| T O P I C R E V I E W |
| Andrea Coccioni |
Posted - 08 December 2012 : 11:41:41 Ciao a tutti, leggo da tempo questo "indice" e ogni tanto scrivo. Sono appassionato di treni e ferrovie da sempre, ma fino ad oggi non sono stato un marklinista. Dopo aver visto i vostri plastici ad alcune fiere di settore, però, mi ha colpito il vostro spirito di gruppo e la bellezza dei vostri lavori. Ho scoperto che mi interessa in particolare il mondo Marklin vintage (quei modelli ammirati tanti anni fa e mai avuti!), così ho iniziato anche io a coltivare questa passione: appena ho trovato l'occasione giusta, ho acquistato il mio primo treno Marklin, con un po' di armamento e un trasformatore a 125 volt. E' materiale del 1961, usato (i binari hanno tracce di vernice verde, come si usava un tempo sui plastici per simulare l'erba), ma non appena ho collegato il tutto, con l'ausilio di un trasformatore supplementare 220-110 V, il treno è partito senza alcun problema. Ecco un paio di foto e un video (pessimo, perdonate la qualità...):
http://www.flickr.com/photos/42126689@N04/8103878564/in/photostream/ http://www.flickr.com/photos/42126689@N04/8103875676/in/photostream/
http://www.youtube.com/watch?v=YvijfW8J26M
Sarà l'inizio di una collezione? A casa mia, tempo, spazio e denaro non abbondano, ma chissà, un passo alla volta...
Ciao Andrea |
| 15 L A T E S T R E P L I E S (Newest First) |
| Andrea Coccioni |
Posted - 18 December 2013 : 00:43:35 Due piccoli auto-regali natalizi:

Lo Schienenbus è un ricordino di un viaggio a Berlino (nel senso che l'ho comperato lì). E' molto usato, meriterebbe un restauro che per ora è fuori dalle mie possibilità. Ha un'andatura un po' traballante (migliorata con una minima lubrificazione) ma funziona. Le lampadine all'interno sicuramente non sono le sue originali, hanno persino una forma dell'innesto diversa ed appaiono forzate nel rispettivo alloggiamento.

Il set "Oliofiat" mi ricorda invece il paese della mia infanzia. Sono cresciuto, infatti, a Villastellone, dove si trova appunto lo stabilimento Oliofiat (oggi Petronas). Quei carri per "servizio interno" hanno fatto il loro onesto lavoro dentro il recinto dello stabilimento per decenni, li vedevo dal treno ogni giorno: la linea Torino - Savona/Cuneo costeggia per circa 1 km la staccionata della fabbrica di lubrificanti. Oggi lo stabilimento non è più raccordato, le rotaie sono state asportate e alcuni, tra i carri (che erano di varie tipologie, alcuni molto antiquati), sono stati recuperati dal MFP di Savigliano per un eventuale futuro restauro.
Ciao Andrea |
| Andrea Coccioni |
Posted - 17 November 2013 : 14:08:54 He he, conosco quel topic... non sembra, ma seguo questo sito da quando è nato! 
Ciao Andrea |
| Alberto Pedrini |
Posted - 16 November 2013 : 14:13:06 E' lo stesso concetto, con il nostro standard
Guarda qui: http://www.marklinfan.com/f/topic.asp?TOPIC_ID=128 |
| Andrea Coccioni |
Posted - 16 November 2013 : 13:35:09 No, non ho soffitti alti. Quel video lo conosco, ma a casa mia non ci sta niente del genere. Quanto al Kam Konnect, è interessante, ma non mi pare compatibile con lo standard Marklinfan vintage... sbaglio?
Ciao Andrea |
| Alberto Pedrini |
Posted - 16 November 2013 : 08:22:54 
Dai un'occhiata
http://www.kamkonnect.com/index.htm
Se invece hai soffitti alti:
http://youtu.be/4VtDd5yq6kM
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| Andrea Coccioni |
Posted - 15 November 2013 : 16:52:37 Ok ragazzi, la voglia di fare un modulo vintage c'è, l'ispirazione anche e l'idea pure. Ma c'è anche qualche problema.
1. Davvero non ho spazio in casa. Se qualcuno passa da Venezia, mi venga a trovare e si renderà conto di ciò che dico. Comunque sono ben accetti suggerimenti su dove riporre un modulo quando non è in uso. Possibilmente senza generare le ire della consorte 
2. Non ho l'auto. Quando devo spostarmi intorno a Venezia e i mezzi pubblici sono scomodi, uso il car sharing, che trovo ottimo, ma non è il mezzo giusto per partecipare alle riunioni di club. Ho già pensato a dei moduli trasportabili in treno, ma il problema sarebbe portarsi dietro anche le gambe metalliche a norma.
Comunque penso che a qualunque problema si possa trovare una soluzione, solo che ora forse non è il momento: da qui a qualche mese ho una faccenda importante da concludere, che assorbirà tutte le mie energie (eccezion fatta per quelle dedicate alla gestione familiare). Conclusa quella, mi piacerebbe davvero entrare nel gruppo del PMV.
Ciao Andrea |
| albertomocchi |
Posted - 15 November 2013 : 14:57:47 Alberto ti ha dato un'ottimo consiglio, i moduli vintage occupano poco spazio ed e' un peccato non inserire i kit che hai comprato
Alberto |
| Alberto Pedrini |
Posted - 15 November 2013 : 13:42:32 I kit vanno montati, sono nati per quello, una cosa che non ha potuto fare il precedente acquirente e che è andata a tuo beneficio. Se non c'è posto per il plastico conviene fare un bel modulo a norme di Club, uno tira l'altro e smontati occupano poco spazio, pensaci, è molto, ma proprio molto, più semplice di quello che pensi.  |
| Andrea Coccioni |
Posted - 15 November 2013 : 11:26:18 Ho fatto qualche tempo fa alcuni nuovi acquisti di materiale vintage:





E' tutto materiale usato e senza scatola, piuttosto vissuto, ma mi piace e il prezzo era ottimo.
Inoltre giusto ieri ho trovato, nello stesso negozietto dei primi acquisti, un paio di scatole di montaggio Vollmer che mi hanno stuzzicato la fantasia e le ho prese; si tratta di una pensilina e di una "stazione di carico per olii" (Abfüllstation): http://www.flickr.com/photos/42126689@N04/sets/72157637691001933/
In questo caso i kit sono perfetti, integri, nelle scatole originali in ottimo stato... ho molti dubbi sul fatto di montarli! Però non credo che il loro valore collezionistico sia un granché: sono tuttora nel catalogo Vollmer, nonostante siano visibilmente datati. I due esemplari in mio possesso credo siano anni '70, primi '80 al massimo.
Non ho ancora trovato il modo di metter su un plastico (la mia casa è davvero piccola e trovare lo spazio necessario è una missione impossibile), ma la voglia di costruire qualcosa in stile vintage è davvero tanta.
Ciao Andrea |
| Andrea Coccioni |
Posted - 15 April 2013 : 17:40:04 quote: Originally posted by Alberto Pedrini ... Mi piacerebbe vedere una foto presa da sotto. ...
Eccone un paio: http://www.flickr.com/photos/42126689@N04/8652635058/in/photostream http://www.flickr.com/photos/42126689@N04/8652640094/in/photostream
Ciao Andrea |
| albertomocchi |
Posted - 15 April 2013 : 17:37:32 non per niente lo chiamavano raggio industriale  Andrea non te la prendere mio nipote ha 11 anni ci sta giusto un quarto d'ora a far andare i treni poi scappa al pc a bombardare con i giochi della 2° guerra mondiale e si dimentica di tutti  ciao Alberto |
| Andrea Coccioni |
Posted - 15 April 2013 : 17:16:07 Le curve 5120, altro recente acquisto, hanno un raggio veramente improponibile, ma mi permettono di arricchire il modesto ovale sul tavolo e far circolare contemporaneamente i miei due convogli. Anche la mia Gnoma di 9 anni trova interessante la gestione di tale traffico :
[/URL]
Uploaded with [URL=http://imageshack.us]ImageShack.us[/URL]
(suo fratello, invece, è completamente assorbito dai giochi della wii )
Ciao Andrea |
| Alberto Pedrini |
Posted - 10 March 2013 : 11:54:22 Ciao Andrea, il morbo collezionistico ti ha ormai preso  Le considerazioni sulle scatole, epoca, versioni ecc. sono parte integrante del divertimento. Mi piacerebbe vedere una foto presa da sotto. La tua macchina pare la versione .2 della 3031, prodotta dal 1964 al 1971. La prima versione 1959-1963 aveva sul lato destro nel cassone dell'acqua la leva di inverione di marcia. La 3032 aveva lo stesso mantello con la marcatura 3031 - 81 004 nella prima versione fino al 1963, dal 1964 è marcata DB - 81 004. Sulla scatola comunque è stampata la data di produzione della stessa in cifre nere, mese e anno. Sono le ultime cifre stampate sulla linguetta lato interno del coperchio.
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| Andrea Coccioni |
Posted - 10 March 2013 : 02:22:20 Attenziò! Precisaziò! Spulciando, oltre che qui, su qualche forum di marklinisti esteri, mi pare di aver capito che la 3031 aveva il telex, mentre la 3032 non l'aveva. La locomotiva che ho comperato ha il telex (vabbè, solo da una parte...), quindi è una 3031; la scatola però recita "3032" e riporta, scritto a mano, "1965". A quanto pare, quindi, non è la sua scatola originale. Pazienza. Non sono un feticista delle scatole, mi basta che l'arzilla macchinetta abbia una custodia dentro cui riposare.
Ciao Andrea |
| Andrea Coccioni |
Posted - 04 March 2013 : 17:48:26 Grazie, Enrico, per le spiegazioni sul telex... e per il prezioso consiglio sulla manutenzione!
Ciao
Andrea |
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