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Piero Chionna
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Posted - 07 March 2022 : 00:26:39
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Con la speranza che le armi tacciano e si torni a vivere. La Stazione Centrale di Kiev in un video pubblicato 6 mesi fa.
https://youtu.be/CUVtKYiyoac |
Piero |
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Piero Chionna
Italy
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Posted - 07 March 2022 : 14:50:41
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Quanto sarebbe bello poter risolvere ogni conflitto con una bella giocata.
Ukrainian Model Railway Club
https://youtu.be/cY5ETyodd7U |
Piero |
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Piero Chionna
Italy
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Posted - 25 March 2022 : 19:43:37
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Riporto il commento del giornalista Andrea Scanzi dopo la figuraccia con la Macedonia del Nord rimediata dalla Nazionale Italiana di Calcio. Ieri sera ho ripensato al dispiacere che provai quella sera del 1966 in cui la Corea del Nord sconfisse l'Italia di Edmondo Fabbri a Wembley. Avevo 9 anni ma mi ricordo ancora quella rete di Pak Doo Ik 
Da Facebook Andrea Scanzi
"Vincere un Europeo in mezzo a due Mondiali ciccati è una “performance” che neanche Marina Abramovich sott’acido. Come è accaduto? Esistono cose molto più serie, lo so, e a titolo personale sarò mooooolto più dispiaciuto quando tra due mesi vedrò Bonolis e Mentana festeggiare lo scudetto al posto mio e della buonanima di Jannacci, ma non è che possiamo sempre parlare di guerra. Un po’ di svago e di stacco, ragazzi, o tra Covid e imminente terza guerra mondiale tanto vale darsi fuoco con la Diavolina. 1. Dodici anni (come minimo) senza Mondiali in una nazione oltremodo calciofila sono una sorta di “cataclisma morbido” di dimensioni inaudite. Una generazione intera crescerà senza quelle emozioni lì. Il mondo andrà avanti lo stesso, ma se mi avessero tolto le emozioni dal ’90 al ’98 (prima ero troppo piccolo, dopo troppo disilluso) mi sarebbe girato parecchio il glande. 2. La Serie A non ha aiutato minimamente la Nazionale, non accettando stage e soste come voleva Mancini. Della Nazionale, al sistema calcio, non interessa nulla. A meno che vinca un Europeo. 3. Perdere con la Macedonia del Nord è molto più grave che perdere con la Svezia. Quindi, de facto, questa sconfitta è molto più grave di quella di Ventura. E’ la Waterloo sportiva del decennio o forse addirittura cinquantennio, perché bisogna verosimilmente risalire alla figura di merda con la Corea (del Nord pure quella). Ma lì “almeno” eravamo ai Mondiali, qui alle semi dei playoff. 4. Non è vero che “tanto poi avremmo perso col Portogallo”. L’Italia, da sempre, si esalta nei big match. E il Portogallo – pieno di assenze e già a rischio rimonta con la Turchia del Tabaccaio Calhafava – è da sempre abbonato ai suicidi. Ce la saremmo giocata. E questo accresce il rammarico. 5. Mancini è un ottimo allenatore e una persona intelligente. L’impresa degli Europei resterà nei secoli. Purtroppo resterà nei secoli anche la figura da peracottari bolsi di ieri. Mancini non ha tutte le colpe del calvario immane, ma qualcuna sì (tipo l’ombra di Barella ancora titolare o qualche punta lasciata a riposo per la gara col Portogallo – come se con i macedoni avessimo già vinto). Più che altro: il disastro di ieri è una macchia enorme che uno come Mancini faticherà in eterno a superare. E per me è giusto che adesso lasci. Non perché non meriti di allenare ancora l’Italia e non perché vada esonerato: perché lui è il primo a sapere che, dopo il supplizio di ieri, la sua liaison con la Nazionale è per sempre compromessa. Credo sia il primo ad avere voglia di cambiare pagina e rimettersi in gioco in un match. 6. Chi parla di sfortuna fa ridere. O meglio: ieri la Macedonia del Nord ha fatto un gol con un tiro in porta e noi zero con qualche (non infinite) occasione nitida, ma il punto è un altro: tu, a quei playoff, non ci devi arrivare proprio. Devi chiudere la pratica prima. Il girone era “facile” e dovevamo arrivare primi. Punto. I rigori di Jorginho, uno che stava quasi per vincere il Pallone d’Oro (esagerati!) per poi inciampare dal dischetto, sono stati purtroppo decisivi. E non solo quelli. Harakiri vero. 7. Il gol preso ieri sera dice molto di questa Nazionale, che dopo gli Europei le ha pareggiate tutte per poi perdere quando proprio non poteva: la squadra che negli ultimi minuti se la fa sotto, Jorginho che si ferma per chiedere un mani inesistente, Chiellini che fa spazio all’attaccante e Dollarumma (“Modigliani” chi?) che prende un gol da trenta metri. Una sorta di tempesta perfetta. 7 bis. No, Dollarumma ieri non ha fatto nessuna papera. Lo so. Ma se sei il fenomeno che dici e dicono, quel gol non lo prendi. Mai. La verità è che Dollarumma è un fenomeno quando è sereno e un portiere normale quando sotto attacco. Vedi anche alla voce Psg. Speriamo che questo marzo agonisticamente ridicolo gli faccia se non altro abbassare la cresta. 8. Un giorno ci spiegheranno perché Immobile in campionato segna a valanga e in azzurro sembra quasi la Pora Menca. E un altro giorno ci diranno perché Berardi col Sassuolo fa gol pazzeschi (soprattutto contro il Milan) e in Nazionale è chirurgico come un baccello morto. Siamo poi sicuri che Zaniolo, Scamacca e Belotti non potessero giocare almeno qualche scampolo di partita? Mah. 9. Quei “tifosi” deficienti che ad ogni rinvio del portiere macedone gridavano “merda!!!”, esattamente, che problemi hanno? E soprattutto da quanto non scopano? Poveri imbecilli. 10. Contrappassi culinari: Bonucci ricordò con consueta grevità agli inglesi che dovevano mangiarne ancora tanta di pastasciutta, ma nel frattempo allo stesso Bonucci (e soci) è andata di traverso una macedonia qualsiasi. Disastro sportivo totale e tonitruante. Peccato."
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Piero |
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Piero Chionna
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Piero Chionna
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Posted - 09 April 2022 : 00:50:00
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Ricordo bene quegli anni e quel 1992 in cui la SCU scatenó la sua più pesante offensiva contro questo piccolo paese di 20.000 abitanti della provincia di Brindisi. Ricordo la paura degli attentati e delle intimidazioni e ricordo la forza della risposta della popolazione a cui seguì quella dello Stato.
Trent'anni fa, quando tutta San Vito dei Normanni disse basta!
Da Regione Puglia
Una meravigliosa storia di antimafia pugliese.
"La prova che quando la comunità e le istituzioni collaborano non ce n'è per nessuno. Neppure per la mafia.
30 anni fa nasceva a San Vito dei Normanni l’associazione antiracket ACIAS.
Di fronte alla nascita di un presidio di legalità, la Sacra Corona Unita non poteva restare a guardare. Neppure la nutrita partecipazione di persone giunte da tutta la Provincia per salutare quella tanto attesa "boccata d'ossigeno", la presenza del Procuratore della Repubblica Giordano e del vescovo fermarono la sete di controllo del territorio.
Quella notte San Vito dei Normanni tremò ancora una volta. Anzi due. Due bombe, ancora due bombe, esplosero nelle scuole della città. Una minaccia vera e propria: "Se provate ad opporvi a tutto questo noi toccheremo i bambini".
La criminalità locale non sapeva che quelle dimostrazioni di forza sarebbero state il canto del cigno.
E mentre Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia ordinarono nel giro di poche ore centinaia di perquisizioni per individuare gli arsenali di esplosivi in mano mafiosa, le persone vittime del racket rivestirono d'orgoglio e coraggio la paura, e su intuizione della magistratura iniziarono a rivelare le estorsioni durante un’assemblea dell’ACIAS. Le vittime, da sole e smarrite, erano finalmente insieme, unite, reciprocamente testimoni. Imbattibili.
Era il 1992. I protagonisti di allora erano Rosa Stanisci, agguerrita sindaca di San Vito dei Normanni, il magistrato antimafia Michele Emiliano, l'onorevole Tano Grasso, fondatore della Federazione italiana antiracket, le Forze dell'Ordine, la Magistratura, le persone tutte, che inconsciamente hanno pronunciato una parola semplicissima: "Basta".
Quello di San Vito dei Normanni è un modello di contrasto al racket che ancora oggi non smette di funzionare: se chi subisce le estorsioni si mette insieme per vincere solitudine e paura e costruire un rapporto di collaborazione con forze di polizia e autorità giudiziaria, la criminalità è messa alle strette e ne esce sconfitta.
Parola di San Vito dei Normanni."
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Piero |
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Piero Chionna
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Posted - 11 April 2022 : 10:27:26
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quote: Originally posted by Piero Chionna
Ricordo bene quegli anni e quel 1992 in cui la SCU scatenó la sua più pesante offensiva contro questo piccolo paese di 20.000 abitanti della provincia di Brindisi. Ricordo la paura degli attentati e delle intimidazioni e ricordo la forza della risposta della popolazione a cui seguì quella dello Stato.
Trent'anni fa, quando tutta San Vito dei Normanni disse basta!
Da Regione Puglia
Una meravigliosa storia di antimafia pugliese.
"La prova che quando la comunità e le istituzioni collaborano non ce n'è per nessuno. Neppure per la mafia.
30 anni fa nasceva a San Vito dei Normanni l’associazione antiracket ACIAS.
Di fronte alla nascita di un presidio di legalità, la Sacra Corona Unita non poteva restare a guardare. Neppure la nutrita partecipazione di persone giunte da tutta la Provincia per salutare quella tanto attesa "boccata d'ossigeno", la presenza del Procuratore della Repubblica Giordano e del vescovo fermarono la sete di controllo del territorio.
Quella notte San Vito dei Normanni tremò ancora una volta. Anzi due. Due bombe, ancora due bombe, esplosero nelle scuole della città. Una minaccia vera e propria: "Se provate ad opporvi a tutto questo noi toccheremo i bambini".
La criminalità locale non sapeva che quelle dimostrazioni di forza sarebbero state il canto del cigno.
E mentre Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia ordinarono nel giro di poche ore centinaia di perquisizioni per individuare gli arsenali di esplosivi in mano mafiosa, le persone vittime del racket rivestirono d'orgoglio e coraggio la paura, e su intuizione della magistratura iniziarono a rivelare le estorsioni durante un’assemblea dell’ACIAS. Le vittime, da sole e smarrite, erano finalmente insieme, unite, reciprocamente testimoni. Imbattibili.
Era il 1992. I protagonisti di allora erano Rosa Stanisci, agguerrita sindaca di San Vito dei Normanni, il magistrato antimafia Michele Emiliano, l'onorevole Tano Grasso, fondatore della Federazione italiana antiracket, le Forze dell'Ordine, la Magistratura, le persone tutte, che inconsciamente hanno pronunciato una parola semplicissima: "Basta".
Quello di San Vito dei Normanni è un modello di contrasto al racket che ancora oggi non smette di funzionare: se chi subisce le estorsioni si mette insieme per vincere solitudine e paura e costruire un rapporto di collaborazione con forze di polizia e autorità giudiziaria, la criminalità è messa alle strette e ne esce sconfitta.
Parola di San Vito dei Normanni."
Scusate se insisto su questa vicenda ma bisogna tenere sempre alta la guardia. Chi ha la mia età non ha dimenticato e i giovani devono portare avanti i principi di legalità che furono ristabiliti grazie all'impegno della popolazione, di Rosa, di tanti commercianti come l'amico Antonio, dei Magistrati come Michele, delle Forze di Polizia e degli umili rappresentanti Chiesa locale come Padre Angelo.
San Vito dei Normanni si trova a soli 14 chilometri da Mesagne, la cittadina del brindisino che era considerata la capitale della Sacra Corona Unita. Mesagne, come San Vito dei Normanni, ha portato avanti con determinazione il suo percorso di redenzione e ora, anche a San Vito dei Normanni, non si ha più paura del "Cuore di Mesagne"
https://www.youtube.com/watch?v=ztHf3NRoOT8
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Piero |
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Piero Chionna
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Mario Puleo
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Posted - 02 May 2022 : 20:13:15
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Da un gruppo Facebook tedesco : "Habe noch einen MÄRKLIN Funktionsdecoder abzugeben" traduzione automatica di Facebook "Ho ancora un OTTIMO decoder funzione da regalare." Anche il traduttore di FB sa che MÄRKLIN e OTTIMO sono sinonimi |
Mario |
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Piero Chionna
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Alberto Pedrini
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Posted - 22 May 2022 : 20:59:47
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Nientemeno che l'avvocato DeLuca, sapevo dell'esistenza del plastico, ma mai avrei immaginato un video pubblico a tema, bellissimo servizio  |
Alberto |
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Piero Chionna
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Posted - 06 June 2022 : 11:08:31
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Giovedì 16 giugno 2022
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