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Piero Chionna
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Piero Chionna
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Posted - 14 March 2024 : 22:00:51
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Sto creando la zona dedicata, anche se sono sempre più scettico sull'opportunità di destinare risorse per un progetto di ferrovia da giardino. In ogni caso si tratterà di un tracciato temporaneo, sollevato da terra e dalla geometria facilmente modificabile. Al momento sto sviluppando uno spazio caratterizzato dalla maggior biodiversità possibile. Il modello è quello del "giardino secco" (dry garden), in aridocoltura o con utilizzo di pochissime quantità di acqua di irrigazione. Le specie già presenti e visibili nelle foto non hanno bisogno di irrigazione. Nei mesi scorsi ho piantumato numerose specie aromatiche con l'intento di creare altre isole vegetali rocciose da affiancare alla macchia mediterranea già presente. Ho scelto spazi caratterizzati da rocce calcarenitiche affioranti, e per creare le minime condizioni di umidità ho aggiunto altre pietre porose e forate tipiche del territorio che hanno la funzione di condensare e poi rilasciare l'umidità dell'aria (vedi foto) L'adiacente cisterna ipogea potrà comunque assicurare l'irrigazione di quelle piante che avranno bisogno di un minimo di acqua nei mesi estivi. Al momento lascio che la natura faccia il suo corso nei prossimi mesi, poi valuterò.


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Posted - 01 September 2024 : 20:16:34
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quote: Originally posted by Piero Chionna
Sto creando la zona dedicata, anche se sono sempre più scettico sull'opportunità di destinare risorse per un progetto di ferrovia da giardino. In ogni caso si tratterà di un tracciato temporaneo, sollevato da terra e dalla geometria facilmente modificabile. Al momento sto sviluppando uno spazio caratterizzato dalla maggior biodiversità possibile. Il modello è quello del "giardino secco" (dry garden), in aridocoltura o con utilizzo di pochissime quantità di acqua di irrigazione. Le specie già presenti e visibili nelle foto non hanno bisogno di irrigazione. Nei mesi scorsi ho piantumato numerose specie aromatiche con l'intento di creare altre isole vegetali rocciose da affiancare alla macchia mediterranea già presente. Ho scelto spazi caratterizzati da rocce calcarenitiche affioranti, e per creare le minime condizioni di umidità ho aggiunto altre pietre porose e forate tipiche del territorio che hanno la funzione di condensare e poi rilasciare l'umidità dell'aria. Al momento lascio che la natura faccia il suo corso nei prossimi mesi, poi valuterò.
Un test che ho eseguito in Puglia nei giorni scorsi realizzando un breve tratto sopraelevato di 4 metri di lunghezza inserito tra la vegetazione spontanea costituita da pino d'aleppo, lentisco, olivastro, alaterno ecc.
Un passaggio soprelevato su un tratto di terreno caratterizzato dalla presenza di roccia affiorante che ospita cespugli di timo.
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Piero Chionna
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Posted - 22 May 2026 : 10:34:30
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Il tempo corre e siamo arrivati al dodicesimo anno dall'apertura di questa discussione. Sono quasi certo che il mio progetto non vedrà mai la luce però devo dire che io mi diverto anche così, solo con qualche prova che nel tempo mostra il lavoro della natura nel punto che avevo scelto per la costruzione della ferrovia all'aperto. La natura è in continua evoluzione e in questi anni si è sviluppata la biodiversità che volevo, costituita da vegetazione autoctona, in particolare macchia mediterranea, che non ha bisogno di cure particolari o irrigazione. Nei mesi di luglio agosto si verificano le condizioni estreme caratterizzate da siccità e temperature elevate. In queste condizioni ho rilevato un'ottima tenuta di rosmarino, timo, santolina e cisto, mentre ho rilevato la difficoltà della lavanda e della salvia. Nei prossimi mesi procederò con la piantumazione di altre specie autoctone, in particolare santoreggia pugliese, elicriso, camedrio e artemisia, e proverò anche una lavanda provenzale particolarmente resistente alla siccità. Un contributo fondamentale per il mantenimento di minime quantità di umidità viene dato dalla roccia calcarenitica affiorante che riesce a condensare l'umidità dell'aria restituendola successivamente al terreno. Questo fenomeno è messo in particolare evidenza dalla vegetazione spontanea che si sviluppa lungo tutti muretti a secco.
In questa immagine la linea di prova che ha una lunghezza di circa 4 metri corre in leggera sopraelevazione tra lentisco, pini di aleppo e cespugli di rosmarino e santolina.
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