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 Quattro chiacchiere sul mio progetto italiano.

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T O P I C    R E V I E W
Piero Chionna Posted - 22 March 2019 : 18:05:18
Come direbbe il Commissario Montalbano "mi sono fatto persuaso" che è arrivato il momento di mettere in cantiere i progetti che da troppo riposano nel cassetto.
Al momento l'impegno primario resta quello di portare a termine il modulo Neuffenburg e solo a lavori conclusi passerò a sviluppare le mie nuove idee da cui potrebbe nascere un vero e proprio plastico modulare ma anche qualcosa di molto diverso perchè dopo aver visto i lavori in scala Z di Raffaele ho diverse idee che mi "sfrugugliano" nella testa e ho bisogno di ponderare bene prima di agire.
I punti fermi del progetto sono la totale autonomia e l'ambientazione pugliese estremamente caratterizzata.
Come primo tassello del nuovo progetto sto pensando alla riproduzione una antica Masseria di pecore edificata nei pressi di una Lama con le pareti rocciose punteggiate da grotte e da una chiesa rupestre.
Tutto intorno pascoli, muretti a secco e rari ulivi millenari con sullo sfondo il mare Adriatico e la ferrovia.

10   L A T E S T    R E P L I E S    (Newest First)
Stefano Spina Posted - 16 March 2021 : 13:22:36
Una bella realtà direi... sotto tutti i punti di vista...

Stefano
Piero Chionna Posted - 16 March 2021 : 10:56:22

Dal disegno alla realtà odierna.




Piero Chionna Posted - 10 February 2021 : 09:55:55
La ricerca nei miei archivi continua, anche per capire se posso optare per una parziale realizzazione del complesso.
Tutto sommato, vista la disposizione sullo sfondo, ritengo che non sia necessaria una riproduzione completa e particolareggiata tenendo conto che il punto d'osservazione deve essere soprattutto frontale (vedi Altenbeken in Z di Raffaele Picollo).
Accetto molto volentieri consigli.

Qui altri prospetti (anno 1970) di due Masserie delle province di Bari e Brindisi.







Piero Chionna Posted - 09 February 2021 : 10:41:49
Conosco molto bene questa Masseria che si differenzia dalle altre presenti in provincia di Brindisi perchè lascia trasparire le sue origini di antico convento. Oggi è al centro di un importante progetto di recupero a fini turistici ma non mi dispiace l'idea di riproporla com'era, in veste modellistica nel mio progetto. Le sue linee sono piuttosto semplici, con un corpo principale dall'aspetto massiccio caratterizzato da una serie di contrafforti. Per molti anni è stato un insediamento produttivo di proprietà della famiglia dei Principi Dentice di Frasso. Erano presenti numerose stalle all'interno per ovini e bovini, nonchè ampi "Jazzi" esterni dove concentrare gli animali. Un intricato sistema di canalizzazioni consentiva il recupero delle acque piovane che confluivano in grandi cisterne. Naturalmente era presente anche la chiesa visibile ancora oggi.

Concludo con un accenno di storia per ricordare lo scontro che avvenne qui tra il gruppo di briganti capeggiati dal Sergente Romano e i militari inviati in quelle zone dopo l'Unità d'Italia.
Era il 21 novembre 1862, durante la guerra del nuovo stato unitario contro il Brigantaggio.

di: Antonio Lucarelli - da: "AVVENTURE ITALIANE" Vallecchi Editore, Firenze, 1961

"Nelle ore antimeridiane di quel giorno medesimo, come nella borgata limitrofa di San Vito (San Vito dei Normanni-ndr) si ha sentore dell'invasione di Carovigno, s'inviano carabinieri e guardie civiche in soccorso di un drappello di militi, che, per disposizione dell'autorità, si trovava in distaccamento alla tenuta Serranova, non lungi dalla Badessa. Le vedette dei masnadieri, che vigilavano dall'alto della fattoria, visto il plotone che avanzava sulla consolare di Brindisi, segnalano ai compagni l'imminente pericolo. Il Romano, osservata la positura e avute dal massaro D'Adamo, ardente borbonico, precise informazioni circa il numero e l'armamento dei nazionali, ordina la banda su due schiere e muove a spron battuto contro i nemici con disegno di accerchiarli. Ma quelli, forniti di buone armi da fuoco, sostengono con intrepidezza l'assalto e, contrastando il terreno a palmo a palmo, raggiungono l'oliveto Argentieri e la masseria De Leonardis, ove si trincerano saldamente. Il Romano, cui premeva di tenere integra la compagine dei suoi e non sacrificar mai gente in imprese di dubbia efficacia, dopo un'ora di accanita lotta, si ritira, trascinando con sé la guardia Catamerò, catturata all'inizio del combattimento...."


La giovane guardia Catamerò fu sottoposta ad un processo sommario e condannato alla pena capitale.
Da parte sua, il Sergente Pasquale Romano (1833 - 1863, ex Sergente dell'esercito del Regno delle Due Sicilie) condusse la sua ultima battaglia il giorno 5 gennaio 1863 nei pressi della sua Gioia del Colle, circondato e sopraffatto dai Cavalleggeri di Saluzzo e dalla Guardia Nazionale. La leggenda popolare racconta che quando fu catturato e condannato alla pena capitale Il Segente Romano chiese, inutilmente, di essere giustiziato come un soldato.
Nel giro di pochi anni il cantiere di costruzione della nuova ferrovia Adriatica arrivò a lambire il confine della Masseria iniziando il lento percorso di unificazione del Paese.

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Una vista parziale del complesso che attualmente appare in abbandono:




Un passaggio carraio porticato che conduce anche alle stalle che si trovano alla base dell'edificio principale:




Il particolare di una delle stalle che sono direttamente accessibili dal cortile centrale della masseria.




Il piano terra del corpo di fabbrica principale caratterizzato da volte alte e ampie.




Piero Chionna Posted - 08 February 2021 : 10:54:19

Punto fermo del progetto è la Masseria che potrebbe anche svilupparsi in secondo piano e in scala ridotta (N o Z) rispetto agli elementi disposti in primo piano.

Le mie preferite sono quelle fortificate.
Questo è l'esempio di una antica Masseria da campo e di pecore dotata di torre, garitte, caditoie e cammini di ronda.
Molte delle masserie fortificate più antiche erano parte integrante del sistema di difesa costiero, altre presentano sistemi di difesa sviluppati durante il Brigantaggio.




Questa immagine risalente al 1970 mostra alcune masserie di varie dimensioni e piuttosto vicine fra loro. Ognuna di esse era (alcune sono state trasformate a fini turistici) un centro produttivo totalmente autonomo. In quella in primo piano sono presenti stalle, depositi, frantoio e la chiesa. L'edificio principale è dotato di un sistema di difesa costituito da quattro garitte cilindriche sospese ai quattro angoli, da caditoie e da una serie di feritoie realizzate sui muri perimetrali del terrazzo. I piani superiori sono collegati al piano terra tramite due scale esterne (nessun collegamento interno tra i piani) sottoposte in caso di attacco al possibile fuoco incrociato dalle garitte e fuoco frontale dalle feritoie.





Piero Chionna Posted - 06 February 2021 : 22:54:38
San Vito dei Normanni (BR), trebbiatura (circa 1950)

Notare la trebbiatrice prodotta in provincia di Piacenza dalla Artemio Bubba.

https://www.ilpiacenza.it/blog/piacenza-una-storia-per-volta/blog-piacenza-passato-novecento-la-bubba-macchine-agricole-d-avanguardia.html/pag/2





Piero Chionna Posted - 06 February 2021 : 11:57:05
All'inizio della discussione ho parlato dell'habitat rupestre, un mondo che mi ha sempre affascinato per quell'alone di mistero che lo avvolge.
La puntata di ieri di "Freedom" (Italia 1) ci porta nel mondo sotterraneo di Mottola (TA), in una delle sue chiese rupestri, ed in uno dei tanti frantoi ipogei (trappeti) di Presicce, che si trova nelle vicinanze di Santa Maria di Leuca, De Finibus Terrae.

Mottola (TA) :

https://mediasetplay.mediaset.it/video/freedomoltreilconfine/puglia-mottola-un-mondo-sotterraneo_F310793701005C02

Presicce (LE)

https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/freedomoltreilconfine/puglia-presicce-la-capitale-dellolio-sotterraneo_F310793701005C03

PS Un ringraziamento particolare al nostro comune amico che ieri sera mi ha avvisato via wathsapp


Piero Chionna Posted - 14 May 2020 : 18:29:39

Rispetto all'immagine precedente ho aumentato la distanza tra gli elementi in primo piano e il convoglio in secondo piano con gli ulivi sullo sfondo che al massimo sono alti circa 5 cm.

Piero Chionna Posted - 06 May 2020 : 13:05:26
Si nota veramente tanto il gancio della Z.
Aggiungo che il treno tedesco ci sta come i cavoli a merenda.
Riccardo Bastianelli Posted - 05 May 2020 : 23:13:21
Il gancio anteriore della loco, notoriamente sproporzionato, è l'unico indizio dell'inganno ottico... che per il resto è ben riuscito

Riccardo

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