| T O P I C R E V I E W |
| Piero Chionna |
Posted - 24 May 2015 : 18:12:44 A cento anni esatti dall'entrata in guerra dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale. Una storia piccola piccola, per ricordare e per riflettere sul nostro passato e sul nostro futuro. Una piccola storia di famiglia, di guerra e di amicizia, che introdurrà l'argomento ferroviario vero e proprio.
A presto |
| 15 L A T E S T R E P L I E S (Newest First) |
| Piero Chionna |
Posted - 09 July 2019 : 22:15:34 Si aggiunge un piccolo tassello alla ricerca grazie a Gabriele che a Cormons ha individuato il luogo e la data di nascita del nostro Stefano che non nacque a Cormons, bensì a Rodda, un piccolo comune della Valle del Natisone.
Rodda fu comune autonomo fino al 1929 quando, fuso al comune di Tarcetta, diede vita all'attuale comune di Pulfero, località alle pendici del Matajur, in provincia di Udine. Rodda è oggi una frazione di Pulfero composta dalle seguenti borgate, distanti anche alcuni chilometri l'una dall'altra: Bizonta/Bizonti, Brocchiana, Buttera/Butera, Clavora/Klavora, Cranzove/Kranjcove, Domenis/Domejža, Lacove/Lahove, Oriecuia/Oriehuje, Ossiach/Ošjak, Pocovaz/Pokovac, Scubina/Skubini, Sturam, Tumaz/Tuomac, Uodgnach/Uodnjak e Zeiaz/Zejci. Queste borgate vengono generalmente suddivise nei gruppi di Rodda Alta e Rodda Bassa.
http://www.lintver.it/storia-vicendestoriche-ruonac.html
https://www.google.com/maps/place/33046+Pulfero+UD/@46.1769164,13.4940935,1634m/data=!3m1!1e3!4m5!3m4!1s0x477a4ffb9d54b161:0x411997554e632c8e!8m2!3d46.1741768!4d13.4819458
Grazie al paziente lavoro degli Archivi di Stato provinciali si sta sviluppando un archivio online che consente già oggi interessanti ricerche. Sebbene manchi ancora l'indicizzazione capillare di nomi e cognomi, la conoscenza di data e luogo di nascita mi ha consentito di risalire facilmente agli atti di nascita del comune di Rodda.
http://www.antenati.san.beniculturali.it/
Ecco il documento che attesta la nascita di Stefano Natalino avvenuta a Rodda il giorno 19 dicembre 1888 (18 dicembre secondo altre informazioni reperite a Cormons). Dagli archivi anagrafici di Cormons risulta anche confermata la professione di Falegname, ma si apprende anche che nel 1923 Stefano si trasferì a Mestre. Da sua Moglie Gisella ebbe due figli e per certo si sa che uno dei suoi due nipoti vive a Mar del Plata in Argentina.

La ricerca continua ....
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| Piero Chionna |
Posted - 21 February 2018 : 18:04:47 Desidero ringraziare il sig. Gabriele da Cormons che ci ha contattato per approfondire l'argomento. La mia speranza è che finalmente si possa dare un volto anche al soldato Stefano. Da parte mia pubblico una foto di mio nonno Attilio che fu probabilmente scattata a Napoli prima della partenza per il fronte. Non sono un esperto, ma noto che sul cappello si vede il fregio che, correggetemi se sbaglio, dovrebbe essere quello del 32° Fanteria "Brigata Siena", come anche le mostrine sembrerebbero dimostrare:
http://www.frontedelpiave.info/public/modules/Fronte_del_Piave_article/Fronte_del_Piave_view_article.php?id_a=437&app_l2=397&app_l3=437&sito=Fronte-del-Piave&titolo=Brigata-Siena
Aggiungo questa nota storica che ci descrive l'impegno del 32° Fanteria Brigata Siena durante la Terza Battaglia dell'Isonzo quando gli venne assegnato il compito di impadronirsi della trincea nemica conosciuta come "Trincea delle Frasche". Leggendo queste righe rieco a capire il silenzio del nonno e i suoi occhi lucidi ogni volta che gli chiedevo di raccontarmi qualcosa di quella guerra.
http://icadutidelcarso.blogspot.it/2016/09/soldato-volontario-bollini-carlo.html
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| Piero Chionna |
Posted - 21 February 2018 : 07:23:17 Grazie Carlo. |
| Carlo Rastelli |
Posted - 21 February 2018 : 04:32:13 Sinceri complimenti Piero, non avevo letto il post....racconto bellissimo, affascinante ed avvincente,un bel romanzo storico ben scritto e documentato....   |
| Piero Chionna |
Posted - 12 March 2016 : 09:26:31 Quando rientrò dal fronte Attilio ritornò a vivere con sua moglie Maria nella vecchia casa di via Aere, oggi via Vittorio Emanuele III. Questa fotografia fu scattata proprio in via Aere durante il mercato del lunedì. Siamo nei primi anni '20 ed è probabile che la lettera da Cormons fosse già arrivata a destinazione e si trovasse nella casa che io riesco a individuare in questa foto, in fondo a sinistra, a piano terra, poco dopo il balcone più lungo.

Bisogna pensare che in quegli anni l'Acquedotto Pugliese non aveva ancora raggiunto quelle terre che per la loro morfologia erano totalmente sprovviste di acque in superficie. Niente acqua corrente, nessuna fontana pubblica, ma solo l'acqua benedetta che arrivava dal cielo e che veniva convogliata e conservata nelle cisterne scavate sotto le abitazioni. La famosa "Galleria Pavoncelli", la galleria di valico dell'Appennino, da Caposele a Conza fu ultimata nell'anno 1914. La sua lunghezza era di 12.750 metri e all'epoca era superata per lunghezza solo dalle gallerie del Frejus, del Gottardo e del Sempione. Attraverso quella galleria nel 1915 l'acqua del Sele arrivò a Bari, ma ci vollero altri anni di lavoro prima di vedere l'acqua nelle altre zone.
Nel 1920/30 da queste parti si era ancora in quella che il poeta Orazio definì, prima della nascita di Cristo, la "Siticulosa Apulia". L'acqua che iniziò a sgorgare dalla fontana che si trovava in fondo alla via fu un evento davvero memorabile.
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| Piero Chionna |
Posted - 11 March 2016 : 01:08:59 Grazie Davide. Siamo partiti dalla lettera spedita dal Sig. Stefano Iuretig di Villa Alimonda e indirizzata a mio nonno Attilio Chionna, falegname in San Vito dei Normanni. Su questa lettera abbiamo poi costruito una sorta di sceneggiatura; di conseguenza, gran parte di ciò che abbiamo narrato e riprodotto in miniatura con le foto di Alberto Pedrini, è frutto della nostra immaginazione.
Quello che conta davvero è l'essenza del fatto: quella lettera spedita poco dopo la fine della Grande Guerra e gelosamente conservata dal destinatario fino all'estate del 1969.
Sarebbe bello rimettere i due protagonisti della storia fianco a fianco attraverso le rispettive foto di famiglia. Resto in attesa di notizie.
Saluti cordiali, Pier Attilio Chionna |
| Davide Polo |
Posted - 10 March 2016 : 10:23:06 Gentile Piero, Sono il presidente di un'associazione che si occupa di storia locale , se vuol farsi un'idea della nostra attività può trovarci a questo indirizzo https://tocsdicormons.wordpress.com . La storia mi pare carina e credo meriterebbe un articolo, nei prossimi giorni raccoglierò le informazioni e poi le so dire.
Cordialmente, Davide |
| Piero Chionna |
Posted - 10 March 2016 : 07:22:02 Sig. Davide, questa notizia mi sorprende. Sarei felicissimo di saperne di più. Ho volutamente omesso di citare il cognome di Stefano, ma forse potrà esserle utile sapere che si tratta di Stefano Juretig. Nella lettera proveniente da Cormons viene citato anche il cognome di un Generale che sarebbe passato da Cormons dopo la fine della guerra. Si tratterebbe, anche se con un certo margine d'errore dovuto al degrado del documento, del Generale Cicconetti.
XXII CORPO D'ARMATA (Ten. Gen. Giuseppe Vaccari)
57^ Divisione Territoriale (Mag. Gen. Luigi Cicconetti)
Capo di Stato Maggiore: Col. Giovanni Battista Danise
Brigata di Linea "Pisa" (Col. Ariberto Perrone) 29° Reggimento Fanteria di Linea (Col. Ettore Petrali) 30° Reggimento Fanteria di Linea (Col. Casto Sanniti)
Brigata Territoriale "Mantova" (Brg. Gen. Paolo Paolini)
113° Reggimento Fanteria Territoriale (Col. Attilio Bernasconi) 114° Reggimento Fanteria Territoriale (Col. Annibale Colli Vignarelli) 3° Reggimento Artiglieria da Campagna (Col. Achille Rossi) 425^ Batteria Bombarde VI Battaglione Genio Zappatori 141^ Compagnia Genio Telegrafisti Servizi Divisionali
(fonte http://xoomer.virgilio.it/ramius/Militaria/battaglia_vittorio_veneto_1918_2.html) |
| Davide Polo |
Posted - 10 March 2016 : 01:20:38 Se dovesse interessarle, la storia di Stefano gliela posso raccontare io. Mio padre viveva a Villa Alimonda ( nel borgo attiguo, detto San Zanùt ) e ha lavorato per un periodo per un falegname anziano che si chiamava , per l'appunto Stefano anche se , a onor del vero, in paese era conosciuto con un altro nome. Può essere una coincidenza, ma non credo. |
| Pier Attilio Chionna |
Posted - 27 September 2015 : 16:37:00 Sempre dalla rivista dell'AIAL "Il falegname ebanista moderno", i prezzi per il trasporto del legname dell'anno 1925:
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| Pier Attilio Chionna |
Posted - 27 September 2015 : 16:31:22 Dagli archivi di famiglia troviamo conferma che il carico di legname arrivò regolarmente a destinazione. I tronchi furono tagliati in tavole successivamente utilizzate per la costruzione di mobili e infissi.
Attilio riceveva regolarmente i disegni che suo zio gli inviava da Alessandria d'Egitto dove aveva aperto una piccola azienda in cui venivano realizzati carretti e carrozze di vario tipo. Inoltre si era abbonato alla rivista "Il falegname ebanista moderno", bollettino dell'AIAL, Associazione Italiana Arte del Legno.
Di seguito due immagini: una pagina di un volumetto spedito da Alessandria d'Egitto il giorno 10 marzo 1921 e la collezione dell'anno 1925 della suddetta rivista edita a Firenze dalla AIAL e stampata da "L'Industria Tipografica" via Dei Macci 5, Firenze (Anno 1925, abbonamento Italia Lire 45, estero Lire 70.


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| Piero Chionna |
Posted - 01 June 2015 : 19:08:46 quote: Originally posted by Pier Attilio Chionna
Attilio non amava parlare della guerra, ma appeso al muro aveva il quadro con la pergamena e la medaglia che il Ministero della Guerra gli aveva inviato a ricordo della sua partecipazione alla Prima Guerra Mondiale. Quel documento porta la data 21 febbraio 1921.
Ecco il documento e la medaglia che il Ministero della Guerra consegnò ai soldati reduci della Guerra 1915-1918. Quello di Attilio, datato 21 febbraio 1921, porta stampata la firma di Ivanoe Bonomi, a quella data Ministro della Guerra del V Governo Giolitti. Bonomi fu poi Presidente del Consiglio dal 4 luglio 1921 al 26 febbraio 1922. Quello di Bonomi fu l'ultimo governo prima dell'avvento di Benito Mussolini.

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| Piero Chionna |
Posted - 01 June 2015 : 18:55:13 Proprio così Stefano. Questo è uno di quei casi in cui la realtà supera la fantasia. 
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| Stefano Spina |
Posted - 31 May 2015 : 12:44:47 E guarda un po', tutti e due sono finiti nei tratturi salentini... giusto in tempo per risolvere i problemi di trasporto di Attilio.
Stefano |
| Piero Chionna |
Posted - 31 May 2015 : 10:31:03 quote: Originally posted by Piero Chionna
31-331 e 31-377 quindi sono della provincia di Lecce (ndr dal 1905 al 1927 la provincia è contrassegnata da numeri).
Una piccola curiosità utiile per realistiche ambientazioni in epoca I:
Questo sito elenca provincia per provincia molti numeri di targa reali e costruttore/modello del corrispondente automezzo.
Questo è l'elenco disponibile per la provincia di Lecce (1905-1927)
http://www.targheitaliane.com/visualizza_1905_ext.php?prov=31&tipo=Autoveicolo
Si scopre così che il Fiat 18 BL targato 31-331 era già stato immatricolato a Potenza con la targa 51-226. Più complessa la storia del secondo autocarro Fiat 18 BLR che risulta essere stato immatricolato a Padova il 27 settembre 1919 con la targa 42-1286 e successivamente ritargato a Potenza con targa 51-327.
Qui la tabella che elenca i capoluoghi di provincia italiani e la corrispondente sigla numerica adottata tra il 1905 e il 1927: http://www.targheitaliane.com/visualizza_sigle_prov_1905.php
In pratica la cifra seguiva l'ordine alfabetico: 1 per Alessandria (dal 1905 al 1927), 75 per Zara (dal 1923 al 1927), con l'aggiunta del 76 per Fiume (dal 1924 al 1927). Le sigle assegnate ai nuovi territori annessi al Regno d'Italia erano: Pola (70), Trento (73), Trieste (74), Zara (75) e Fiume (76).
Spiccano altre due curiosità come la provincia di Girgenti (9), oggi Agrigento, e quella di Porto Maurizio (50), attuale Imperia dopo la fusione con Oneglia.
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