| T O P I C R E V I E W |
| Alberto Pedrini |
Posted - 21 January 2012 : 16:37:23 Clic sull'immagine per la scheda

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| 15 L A T E S T R E P L I E S (Newest First) |
| Piero Chionna |
Posted - 19 May 2019 : 19:33:10 Interno cabina di E.636 fotografata presso le officine di Fondazione FS Italiane del Deposito Locomotive di La Spezia Migliarina

Lo snodo delle due semicasse della E.636 viste dall'interno della macchina

Un compressore dell'aria della E.636

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| Nino Carbone |
Posted - 31 March 2016 : 12:30:43
La E.636.385 è stata l’unica unità del Gruppo utilizzata per il progetto “PV Train” (Photovoltaic Train), con l’installazione sul tetto di una serie di celle fotovoltaiche da 24 V per la ricarica dei gruppi di batterie e per l’utilizzo dei servizi ausiliari nei periodi di stazionamento. Il progetto ebbe un discreto successo ed in merito a ciò questa unità è stata inserita nel parco rotabili storici di Trenitalia, in qualità di unità prototipo/sperimentale. Clic foto

- Foto Dequadim / da: it.wikipedia.org -

- Foto da: e.636.it -

- Foto da: e.636.it -
- Nino -
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| Nino Carbone |
Posted - 31 March 2016 : 12:26:01
Dal 2000 una parte di unità E.636 è stata pellicolata con colori XMPR - Clic foto

- Foto Antonio Scalzo / da: e636.it -
- Nino -
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| Nino Carbone |
Posted - 22 September 2015 : 15:45:59
E.636.131, anzi E.636-131, marcatura alquanto inusuale per le FS. Un’altra stranezza è il riquadro giallo attorno alle scritte riguardanti il pesi della macchina sulla cassa all’altezza del predellino. Assegnate ai depositi di Palermo, Messina e Catania, il loro servizio era imperniato sulle linee costiere Messina-Palermo e Messina-Catania-Siracusa, elettrificate rispettivamente nel 1955 e tra il 1958 e il 1960. In compartecipazione con il Gruppo E.626, le E.636 rimarranno per circa un trentennio le sole locomotive elettriche dell’isola. - E.636.131 a Messina il 17 giugno 1959 -

- Foto John D.Blyth / Da: Sui binari dei ricordi / Edizioni ACME -
- Nino -
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| Alberto Pedrini |
Posted - 06 May 2015 : 00:26:44 Ti riferisci ai nuovi pattini con innesto a incastro? In effetti non ne ho in dotazione e quindi non ho provato a fare clic. Insomma, dopo avere scassinato la serratura si scopre la porta aperta...    Fai una foto? |
| Riccardo Bastianelli |
Posted - 05 May 2015 : 23:57:56 quote: Originally posted by Alberto Pedrini
Ho recentemente ampliato la flotta dei 636 con i nuovi Roco in versione aggiornata. Data l'ampia offerta di queste macchine (ACME, Lima, Roco) si trovano a ottimo prezzo in versione sound. Montano un decoder Zimo multiprotocollo e hanno suoni ben fatti. Il carrello centrale è predisposto per il pattino, vediamo come procedere per la conversione.
Il carrello centrale ha il carter inserito a pressione

Sabato scorso in sede ho convertito la mia 636 Roco. Ho verificato che il pattino, con la base in plastica, entra perfettamente nelle quattro fessure ai lati della vite centrale, basta un click. Rispetto alla tua soluzione il pattino sta un poco più basso, ma sinceramente sembra fatto su misura 
Riccardo |
| Nino Carbone |
Posted - 27 March 2015 : 12:03:12
- Il 24 aprile 1984 la E.636.080 ancora nei colori castano-Isabella -

- Foto Alessandro Muratori / da: Mondo Ferroviario 39 -
- Il 9 ottobre 1987, dopo una Grande Revisione, la E.636.080 venne riconsegnata al servizio con un nuovo aspetto cromatico “blu notte-grigio nebbia” -

- Foto Giancarlo Ganzerla / da: Mondo Ferroviario 39 -
- Nino -
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| Ettore Mastelloni |
Posted - 13 December 2014 : 11:24:41 Mi associo alle considerazioni di Luigi, bellissimi questi topic! E' vero, tra l'altro, che quest'anno è stato prodigo di interessanti novità per noi marklinisti. Non ho ancora visto dal "vivo" le E645-636 Hornby/Lima-Roco. Ho preso la E636.100, quest'estate e l'ho subito passata in AC. A parte il leggero rumore del pattino Hornby, nessun problema. Bella macchina. Credo farò presto un'altra... "follia". Alcuni amici si sono appassionati a questo sito, lo trovano ben fatto e ricco di notizie. Complimenti! |
| Luigi Ceffa |
Posted - 11 December 2014 : 19:56:51 Eh, questo topic è così ricco di informazioni e belle immagini, sia nella parte storica che in quella modellistica, che ad un utente tipo, quale posso considerarmi, viene la voglia di tentare un "Indice nell'Indice". In realtà ci sono resoconti di due diverse trasformazioni AC di nuovi modelli(da Hornby/Lima e Roco) e una tal messe di notizie tecniche e costruttive, che il termine "discussione" è diminutivo, certo non gli rende merito, e la fretta, grande nemico della fruizione del lavoro altrui, potrebbe far partire la consultazione di questo topic dalla seconda pagina, e sarebbe un gran peccato. Che dire, 2014, anno delle E.636 e scusate l'interruzione non propriamente ortodossa.
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| Alberto Pedrini |
Posted - 03 December 2014 : 22:39:59 Belle belle belle, e viaggiano benissimo, sono molto contento di queste macchine. 


Il resto del servizio sul sito: http://www.marklinfan.net/fs_e636.htm
(Il presente commento è un parere personale e non si intende come invito all'acquisto, l'uso di locomotive può causare dipendenza, leggere le istruzioni prima dell'uso e tenere fuori dalla portata dei bambini)  |
| Alberto Pedrini |
Posted - 01 December 2014 : 22:57:13 Ho recentemente ampliato la flotta dei 636 con i nuovi Roco in versione aggiornata. Data l'ampia offerta di queste macchine (ACME, Lima, Roco) si trovano a ottimo prezzo in versione sound. Montano un decoder Zimo multiprotocollo e hanno suoni ben fatti. Il carrello centrale è predisposto per il pattino, vediamo come procedere per la conversione.
Il carrello centrale ha il carter inserito a pressione

Si smonta facendo leva (attentamente e piano) con un cacciavite, poi si prende un pattino 7164 e si smonta la basetta.

Poi si fissa nelle feritoie predisposte

Nel carrello c'è già il foro per il passaggio del filo

A questo punto si gira la loco e si smontano le semicasse, per farlo osservate attentamente la foto, bisogna allargare solo in due punti, dove ci sono i dentini piatti verso il centro della semicassa, e sollevarla dal centro della loco, dove vedete a destra i due dentini verticali che si sfilano a scorrimento. E' più capire il movimento che farlo, si toglie facilmente. Segnatevi un puntino all'interno per identificare la semicassa che va dove ci sono i macchinisti.

Questo è il circuito stampato originale

E qui dopo avere spostato (da entrambi i lati) i fili provenienti dalle ruote e fissato il filo del pattino.

Sulle semicasse potete montare gli aggiuntivi e cambiare i pantografi se devono lavorare sul plastico, gli originali sono delicati e non stanno dritti. A sinistra i soliti robusti Sommerfeldt che monto di solito.

A breve farò qualche foto sul plastico, nel frattempo ecco la loco con gli aggiuntivi (gancio in metallo Rivarossi) a cui dipingerò poi i rubinetti di giallo e rosso.
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| Nino Carbone |
Posted - 09 September 2014 : 16:28:46 - E.636 per servizi navetta -
– E.636.225 a Roma Smistamento nel giugno 1982 -

- Foto Salerno / da: Locomotive Elettriche E.636 di Roberto Rolle / edizioni elledi -
Per l’esercizio dei treni navetta per trasporto automobili sulla linea “Pontremolese” (istituiti nel 1967), vennero attrezzate con telefono Perego 5 locomotive E.636: 119 - 225 - 253 - 255 - 468.
L’impianto del telefono Perego, risalente come concezione al 1940, permetteva di collegare il macchinista a bordo della locomotiva di spinta con quello della carrozza semi-pilota anteriore, il quale impartiva le disposizioni della via ed aveva la possibilità di comandare l’apertura dell’I.R. della locomotiva in caso di emergenza. (I.R. / L’Interruttore Extrarapido è un sistema per la protezione dei circuiti in Alta Tensione)
Il macchinista dell’unità semi-pilota disponeva anche del “rubinetto” per il comando del freno.
Per il collegamento del citofono vennero utilizzati accoppiatori mobili a 6+1 poli usufruendo di una condotta posta sulla locomotiva che attraversava i veicoli destinati a questo tipo di servizio.
Erano attrezzate già da anni nello stesso modo diverse unità dei Gruppi E.626 ed E.424, che effettuavano servizi navetta nei nodi di Roma (per Velletri), Napoli (per Villa Literno e Caserta) e Torino (sulle linee Trofarello-Chieri e Bussoleno-Susa), linee convertite da c.a. in c.c. nel 1961.
Con la soppressione di questo servizio (settembre 1974), quasi tutte le E.636 attrezzate vennero destinate a Roma.
Nel maggio, sempre del 1974, per tutte le E.626, E.424 ed E.636 venne decisa la sostituzione del telefono Perego con un più moderno citofono, che utilizzò la vecchia condotta ma con accoppiatori mobili a 12+1 poli, utilizzandone però solo 6.
La modifica venne apportata tra il 1974 e il 1977 su tutte le unità presso le officine dei DL di appartenenza.
Le unità così modificate si riconoscevano per la presenza del cavetto sulla testata, unitamente al piccolo bocchettone precedente che rimase in opera.
- E.636 con aggancio automatico -
- E.636.354 a Savona nel giugno 1982 in testa a un locale composto da “centoporte” -

(particolare)

- Foto Franco Dell’Amico / da: Locomotive elettriche E.636 / Roberto Rolle / edizioni elledi -
Nella seconda metà degli anni ‘70 la sperimentazione in ambito FS riguardò anche la realizzazione di materiale per trasporto merci con aggancio automatico tipo europeo "69/e" da inserire nel normale traffico commerciale. (Per i treni passeggeri l’aggancio automatico - dal 1968 - era stato oggetto di sperimentazione su alcune E.645 ed E.646 e successivamente con la E.444) Venne equipaggiato il primo lotto di 60 carri Eaos da utilizzate dal maggio 1976 sulla relazione Portovecchio di Piombino-Torino Dora (per conto FIAT), con 2 treni settimanali di circa 1.000 ton. Per il traino di questi convogli merci vennero equipaggiate 4 locomotive E.636 del D.L. di Torino: - E.636.247 – E.636.332 – E.636.354 – E.636.389 - Venne preso in considerazione lo sviluppo di un ulteriore programma di allestimento di 100 carri di tipo Rgs di nuova costruzione destinati alla formazione di 2 treni settimanali con andata e ritorno per trasporto di containers tra i poli industriali FIAT di Torino e Piedimonte-Villa S.Lucia di Cassino. Queste relazioni, istituite nella primavera 1979, e previste con treni da 1.400/1.800 ton. in doppia trazione di E.636, permisero di confermare nell’esercizio, le effettive possibilità offerte dal futuro aggancio automatico.
Le 4 E.636 attrezzate con questo sistema ebbero anche una modifica all’impianto pneumatico, la modifica consisteva nell’applicazione di serpentini di raffreddamento in alluminio sul tetto per garantire un migliore raffreddamento dell’aria.
Qualche altra unità nel tempo fu dotata di questa modifica nel corso di riparazioni, come la E.636.153.
Nel 1980 la composizione del treno per Cassino venne fissata a 1.000 ton e affidata in semplice trazione.
Le 4 E.636 con aggancio automatico vennero inserite in un particolare turno del DL di Torino di 4 giornate, comprendente la relazione su Cassino e quella su Portovecchio di Piombino per una percorrenza totale di 2.480 km, con una media giornaliera di 620 km.
Non erano rare al traino di treni passeggeri locali (era previsto un aggancio ausiliario manuale che consentiva di collegare un aggancio automatico con uno tradizionale) di 3 o 4 carrozza verso Savona o Cuneo.
Trainarono anche coppie treni Firenze-Torino e viceversa composti da carrozze con aggancio automatico e che normalmente erano affidati alle E.646.125 e 127 anch’esse dotate di aggancio automatico.
L’impostazione “larga” dell’orario di questi treni consentì il rispetto senza troppa fatica anche a queste E.636 con rapporto 21/65.
- Fonte: Locomotive Elettriche E.636 di Roberto Rolle / edizioni elledi - - Nino -
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| Alberto Pedrini |
Posted - 06 September 2014 : 17:11:05 Io uso i Sommerfeldt 822, FS tipo 52. Si trovano facilmente, es: http://www.lineasecondaria.it/negozio/index.php?route=product/product&path=53_429_96_215&product_id=1079 |
| Ernesto Cappellano |
Posted - 06 September 2014 : 12:49:18 Grazie Alberto, comunque l'inconveniente mi ha costretto ad un approfondimento che mi ha fornito molte informazioni utili su argomenti a me poco noti. A proposito, per la sostituzione dei delicatissimi pantografi del E636, qualcuno ha sperimentato un tipo FS42 sufficientemente robusto per lavorare in presa con la linea aerea senza autodistruggersi? Ernesto
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| Alberto Pedrini |
Posted - 05 September 2014 : 17:49:07 Lascia perdere tutti i trasformatori blu, per questi Märklin ha fatto una campagna di rottamazione alcuni anni fa ritirandoli in cambio di quelli bianchi 6647 (ora 66470). Con l'avvento dei decoder mfx nel 2004/2005 è iniziata la sagra del fritto misto a causa dei vecchi trafo, gli unici approvati sono quelli bianchi, e questo spiega come mai i prezzi dell'usato siano nettamente differenziati tra i due tipi. Purtroppo abbiamo dato per scontato questa informazione e così ti è capitato il guaio. |
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