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Treni trasporto vino

Printed from: Märklinfan Club Italia
Topic URL: http://www.marklinfan.com/f/topic.asp?TOPIC_ID=1461
Printed on: 03 June 2026

Topic:


Topic author: Piero Chionna
Subject: Treni trasporto vino
Posted on: 20 November 2011 23:25:22
Message:

Questa vecchia fotografia scattata sul porto di Oneglia (oggi Imperia) ritrae un gruppo di carri svizzeri adibiti al trasporto di vino.
A sinistra mi sembra di notare un carro botte (wagon foudre), seguito da un carro chiuso con le insegne della società "Fuog" di Ginevra ed infine due carri chiusi SBB.
Si tratta certamente di un carico di vino sbarcato da una nave e destinato ai mercati d'oltralpe.

Se non erro, un carro con botti della societa "Fuog" è stato riprodotto dalla Marklin in scala 1, mentre un modello in scala HO è stato realizzato dalla Sachsenmodelle.


(autore sconosciuto)


Wagons Foudres di varie società:








Replies:


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 21 November 2011 00:01:58
Message:

Pubblicazione dell'Ufficio Federale dei Trasporti svizzero con un interessante articolo intitolato "Le Foudres de Bacchus" (da pagina 22, in francese):

http://www.bav.admin.ch/aktuell/medieninformationen/00832/01390/01393/index.html?lang=de&download=NHzLpZeg7t,lnp6I0NTU042l2Z6ln1acy4Zn4Z2qZpnO2Yuq2Z6gpJCDdX57gGym162epYbg2c_JjKbNoKSn6A--


GTS Rail cura il trasporto del vino dall'Italia al Regno Unito:
http://www.uominietrasporti.it/archivio_dettaglio.asp?idArticolo=2549


Piero


Reply author: Alberto Pedrini
Replied on: 21 November 2011 01:00:13
Message:

Molto interessante Piero, il carro con botti svizzero che abbiamo nella confezione italiana si rivaluta. Alla prossima occasione componiamo un convoglio.


Discussione collegata su marklin-users
http://www.m-users.net/forum/yaf_postst26141_wine-wagons.aspx


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 21 November 2011 09:49:20
Message:



Il modello Märklin 4432:


Reply author: albertomocchi
Replied on: 21 November 2011 11:11:16
Message:

se non sbaglio fa parte della confezione 47879?

Alberto


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 21 November 2011 11:23:32
Message:

quote:
Originally posted by albertomocchi

se non sbaglio fa parte della confezione 47879?

Alberto



Esatto; il carro della foto di Alberto è incluso nella confezione 47879.

Piero


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 21 November 2011 11:24:26
Message:




Dimensione originale
http://www.flickr.com/photos/luca_farina/6347467124/sizes/o/in/photostream/

da Flickr Album di Luca Farina:
Il treno del vino

24 marzo 2011 - La E655.178 transita nei pressi di Reggio Emilia con un convoglio di cisterne Lotras adibite al trasporto di vino. Il treno proviene dalla Puglia ed è diretto in Francia via Modane.

The E655.178 hauls a freight train for wine transport, coming from Puglia region. It goes to France via Modane and we can see it near Reggio Emilia.


Piero


Reply author: Enrico Ferrari
Replied on: 21 November 2011 13:02:28
Message:

Dei carri trasporto vino sono annunciati da A.C.M.E. tra le novità autunnali di quest'anno.
http://www.acmetreni.it/images/stories/primopiano2/aut11-2.jpg
Andranno a rinforzare il convoglio che girava qualche tempo fa sul mio plastico.



I carri in coda sono Tillig e quelli centrali Liliput.


Reply author: Alberto Pedrini
Replied on: 21 November 2011 20:07:36
Message:

Ecco alcuni carri prodotti, altri sono stati inseriti in confezioni miste e non figurano.



C'è anche questo tipo di carro:



in varie tipologie



Intanto al famoso scalo del consorzio è arrivato un convoglio a fare il pieno, nelle foto sta transitando trainato da una E621 verso la stazione di San Pellegrino (famosa località vinicola del nostro plastico) dove verrà preso in carico dal Köf del consorzio.







Reply author: albertomocchi
Replied on: 21 November 2011 20:14:36
Message:

attenzione alle ciucche

Alberto


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 23 November 2011 18:11:33
Message:

Due discussioni dedicate ai carri cisterna per trasporto vino di proprietà della "LOTRAS srl" che ha la sede presso il terminal intermodale di Foggia Incoronata.
Da notare l'immatricolazione dei carri nel parco SNCF e Swissrail.

http://forums.photos-de-trains.net/viewtopic.php?f=32&t=13418&start=0

Da http://www.ferrovie.it/forum/viewtopic.php?f=47&t=30437



Piero


Reply author: Alberto Pedrini
Replied on: 04 December 2011 00:03:18
Message:

Una pagina interessante su questi carri:
http://www.drahtkupplung.de/gtbhb245E.html


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 08 December 2011 17:56:55
Message:

Anni '30: tre foto dell'azienda vinicola F.lli Filippi di Civitanova Marche (MC):
http://www.verdicchiodimatelicadoc.it/FILIPPI.HTM

Immagini pubblicate nel 2009 sul forum Duegi da Luca (nickname protoluca)






Il carro FS di una società di Reggio Emilia, ma con residenza a Tuturano (BR):



Piero


Reply author: Alberto Pedrini
Replied on: 09 December 2011 22:43:54
Message:

Lo scalo della Lotras





Dal loro vecchio sito:
http://www.lotras.it/backup/old/


Reply author: Alberto Pedrini
Replied on: 09 December 2011 23:02:01
Message:

Ermefer invece ha chiuso nel 2007
http://www.moneyhouse.ch/it/u/ermefer_sa_CH-660.0.238.970-8.htm
Probabilmente assorbita da Stolt-Nielsen che l'aveva acquistata nel 2005.
http://goliath.ecnext.com/coms2/gi_0199-4327248/Stolt-Nielsen-Transportation-Group-Acquires.html

Restano alcune foto dei carri su questo sito:



E il modello Liliput ancora in vendita


Reply author: Alberto Pedrini
Replied on: 17 December 2011 22:05:51
Message:

Ecco due carri Liliput immatricolati FS con residenza Trieste

cod.225209




225807



Reply author: Alberto Pedrini
Replied on: 01 January 2012 12:22:09
Message:

Inauguro l'anno con qualche ettolitro di Chianti

Liliput 225897




Ma anche i vini della valle del Reno sono ottimi

Liliput 235497



Reply author: Alberto Pedrini
Replied on: 17 January 2012 23:11:31
Message:

Il carro insider trix 2012


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 27 January 2012 00:39:34
Message:

Questo dovrebbe essere il Vicenza-Wiesbaden della "Lotras", trazionato da TX Logistik

http://foto.arcor-online.net/palb/alben/38/4005538/3532373739356339.jpg

(Foto pubblicata su Drehscheibe Foren)

Piero


Reply author: Alberto Pedrini
Replied on: 04 February 2012 23:19:55
Message:

Era il 1938


Reply author: Alberto Pedrini
Replied on: 04 February 2012 23:33:00
Message:

Mi stavo dimenticando di questo carro, viene da uno start set svizzero(29510-29516-29517), ha codice 84438.2
Si comprava quando smontavano i set e li vendevano a pezzi, è da invecchiare un po'.


Reply author: Riccardo Bastianelli
Replied on: 05 February 2012 19:54:51
Message:

Mi sembra che nessuno abbia ancora segnalato il carro botte proveniente dal set carri svizzeri epoca III n. 48809



Anche questo ha le iscrizioni in tedesco su un lato e in francese sull'altro
Ciao


Riccardo


Reply author: Enrico Ferrari
Replied on: 23 February 2012 19:55:55
Message:

Nuovi carri sono usciti in questi giorni, sono i carri per trasporto vino tipo Mv della ACME.
Sono andati a rinforzare il mio convoglio di epoca III di cui una panoramica nella presentazione al seguente link:

http://enricoferrari.net/trenivideo/Carri-vino.m4v


Reply author: Carlo Rastelli
Replied on: 23 February 2012 20:24:36
Message:

Bravo Enrico!, bell'acquisto, anche per gli astemi "forzati" come me, è comunque un bell'affare!!!!


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 27 February 2012 17:55:12
Message:

quote:
Originally posted by Enrico Ferrari

Nuovi carri sono usciti in questi giorni, sono i carri per trasporto vino tipo Mv della ACME.
Sono andati a rinforzare il mio convoglio di epoca III di cui una panoramica nella presentazione al seguente link:

http://gallery.me.com/enricofe/100190



Scusa Enrico,
mi potresti dire i luoghi di residenza dei carri FS di Ermewa e Fert?

Ciao,
Piero


Reply author: Enrico Ferrari
Replied on: 27 February 2012 22:20:45
Message:

Ciao Piero,
i carri Ermewa tipo Mv hanno per residenza uno Trieste Aquilinia e l'altro Poggioreale del Carso, quelli Fert tutti Genova S.Limbania, sia quelli tipo Mv sia le cisterne.


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 27 February 2012 23:22:35
Message:

Grazie mille Enrico.

Genova Santa Limbania:
http://www.miol.it/stagniweb/mappe/plan_gev.gif

Trieste Aquilinia:
http://www.t-i-m-o-n-e.it/ricordi/rdr/rdrdett.php?id=0282

Piero


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 15 June 2012 00:13:01
Message:

Treno "LOTRAS" Foggia Incoronata - Modane > Francia
http://www.lotras.it/


(foto Luca Farina)

Dimensione originale
http://www.flickr.com/photos/luca_farina/6347467124/sizes/o/in/photostream/










Lo stesso convoglio, ambientato in Francia, trazionato da una BB22200 "FRET" di produzione Märklin (http://www.marklinfan.net/sncf_bb_22200.htm)










Le cisterne "LOTRAS" prodotte da Electrotren:

http://www.hornbyinternational.com/en/electrotren/2243-wagon-transport-citerne-wine-lotras.html





Piero


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 25 September 2012 19:06:28
Message:

Anno 1947 - Serbatoi ferroviari per il trasporto del vino realizzati dalla ditta Officine Viberti di Torino -



(Raccolte Museali Fratelli Alinari (RMFA)-collezione Moriondo, Firenze)

Piero


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 11 October 2012 18:41:14
Message:

Un carro della Società Farioli Ugo di Busto Arsizio:



Piero


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 11 October 2012 18:56:16
Message:

Il vino è arrivato finalmente in tavola.
Concedetimi quindi questo brindisi d'altri tempi, alla salute di tutti voi

I vecchi milanesi e gli appassionati di storia della città meneghina forse ricorderanno i "Trani":



Il viaggio riprende.....Stay with us !

Piero


Reply author: Luigi Ceffa
Replied on: 11 October 2012 20:41:10
Message:

E come no, Piero?
Scusate se la metto sul personale,
ma non dimenticherò mai questa
http://www.youtube.com/watch?v=1r7s8sdrZxc


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 12 October 2012 23:56:06
Message:

Dopo il brindisi ritorniamo al trasporto di vini per ferrovia.

Segnalo i tre interessanti articoli di Pietro Merlo già pubblicati sui numeri 302, 303 e 307 (settembre 2012) del bollettino FIMF (Federazione Italiana Modellisti Ferroviari e Amici della Ferrovia).

Dalla ricerca apprendo che in base ai dati dell'Archivio di Stato Tedesco (Bundesarchiv) risulta che la Rete Adriatica (RA), nella campagna vinicola del 1889, effettuò il trasporto di 106 carri di vino tra la Puglia e la Germania (con instradamento via San Gottardo), il tutto per un totale di 1.500.000 litri di prodotto.


Non sappiamo se su questi carri stiano trasportando botti di vino, ma questa cartolina ci riporta comunque ai tempi della "Rete Adriatica" (RA)



Piero





Reply author: Piero Chionna
Replied on: 13 October 2012 00:32:32
Message:

Un'altra vecchia cartolina mostra due carri ferroviari in sosta davanti allo stabilimento vinicolo Folonari di Galatina, in provincia di Lecce.




Piero


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 19 October 2012 12:54:03
Message:

- Appunti di storia del primo '900, tratti da un documento pubblicato dall'Emeroteca di Brindisi -












Ecco come il settimanale "La città di Brindisi" del 10 novembre 1906 elogia le Ferrovie dello Stato per il servizio di trasporto delle uve svolto durante la campagna vinicola del 1906:

http://emeroteca.provincia.brindisi.it/La%20Citt%C3%A0%20di%20Brindisi/1906/A.%207,%20n.%2039%20%2810%20Nov.%201906%29.pdf


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 03 November 2012 23:46:42
Message:

Intenso movimento di botti alla stazione di Alba:




Due immagini dello stabilimento "Cinzano" di Santa Vittoria d'Alba (CN):





Piero


Reply author: Nino Carbone
Replied on: 18 November 2012 22:43:56
Message:



- Carro trasporto vino SBB-CFF -



- Foto: sgeg.ch -


- Nino -


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 20 November 2012 01:26:38
Message:

1906 - Un carro della societè Mesmer di Ginevra immatricolato nel parco della Rete Adriatica (RA).


("Emporium", 1906)

Piero


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 09 December 2012 15:11:15
Message:

Un convoglio carico di botti di vino pronte all'imbarco nel porto di Gallipoli:



Piero


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 17 February 2013 15:19:00
Message:

Dal sito della Lotras





Piero


Reply author: Alberto Pedrini
Replied on: 17 February 2013 20:10:33
Message:

Sfondo per il desktop

http://www.marklinfan.it/images/lotras.jpg


Reply author: Alberto Pedrini
Replied on: 26 March 2013 22:13:27
Message:

Discussione collegata su marklin-users

http://www.m-users.net/forum/yaf_postst26141_wine-wagons.aspx


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 27 March 2013 19:28:27
Message:

Grande attività allo scalo merci della stazione di Barletta:



Piero


Reply author: Nino Carbone
Replied on: 26 August 2013 22:51:36
Message:





- Foto da: clamfer.it -


- Nino -


Reply author: Nino Carbone
Replied on: 09 September 2013 23:23:36
Message:



- 43761 - SNCF - Epoca II/III -
(Catalogo Esportazione 2000)



- Foto Märklin -


- Nino -


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 05 October 2013 01:57:58
Message:

Da Ferrovie.it
messaggio pubblicato il 5 maggio 2013 da utente nickname "DB"

Da alcune settimane TXL effettua un servizio, sia pure saltuario, Ravenna - Brennero - Trier (Germania), completo cisterne per trasporto vino.
L'ultimo miglio fino al raccordo dello stabilimento in località Trier-Zewen è curato dalla Compagnia privata tedesca VEB con macchine storiche (!) in esercizio regolare.
Al link seguente la notizia sul sito di questa IF, che svolge un imponente traffico merci sulle linee non elettrificate dell'Eifel dove hanno sede grosse industrie anche multinazionali (ad esempio Procter&Gamble) e dove, soprattutto, la presenza di estese foreste genera un grosso traffico di legnami diretti ad impianti di lavorazione sia in Germania che in Austria: http://www.veb.de/aktuelles/detail/Bedi ... e-VEB-11O/
Un appassionato ha ripreso le manovre di uno di questi treni, il report è spettacolare:
1) ecco il treno con l'anziana macchina a tre assi conservata in livrea d'origine, in attesa di partire da Trier-Ehrang verso il raccordo dello stabilimento di imbottigliamento: 17 cisterne con 1300 tonn. di vino italiano.

http://www.abload.de/img/dsc03605ak3kyha.jpg

2) il treno in viaggio verso lo stabilimento Schloss Wachenheim AG
http://www.abload.de/img/img_7426ak2m3z47.jpg

3) dalla linea principale si distacca il binario verso l'impianto destinatario del prezioso carico! Nonostante l'età la macchina è dotata di radiocomando e il macchinista siede all'esterno
http://www.abload.de/img/dsc03677akatlsy.jpg

4) lo stabilimento è quasi raggiunto:
http://www.abload.de/img/dsc03716krwlt3.jpg

5) il treno viene diviso in due sezioni e la foto permette di apprezzare le cisterne della Lotras S.r.l.
http://www.abload.de/img/dsc03736akayare.jpg

6) centinaia di bottiglie sono pronte per essere riempite con il nostro vino.... !
http://www.abload.de/img/dsc03744ak26bqw.jpg

Discussione originaria:
http://www.ferrovie.it/forum/viewtopic.php?f=2&t=25003&start=1215


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 05 October 2013 09:07:54
Message:

Immagini di "Weinkesselzug" in arrivo dall'Italia:


http://www.abload.de/img/182510grpq5.jpg

http://abload.de/img/weinzug_txl-185-618-68gst4.jpg

http://abload.de/img/wkw_feldmoching_webequ23.jpg

http://www.klawitter.info/bahn/allgemein/20130727-160142_DGS69341ak.jpg

http://www.drehscheibe-foren.de/foren/file.php?4,file=50179

http://www.bahnbilder.de/1024/aus-wein-wird-sektbesonders-dann-707978.jpg

http://www.drehscheibe-online.de/ds_sued/Bilder/SGL_TSU_110407dsok.jpg

Piero


Reply author: Alberto Pedrini
Replied on: 23 December 2013 08:27:47
Message:

Recente acquisto, Fleischmann 545504


Reply author: Enrico Ferrari
Replied on: 23 December 2013 10:17:30
Message:

Ottimo acquisto: un pezzettino di Trieste lo hai portato a casa!


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 26 December 2013 19:14:10
Message:

Bisogna ricordare che Triest (Trieste) era il porto austro-ungarico in cui venivano sbarcati i vini provenienti dal sud che poi proseguivano il viaggio per ferrovia.

Da "La Capitanata"
Rivista semestrale della Biblioteca Provinciale di Foggia
numero 27 - giugno 2012 "Storia dell'attività enologica a San Severo tra l'800 e il '900":
<<.....Malgrado le crisi ricorrenti, verso il 1910 la superficie coltivata a vigneti supera i 9000 ettari e il basso prezzo dei nostri vini attira i commercianti forestieri, i quali predispongono magazzini nei pressi della stazione ferroviaria o allestiscono delle proprie cantine per vinificare le uve acquistate sul posto. Già dalla fine dell'800 sono presenti a San Severo commercianti barlettani, come Emanuele De Feo, i quali dispongono di buoni vini neri ma scarseggiano di bianchi. I nostri prodotti vengono inviati per ferrovia a Barletta, un importante e antico centro vinicolo favorito dalla presenza del porto, dal quale partono i battelli diretti particolarmente a Trieste, che in quest'epoca è il più importante scalo marittimo dell'impero austriaco........>>

L'articolo completo:
http://www.darapri.it/immagini/nuove_mie/attivitaenologicasansevero/attivitaenologica.htm


Da "L'economia brindisina nel 1910"
- Viticultori, mediatori e spedizionieri a Brindisi nel 1910 -

<<.....Il vino, in botti di legno, era trasportato via mare a Venezia e Trieste con le navi del Lloyd Austriaco (delle linee per e da Costantinopoli, Alessandria, Pireo e Corfù), e di numerose altre società di navigazione, tra le quali: “Puglia”, “Veneziana”, la Navigazione Generale Italiana, la Compagnia Generale Ellenica, Lloyd Sabaudo, “La Genovese”, “Adria”, “Ragusea”. A Brindisi aveva pure sede la società anonima “Caricatori Riuniti”, con una flotta di cinque piroscafi....>>

L'articolo completo:
http://www.brindisiweb.it/storia/e-viticultori_madiatori_spedizionieri-1910-8.asp


Il testo di una pubblicità del 1910:
<<Commissioni – mediazioni uve e vini, ed altri prodotti delle Puglie – Gennaro Mastrandrea - corso Umberto I, 54 – Brindisi – Magazzini di deposito fuori dazio – Servizio Trasporti Internazionali, marittimi e terrestri – Spedizioni a forfait per qualunque destinazione – Servizio trasporti vini in vagoni serbatoi con botti in legno della ditta Jean Mesmer di Ginevra (Svizzera) – Rappresentanze, depositi, assicurazioni, noleggi – Agente d’emigrazione – Per telegrammi: Mastrange>>



Piero


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 18 January 2014 10:31:11
Message:


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 06 April 2014 15:33:39
Message:

Un bel video di Enrico Ferrari

https://www.youtube.com/watch?v=9BpotWohS3A


Reply author: Alberto Pedrini
Replied on: 08 May 2014 09:29:20
Message:

quote:
Originally posted by Alberto Pedrini


Ma anche i vini della valle del Reno sono ottimi

Liliput 235497






Mi ero scordato di pubblicare queste foto, non so di chi siano, speriamo che non mi arrestino...






Reply author: Piero Chionna
Replied on: 22 June 2014 11:09:52
Message:

Un breve articolo dal Clamfer di Napoli

http://www.clamfer.it/03_Modellismo/TrasportoVino/TrasportoVino.htm


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 19 July 2014 15:45:54
Message:

Porto di Amsterdam, gennaio 1966



da http://www.maritiemdigitaal.nl/index.cfm?event=search.getdetail&id=101099931


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 14 October 2014 19:57:37
Message:

Rara foto del porto di Gallipoli con alcuni carri ferroviari adibiti al trasporto delle botti di vino destinato all'imbarco.

La foto è interessante anche per la nave militare che sembra in procinto di lasciare il porto e che ci consente di datare la foto dopo l'anno 1921.
Si tratta del cacciatorpediniere "Giuseppe Dezza" (DZ), classe "Pilo" della Regia Marina Italiana.
Fu costruita nel 1916; il suo nominativo originario era "Pilade Bronzetti" (BR), cambiato nel 1921 in "Giuseppe Dezza" in seguito all'ammutinamento dell'equipaggio avvenuto durante la presa di Fiume da parte di Gabriele D'Annunzio.

Durante la Seconda Guerra Mondiale fu catturata dai tedeschi, riparata a Trieste, e assegnata alla Kriegsmarine con la sigla TA35.

"Alle 4.58 del 17 agosto 1944 la TA 35, in navigazione nel canale di Fasana sulla rotta Pola-Rovigno, urtò una mina e s’inabissò rapidamente spezzata in due.....
...Il relitto della torpediniera giace spezzato in due su fondali fangosi di 35 metri. Il troncone prodiero, adagiato su un fianco, dista circa 200 metri da quelle poppiero, che si trova invece in assetto di navigazione"


La sua storia qui:
http://it.wikipedia.org/wiki/Pilade_Bronzetti_%28cacciatorpediniere%29




(da gallipolinweb.it)


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 02 November 2014 00:34:30
Message:

Santa Maria della Versa (PV), Cantina Sociale La Versa: raccordo ferroviario con botti impilate sullo sfondo.

da http://www.museicivici.pavia.it/archiviochiolini/industria/oltrepo.html


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 12 November 2014 01:08:31
Message:

18 settembre 2014
Le cisterne Lotras "Kings of Green - Art in movement"

http://www.lotras.it/it/leggi/33/kings-of-green---art-in-movement




Reply author: Ernesto Cappellano
Replied on: 17 November 2014 21:45:08
Message:

quote:
Originally posted by Piero Chionna



La foto è interessante anche per la nave militare che sembra in procinto di lasciare il porto e che ci consente di datare la foto dopo l'anno 1921.
Si tratta del cacciatorpediniere "Giuseppe Dezza" (DZ), classe "Pilo"




Scusate se sono OT ma per curiosita' aggiungo che le navi di questa classe, che in alcuni esemplari e' sopravvissuta alla guerra, in Marina erano note come "classe tre pipe" per la configurazione poco comune dei fumaioli.
Saluti dal Brasile (ma non esattamente dalla spiaggia di Copacabana)

Ernesto


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 12 December 2014 00:55:50
Message:

A proposito dei servivi effettuati sulle Ferrovie del Sud Est.
Da "Rotaie a Sud Est" di Pietro Marra:

"...Numerosi spedizionieri richiesero spesso l'effettuazione di treni completi di cisterne per il trasporto di vino; ad esempio, nel marzo 1946 la genovese svizzera C. Blenk & C., al tempo specializzata per trasporti di questo tipo, effettuò carichi di vino per conto della Occhetti Spa di circa 5.000 ettolitri a viaggio, con treni di 30/35 carri caricati alla stazione di Galatina e destinati oltre il confine di Chiasso..."

Una rara immagine del silos Occhetti al porto di Genova pubblicata su irolli.it, ma a sua volta ripresa da una interessante pubblicazione in lingua francese dedicata alla ricostruzione del porto di Genova dopo la seconda guerra mondiale:
http://www.circololuigirum.genova.it/Le_port_Reconstruction.htm




Due documenti della ditta Blenk citata in "Rotaie a Sud Est".




(fonte Delcampe)


Reply author: Alberto Pedrini
Replied on: 25 February 2015 17:48:11
Message:

I nuovi carri francesi OCEM 19 di epoca II e III di L.S.Models


Reply author: Alberto Pedrini
Replied on: 03 May 2015 14:05:17
Message:

Ultimo arrivo, regalo di un amico , carro francese

cod. 94422


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 06 October 2015 23:54:20
Message:

Le transport ferroviaire des vins du Languedoc vers Paris [article]
R. Caralp
Revue de géographie de Lyon Année 1951 Volume 26 Numéro 3 pp. 273-295

http://www.persee.fr/doc/geoca_0035-113x_1951_num_26_3_2693


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 28 January 2016 18:57:47
Message:

Tratto da "Umanesimo della Pietra" luglio 1987, numero unico a cura del gruppo umanesimo della pietra di Martina Franca (TA)





(* da delcampe.it)



Reply author: Piero Chionna
Replied on: 30 January 2016 12:22:32
Message:

Restiamo in zona con alcune vecchie immagini da Locorotondo:






(tratta da delcampe)


(tratto da "Umanesimo della pietra")


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 21 February 2016 17:55:43
Message:

Da un opuscolo stampato nel 1903 in occasione della visita a Cerignola (FG) dei partecipanti al Congresso Internazionale di Agricoltura del 1903.
L'opera descrive le profonde trasformazioni attuate dalla Casa Ducale De La Rochefoucauld protagonista, insieme alla casa Pavoncelli, della vita economica di Cerignola a partire dalla fine dell'Ottocento.
Esso documenta prevalentemente la conduzione dei 3100 ettari di vigneto, su un totale di 4745, attuata dall'amministratore Millet.
La sua attivià a Cerignola iniziò nel 1893, dopo la rottura dei trattati commerciali tra Italia e Francia avvenuta nel 1892.
A seguito della crisi italo-francese il prezzo del vino da taglio prodotto nell'Italia meridionale crollò da 50 lire a sole 5-6 lire per ettolitro.
Sosthénes De La Rochefoucauld Duca di Doudeauville e di Bisaccia fu promotore di profonde trasformazioni delle tecniche di produzione, pioniere della meccanizzazione agraria, e sperimentatore delle prime macchine trebbianti a vapore e a forza animale.

Di particolare interesse per lo storico ferroviario è la breve descrizione di una linea ferroviaria a scartamento ridotto che collegava il piano caricatore della stazione FS di Cerignola Città ai vigneti, alla distilleria, all'oleificio e allo stabilimento vinicolo della Casa Ducale De La Rochefoucauld.

Il libretto è scaricabile qui:
http://pugliadigitallibrary.it/media/00/00/38/1221.pdf

L'Azienda Torre Quarto dopo vari scorpori e passaggi di proprietà è attiva ancora oggi.
Nel 1970 fu visitata da Mario Soldati nel suo viaggio alla scoperta dei vini italiani.
La descrive a partire da pagina 408 del suo libro "Vino al vino" (1970):
https://books.google.it/books?id=PP4pPqjs3MEC&lpg=PA409&ots=QTBlTs1xZB&dq=mario%20soldati%20torre%20quarto&hl=it&pg=PA409#v=onepage&q=mario%20soldati%20torre%20quarto&f=false









Reply author: Nino Carbone
Replied on: 25 July 2016 23:55:01
Message:



- di...vino e di...treno

- http://www.clamfer.it/03_Modellismo/TrasportoVino/TrasportoVino.htm -


- Nino -


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 04 September 2016 12:32:32
Message:

Particolare da una vecchia cartolina raffigurante la stazione di Seclì-Neviano-Aradeo, in provincia di Lecce, sulla rete delle Ferrovie del Sud Est.


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 12 January 2017 17:58:20
Message:

Una vecchia cartolina del porto di Genova tratta dal sito Delcampe.
Si notano anche alcuni carri Mv per trasporto vino.


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 18 April 2017 23:56:25
Message:

Segnalo questa interessante discussione sul forum francese LR Presse:

http://forum.e-train.fr/viewtopic.php?f=5&t=5424


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 02 May 2017 23:36:09
Message:

Un disegno che ritrae lo stabilimento "I.L. Ruffino" di Pontessieve (FI)
Nel disegno si nota il raccordo ferroviario con la stazione posta sulla linea Firenze-Roma. Il binario entra nello stabilimento attraverso un cancello; sul lato opposto si nota una piattaforma per la giratura dei carri.

La Ruffino fu acquisita nel 1911 dalla ditta Folonari di Brescia.



Ci spostiamo a sud con un'altra immagine di uno stabilimento Folonari. Tra il 1902 e il 1910 la ditta bresciana aveva acquisito cinque stabilimenti vinicoli in Puglia: San Severo, Barletta, Locorotondo, Squinzano e Galatina.
La produzione vinicola della regione era in ginocchio dopo l'epidemia di filossera e il blocco da parte del governo francese dell'importazione dei vini da taglio provenienti dall'Italia.

La Folonari considerava importante la presenza di ferrovie in prossimità degli stabilimenti vinicoli.

Nel libro «I Folonari: un’antica storia di vini e banche» Alberto Folonari racconta così l'esperienza pugliese dei primi anni del '900 del secolo scorso, anni di forte espansione che videro l'azienda bresciana diventare la prima azienda enotecnica italiana.

"Lo zio Francesco e il nonno Italo compresero bene che, sulla scorta della loro navigata esperienza e con l’aiuto di grandi enologi, avrebbero potuto accettare la sfida di produrre grandi quantitativi di vini realizzati con i più moderni procedimenti. Le cronache dei quotidiani pugliesi riportano con toni di gratitudine l’esempio dato dai Folonari, che impiantarono a Squinzano, nei primi anni del Novecento, il vigneto pilota che diede l’avvio alla ricostruzione viticola delle Puglie dopo la distruzione fillosserica. Lo sviluppo produttivo incontrò, come sempre avviene, una serie di circostanze favorevoli: fra tutte, la Puglia poteva contare su un asse ferroviario capillare. A Lecce la ferrovia era stata inaugurata nel 1866 e si era andata progressivamente sviluppando negli anni successivi nelle province di Taranto e Brindisi. Tutti gli stabilimenti vinicoli tra Brindisi, Squinzano, San Pietro Vernotico, Trepuzzi erano sorti lungo quella strada ferrata che determinò il lancio di un’economia vincente."

Nell'immagine che segue vediamo il cortile dello stabilimento Folonari di Galatina ripreso da un carro ferroviario in sosta sul binario adiacente.
Anche a San Severo (FG) la Folonari acquisì uno stabilimento enologico sulla strada vicinale Principato, subito al di là della ferrovia, con un binario di raccordo per i propri vagoni cisterna.
Lo stabilimento di Locorotondo (BA) adiacente alla stazione era dotato di una tubazione sotterranea che consentiva il carico dei carri ferroviari.







(fonte Del Campe)

link:

https://dialnet.unirioja.es/descarga/articulo/4803101.pdf

https://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera-brescia/20161124/281694024379563

http://divini.corriere.it/2015/04/10/vino-e-banche-un-baule-svela-la-dinastia-folonari/?refresh_ce-cp

http://blog.ilgiornale.it/wallandstreet/2015/06/17/i-folonari-storia-di-vini-e-banche/

http://www.quotidiano.net/speciali/vino/i-folonari-dalle-banche-al-vino-una-saga-appassionante-1.1502585

http://www.darapri.it/immagini/nuove_mie/attivitaenologicasansevero/attivitaenologica.htm


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 19 May 2017 10:48:00
Message:

Museo ferroviario della Puglia (MUFEP)
Diorama tratta San Pietro Vernotico - Squinzano (ferrovia adriatica tratta Brindisi - Lecce)
Ambientazione fine 1800.

Treno Rete Adriatica (RA) per trasporto di vini e mosti:







Reply author: Piero Chionna
Replied on: 29 December 2017 15:32:15
Message:

Dal Sistema Archivistico Nazionale - Archivi d'Impresa

Viadotto di cemento armato nello stabilimento Cinzano a Santo Stefano Belbo, Cuneo 1900

(Comune di Torino. Archivio storico, Fondo Ditta Francesco Cinzano & C. di Alberto ed Enrico Marone)






Tettoie di caricamento nello stabilimento Cinzano a Santo Stefano Belbo, Cuneo 1900.

(Comune di Torino. Archivio storico, Fondo Ditta Francesco Cinzano & C. di Alberto ed Enrico Marone)





Raccordo ferroviario dello stabilimento Cinzano a Santo Stefano Belbo, Cuneo 1900

(Comune di Torino. Archivio storico, Fondo Ditta Francesco Cinzano & C. di Alberto ed Enrico Marone)





Treno di prodotti Cinzano in partenza dallo stabilimento Cinzano di Santa Vittoria d'Alba (Cn), 1920

(Comune di Torino. Archivio storico, Fondo Ditta Francesco Cinzano & C. di Alberto ed Enrico Marone)



Reply author: Piero Chionna
Replied on: 26 January 2018 10:19:06
Message:

Dal forum.hunsrueckquerbahn.de altre belle immagini di moderni treni di vino italiano trazionati da una V60 DB diretti a una azienda vinicola tedesca.

http://www.forum.hunsrueckquerbahn.de/viewtopic.php?t=42491


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 02 March 2018 10:26:02
Message:

Scheda tecnica del carro L2517 per trasporto botti della Rete Adriatica (RA)
L'immagine già apparsa in Ebay, è tratta dal gruppo Facebook "Carri merci europei nel fermodellismo e nella realtà".
In questa discussione sono state pubblicate alcune immagini storiche in cui si vedono carri di questo tipo.
Da notare lo scartamento di 1445 mm.





Reply author: Piero Chionna
Replied on: 04 October 2018 09:43:51
Message:

Anno 1967, scalo merci di Marsala (TP).
Carico di barili di vino su carri FS in partenza verso il nord Europa.
Immagine tratta dall'Archivio di Fondazione FS Italiane:


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 30 January 2019 17:11:16
Message:

Movimentazione di botti di vino alla stazione di Brindisi Porto nei primi anni del XX secolo.


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 03 March 2019 01:04:23
Message:



La lettura del giorno

"Squinzano, vino a Milano" di Vittorio Bodini







Vittorio Bodini traccia uno spaccato della vita degli anni '50 in un piccolo paese del Salento sede di importanti stabilimenti vinicoli di proprietà di aziende dell'Italia del nord che qui producevano vini destinati al taglio di altri vini di maggior pregio o vini economici da servire nelle osterie del nord Italia.
Il racconto ci descrive un tessuto sociale povero, spesso scarsamente alfabetizzato, e una imprenditoria locale all'epoca incapace di sfruttare autonomamente le opportunità offerte dal territorio.
Allo stesso tempo la narrazione ci consente di comprendere meglio alcune ragioni del fenomeno migratorio che tra la fine degli anni '50 e i primi anni '60 del secolo scorso spinse molti cittadini del sud verso le grandi realtà industriali del nord Italia o degli altri stati europei.

La ferrovia resta sempre ai margini di questo racconto che rappresenta comunque una sorta di "trait d'union" tra la presente discussione dedicata ai treni per trasporto vino e la discussione dedicata ai treni degli emigranti:
http://www.marklinfan.com/f/topic.asp?TOPIC_ID=1471&whichpage=1


http://www.vittoriobodini.it/02vittoriobodini/il%20sud%20di%20vittorio%20bodini.htm



Estratto da "Squinzano, vino a Milano"
di Vittorio Bodini, anno 1950



A Squinzano si beve male, si beve con un segno di vergogna. L'odore del vino ristagna in una nuvola grassa e dolciastra; se si muove l'aria ci si sente disgustosamente cullati. Dal paese, in fondo a scalcagnate viuzze, le vigne si gettano carponi sotto gli ulivi. Le case basse, dipinte di azzurro o rosa antico, crema, melanzana o d'un bianco che scintilla da quant'è bianco, paiono spugne che a strizzarle dovrebbe uscirne vino. Ma il vino non si vede mai, come in certe città dove si avverte a ogni passo la presenza del mare ma non si riesce a capire dietro a quale angolo si nasconda. In tutto il paese c'è un solo ubriaco. Ha dei pantaloni a brandelli tenuti su da una cordicella e con una voce nasale, da messa cantata, va tutto il giorno cantando dei buffi dispetti amorosi a cui la gente non pare divertirsi. Non si può dire se le occhiate di ribrezzo che gli dirigono le donne dalle soglie rappresentano una condanna morale o siano dovute semplicemente alla nausea del vino. Son donne anziane, che rammendano calzini o mettono toppe a pantaloni, vestite di nero per lutti senza più tempo. Qualcuna ha un saio di colori insoliti, stretto alla vita da un cordone, a testimonianza di qualche grazia ricevuta.
"Che voto porti, paesana?" chiedo a una vecchia che indossa una tunica verde traversata verticalmente, nel mezzo di un rettangolo rosso.
"Dei Santi Cosimi".
I Santi Cosimi sono i Santi medici. Se non c'è da portare il lutto per qualche familiare è segno che è guarito, naturalmente per merito dei Santi medici. Passa un prete su un calessino.
"Buon giorno, papa Gesualdo", grida l'ubriaco.
Papa Gesualdo fa finta di non aver sentito e si volta dall'altra parte della via, dove si legge sul muro a grossi caratteri: Viva la Otorità.
Ai colori del paese bisogna aggiungere quelli dei carri dalle alte ruote, rozzamente dipinti come guerrieri africani, e i cavalli non meno barbarici, con un fiocco rosso sugli occhi che ne accresce la protervia. Si susseguono in file da formiche, coi carichi d'uva nelle botti, e a un sobbalzare ad un sasso o ad una cunetta che dormicchiavano spalancano un solo occhio giallo o celeste. E' gente venuta da ogni parte della penisola salentina: dal Capo di Leuca, da Cocumola, da Calimera, su fino a Brindisi. Si portano appresso in un sacco il pane nero indurito i peperoni rossi che costituiscono il loro pasto, salvo qualche banchetto con sarde e ricotta forte. E la notte dormono dentro le stalle con le bestie. Per dar da mangiare ai cavalli, che son ghiotti d'uva, e risparmiare la biada, bisogna che facciano di tutto per rubare qualche paniere d'uva: e un altro paniere bisogna dare al "vellanzino", l'uomo che li aspetta sulle salite, per dare una mano al cavallo. Da qui trucchi e discussioni senza fine col pesatore che lo sa e sta con gli occhi aperti, ma arriva la volta che finiscono col fargliela.
I carrettieri son ben pagati: tremila lire al giorno. Ma non son loro che si paga: è il cavallo, il carro. Il lavoro umano non vale tanto. I pesatori, che sono per lo più barbieri, sarti, o studenti poveri, in capo a una ventina di giorni d'un lavoro spossante racimoleranno una ventina di migliaia di lire, le donne molto meno. Queste cifre aprono un altro spiraglio sulla vita di questi paesi. Ci si domanda che renderà mai durante l'anno il mestiere d'un sarto o d'un barbiere che aspettano la campagna vinicola per arrotondare con ventimila lire il loro bilancio. E che vadano a vendemmiare le donne per 400 lire al giorno non è niente; ma che aspettino impazientemente tutto l'anno per andarsi a guadagnare quei pochi centesimi è cosa che non si riesce a immaginare.
Ci vanno tutte, madri e ragazze, e persino le classiche putaines respectueses da paese agricolo: vestite di nero come tutte, con la stessa faccia da veglia funebre o da fornello di cucina, e sul canterano i santi di cartapesta sotto la campana di vetro. Magari i Santi medici per preservarle dalle malattie. Qui, le donne che fanno come suol dirsi, la vita, appartengono a due famiglie rivali: sono tre sorelle per parte, come Orazi e Curiazi, ed hanno soprannomi meravigliosi ispirati ai fuochi pirotecnici. Son loro naturalmente a guidare il coro d'invettive volgari e di oscenità a cui durante la vendemmia si abbandonano inspiegabilmente le donne del paese, per solito taciturne e pudiche, quando non addirittura bigotte. E fra queste turpi favole fa capolino continuamente l'immagine ossessiva del monaco - senza alcun riferimento reale, s'intende.
Squinzano, ha 54 telefoni. Tolti quelli del Municipio e dei Carabinieri, gli altri appartengono a stabilimenti vinicoli e a succursali di banche. Le chiamate comunali sono ben poche. Questi telefoni servono per comunicare con Milano, con Busto Arsizio, con Gallarate, e per forza di cose con Lecce. Esistono due Squinzano: uno è un paese senza tempo, povero e superstizioso, fatto di privazioni che non sanno neanche d'esser tali e di polvere, di casucce colorate e di tendine di sudicia rete che ne difende l'interno dalle mosche. Paese d'uomini scalzi o con scarpe che ricordano antiche fanterie e di donne che rattoppano eternamente pantaloni di cui è ormai impossibile indovinare la stoffa d'origine. E fichi d'india, oleandri, frotte di bambini seminudi, qualche palmizio nano, qualche nicchia di santi.
Questo paese non sospetta lontanamente che il suo nome abbia tanta notorietà in Italia. Perchè dovrebbe averla? E' probabile, o molto probabile che un contadino di Squinzano non riuscirebbe a riconoscere nel vino che si beve con questo nome in Italia il vino della sua terra, che è fortissimo, sui sedici e persino sui diciotto gradi, ed ha un cupo spessore in cui esalano i zolfi dei diavoli conficcati nelle profondità di questo suolo. Ma non c'è nulla che distingua questo paese dagli altri della penisola salentina, se non fosse la sua maggiore povertà. Di fatti il suolo, sfruttato da più tempo, s'è fatto avaro o è stato superato da terreni dove la cultura della vite è più recente: sicchè non produce in media più di 35 q.li di uva per tomolo contro gli 80-90 di altre terre del Leccese e del Brindisino. Come centro di produzione ha dunque scarsa importanza, e non sono rare le annate in cui produttori locali chiudono la stagione in perdita. Non così come centro di lavorazione. Della sua epoca d'oro le son restati infatti un centinaio di stabilimenti, fra grandi e piccoli, dove si lavora qualcosa come 800.000 ettolitri di vino ogni anno, quasi la metà dell'intera produzione della provincia di Lecce. Nella quale cifra non so se siano comprese quelle partite comprate altrove, per le quali gli industriali del Nord affittano qui qualche metro di suolo e il diritto al carico, per poter intestare da Squinzano talloni ferroviari e fatture. Su questo centinaio di stabilimenti, una quindicina appartengono a settentrionali, tutti lombardi. La proporzione non è forte, apparentemente; ma quei quindici stabilimenti sono i più grossi e lavorano l'80 per cento dei mosti che escono da Squinzano. Tutti gli industriali locali messi insieme non fanno tanto vino quanto ne fa da solo lo stabilimento di Folonari, o ne ha fatto nei passati anni.
"Folonari viene qui qualche volta?" domando alla proprietaria del caffè principale, in piazza del Municipio.
Il caffè è deserto. Due mosche si nettano le zampette sul tavolino di ferro dipinto in bleu Savoia. La donna ha un'aria sorpresa, fra i taralli zuccherati coperti da una enorme moschiera e le pile di savoiardi avvolti in cellofan.
"Non l'ho mai visto".
"E gli altri signori? Verranno almeno quelli di qui?" "Nessuno. Non si vede nessuno. Forse staranno nelle loro case o a Lecce".
"Credevo che trattassero gli affari qui o sulla piazza".
"Un tempo, quando veniva la 'forestiera' ... - e comincia a perdersi in un imbroglio d'anni da cui non riesce a venire a capo. Ora son brutti tempi. Vedrà lei stesso, ora metto i tavolini fuori e la gente si siede e non ordina nulla. Ogni tanto entrano dentro e mi chiedono un bicchier d'acqua".
Ho domandato ad altra gente: "Esiste veramente Folonari? Dov'è? Come è fatto?". Mi rispondono incertamente. Poi incontro quello che sa tutto. C'è in ogni paese meridionale questo personaggio-chiave, l'uomo a cui si può fare qualunque domanda. "Quarantacinque anni fa. Folonari venne qui esattamente quarantacinque anni fa, e il primo anno lavorò in una cantinetta presa in affitto. Dopo di lui son venuti gli altri a poco la volta: Coppo, Messaggi, Panza, Azzolini, Macchi, Monti, Giglioli, Sciarini. Macchi venne la prima volta a comprare un vagone d'uva. Lo prese a credito. Un vagone d'uva costava a quel tempo cinque lire. Ma ormai è moltissimo tempo che non vengono più; mandano gli incaricati per il periodo della campagna, dopo di che gli stabilimenti restano chiusi per tutto il resto dell'anno".
Il segreto del successo di questi uomini di Milano, di Gallarate, di Treviglio, di Busto Arsizio è molto semplice. E' dovuto a due cause, una terrena, che è la pigrizia dei produttori locali, che fatta l'uva hanno sempre aspettato che gliela venissero a comprare dal Nord e l'altra soprannaturale. I settentrionali godono il favore di divinità invisibili le quali, dalle nubi in cui sono avviluppate, li assistono e proteggono. Queste divinità sono le Banche, che pesano crediti e prestiti con disuguali bilance. Al credito delle Banche, s'aggiunge poi quello del contadino, che soggiogato dalla potenza del nome, poniamo, di Folonari, gli venderà a trenta o quaranta giorni di scadenza quell'uva che dal vinificatore locale pretenderebbe pagata alla consegna. E ciò perchè Folonari è invisibile, pochi ricordano ormai la sua faccia: è diventato un'entità astratta alla stregua del Governo, dell'Otorità, ma alcuni scalini più in basso dei Santi medici e del Monaco delle vendemmie, nelle cui mani è consegnato ineluttabilmente il faro degli squinzanesi.
Queste due Squinzano - la invisibile dei fidi bancari e dei telefoni che chiamano Milano e quella concreta dei rammendi e dei taralli zuccherati, sono più distanti già loro che se si trovassero agli antipodi. Ecco che il barbiere che ha fatto il pesatore dalle cinque del mattino fino a sera, senza interruzione e leticando a ogni pesata col carrettiere che voleva fregargli 1'uva per la bestia se ne torna al suo salone con le ventimila lire. "Ma questo è un paese vizioso - mi diceva non senza una punta di compiacenza uno squinzanese. - Appena finita la campagna si scialano tutto il guadagno, se lo giocano a carte... ".
Grandi sperperi si possono fare con ventimila lire aspettate un anno di fila. Nei giorni dopo la paga ho visto una folla di paesani accalcarsi sulla piazza del mercato di Squinzano intorno a un baraccone di stoffe. Compravano un taglio di vestito come una gatta nel sacco: forse era la prima volta che si facevano un vestito in vita loro. Davano il danaro e ricevevano uno scontrino: con quello scontrino ritiravano un'incartata che si portavano via senza sapere nè la stoffa nè il colore del vestito che la sorte gli destinava.
Ma ormai finita la stagione schiere di contabili e di impiegati di banca calcolano in interminabili cifre utili e importi di quella centinaia di migliaia di ettolitri di vino che diventeranno Chianti, Barbera o nel peggiore dei casi Squinzano. Negli stabilimenti è rimasto un "caporale" e ancora, per qualche giorno pochi operai che .stanno ultimando la pulitura delle botti. Non di rado, in un intervallo, s'accende una discussione sull'acuto del tenore o della prima donna in una certa romanza del Trovatore. II caporale alza la mano all'altezza del petto e si mette a cantare come sospirando: "Lamr-uà". Allora, come da un'arca dantesca, dalla cintola in su s'affaccia un operaio da una delle botti di cemento: "Un momento - dice - questo punto è così: Lariruriru-uà".

Vittorio Bodini


Il Vino DOC "Squinzano" ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 6 luglio 1976
Approvato con D.P.R. 06.07.1976, G.U. 230 del 31.08.1976

Tipologie e uve:

http://www.assovini.it/italia/puglia/item/406-squinzano-doc






Reply author: Pier Attilio Chionna
Replied on: 26 May 2019 16:42:33
Message:

Dal giornale "Express" stampato a Mulhouse (F)

16 settembre 1903


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 03 June 2019 08:57:03
Message:

Stabilimento vinicolo Folonari di Barletta (BAT ex BA):




Stabilimento vinicolo Folonari di Locorotondo (BA):








Stabilimento vinicolo Folonari di San Severo (FG):






Reply author: Piero Chionna
Replied on: 11 June 2019 17:24:26
Message:

Stabilimento Folonari di Galatina (Lecce)






Stabilimento Folonari di Squinzano (Lecce)






Reply author: Piero Chionna
Replied on: 30 September 2019 09:43:29
Message:

Immagine tratta dall' Archivio SAST (Sistema Archivi Storici Territoriali) Regione Puglia

Novoli (LE), stazione FSE sulle linee Martina Franca-Lecce e Novoli-Gagliano del Capo.
Carri per trasporto vino in sosta presso gli stabilimenti vinicoli.


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 23 December 2019 09:45:38
Message:


Dall'Archivio Breda

Carro della ditta P. De Benedittis di Alezio (LE)
Residenza Galatina


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 20 April 2020 00:51:50
Message:



Un gruppo di Carri FS adibiti al trasporto di melassa




Carro trasporto vino costruito dalle Officine Meccaniche Piacentine pubblicizzato sul numero di settembre 1924 della Rivista Enotria.
Immagine tratta da FB Archèologie Ferroviairie.




Reply author: Piero Chionna
Replied on: 06 May 2020 16:21:13
Message:


Stazione di Deidendorf (D), Renania-Palatinato.
Immagine tratta da Drehescheibe Forum

]


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 10 May 2020 11:50:27
Message:

Ripropongo il link di questa interessante discussione del forum francese "LR Presse"

https://forum.e-train.fr/viewtopic.php?f=5&t=5424


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 16 May 2020 23:55:17
Message:

Menfi 1974: immagini storiche dalle linee FS a scartamento ridotto della Sicilia.

https://www.drehscheibe-online.de/foren/read.php?17,6297846



Reply author: Piero Chionna
Replied on: 19 May 2020 11:02:42
Message:


Un'altra antica cartolina di Locorotondo (BA) del 1930 che ci mostra il panorama che in quegli anni si mostrava agli occhi di un viaggiatore proveniente dalla strada di Alberobello (il rettilineo della foto è l'attuale Via Madonna della Catena). Sulla sinistra si notano la stazione ferroviaria con le rimesse per le locomotive e gli ampi spazi destinati al caricamento dei vini lavorati negli stabilimenti enologici visibili nella parte destra della fotografia.
Al centro, sullo sfondo, il paese di Locorotondo con il suo centro storico ancora oggi perfettamente conservato.




Reply author: Piero Chionna
Replied on: 24 May 2020 01:43:51
Message:


Stabilimento Gancia di Canelli (AT)

Cantine storiche

"Le cattedrali sotterranee, cantine storiche di Gancia, si snodano e sono conservate nel sottosuolo della città di Canelli. Per la loro bellezza e importanza, sono state scelte dall'Unesco per essere riconosciute come patrimonio mondiale dell'umanità, nell'ambito del progetto di candidatura dei paesaggi vitivinicoli del Sud Piemonte.
Le cattedrali sotterranee di Casa Gancia rappresentano un patrimonio storico incalcolabile di architettura dedicato all'enologia: sono state scavate nei secoli passati nel tufo calcareo, perfetto isolante termico naturale capace di mantenere costante la temperatura di 12-14 gradi, ideale per la lavorazione e l'affinamento di grandi vini"




Antica cartolina dello stabilimento della Cinzano a Santa Vittoria d'Alba (CN) con il raccordo ferroviario che collegava l'azienda alla linea ferroviaria
Alessandria-Alba-Bra-Cavallermaggiore.




Una veduta dall'alto dello stabilimento con il raccordo ferroviario.
https://www.google.it/maps/@44.6938633,7.9244928,129m/data=!3m1!1e3?hl=it




Reply author: Jordi Andreu
Replied on: 07 September 2020 14:05:45
Message:

Salutti a tutti.
Quei vagoni circolavano così senza protezione, qual era il problema? che la gente ha rubato il vino bucando il botte con un bretelle. Ecco perché i tini sono chiusi per proteggerli.


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 28 September 2020 11:21:59
Message:


Museo Ferroviario della Puglia - Lecce:
Cisterna per trasporto vini e mosti delle Ferrovie del Sud Est (FSE)






Reply author: Piero Chionna
Replied on: 17 October 2020 10:27:19
Message:


Azienda vinicola Francese.
Bella idea anche per il plastico


Fonte Del Campe


Reply author: Piero Chionna
Replied on: 13 March 2021 19:53:51
Message:


Un carro cisterna della Roberto Metzeger & Co di Trieste fotografato nell'agosto del 1943 a Zurigo (Foto Archivio SBB).

Interessante la residenza a Margherita di Savoia-Ofantino, stazione in aperta campagna in provincia di Foggia da cui si originava la breve linea per Margherita di Savoia e le saline:
http://www.lestradeferrate.it/mono23.htm



Reply author: Piero Chionna
Replied on: 11 June 2021 09:16:53
Message:

quote:
Originally posted by Piero Chionna

Da un opuscolo stampato nel 1903 in occasione della visita a Cerignola (FG) dei partecipanti al Congresso Internazionale di Agricoltura del 1903.
L'opera descrive le profonde trasformazioni attuate dalla Casa Ducale De La Rochefoucauld protagonista, insieme alla casa Pavoncelli, della vita economica di Cerignola a partire dalla fine dell'Ottocento.
Esso documenta prevalentemente la conduzione dei 3100 ettari di vigneto, su un totale di 4745, attuata dall'amministratore Millet.
La sua attivià a Cerignola iniziò nel 1893, dopo la rottura dei trattati commerciali tra Italia e Francia avvenuta nel 1892.
A seguito della crisi italo-francese il prezzo del vino da taglio prodotto nell'Italia meridionale crollò da 50 lire a sole 5-6 lire per ettolitro.
Sosthénes De La Rochefoucauld Duca di Doudeauville e di Bisaccia fu promotore di profonde trasformazioni delle tecniche di produzione, pioniere della meccanizzazione agraria, e sperimentatore delle prime macchine trebbianti a vapore e a forza animale.

Di particolare interesse per lo storico ferroviario è la breve descrizione di una linea ferroviaria a scartamento ridotto che collegava il piano caricatore della stazione FS di Cerignola Città ai vigneti, alla distilleria, all'oleificio e allo stabilimento vinicolo della Casa Ducale De La Rochefoucauld.

Il libretto è scaricabile qui:
http://pugliadigitallibrary.it/media/00/00/38/1221.pdf

L'Azienda Torre Quarto dopo vari scorpori e passaggi di proprietà è attiva ancora oggi.
Nel 1970 fu visitata da Mario Soldati nel suo viaggio alla scoperta dei vini italiani.
La descrive a partire da pagina 408 del suo libro "Vino al vino" (1970):
https://books.google.it/books?id=PP4pPqjs3MEC&lpg=PA409&ots=QTBlTs1xZB&dq=mario%20soldati%20torre%20quarto&hl=it&pg=PA409#v=onepage&q=mario%20soldati%20torre%20quarto&f=false








Cerignola (FG)

Gli impianti ferroviari privati al servizio dell'azienda vinicola di proprietà dell'imprenditore Sosthénes De La Rochefoucauld Duca di Doudeauville e di Bisaccia




Reply author: Piero Chionna
Replied on: 19 June 2021 08:15:27
Message:



Un'altra vecchia fotografia di Cerignola con un particolare degli impianti vinicoli di proprietà dell'imprenditore Sosthénes De La Rochefoucauld Duca di Doudeauville e di Bisaccia.

Sulla parte alta dell'edificio si legge:

"Amministrazione Duca Doudeauville"


"Le Cantine del Duca de La Rochefoucauld erano 11, di cui 8 destinate alla conservazione dei vini e 3 (Quarto, San Cassianello, Casalini) alla vinificazione e imbottamento. Le cantine ducali lavoravano in media 155.000 quintali di uva all’anno, prodotta in 3.100 ettari di vigneto. Erano fornite di 1.658 BOTTI, di capacità variabile fra i 50 e 150 ettolitri, 3 tini da 700 hl. l’uno, 6.000 fusti da 650 litri, 3 grandi botti comunicanti tra loro, della capacità complessiva di 1.000 hl. Le aziende agricole ducali, e non soltanto quelle vinicole, erano servite da una propria linea ferroviaria a scartamento ridotto, che le collegava direttamente alla stazione di Cerignola-Città. La linea si estendeva per complessivi 18 km.; la Casa ducale disponeva inoltre di una locomotiva e di 22 vagoncini (oltre che di un vagone viaggiatori) che potevano trasportare, per ogni viaggio, fino a 500 quintali di merci" (da Archeoclub Cerignola)




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