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 Gr.640
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Alberto Pedrini

Italy
12253 Posts

Posted - 06 July 2011 :  08:57:05  Show Profile  Visit Alberto Pedrini's Homepage  Reply with Quote
Per la scheda e le istruzioni clicca sull'immagine



Alberto Pedrini

Italy
12253 Posts

Posted - 14 July 2011 :  00:37:58  Show Profile  Visit Alberto Pedrini's Homepage  Reply with Quote
Ecco il video:
http://youtu.be/uexs9p4nbMM

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Piero Chionna

Italy
8835 Posts

Posted - 16 March 2014 :  12:45:35  Show Profile  Visit Piero Chionna's Homepage  Reply with Quote
1972 - Parata di vecchie glorie al deposito locomotive di Alessandria (Rimesse lato C.C.)


Piero
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Piero Chionna

Italy
8835 Posts

Posted - 25 March 2017 :  11:11:55  Show Profile  Visit Piero Chionna's Homepage  Reply with Quote
La Gr.640-044 del deposito di Alessandria in una vecchia foto scattata alla Stazione di Mussotto (prov. CN frazione di Alba) sulla linea Alessandria-Alba-Bra-Cavallermaggiore.
Ricordi di gioventù.


Piero
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Nino Carbone

7719 Posts

Posted - 07 June 2026 :  13:04:22  Show Profile  Reply with Quote

- Gr.640 FS -

- Gr.640 con numerazione a 5 cifre -



- Foto Archivio Storico Breda Finanziaria Ernesto Breda / Dalla rivista “La traversina” -

Le Gr.640 furono la derivazione del Gruppo 630 di uguale rodiggio 1-3-0 però a vapore surriscaldato a espansione
semplice rispetto alle Gr.630 a vapore saturo a doppia espansione.

Le Gr.630 non avevano dato i risultati previsti e le FS considerarono di potenziare il loro rendimento termico
con l’installazione del surriscaldatore creando un nuovo gruppo di locomotive.

Le nuove Gr.640 vennero realizzate tra il 1907 e il 1911 e furono le prime macchine in assoluto a vapore surriscaldato
entrate in servizio sulla rete ferroviaria italiana e dopo questo positivo esito venne riproposto in maniera simile anche
per il Gruppo 600 con la creazione del Gruppo 625.

- Link correlato Gr.625: https://www.marklinfan.com/f/topic.asp?TOPIC_ID=2562-

Come le Gr.600/625 furono dotate del “carrello italiano”; il Gruppo 600 FS fu il primo ad averlo adottato.

Queste due locomotive furono detentrici di un primato.

Vennero costruite 169 unità, più 5 ottenute tra il 1929 e il 1931 dalla ricostruzione di altrettante macchine Gr.630 e altre 4
incorporate nel 1951 provenienti dalla Società Anonima della Strada Ferrata di Biella e dalla linea Santhià-Biella (SFB).
(Il 10 luglio 1951 scaduta la concessione alla Società la linea venne incorporata nella rete statale e l’esercizio venne assunto dalle FS)



- Cenni di storia -

Il surriscaldamento del vapore, costituì insieme alla doppia espansione, uno dei cardini che permisero alla trazione
a vapore di competere, all’inizio del secolo e ancora per molti anni, con l’allora nascente trazione elettrica,
principalmente sulle grandi linee di pianura.

Sarebbero occorsi parecchi anni prima che le locomotive elettriche, nei vari sistemi di elettrificazione che si sarebbero
allora sviluppati, fossero state in grado, quanto a velocità, di distanziare notevolmente le vaporiere.

Il surriscaldamento arrivò in Italia dopo altri paesi; dalle Amministrazioni che le precedettero le FS non ereditarono
alcuna macchina a vapore surriscaldato.

Il battesimo del surriscaldamento in Europa si identificava con il “sistema Schmidt”.

Le FS lo ebbero con le locomotive Gr.640, commissionate con un primo lotto di 24 unità nell’ottobre del 1906
alla Berliner Maschinenbau AG, già Schwartzkopff, in sostituzione di altrettante Gr.630 la cui costruzione era
stata assegnata alla stessa industria.

Queste 24 macchine vennero consegnate a partire dall’ottobre 1907 e concluse nel 1908.

Siccome le FS accettarono sempre con riluttanza l’applicazione della doppia espansione sulle proprie macchine,
ritenendola complessa e di difficile conduzione, in particolare sulle locomotive a 4 cilindri, questo per evitare
le complicazioni del sistema, cercando di limitare a 2 i cinematismi di distribuzione.

Appena l’applicazione commerciale del surriscaldamento del vapore consentì di raggiungere lo stesso aumento
di rendimento, prima raggiungibile solo con il motore compound, le FS evitarono la doppia espansione, tranne
pochi casi in cui venne adottato (Gr.471-472-681-682-746-747) ritenendo che per le proprie esigenze il solo
surriscaldamento del vapore fosse sufficiente.

La rinuncia alla doppia espansione consentì di abbassare la pressione della caldaia e quindi una semplificazione
reale dei controlli periodici.



- Nasce la Gr.640 -



- Foto R.A.Bowen -

Le Gr.640 nacquero come derivazione delle Gr.630 (ex Gr.300 Strade Ferrate Meridionali), mantenendo il carro,
il rodiggio e il meccanismo di distribuzione Walchaerts, mentre la caldaia per quanto simile nell’aspetto
generale a quella della Gr.630, era del tipo a vapore surriscaldato e con pressione di timbro ridotta
a 12 kg/cm² contro i 14 kg/cm² della Gr.630.

In pratica un’operazione simile a che avvenne qualche anno dopo - nel 1910 - con le Gr.625 a espansione semplice
a vapore surriscaldato derivate dalle Gr.600 a doppia espansione a vapore saturo.

La caldaia delle Gr.640, che alcuni anni dopo sarebbe stata utilizzata per equipaggiare le locomotive del nuovo
Gruppo 625 si differenziava da quelle delle Gr.630 per la posizione più avanzata della sabbiera e del duomo
vapore al fine di equilibrare il carico sui 3 assi accoppiati, sbilanciato dalla diversa incidenza del peso
del motore a cilindri gemelli rispetto a quello compound della Gr.630.

Invariato rimase il meccanismo di distribuzione Walchaerts azionato da 2 distributori cilindrici di uguali dimensioni.


- Sezione di una locomotiva del Gruppo 630 a doppia espansione a vapore saturo (a sinistra) -
- Sezione di una locomotiva del Gruppo 640 a semplice espansione (cilindri gemelli) a vapore surriscaldato (a destra) -


Clic foto



- Schema da: Locomotive a vapore / Giovanni Cornolò / Ermanno Albertelli Editore -


- La locomotiva e le prove -

Al pari delle Gr.630 anche le Gr.640 furono dotate di tender a 3 assi anch’esso derivato dalle Gr.300 RA / 600 FS, però
con capacità d’acqua maggiore, 15 m² contro 12 m² e con capacità di carbone di 5 t successivamente innalzata a 6 t.
(Tender 3T 15)

La potenza continuativa delle Gr.640 passò da 700 CV delle Gr.630 a 800 CV con un incremento del 14%

Questo primo lotto di 24 macchine avrebbe dovuto essere commissionato prima sotto la gestione SFM, con classificazione
prevista Gr.580 (5801-5824), ma l’imminenza del riscatto da parte dello Stato bloccò le decisioni che le SFM si accingevano
a prendere, per cui il primo lotto di 24 locomotive venne assegnato alle FS nell’ottobre 1907 a riscatto avvenuto.

La prima macchina, la 64001 (le 640 furono le prime locomotive ordinate dall’Amministrazione statale ad adottare
la numerazione a 5 cifre) uscì dalle Officine Schwartzkopff nell’ottobre 1907 ed effettuò subito un lungo
ciclo di prove in linea tra Berlino e Mansfeld prima di essere consegnata alle FS nel novembre 1907.

Appena giunta in Italia effettuò altre prove sul tronco Firenze-Chiusi e sulla tratta Montevarchi-Laterina con livellette
del 10 per mille e curve a raggio fino a 500 metri con treni da 108 tonnellate alla velocità di 50 km/h; una prestazione
superiore a quella del capitolato che confermava la bontà del progetto.

Oltre alle 24 unità di costruzione tedesca del primo lotto e consegnate entro il 1908, in Italia ne furono costruite altre 145,
portando la dotazione del Gruppo a 169 locomotive.

Le costruzioni vennero assegnate: 127 alla Breda e 18 alle Costruzioni Meccaniche Saronno.



- Il servizio -

- Gr.640.021 presso il Deposito Locomotive di Cuneo nel 1971 -



- Foto Mario Piovano / da: Locomotive a vapore / Giovanni Cornolò / Ermanno Albertelli Editore -

Inizialmente furono assegnate al traino di treni più celeri sulla Roma-Napoli, Milano-Bologna e Milano-Torino.

Su questa ultima linea le Gr.640 diedero avvio per la prima volta ad un servizio a composizione ridotta, senza fermate
intermedie tra le due città e venne coperto alla media commerciale di 81 km/h, un tempo notevole, considerato
il periodo antecedente la Prima Guerra Mondiale.

Ottime macchine sotto tutti i punti di vista, le Gr.640, videro presto insidiate nel loro impiego, prima dall’ingresso in servizio
delle Gr.680, che le avrebbero seguite ad un solo anno di distanza, rilevandole sulla Firenze-Roma e dopo, nel 1914 dalle
Gr.685, che risolsero a loro vantaggio l’onore di trainare i treni più celeri sugli oltre 300 km della Firenze-Roma
e sulle altre linee fondamentali della rete.

L’ingresso di queste locomotive più potenti e il progredire dell’elettrificazione trifase nell’Italia Nord Occidentale, relegò
presto le Gr.640 a servizi minori al traino di treni diretti su linee secondarie a profilo pianeggiante o moderamente
acclivi come le Valli novaresi.

Furono particolarmente concentrate nei depositi di Torino, Milano e Bologna per il servizio con treni locali a modesta
composizione su linee secondarie e a percorrenza limitata; le linee sulle quali ebbero la possibilità di esprimersi
furono la Novara-Domodossola di 80 km e la Chivasso-Aosta dove rilevarono le Gr.645 prima e le Gr.625 dopo.

Verso fine carriera vennero frequentemente assegnate anche al traino di treni merci di media composizione.

Furono tra le ultime a venire radiate dalle FS, ed alcune di esse sono ancora conservate in ordine di marcia,
riservate ai treni celebrativi, storici o per necessità cinematografiche.



- Ricostruzione Gr.630 in Gr.640.300 con sistema Caprotti -

- Gr.640.321 ex 630.021 con il surriscaldatore applicato sulla caldaia originaria -



- Foto FS / da: Locomotive a vapore / Giovanni Cornolò / Ermanno Albertelli Editore -

Oltre alle Gr.640 costruite come tali e la cui consegna si concluse nel 1911, allo stesso Gruppo - tra il 1929 e il 1931 -
vennero associate altre 15 macchine derivate dalla ricostruzione di unità dal precedente Gruppo 630 FS.

(Programma di ammodernamento avvenuto tra il 1929 e il 1931 voluto dalle FS di una parte di locomotive a vapore costruite nei primi anni di esercizio
di Stato o negli anni immediatamente precedenti)


L’aspetto esteticamente più rilevante fu la sostituzione dell’originaria distribuzione Walschaerts con quella a valvole
sistema Caprotti, con notevole semplificazione estetica del biellismo con l’eliminazione dei cassetti di distribuzione
classici e soprattutto la sostituzione dell’originario motore a doppia espansione delle Gr.630 con quello a cilindri
gemelli tipico delle Gr.640 con l’installazione del surriscaldatore alla già esistente e mantenuta caldaia,
mediate modifica della tubiera.

Alcune di queste 15 macchine, che ricevettero a seguito della ricostruzione numeri d’ordine corrispondenti a quelli
originari come gruppo 600 ma aumentati di 300 (Gr.640.300).

Queste unità ebbero anche una nuova caldaia unificata come quella dei gruppi 625/640, riconoscibile per la posizione
più avanzata del duomo e della sabbiera.



- Nuove caldaie -

Altre macchine Gr.600 mantennero la caldaia originaria dotata di surriscaldatore, ma ricevettero la nuova cabina di guida
delle Gr.640, del resto già adottata anche sulle ultime Gr.630 di costruzione Officine Meccaniche di Milano (6392-6400):
altre ancora ebbero sia la nuova caldaia quanto la nuova cabina, tanto che, distribuzione a parte, riusciva difficile
credere come provenienti dal vecchi Gruppo 600.

Nel 1961 altre 4 locomotive con distribuzione Walschaerts, come le Gr.640 originarie, vennero aggregate al Gruppo
dopo il riscatto da parte dello Stato della Società Strada Ferrata di Biella (SFB), esercente la Ferrovia Biella-Santhià,
sulla quale prestarono servizio con i numeri 341-344.


- Una delle 4 locomotive fatte costruire dalle SFB aggregate al Gruppo 640 FS -



- Foto SFB / da: Locomotive a vapore / Giovanni Cornolò / Ermanno Albertelli Editore -

Queste 4 macchine assunsero presso le FS i numeri d’ordine 170-173, portando nel 1951 il numero complessivo
del Gruppo a 188 unità, tutte dotate della distribuzione Walschaerts.

Nel primo semestre del 1953 la Gr.640.074 venne adattata alla combustione di gas metano, analogo esperimento
venne condotto su una locomotiva Franco-Crosti del Gruppo 743 ma l’esperimento ebbe breve durata.



- Dati tecnici -

Clic foto



- Schema da: Locomotive a vapore / Giovanni Cornolò / Ermanno Albertelli Editore -

- Anni costruzione: 1907-1911 -
- Lunghezza ai respingenti: 16.530 mm -
- Rodiggio: 1-3-0 (1’C) -
- Velocità massima: 80 km/h a 75 km/h -

- Diametro ruote motrici: 1.850 mm -
- Diametro ruote carrello anteriore: 960 mm -

- Numero cilindri: 2 interni -
- Dimensione cilindri: 540 mm -
- Corsa: 700 mm -
- Distribuzione esterna: Walschaerts / Caprotti -

- Peso servizio: 54,0 t -
- Peso aderente: 44,0 t -
- Carico assiale: 14,6 t -

- Pressione massima caldaia: 12 kg/cm² -
(Vapore surriscaldato)

- Potenza: 800 CV a 75 km/h -
- Sforzo di trazione: 10,0 t -

- Peso tender a 3 assi (3T 12): 35,3 t -
- Lunghezza ai respingenti: 6.675 mm -
- Capacità acqua: 12 m³ -
- Capacità carbone: 5/6 t -

- Unità Gr.640 costruite: 169 (originarie) -
- Unità trasformate in Gr.640 da Gr.630: 15 -
- Unità riscattate Società Strada Ferrata di Biella (SFB): 4 -
- Totale Gruppo 640: 188 -

- Numerazione FS originaria a 5 cifre: Gr.64001-64169 -
- Numerazione FS a 6 cifre: Gr.640.001-640.169 -

- Industrie costruttrici Gr.640 originarie (169) -
- Costruzione Meccaniche Saronno (18) - Ernesto Breda Milano (127) - Schwartzkopff Berlino (24) -



- Immagini -

- Gr.64035 a Desenzano nel 1910 circa con un treno diretto Milano-Verona -



- Foto Collezione Signoretto / da. Locomotive a vapore / Giovanni Cornolò / Ermanno Albertelli Editore -



- Gr.640.094 in testa a un treno locale in partenza da Milano Porta Genova -



- Foto Sartori / da. Locomotive a vapore / Giovanni Cornolò / Ermanno Albertelli Editore -



- Gr.640.156 al traino di un convoglio leggero su una linea secondaria del Monferrato -



- Foto Cornolò / da. Locomotive a vapore / Giovanni Cornolò / Ermanno Albertelli Editore -



- Gr.640.121 a Rimini -



- Foto Davide Oliva / da: it.wikipedia.org -


- Modello -

- Gr.640.021 OsKar -



- Foto Alberto Pedrini -



- Foto Alberto Pedrini -



- Fonte: Locomotive a vapore / Giovanni Cornolò / Ermanno Albertelli Editore -

- Nino -
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