta finalità. Poichè, di regola, la trasformazione di un altro pezzo di binario è, qui, troppo dispendiosa, al giorno d'oggi i binari di contatto M rientrano nella cerchia delle realizzazioni più ricercate.

Relativamente ai binari di contatto, le ruote di locomotive e vagoni sono utilizzate come commutatori. Le due rotaie vengono isolate l'una dall'altra sull'intera lunghezza della tratta di contatto. In tal modo si hanno differenti potenziali in cui quello di un lato è collegato solo con il potenziale di massa del sistema operativo. Non appena un treno entra in questo settore, gli assi, non isolati dal conduttore centrale Märklin, mettono automaticamente in contatto le due rotaie. Non appena le rotaie dei due lati entrano in collegamento l'una con l'altra, vengono a trovarsi su di un unico livello di potenziale. Ciò è in grado di attivare una retroazione.

Il binario di contatto, a differenza del binario di commutazione e del contattore Reed, funziona come un interruttore permanente e non soltanto come interruttore rapido. La lunghezza del binario di contatto è soggetta a determinate condizioni d'angolo. Da un lato la tratta non deve essere troppo corta. In questo caso può succedere che, nel caso di vagoni lunghi, il binario di contatto venga attivato due volte: una prima volta dal primo carrello e poi dal secondo carrello. Nel breve tempo di intervallo viene meno il collegamento tra le due rotaie; il binario di contatto risulta non impegnato. Questa ingannevole informazione nell'ambito della commutazione, può comportare errori di funzionamento. D'altro canto il binario di contatto non deve essere neanche troppo lungo altrimenti può succedere che le due rotaie funzionino come un condensatore e che per questa ragione possa essere indotto nel settore della rotaia isolata un evidente flusso di corrente anche in assenza di convogli sul binario di contatto. Pertanto, il binario di contatto dovrebbe essere di almeno 18 cm. e non superare i due metri di lunghezza.

I binari contatto, grazie ai loro vantaggi, rivestono un ruolo centrale nelle progettazioni relative alla costruzione del nostro plastico. Li useremo per attivare le commutazioni automatiche e per far apparire sul quadro sinottico dei binari le segnalazioni di binario occupato. Tuttavia c'è un tipo speciale di commutazione in cui possiamo sfruttare le peculiarità degli altri elementi di commutazione: che ne direste, ad esempio, se al passaggio di un treno passeggeri si accendessero le luci di banchina in stazione? La cosa non costituisce alcun problema se, sul treno passeggeri, installiamo un magnete per la commutazione e, tramite un contattore Reed, accendiamo e spegniamo la luce sulla banchina. Oppure possiamo utilizzare due binari di commutazione ed un telecommutatore universale per percorrere in senso contrario la tratta gestita da un segnale. La possibilità di questo tipo di binario di commutare in entrambe le direzione di marcia è l'elemento decisivo.

Non vogliamo tralasciare una ulteriore variante per contatti permanenti: il modulo di retroazione s88 DC si rivela come una soluzione, quando è necessaria un'azione permanente in alternativa ad un non utilizzabile binario di contatto, non solo per gli appassionati del sistema a due rotaie di tutte le scale da quella N a quella G. Questo feed-back verifica se in una tratta vi è consumo di corrente. In caso affermativo detta tratta viene segnalata come occupata. Questo naturalmente funziona anche nel sistema a tre rotaie cosicchè gli utilizzatori del binario M, che non trovano binari di contatto nel mercato dell'usato hanno qui un'alternativa. Ma ciò rientra già nell'ambito dei moduli di retroazione i cui fondamentali esamineremo più da vicino nel prossimo numero.

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Paolo Lupano

Italy
96 Posts

Posted - 04 November 2019 :  19:21:38  Show Profile  Reply with Quote

La CS3 dal punto di vista pratico/ parte NONA.



“CON L'ORECCHIO TESO AD ASCOLTARE LE ROTAIE”

Abbiamo già visto nelle precedenti puntate come una tratta di binario possa fungere da commutatore. Questa volta tocca ai moduli di retroazione che tramutano l'impulso di commutazione originato dal binario in segnale digitale in grado di essere capito anche dalla Centrale



Indipendentemente dal fatto che noi abbiamo deciso di impiegare binari di contatto, binari di commutazione o contattori Reed o che in una tratta di binario vogliamo controllare l'afflusso di corrente, ciò di cui abbiamo bisogno è un mezzo di collegamento che sia in grado di trasmettere, dai precitati elementi alla CS3, come anche alla CS3+, il cambiamento delle condizioni. Per questo compito ci sono tre differenti versioni di moduli di retroazioni nell'assortimento Märklin Digital:

1 Modulo di retroazione s88 AC (art.60881)

2 Modulo di retroazione s88 DC (art.60882)

3 Modulo di retroazione L88/Link s88 (art.60883)

La domanda che ci si pone ora è dove vanno collegati questi moduli retroazione. Il possessore di una CS3+ (art.60216) trova sulla parte sottostante del proprio apparato l'attacco del corrispondente bus d'apparato a cui si possono collegare fino a 31 moduli di retroazione s88 AC o s88 DC.

Di contro, i possessori di una CS3 (art.60226) hanno bisogno sempre, come base, di un modulo di retroazione Link s88. A questo apparato possono essere collegati tramite tre sistemi bus fino a 31 ulteriori moduli s88. Qui la denominazione bus sta per un canale comune di trasmissione dati sfruttato insieme da parecchi apparati. Nel nostro caso si tratta proprio di diversi s88 AC o s88 DC che mandano le informazioni alla centrale tramite questo bus.

Nei grandi impianti: servirsi di veloci CAN-Bus
Un profano può qui pensare che l'ipotetico numero di 31 moduli retroazione nel bus della CS3 contenga sicuramente più contatti di quanti mai ne servano in un impianto considerevole con potenzialità dimostrative. Ma questo modo di pensare non tiene conto del fatto che necessariamente in impianti molto estesi risulterebbero alla fine cablaggi lunghi tra i contattori al binario e i moduli di retroazione. Per impedire ciò ha senso pertanto servirsi, nell'intero sistema, di parecchi link s88 che collegheranno direttamente la tratta di turno interessata ad un terminale 60145. Ciò rende possibile collegamenti brevi ed esenti da disturbi tra contattori e moduli di retroazione.
Importante: non esiste una soluzione unica e valida per tutti gli impianti. Ci sono troppo grandi differenze al riguardo. Il più delle volte bisogna elaborare un piano che possa andare bene per il proprio impianto. Negli impianti da sogno di grosse dimensioni la soluzione potrebbe essere rappresentata dal CAN-bus, che sotto forma di parecchi terminali (art.60145), mette a disposizione intorno a plastico delle prese a cui si possono allacciare localmente parecchi link s88. Chi, al contrario, possiede un qualcosa che può essere valutato come un impianto compatto, ce la farà con un numero inferiore di moduli di retroazione.
Se nell'intero sistema sono impiegate parecchie CS3+ si può naturalmente sfruttare il lato inferiore di ciascuno di questi apparati collegandovi un modulo di retroazione s88 AC o s88 DC. Anche le informazioni dei moduli di retroazione collegate ad una CS2 naturalmente posso essere messe a disposizione dell'intero sistema. Qui pertanto c'è un sensibilmente infinito numero di differenti modalità su come si può intrecciare una rete di informazioni del genere. Per non restare impastoiati in questa rete dobbiamo però tenere conto di alcuni concetti fondamentali.
I moduli di retroazione che sono collegati direttamente alla CS3 vengono amministrati tramite i GFP3. Se questa CS3+ è il master allora per questo apparato è competente il GFP3-1, un'ulteriore CS3+ verrebbe contrassegnata come GFP3-2 e così via.

Inserimento del numero del decoder a livello software
Aprendo la schermata della CS3+ nel menù “Sistema”, settore GFP3, troviamo sotto impostazioni anche la voce “Länge s88 bus”. Qui dobbiamo specificare quanti moduli s88 sono collegati direttamente alla CS3. All'uscita dalla fabbrica qui è indicato il numero 0 . Per ognuno di questi moduli di retroazione s88 AC o s88 DC collegati a questo bus della CS3+ questo indice aumenta di 1 fino ad un valore massimo di 31.
Importante: questo valore deve sempre essere inserito manualmente. Se il numero non viene immesso correttamente, o non viene analizzata una parte dei moduli di retroazione, o la CS3+ resta in attesa delle informazioni da essi provenienti che però non sono affatto disponibili. Questo costituisce un danno per l'intero sistema e viene specificatamente segnalato.
Il collegamento dei moduli di retroazione s88 AC e s88 DC si attua tramite il cavo LAN. Questo cavo LAN è un collegamento standard reperibile nel settore dei collegamenti in rete dei computer. Nel caso sia richiesta una diversa lunghezza del cavo, detto cavo si può trovate in differenti lunghezze nei negozi specializzati nella vendita di computer. Importante: ogni modulo di retroazione s88 AC o s88 DC possiede un collegamento dedicato per la CS3+ ed uno destinato verso il successivo s88 AC o s88 DC. In fila come in una catena, i singoli moduli di retroazione si collegano uno dietro l'altro.

Un errore madornale sarebbe l'immediato collegamento di parecchi moduli di retroazione per poi essere messi direttamente in connessione con i contattori: se qualcosa non dovesse funzionare, l'analisi per la ricerca dell'errore sarebbe estremamente laboriosa. Pertanto consigliamo di procedere passo dopo passo e di collegare solo un modulo di retroazione alla volta per conoscerne il comportamento.

Collaudo di contatti s88 con rilevatore di binario occupato
Qui arriviamo all'impiego nel vero senso della parola e pertanto colleghiamo, per un primo test, un modulo di retroazione s88 al bus delle retroazioni sulla parte inferiore della CS3+. Ciò facendo accertiamoci di aver collegato con l'uscita della CS3+ la giusta presa dell's88. Fissiamo quindi con un cavo marrone una connessione diretta tra uno dei due collegamenti di massa marginali dell's88 AC ed il collegamento di massa (0) presente sulla CS3+ all'uscita verso l'impianto. In questo modo potremo essere sicuri che tanto la CS3, e l'impianto ad essa collegato, quanto il modulo di retroazione s88 AC lavorino con un del tutto identico potenziale di riferimento. Se poi collegheremo altri moduli di retroazione, non sarà necessario nessun altro collegamento di massa da questo s88 alla CS3. Il collegamento di massa del primo modulo di retroazione è sufficiente per il funzionamento irreprensibile degli ulteriori moduli di retroazione.

Al secondo collegamento di massa del modulo di retroazione colleghiamo adesso un ulteriore cavo di massa di cui avremo poi bisogno per i nostri test. L'altra terminazione di detto cavo è qui da lasciare totalmente come filo scoperto.

Entriamo quindi, sulla schermata della CS3+, nel menù sistema e poi all'interno della già illustrata sezione GFP3-1 e lì impostiamo la già menzionata lunghezza del bus su 1. Successivamente passiamo alla lista degli articoli e cominciamo là, a scopo di test, con l'inserimento di alcuni rilevatori di binario occupato.

Suggerimento: chi vuole, può già da prima realizzare una messa in sicurezza dei dati. A test concluso si può nuovamente ricaricare nella CS3 la situazione preesistente già salvata. Così saranno nuovamente eliminati tutti gli inserimenti nel frattempo fatti all'interno dell'apparato.

Impostare i contatti nella lista degli articoli
Nell'inserire i rilevatori di binario occupato, mettiamo nella lista degli articoli uno dopo l'altro alcuni nuovi contatti (“Bearbeiten”/”Artikel hinzufügen”/”s88 Kontakte”). Nell'opzione “Gerät” scegliamo in questo caso GFP3-1. Nel caso, nel Vostro apparato, il GFP dovesse presentare una diversa denominazione allora dovreste optare per quella.

Poichè il nostro sistema-esempio possiede solo un bus possiamo, per questa opzione, in questo caso, scegliere solo “Bus 1”. Poichè si tratta del primo modulo di retroazione, nel campo “modulo” metteremo 1. E per l'inserimento del primo contatto lasceremo lì, come numero di contatto, 1. Per i contatti aggiunti successivamente sui numeri di contatto (2, 3, 4 e così via) tutti gli ulteriori inserimenti sono identici.

Una volta aggiunti tutti i contatti fate attenzione che la modalità elaborazione della lista degli articoli non sia più attiva. Adesso poniamo l'estremità del nostro filo scoperto del cavo di test sull'uscita del contatto 1 del modulo di retroazione. Non appena il cavo stabilisce lì il collegamento, sulla CS3 passa l'indicazione di binario occupato del relativo segnalatore di binario occupato, ovvero del contatto inserito, da grigio a giallo. Allontanando il cavo l'indicazione torna nuovamente grigia. Il funzionamento è analogo per tutti gli altri ingressi per cui abbiamo predisposto un rilevatore di binario occupato.

Dopo questo testo sul binario occupato, possiamo pertanto essere sicuri che il nostro modulo di retroazione trasmette in modo affidabile le informazioni alla CS3+. Quanto precede è , alla fine, il fattore da mettere alla base del funzionamento automatico.











Lupano Paolo
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Paolo Lupano

Italy
96 Posts

Posted - 22 January 2020 :  16:15:44  Show Profile  Reply with Quote
La CS3 dal punto di vista pratico/ parte DECIMA.



“Tutto più rapido con il Link”

Nel sistema delle retroazioni Märklin un ruolo centrale è svolto dal Link s88. Vedremo come lo si deve collegare alla CS3 e poi settare. Oltre a ciò lo testeremo durante il funzionamento e la stessa cosa faremo con un s88 in corrente continua.



Come è semplice al giorno d'oggi perfezionarsi. Se si vuole approfondire un concetto sconosciuto, è sufficiente un semplice inserimento in un motore di ricerca in internet. Poniamoci ad esempio la domanda: che cos'è un link?
Nel modulo di retroazione Märklin art.60883 la risposta alla domanda è proprio racchiusa sotto l'altisonante nome Link s88. Ad esempio Wikipedia ci svela che ci sono almeno 15 differenti concetti che contengono il termine “link”. Parlando in termini di tecnica fermodellistica, la definizione che per noi meglio si adatta è quella usata nella tecnica delle telecomunicazione:
“Il link indica in generale, nella tecnica della comunicazione ed in particolare nelle reti delle comunicazioni, il collegamento fra due componenti”.
Tutto ciò è ancora molto teorico. Ma la definizione delinea molto bene il compito di questo Link s88. Questo apparato infatti, rende possibile il collegamento di differenti moduli di retroazione con le Centrali CS3 e CS2.

Come già abbiamo avuto modo di apprendere nella precedente puntata, possono essere collegati alla parte sottostante di una CS3+ (art.60216) direttamente uno o più moduli di retroazione s88 AC (art.60881) o s88 DC (art.60882), in successione a piacere, uno dietro l'altro fino ad un massimo di 31 elementi. E sicuramente, per la stragrande maggioranza dei plastici, una tale architettura di sistema non rappresenta alcuna restrizione.

Come già abbiamo detto all'inizio della nostra serie, ha senso, per molte rappresentazioni di impianti ferroviari, soprattutto per i più grandi, pianificare il CAN – Bus come sistema di collegamento centrale tra plastici e certamente come l'arteria principale dell'ecosistema della CS3. Elementi importanti del CAN – Bus, utilizzabili uno dietro l'altro, sono il terminale (art.60145), certamente una presa multipla per il CAN-Bus e il cavo di prolungamento art.60126 che dà la possibilità di prolungare il Bus di due metri. In tal modo, tramite un terminale, si può collegare un Link s88 anche in punti lontani dell'impianto. Il Link s88 costituisce d'altronde la base per ulteriori moduli di retroazione che trasmettono le proprie informazioni alla centrale primaria (la cosiddetta Master) e ad altri apparati presenti nel sistema.

Corrente per l'alimentatore “switching”
Per garantire una sicura alimentazione dei moduli di retroazione, il Link s88 è alimentato attraverso un proprio alimentatore “switching”. Allo scopo possono essere utilizzati l'alimentatore “switching” art.66360 o la sua versione precedente (art.66361). Chi poi ha fatto il suo ingresso nel fermodellismo con un set di partenza dotato di regolatore manuale ad infrarossi, è in possesso dell'alimentatore “switching” art.66201 che presenta una potenza d'uscita di massimo 18 VA che è circa la metà di quella dell'alimentatore “switching” art.66360. Nonostante la potenza d'uscita inferiore, è tuttavia assolumente sufficiente per il Link s88 e può pertanto qui essere impiegato.
Assemblare con avvedutezza
Anche se complessivamente necessitiamo per il nostro plastico di parecchi moduli di retroazione, durante l'inserimento di questi elementi e relativo collegamento, dobbiamo sempre procedere passo dopo passo. Per prima cosa colleghiamo il Link s88 con il suo alimentatore di corrente. Se questi componenti funzionano, possiamo, passo dopo passo, collegare il restanti decoder s88, predisporli e provarli. Chi commette l'errore di collegare tutti in una volta troppi componenti, si verrà a trovare, nel caso di una eventualmente necessaria ricerca di errori, nella situazione di dover gestire una procedura di analisi estremamente complessa.

Collegamento nel dettaglio
Sul lato sinistro del Link s88 si trova il punto di collegamento per il già accennato alimentatore “switching”. Nelle vicinanze si trova il punto di inserimento per il cavo che mette in comunicazione il Link s88 con la CS3 o la CS3+. Come presa per il raccordo è necessario il cavo di collegamento Märklin a 7 poli. Sulla CS3+ questo elemento di collegamento trova collocazione sul retro dell'apparato tra l'uscita a 9 poli del CAN-Bus e l'ingresso a 6 poli del CAN-Bus. Poichè la CS3 non possiede l'ingresso a 6 poli per il CAN-Bus, in questo apparato sono presenti due prese di collegamento per il cavo di raccordo a 7 poli. Questo collegamento a 7 poli presente sull'apparato è idoneo inoltre per l'attacco di un booster artt.60174 o 60175, di un apparato 6021 o di una Mobile Station 2 (con cavo adattatore art.60124). Chi pertanto necessita di parecchi cavi di collegamento ricorre ad un terminale (art.60145) che viene collegato all'uscita CAN-Bus a 9 poli. Ogni terminale là collegato offre quattro prese per il collegamento di apparati a 7 poli ed una presa a 9 poli per un ulteriore terminale.

Testare passo dopo passo

Colleghiamo il nostro primo Link s88 ad una delle prese della CS3 e lo alimentiamo con il suo alimentatore “switching”. Accendiamo adesso la CS3 ed il Link s88 si annuncia automaticamente sulla CS3. Se noi apriamo il menù “System”, scopriamo qui il nuovo ingresso aggiunto per il nostro Link s88.

Più che una stazione intermedia
Effettivamente il Link s88 va chiaramente oltre la funzione di un semplice “elemento di collegamento” in quanto possiede anche 16 ingressi per le retroazioni; esso offre quindi l'abbondanza di funzioni di un completo modulo di retroazione s88 AC (art.60881). Nel calcolo del necessario investimento da fare non si dovrebbe far passare sotto silenzio la situazione di vantaggio rappresentata da questo apparato.

La retroazione tramite tre Bus
In via aggiuntiva il Link s88 offre tre possibilità di collegamento per ulteriori moduli di retroazione. Ai Bus 1 e 2, cioè alle prese di collegamento sui lati destro e sinistro possono essere collegati, uno dietro l'altro, fino a 31 decoder s88 AC (art.60881) o decoder s88 DC (art.60882) per parte. Disponete ancora dei vecchi moduli di retroazione s88 art.6088 o 60880? Nessun problema. Possono essere collegati al Bus 3 posto nel mezzo del Link s88 fra i due precedenti.

Che uno preferisca collegare gli ulteriori moduli di retroazione s88 AC oppure s88 DC in fila su di un Bus oppure preferisca distribuire gli apparati sui Bus 1 e 2, la scelta dipende dal tipo di plastico che si prende in considerazione. Possibilmente si dovrebbero concepire sempre collegamenti corti tra contatti al binario e moduli di retroazione. Per il raggiungimento di questo scopo può pertanto essere sensato, a seconda della forma del plastico, impiegare parecchi Link s88. A questo punto è di primaria rilevanza, già in fase di progettazione, la creatività personale.


Come fare le verifiche di funzionamento?
In un primo momento ci limiteremo, come già accennato, a verificare il funzionamento del Link s88. Apriremo pertanto nelle impostazioni di sistema della CS3 la voce relativa al Link s88 che è stato da poco registrato e verificheremo la lunghezza del Bus che è stata impostata per i Bus 1, 2 e 3. Inizialmente qui deve figurare per tutti e tre gli ingressi uno “0” in quanto al Link s88 non è ancora collegato alcun modulo di retroazione. Se poi in un secondo tempo dovessimo collegare ad uno dei tre Bus uno o parecchi moduli di retroazione, queste registrazioni devono assolutamente essere aggiornate in modo tale che corrispondano all'effettivo numero dei moduli di retroazione collegati.

Come passo successivo mettiamo un cavo di collegamento tra la massa del Link s88 (a sinistra e destra degli ingressi del modulo di retroazione) e la massa della CS3 (cioè tra la massa delle rotaie e la presa 0 dell'uscita verso l'impianto della CS3). In questo modo è garantito che tanto i moduli retroazione quanto la CS3 lavorano con lo stesso potenziale di riferimento. E' sufficiente effettuare questa connessione una volta sola. Il comune potenziale di riferimento sta quindi a disposizione di tutti gli altri moduli di retroazione collegati al Link s88.

Registrare i contatti sulla CS3
Dobbiamo ancora inserire i singoli contatti nella lista degli articoli della Central Station. Tramite la schermata “Bearbeiten” selezioniamo “Aggiungere articoli” e “Contatti s88”; in conseguenza di ciò si apre la finestra delle impostazioni.

Particolare importante soprattutto per quelli che utilizzano la CS3+: qui, come apparato, dobbiamo assolutamente usare il nostro nuovo Link s88 e non l'opzione alternativa “GFP3-1”. Chi seleziona questa opzione, si avvale dei moduli di retroazione collegati alla parte di sotto della CS3+. Come nel caso di un numero telefonico, per cui abbiamo selezionato un prefisso sbagliato, il sistema va alla ricerca dei contatti nel posto sbagliato. Pertanto qui si dovrebbe prestare la massima attenzione al fatto che venga scelto il corretto apparato di base.

Il contatto può essere collegato o al Link s88 stesso (scelta “diretta”) o ad un ulteriore modulo di retroazione su uno dei tre collegamenti Bus (opzioni di scelta “Bus 1”, “Bus 2”, o “Bus 3”). Nell'ultimo caso la posizione del modulo di retroazione collegato deve essere espressa. Per ogni Bus si comincia a contare dall'1 in su. Ogni modulo di retroazione presenta fino a 16 ingressi differenti che vengono numerati, dall'inizio alla fine, da 1 a 16.

Testare con il cavo Test
Per ora colleghiamo solo il link s88 , scegliamo l'impostazione “Direkt” ed il numero-contatto voluto (ad esempio “1”). Prendiamo il cavo per i test presentato nella puntata precedente e lo andiamo a collegare al contatto di massa del Link s88 e testiamo quindi se il contatto viene correttamente inviato alla CS3. Non appena il cavo tocca l'ingresso della retroazione, l'indicazione relativa al simbolo del contatto sulla CS3 cambia da grigio a giallo. Prestate qui attenzione che la modalità “Bearbeiten” della lista degli articoli sia disattivata affinchè la procedura relativa alla retroazione possa avvenire in modo corretto.

I principi basilari sono stati chiariti
Abbiamo quindi imparato i fondamenti basilari per il plastico digitale dei nostri sogni. Nella prossima puntata pianificheremo in modo corretto i contattori e pian pianino programmeremo i primi itinerari. L'imminente periodo invernale è, per tradizione, il periodo giusto per l'attuazione di questo progetto. Pertanto buon divertimento con la continuazione della scoperta delle molteplici possibilità della CS3.



Moduli di retroazione s88 DC:
Così potete testarne il funzionamento

Per testare gli ingressi di contatto del modulo di retroazione s88 DC (art.60882) si utilizza una semplice lampadina per fermodellismo (16V). All'ingresso potenziale dell's88 DC va collegato il cavo conduttore (rosso) della corrente del binario. La nostra lampadina di prova viene collegata in modo stabile con la massa (marrone) della corrente del binario. Se infiliamo il cavo rimasto libero della lampadina in uno dei contatti, la lampadina si illuminerà di colpo e al tempo stesso si ha un cambiamento nella visualizzazione di questo contatto nella lista degli articoli sulla CS3. Quindi abbiamo visto che questo contatto funziona.

Per i moduli di retroazione che possiedono un contattore che commuta in funzione del contatto di massa del binario (s88 AC art.60881) abbiamo conosciuto nella puntata precedente il cavo per testare gli ingressi della retroazione. Esso è da una parte collegato con la massa e dall'altra con gli ingressi di contatto del modulo di retroazione. Se l'ingresso funziona si ha un cambiamento da grigio a giallo sul simbolo del contatto nella lista degli articoli.

Trasformatore ed alimentatore “switching”- Prestate attenzione alla differenza

Il tipico apparato che alimentava la ferrovia modello era in precedenza un trasformatore che trasformava la corrente domestica di 230 Volt AC nell'innocua tensione di alimentazione di 16 Volt in CA.
Questi trasformatori sono oggi, per molti impieghi in ambito fermodellistico, non più ritenuti idonei. Ciò significa che nessun produttore può immetterli sul mercato se osserva le odierne disposizioni in vigore.
A seguito di queste prescrizioni vengono oggi offerte negli assortimenti Märklin e Trix, come anche in quello LGB, nella maggioranza dei casi solo alimentatori “switching”. Questi forniscono secondariamente (quindi all'utilizzatore della corrente) per lo più una tensione di 18 V.
Molti componenti odierni lavorano o in corrente continua o alternata. Ne discende ad esempio che una commutazione analogica degli scambi con la pulsantiera 72720 ed il meccanismo elettromagnetico per scambi 74491 funzionano ad esempio avendo come fonte di energia tanto un trasformatore quanto un alimentatore “switching”. Non ci sono quindi restrizioni qui.

Importante: in caso di dubbio dovreste informarvi sull'impiego di precedenti componenti al fine di di verificare che tipo di alimentazione essi ammettano.

Il vecchio passaggio a livello 74920 ad esempio può essere azionato solo con una tensione in CA di 16 Volt.

La CS3, di contro, può essere alimentata solo con alimentatore “switching”. Chi qui, nonostante questo approfondimento delle conoscenze, volesse fare esperimenti, sappia che può, in casi estremi, danneggiare la propria CS3.

Chi assolutamente ha bisogno della corrente alternata per determinate componenti, può utilizzare anche un alimentatore a commutazione 66360 o 60041 insieme con il convertitore 60130.

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Paolo Lupano

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Posted - 05 March 2020 :  16:14:55  Show Profile  Reply with Quote
La CS3 dal punto di vista pratico/ parte UNDICESIMA.



“Comandare i treni in autonomia”

Le basi delle retroazioni sono state impostate – ora si tratta di passare all'attuazione pratica. Passiamo quindi alla realizzazione sul nostro plastico, in concreto, degli itinerari automatici e delle tratte di blocco.



Avrete sperimentato sicuramente la sensazione che si prova nel momento in cui, giunti al termine, si consegue un obiettivo importante. Questo vale anche per la pianificazione del nostro impianto digitale in cui, alla fin fine, abbiamo esaminato la funzione dei più disparati elementi. Le impostazioni di base sono state, pertanto, chiarite. Siamo quindi arrivati al momento in cui le informazioni acquisite possono essere utilizzate a vantaggio del nostro plastico. Al riguardo sono per noi rilevanti le seguenti conoscenze:

.Per l'arresto automatico delle locomotive potremo ricorrere a possibili differenti soluzioni. Nella zona visibile utilizzeremo la varietà dei segnali digitali che, in relazione alla posizione su cui andranno collocati, sono particolarmente adatti. Andremo ad abbinarli con un elemento di frenatura 72442 grazie al quale il treno si fermerà in modo regolare davanti al segnale. Con la più recente generazione di decoder, possiamo far sì che siano impostati in maniera tale che le motrici, indipendentemente dalla loro velocità, possano coprire una definita distanza già all'inizio della sezione di frenatura. Questi modelli si fermeranno, pertanto, esattamente davanti al segnale a patto che i settori di frenatura abbiano sempre la stessa lunghezza.

.In quanto non previsto, per le aree nascoste non avremo bisogno di nessun segnale. Al contrario, qui viene impiegata la commutazione di un decoder m84. Nei punti in cui il treno si trova ancora fuori dalle aree coperte, utilizzeremo, al posto dell'm84, il modulo di frenatura 72442 collegato al decoder m83. Pertanto, nell'evenienza di un treno che debba fermarsi in quel punto preciso, sperimenteremo per esso il delicato effetto frenante del modulo di frenatura. Nel sinottico dei binari e quindi anche nella lista degli articoli, dovremo impostare per la commutazione relativa all' m84 il simbolo del segnale.

.Da un punto vista generale, per la segnalazione di binario occupato utilizzeremo binari di contatto. Anche per l'attivazione di itinerari per il funzionamento delle tratte di blocco, come anche per la gestione delle stazioni nascoste, ricorreremo a questo tipo di contattori. Importante: gli assi di tutti i vagoni del nostro impianto non devono avere alcun isolamento. Chi, ad esempio, possiede vagoni Trix, dovrebbe pertanto fare attenzione che su d essi si sia provveduto al cambio degli assali.

. Nel nostro plastico ricorreremo, come modulo di retroazione, al Link s88 (art.60883) e all's88 AC (art.60881). Sia il Link s88 che l's88AC offrono ciascuno 16 ingressi per i binari di contatto. Come fonte di energia per il Link s88 utilizzeremo un alimentatore “switching” 66360. Nel caso della Central Station 3 plus abbiamo, poi, generalmente, la possibilità di collegare i moduli di retroazione s88 in modo diretto. Dovremo allora acquistare solamente, al posto del Link s88, un modulo di retroazione s88 AC in più. Ma anche nel caso di questo apparato l'impiego del Link s88 ha un grosso vantaggio in quanto, grazie all'alimentazione in proprio del Link s88, tutti questi moduli di retroazione, da un punto di vista prestazionale, non sottoporranno la Centrale a sovraccarico. Questo è un fattore da non sottovalutare in un impianto di grosse dimensioni come quello che stiamo pianificando.

.Ci sono anche altri accessori, come ad esempio il passaggio a livello, che pure ricorre ai binari di contatto per la sua attivazione. Un binario di contatto può, quindi, svolgere parecchie funzioni. Esso può servire, oltrechè all'azionamento del passaggio a livello, anche, ad esempio, quale rilevatore di binario occupato.

E la concreta attuazione di quanto precede avviene così: in ogni sezione di blocco e binario di manovra vengono previste due tratte di binari di contatto. Un binario di contatto più lungo, della lunghezza da uno a due metri, ci servirà come rilevatore di binario occupato. All'inizio delle tratte di blocco avremo ancora un binario di contatto la cui lunghezza va da 27 a 36 centimetri. Questo binario di contatto lo utilizzeremo per le operazioni di commutazione delle tratte di blocco. La stazione nascosta è caratterizzata da un qualcosa di diverso. Là abbiamo alla fine del binario della stazione nascosta un binario di contatto anche in questo caso della lunghezza da 27 a 36 centimetri. E' questo il binario di contatto che un treno in entrata deve raggiungere prima di fermarsi, in quanto attraverso questo contattore, viene messo in circolazione il treno successivo. Pertanto, nel caso in cui il treno che sta davanti dovesse fermarsi, lo svolgimento del traffico ferroviario, che noi andremo a pianificare, si arresterà.

Prestate attenzione al fatto che, dopo l'uscita da ognuna delle due stazioni nascoste, si trova un binario di contatto. Questo è posizionato in modo tale che ogni treno in uscita passi per forza su di esso attivando in tal modo un determinato evento grazie al quale tutte le uscite degli m84, di tutti i binari della stazione nascosta, verranno commutate su “Rosso=Alt”. In tal modo ci assicuriamo che il successivo treno, che entrerà nella stazione nascosta, si fermerà comunque.

La stessa stazione nascosta viene integrata in una tratta di blocco. La procedura si svolgerà pertanto come segue. Un treno entra nella tratta di blocco e la pone in sicurezza tramite la commutazione su “Rosso=Alt” proteggendola da tutti i treni che seguono. Questo treno continua quindi la marcia sul binario libero della stazione nascosta per poi fermarsi. Ciò facendo farà partire un treno vicino che lascerà la stazione nascosta. Detto treno in uscita procederà quindi fino alla fine della tratta di blocco. Nel caso il blocco successivo dovesse essere libero, il treno vi entrerà ed in tal modo, accanto alla sicurezza intrinseca del nuovo blocco, determinerà anche lo sblocco di quello dietro che comprende anche la stazione nascosta.

Abbiamo, sotto questo aspetto, fino ad ora, elaborato la nostra pianificazione dei binari. Qui possiamo sfruttare molto bene le possibilità che ci vengono messe a disposizione dall'invenzione del binario C. Un binario 24360 può essere sostituito tramite l'uso del binario 24172 e 24188. Mentre il binario 24188 può essere sostituito da due binari 24094, il binario 24172 corrisponde in lunghezza ad un binario 24094 e ad un binario 24077. Quindi possiamo trovare, in caso di necessità, delle formazioni sostitutive costituite da elementi più piccoli. Anche per le tratte con i binari di contatto può essere impiegato, sia all'inizio che alla fine, il binario di contatto 24995. Questi binari corrispondono ciascuno, in lunghezza, all'elemento 24094 e, uniti l'uno all'altro, al binario 24188.
Ma il fermodellista non principiante potrà realizzare queste tratte di contatto in proprio, anche senza il 24995, con gli isolatori per conduttore centrale 74030 che possono essere utilizzati non solo come isolatori per il conduttore centrale ma anche, naturalmente, per l'isolamento di una rotaia laterale. Ma noi tuttavia, da un punto di vista grafico e per una realizzazione più esemplificativa, abbiamo previsto il binario 24995.

Importante: per quanto riguarda i segnali, teniamo presente la regola d'oro che prima e dopo ciascuno di essi debba essere disponibile l'alimentazione di corrente per la trazione. Pertanto ogni tratta di blocco, ogni binario della stazione nascosta e della stazione vera e propria, dovranno avere una propria alimentazione di corrente. E questo vale non solo per la corrente di trazione ma anche per la massa. Questa alimentazione deve pertanto essere impostata in modo tale da non essere collegata erroneamente nella zona isolata di un binario di contatto. Questo perchè, dopo, la retroazione diventa permanente e, comunque, in questo settore, non è proprio possibile alcun evento in forma continuativa. Cercate di pianificare un'alimentazione di corrente anche prima e dopo la stazione e la stessa cosa vale anche per la stazione nascosta. Infatti, anche in questi settori, non vogliamo avere zone prive di alimentazione.

Adesso ci mancano solo alcuni esempi per l'esatta programmazione della stazione nascosta e per l'esercizio delle tratte di blocco. Dopodichè l'impostazione del nostro impianto digitale sarà finita. Maggiori particolari al riguardo nella puntata successiva.

Lupano Paolo
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Paolo Lupano

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Posted - 04 May 2020 :  21:31:04  Show Profile  Reply with Quote

La CS3 dal punto di vista pratico/ parte DODICESIMA.



“La CS3 partner del gioco”

Abbiamo già parlato dell'allestimento del plastico e delle possibilità relative al suo funzionamento. Adesso si tratta di programmare le tratte di blocco perchè il funzionamento dell'impianto proceda senza intoppi così come pianificato.



Verso l'elettronica, che attualmente caratterizza il fermodellismo, esiste sempre un preconcetto di avversione verso il funzionamento automatico poiché questo limiterebbe il fermodellista riducendone la possibilità di divertimento. Ma all'atto pratico ci sono molti esempi in cui plastici gestiti in modo automatico, ossia senza l'intervento dell'operatore, offrono sempre, e in modo sicuro, un funzionamento vario. Questo è il caso di un plastico da esposizione grazie al quale un produttore vuole mostrare i suoi modelli in azione. Questo tipo di plastico deve funzionare in modo completamente automatico e se possibile dalla mattina alla sera trasmettendo al visitatore della mostra quante più possibili interessanti e varie impressioni sul funzionamento richiedendo solo un minimo di intervento manuale.

Al contrario, nella ferrovia in miniatura, per la maggior parte dei fermodellisti, il funzionamento automatico ha due importanti compiti: da un lato dovrebbe essere evitato, quanto più possibile, il verificarsi di incidenti sull'impianto in modo tale da evitare a chi sovrintende al movimento gravosi e pertanto piuttosto sgraditi compiti; dall'altro lato la gestione del plastico dovrebbe sempre informare, in tempo reale ed in modo comprensibile, sullo svolgimento dell'esercizio ferroviario e rendere possibile, in modo agevole, le fasi operative degli eventi successivi. Ed è proprio questo il campo d'azione della moderna guida digitale con la CS3.

Al centro della maggior parte dei plastici abbiamo la stazione da cui partono i treni ed a cui fanno ritorno percorrendo itinerari anche tortuosi. Un tal modo di procedere su queste tratte, trarrebbe, in plastici più impegnativi, notevoli vantaggi proprio da una supervisione di tipo automatico. Al riguardo la gestione delle tratte di blocco è una risorsa collaudata (vedi il riquadro di sotto).

Nel caso più semplice possono essere attivate in un evento della CS3 le procedure relative ad un blocco (quasi) in parallelo. Questo si verifica, in caso di gestione delle tratte di blocco nella forma tradizionale, mediante l'attivazione di un itinerario tramite un binario di commutazione e commutando i segnali relativi al blocco uno dopo l'altro. Nel caso della CS3 abbiamo in aggiunta la possibilità che questa commutazione dei segnali venga attivata in differita. Mentre il segnale della tratta di blocco al momento occupata viene attivato direttamente, per l'autorizzazione a quella immediatamente dopo si attende che passino alcuni secondi. In tal modo si aumenta la sicurezza che il treno che segue non vada a sbattere involontariamente contro la fine del convoglio che ha davanti che magari viaggia più lentamente.

I binari di commutazione hanno nella ferrovia Märklin in H0 un aspetto che deve assolutamente essere sottolineato. Questo contatto, in linea di principio, viene attivato da ogni pattino presente sotto il convoglio. Nel caso ad esempio che l'ultima carrozza illuminata abbia un proprio pattino, quest'ultimo attiverà nuovamente l'evento. E questo può disturbare, involontariamente l'intero funzionamento.

In alternativa, al posto del binario di commutazione, si può ricorrere ad un contattore Reed. In questo caso, va montato sotto il convoglio un magnete che determini l'attivazione del contattore Reed. I contattori Reed possono anche essere utilizzati per una diretta commutazione degli articoli elettromagnetici. Ma in questo caso il contatto è attraversato anche da un'elevata corrente di commutazione il che significa che il contattore Reed si logora precocemente. Invece, in un impianto digitale, al contattore Reed arriva solo corrente a bassa intensità. In questo caso i contattori Reed ringraziano con una evidente più lunga aspettativa di vita. E proprio nei sistemi a due rotaie i contattori Reed sono una buona scelta per il funzionamento delle tratte di blocco (vedi anche le opzioni per le retroazioni nella puntata 8 del Märklin Magazin 06/2018).

Contenuto dei riquadro menzionato più sopra

Come funziona la gestione di un blocco

Nella gestione di un blocco la tratta viene suddivisa in più segmenti di blocco. Per ogni segmento di blocco va considerato che in detto segmento si deve trovare non più di un treno. Questo segmento di blocco viene posto in sicurezza da un segnale che regola l'ingresso in esso. Non appena un treno entra in questo segmento, il segnale di blocco commuta su Rosso = Alt. Solo se il blocco viene rimosso commuta nuovamente il segnale su Verde = Via libera.

In una tratta di blocco devono essere soddisfatte due condizioni:

1. Non appena un treno ha passato un segnale di blocco, il medesimo segnale di blocco deve commutare su Alt per il traffico che segue.
2. Se davanti a questa tratta di blocco se ne trova un'altra, allora il suo segnale di blocco deve commutare su via libera poiché il tratto davanti adesso risulta libero.



I binari di contatto come metodo ideale per la retroazione

Ma il metodo che si predilige per gli impianti ferroviari a conduttore centrale è quello dei binari di contatto prestando però attenzione che non venga superata una determinata lunghezza minima. In caso della sola utilizzazione dei binari di contatto 24995, senza binari di prolungamento, si ottiene una lunghezza totale della tratta di contatto di circa solo nove centimetri. Ma una carrozza con due carrelli possiede uno spazio vuoto tra i medesimi superiore ai nove centimetri il che potrebbe comportare l'attivazione del nostro binario di contatto dal passaggio del primo carrello per poi nuovamente essere attivato dal secondo carrello in quanto ritornato di nuovo attivabile. Questo comportamento viene indicato dagli specialisti come “contatto di rimbalzo” e può determinare per più volte l'involontaria attivazione degli eventi. Ma con tratte di binari di contatto della lunghezza da 25 a 30 centimetri questo tipo di comportamento è escluso.

Per questo motivo, nel nostro plastico dimostrativo di binari di contatto lunghi, abbiamo sempre pianificato, dietro ai segnali di blocco, binari di contatto brevi. Con i binari di contatto si può scegliere l'attivazione di un evento, oppure se il contatto deve risultare occupato come anche se questo debba commutare da occupato a libero. Per il nostro scopo è il cambio di stato da “libero” a “occupato” il momento attivatore del funzionamento delle tratte di blocco. Nel caso dei binari di commutazione e dei contattori Reed queste due condizioni si susseguono così rapidamente una dietro l'altra che all'atto pratico non trovano impiego di rilievo.

Nella configurazione delle tratte di blocco, come nella maggior parte delle procedure, la prima cosa da fare è la creazione degli elementi necessari nella lista degli articoli. Detti elementi sono, per le tratte di blocco, i loro segnali e gli elementi di contatto. Fate attenzione ad inserire gli elementi di contatto solo quando sono disponibili i necessari moduli di retroazione. Se infatti selezioniamo dei moduli di retroazione, che però non sono ancora nella nostra disponibilità, come collegamenti figurativi per i nostri binari di contatto, succederà che, all'atto pratico, la CS3 andrà alla ricerca di questi contatti e, logicamente, non li troverà. Questo fatto sarà segnalato come malfunzionamento marcando il contatto di retroazione in rosso. In detta particolare situazione, il binario di contatto, come anche il contattore Reed ed il binario di commutazione, non va collegato. Un binario di contatto non disponibile viene considerato dal sistema come contatto di retroazione libero e non comporta malfunzionamenti di alcun tipo. Per le prove di funzionamento si può utilizzare un cavo di prova del tipo di quello che abbiamo già illustrato in questa serie di articoli a riguardo della presentazione dei contatti di retroazione e così, passo dopo passo, verificheremo il corretto svolgimento della successione degli eventi (vedi anche moduli di retroazione s88 nella puntata 9 Märklin Magazin 04/2019).

Nell'inserimento dei contatti nella lista degli articoli risulta utile che questi abbiano una denominazione in base alla quale si possa dedurne la funzione. Nel caso dei contatti che noi prendiamo per le tratte di blocco, il numero del blocco dovrebbe pertanto assumere anche un ruolo. Anche nel prototipo ogni blocco presente su di una tratta ha ricevuto una chiara denominazione. Si può naturalmente applicare questo sistema anche sulla propria ferrovia modello per contrassegnare così gli omologhi segnali di blocco. Però in questo caso si può utilizzare qualunque proprio metodo identificativo. In linea di principio i binari di contatto possono assolvere anche compiti diversi. Essi possono essere utilizzati così per l'attivazione di un evento ed anche servire come indicatori di binario occupato. In questi casi viene impostato per le due funzioni uno specifico articolo nella lista dei medesimi. Solamente tramite il nome possiamo differenziarli compiutamente tra loro ed utilizzarli per la funzione voluta.

L'ordine giova al quadro d'insieme e riduce gli errori

Anche per gli eventi è necessaria un'appropriata scelta dei nomi. Negli eventi si possono commutare articoli elettromagnetici come scambi o segnali. Si possono anche integrare ordini alle locomotive, ordini di marcia, e attivare ordini di commutazione. Per il funzionamento delle tratte di blocco è necessaria la commutazione di massimo due segnali. Per la programmazione dell'evento inseriamo dapprima il segnale di blocco per il blocco che deve essere messo in sicurezza con detto evento. Poi si installa l'elemento di commutazione per la tratta di blocco che si trova davanti. Per entrambi deve essere impostato l'adeguato stato di commutazione. Nel primo inserimento questo segnale di blocco commuta su rosso, mentre il secondo segnale del blocco che sta davanti commuta sul verde. Impostiamo quindi per i due segnali di blocco un ritardo di attivazione che va all'incirca da cinque a dieci secondi.

Impostiamo adesso in modalità operativa i due segnali in senso opposto. Azioniamo adesso manualmente il nuovo evento inserito. Il primo segnale di blocco deve essere attivato subito ed il secondo segnale di blocco in differita. Solo dopo questo test potremmo combinare l'evento con l'elemento di commutazione inserito. Ma questo sarà argomento di trattazione della prossima puntata.






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Paolo Lupano

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Posted - 28 August 2020 :  15:04:08  Show Profile  Reply with Quote
La CS3 dal punto di vista pratico/ parte TREDICESIMA.



“Di blocco in blocco”

I segnali mettono in sicurezza le tratte di blocco e passano automaticamente, grazie alla gestione degli eventi tramite la CS3, da “Alt” a “Via libera”. Inoltre la retroazione si può impostare in modo del tutto agevole.



La creazione di un evento per l'esercizio delle tratte di blocco è proprio semplice: è sbalorditivo, e non solo per il principiante, il modo così poco appariscente con cui si realizza la messa in sicurezza di un blocco. La protezione anticollisione avviene tramite una procedura infallibile. Sta entrando un treno in un blocco? Detto treno provvede alla propria sicurezza in modo tale che in questo settore non possa avere accesso nessun altro convoglio. Un treno è uscito dal settore in cui si trovava? Il permesso d'ingresso nel blocco diventato libero può essere dato solo dal treno che lo ha lasciato. Un malfunzionamento accidentale è da escludersi grazie alla chiara suddivisione delle funzioni.

Tramite quali sensori possiamo attivare tale evento? La risposta è subordinata al tipo di binario impiegato. Gli utilizzatori della tecnica Märklin a conduttore centrale, presente nei binari C o K, propenderanno per il binario di contatto con la retroazione tramite s88 AC (come spiegato nella puntata nr.8 del Märklin Magazin 06/18). E' economico, molto sicuro dal punto di vista del funzionamento e non è soggetto a usura. Tuttavia potremo fruire di questi vantaggi solo se sui rotabili saranno state montati assali non isolati. Solo in questo modo avremo la sicurezza che i binari di contatto potranno essere attivati in modo corretto.

Chi allestisce un impianto a due rotaie, non ha importanza se in scala N, H0, 1 o G, deve rinunciare a questa semplice ma geniale forma di binario di contatto presente nel sistema H0. Anche là sono presenti degli adatti contatti permanenti tramite la retroazione s88 DC. Poichè questo modulo di retroazione verifica anche se in una tratta è presente consumo di corrente, detto modulo può anche essere utilizzato per la rilevazione di binario occupato.

In via alternativa ci sono i contattori Reed che, a seconda della scala, vengono installati parallelamente alle traversine e pertanto trasversalmente rispetto alla direzione di marcia (ciò è possibile solo per le scale più grandi) o posizionati longitudinalmente alle rotaie nella loro metà. Procedendo con l'installazione c'è da prestare attenzione alla polarità dei magneti di attivazione in rapporto alla direzione d'azione del contattore Reed. Pertanto, prima del fissaggio di un magnete al di sotto di un rotabile, verificate che detto magnete possa esplicare la sua funzione in modo ottimale. Dove è meglio fissarlo? Sostanzialmente ci sono due soluzioni. Quella ovvia è fissarlo sotto la locomotiva e questo perchè per ogni treno vi è una locomotiva. Ma chi d'altra parte osserva attentamente molti impianti da esposizione, si renderà conto che il magnete di attivazione si trova spesso sotto l'ultimo vagone. Il motivo che fa propendere per questa sistemazione è dato dal fatto che, in caso di distacco di vagoni dal treno, l'ultimo vagone si trova in ogni caso in questa porzione di treno. La parte di convoglio che continua la marcia non sarà quindi in grado di attivare alcun evento. La tratta di blocco, in cui si trovano i vagoni sganciati, rimarrà comunque occupata e tutti i treni che seguono si fermeranno davanti ai segnali di blocco piazzati davanti a loro. Lo svantaggio di questa procedura è costituito dal fatto che nell'assemblaggio dei treni si deve procedere in modo oculato poiché solo l'ultimo vagone deve essere dotato di magnete e non si devono trovare all'interno del convoglio altri rotabili con magneti. Un'altra variante di retroazione per i sistemi Märklin H0 è rappresentata dai binari di commutazione il cui funzionamento è sicuro solo se nell'intero treno è presente un solo pattino. Se vengono utilizzate carrozze illuminate ciascuna con il proprio pattino oppure treni con commutazione del pattino c'è il rischio di soppressione della sicurezza intrinseca nella commutazione dei binari.

La CS3 deve sapere dove si trova il contatto
Come descritto nella guida all'utilizzo di ciascun apparato, vengono collegati i binari di contatto, i contattori Reed come anche i binari di commutazione ad un ingresso di un adatto modulo di retroazione (vedi riquadro di pag.22). Perchè in tal modo possa funzionare la retroazione di un impianto digitale, deve essere impostata sulla CS3 nell'impostazione di sistema di ciascun apparato (o GFP3 o Link s88) la corretta lunghezza del Bus come anche il numero dei moduli. Solo dopo possono essere visualizzati i collegamenti delle retroazioni. Il passo successivo sarà rappresentato dalla impostazione dei contatti sulla Central Station 3.
Per impostare i contatti nella lista degli articoli bisogna stare attenti alla selezione della base corretta. I moduli di retroazione che vengono collegati direttamente all'ingresso s88 della CS3 plus sono amministrati tramite il processore del formato binario di questo apparato che trovate nella CS3 come “GFP3”. Ogni Link s88 costituisce, nella totalità del sistema, una propria unità base e deve pertanto, altrettanto correttamente, essere selezionato per quanto riguarda i contatti. L'assegnazione va a compimento nella modalità elaborazione articoli sotto a destra in corrispondenza di “Transfer an”. La base che avete scelto la potete vedere nella modalità Bearbeiten della lista degli articoli sopra a sinistra. Là potete prendere a scelta tutti gli elementi base presenti nel vostro sistema.

Nel Link s88, potete, per quanto concerne i parametri sotto “Bus”, scegliere le impostazioni Diretto, Bus 1, Bus 2 o Bus 3. Ciò facendo siete indirizzati direttamente ad uno dei possibili contatti che sono immediatamente disponibili sul Link s88. Le altre impostazioni indirizzano al relativo Bus di collegamento del Link s88 al quale possono essere collegati altri s88.
Il primo s88 aggiuntivo collegato a questo Bus ha il modulo nr.1, il secondo il nr.2 e così via. Ad ognuno di questi moduli collegati ci sono 16 ingressi che sono contrassegnati con numeri da 1 a 16.

Una volta impostati i contatti nella CS3, terminiamo la modalità elaborazione e proviamo, nella lista degli articoli, se i contatti funzionano in modo ineccepibile. Non appena il sensore viene attivato, l'indicazione del contatto nella lista degli articoli deve passare da grigio a giallo. Importante: l'indicazione del contatto può essere commutata sulla CS3 anche manualmente. Per la funzione di segnalazione di contatto questa manovra non è però attendibile.

Da ultimo andiamo nella modalità “Bearbeiten” per gli eventi e richiamiamo l'evento già inserito nell'ultima puntata con l'ordine di commutazione per i due segnali. Là, dalla parte sinistra, si trova di default, solo il tasto per l'attivazione manuale di questo evento. A questo punto aprite la lista degli articoli e cercate il contatto che deve attivare questo evento nell'esercizio della tratta di blocco. Trascinate semplicemente questo elemento sul tasto per il funzionamento manuale. Questo tasto si commuta ora su attivazione attraverso il contatto scelto. Se adesso abbandonate la modalità “Bearbeiten” potete testare per la prima volta il funzionamento automatico. E' sempre una fantastica esperienza, anche per delle vecchie volpi, vedere come si posizionano i segnali, determinando il voluto effetto protettivo, quasi fossero gestiti da uno spirito.

I treni si fermano da soli davanti ai segnali
Perchè la messa in sicurezza di un blocco, grazie a questa procedura, possa funzionare e le locomotive possano fermarsi davanti a segnali indicanti alt, c'è bisogno di altri elementi. Necessiteremo o di un blocco di frenatura che faccia fermare la locomotiva conformemente al prototipo o di un tratto privo di corrente che porti all'arresto forzato. L'installazione di ciò è stata spiegata nella parte 7 (Märklin Magazin 05/2018).

La nostra serie di spiegazioni sulla pianificazione e costruzione di un impianto digitale e indicativamente giunta, con questa puntata, alla sua conclusione ma naturalmente siamo lontani dall'aver esaurito tutti gli argomenti riguardanti un impianto digitale. Con i prossimi numeri andremo avanti a trattare argomenti digitali e in un caso o nell'altro riattiveremo il nostro impianto esemplificativo accettando pertanto volentieri le Vostre istanze. Se ci sono argomenti di Vostro interesse potete comunicarceli (maerklin-magazin@3g-media.de). Non vediamo l'ora di ricevere le Vostre proposte.








Lupano Paolo
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Alberto Pedrini

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11752 Posts

Posted - 29 August 2020 :  16:37:19  Show Profile  Visit Alberto Pedrini's Homepage  Reply with Quote
La raccolta aggiornata delle traduzioni di Paolo Lupano a cura di Stefano Spina è a questo link:
http://www.marklinfan.net/Documenti/CS3-60216-26.pdf
Grazie a entrambi da parte di tutti i Soci e visitatori di questo sito, il topic è stato ripulito dai numerosi commenti positivi per facilirtarne la lettura

Alberto
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Paolo Lupano

Italy
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Posted - 29 August 2020 :  16:42:11  Show Profile  Reply with Quote
Prego Alberto, missione compiuta!

Lupano Paolo
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