Märklinfan Club Italia
Märklinfan Club Italia
Home | Profile | Register | Active Topics | Members | Search | FAQ
Username:
Password:
Save Password
Forgot your Password?

 All Forums
 Argomenti ferroviari
 Linee
 Italy 1943: raccordo ferroviario anglo-americano
 New Topic  Reply to Topic
 Printer Friendly
Next Page
Author Previous Topic Topic Next Topic
Page: of 7

Piero Chionna

Italy
7327 Posts

Posted - 28 May 2012 :  00:00:10  Show Profile  Visit Piero Chionna's Homepage  Reply with Quote
Probabilmente questo progetto non verrà mai realizzato, ma voglio comunque presentarvelo perchè è venuto alla luce grazie alla ricerca sulla locomotiva S160 USATC (http://www.marklinfan.com/f/topic.asp?TOPIC_ID=1316).
L'impianto riproduce abbastanza fedelmente i raccordi ferroviari della base logistica realizzata dalle truppe alleate presso l'aeroporto "Maurizio Gallo" di San Vito dei Normanni (BR).
Il tracciato, disegnato con il binario "M", è ricavato dalla piantina dell'Archivio Ufficio Storico Stato Maggiore Aeronautica - Fondo Geniodife - Fascicolo 43, pubblicata su "Ali Normanne" di Nuccio Carriero (ed. Arcobaleno)



Nel 1943, con l’arrivo delle truppe alleate, l’aeroporto di San Vito dei Normanni (attivo dalla Prima Guerra Mondiale come base di aerei e dirigibili da bombardamento) venne completamente ristrutturato, modificato e riorganizzato secondo le sopraggiunte esigenze imposte dall’andamento della guerra e secondo le metodologie degli eserciti alleati.
La base aerea si trovava in un'area pianeggiante che inizia nel punto in cui gli ultimi rilievi delle Murge confluiscono nella piana brindisina.

Fino al settembre 1943, nel campo operavano reparti della Regia Aeronautica Italiana e della Luftwaffe con i suoi gruppi caccia dotati dei temibili Messerschmitt Bf 109.
In questo aeroporto prestò servizio anche un famoso asso della Luftwaffe, l'Oberleutnant Otto Wessling.
Dopo lo sbarco degli alleati a Taranto i reparti tedeschi abbandonarono l'area per spostarsi nei più sicuri aeroporti della zona di Foggia e, successivamente, dell'Italia centrale, dell'Albania e della Grecia.

Gli alleati, che trovarono un aeroporto già dotato di officine per automezzi e grandi depositi di armi e munizioni, decisero di utilizzare l'impianto come base logistica, concentrando l'attività aerea presso i vicini aeroporti di Brindisi, Grottaglie, Manduria, e San Pancrazio Salentino.
Si veda per esempio il report di una missione al Brennero pubblicata nella sezione dedicata alle stazioni di confine...
http://www.marklinfan.com/f/topic.asp?TOPIC_ID=240&whichpage=1

...e la missione su Nizza descritta nella discussione dedicata alla linea del Colle di Tenda:
http://www.marklinfan.com/f/topic.asp?TOPIC_ID=325&whichpage=3


Gli americani, arrivati nel settembre del 1943 subito dopo i reparti inglesi e polacchi, dotarono l’aeroporto di attrezzature speciali e costruirono uno scalo merci collegato alla linea Bari – Lecce tramite un raccordo ferroviario di 700 metri.
In questo modo i treni potevano essere caricati e scaricati direttamente presso i depositi di materiale, rendendo superfluo il trasbordo su autocarri.
Ogni binario era affiancato da una strada e ad ogni estremo di binaro (lato scambio e lato paraurti) tutte le strade erano collegate tra loro da arterie trasversali.
Oltre ad utilizzare i fabbricati esistenti, tutti in buon stato, gli americani costruirono nuove baracche in legno per acquartierare il sempre più numeroso personale militare, anche se molti rimasero negli attendamenti e sotto le numerose arcate del cavalcavia della stazione ferroviaria di S. Vito dei N.
Tuttavia, gli spazi in uso agli alleati non si rivelarono sufficienti a contenere l’immensa quantità di materiali da guerra che affluiva dai porti di Brindisi e Taranto.
Furono pertanto requisiti grandi appezzamenti di terreno agricolo su cui furono ammassati ingenti quantitativi di armi e munizioni.
A cielo aperto, venivano stoccate cisterne di carburante e contenitori di grassi e olio lubrificante.
Il “Petrol Point” si estendeva per alcuni chilometri lungo la strada in direzione di Mesagne.
Gli alleati concentrarono nel campo tutti gli automezzi militari ormai da rottamare, procedendo al recupero di pezzi di ricambio, ed assemblando altri veicoli da riassegnare ai reparti in combattimento.

Dello scalo ferroviario oggi non esiste più traccia, a parte qualche tratto di massicciata del raccordo con la stazione ancora riconoscibile fuori dal perimetro dell’area militare.
L’intera area fu trasformata e negli anni ’60 divenne sede del 6917th ESG (Electronic Security Group), con un numero di militari in servizio che raggiunse le 4500 unità.
Nell’area dello scalo ferroviario fu montata la mastodontica antenna radiogonometrica AN FLR-9 conosciuta anche come “Elephant Cage”.

http://www.ftva.org/heritage/anflr9/SanVito.jpg
http://en.wikipedia.org/wiki/Wullenweber


La base è stata dismessa nel 1994,, dopo la guerra in Kosovo
ed è ora sotto il controllo italiano, in totale degrado, e in attesa di una nuova destinazione d’uso.

Piero

bibliografia;
"Ali Normanni" di Nuccio Carriero - edizioni Arcobaleno

Piero

Piero Chionna

Italy
7327 Posts

Posted - 28 May 2012 :  00:11:45  Show Profile  Visit Piero Chionna's Homepage  Reply with Quote
Le mappe americane mostrano gli impianti nel 1943.
Lo scalo ferroviario verrà realizzato nella "landing area".





Ricognizione aerea americana del 1943:

Piero
Go to Top of Page

Piero Chionna

Italy
7327 Posts

Posted - 28 May 2012 :  00:45:02  Show Profile  Visit Piero Chionna's Homepage  Reply with Quote
Ho provato a riprodurre il tracciato del vecchio scalo ferroviario americano sovrapponendolo su una foto aerea della "San Vito Air Station" dei primi anni '60.
Il risultato dovrebbe essere verosimile.



Piero

Piero
Go to Top of Page

Carlo Rastelli

Italy
1664 Posts

Posted - 28 May 2012 :  13:18:09  Show Profile  Reply with Quote
Molto interessante Piero, grazie per la tua prodigalità abbiamo imparato un pezzo di storia....molto bello la tracciatura dell'impianto ferroviario montato su di una fotografia di qualche decennio dopo....

Ciao!
Carlo
Go to Top of Page

Nino Carbone

5121 Posts

Posted - 28 May 2012 :  17:16:55  Show Profile  Reply with Quote

- Risultato eccellente, aldilà dell'importante fatto storico -

- Bravo Piero -

- Ciao, Nino -
Go to Top of Page

Piero Chionna

Italy
7327 Posts

Posted - 28 May 2012 :  17:36:01  Show Profile  Visit Piero Chionna's Homepage  Reply with Quote
Grazie a voi per l'interesse dimostrato.
Quindi vado avanti .

Ciao,
Piero

Piero
Go to Top of Page

Piero Chionna

Italy
7327 Posts

Posted - 28 May 2012 :  20:08:07  Show Profile  Visit Piero Chionna's Homepage  Reply with Quote
quote:
Originally posted by Piero Chionna



Oltre ad utilizzare i fabbricati esistenti, tutti in buon stato, gli americani costruirono nuove baracche in legno per acquartierare il sempre più numeroso personale militare, anche se molti rimasero negli attendamenti e sotto le numerose arcate del cavalcavia della stazione ferroviaria di S. Vito dei N.





Il gran numero di militari presenti, tra cui molto personale addetto ai trasporti con autocarri (molti gli autisti indiani), rese necessario anche l'utilizzo del cavalcavia stradale della statale 16 Adriatica) che sovrappassa la ferrovia.
Le arcate furono chiuse da entrambi i lati e utilizzate come camerate.
La struttura è tuttora esistente:







Dopo l'armistizio dell'8 settembre, e la conseguente fuga del Re Vittorio Emanuele III e della sua famiglia a Brindisi, si ha il trasferimento del nuovo governo nella città adriatica.
La scelta non fu casuale, essendo quella un'area ormai saldamente in mano agli alleati.
La famiglia reale, dopo i primi giorni di soggiorno al castello Svevo di Brindisi, si trasferì presso il Castello "Dentice di Frasso" di San Vito dei Normanni, a cinquanta metri dalla casa dei miei nonni e di mio padre che aveva all'ora 17 anni, e lavorava proprio all'interno dell'aeroporto.
Nasce così il cosiddetto "Regno del Sud", e dal 10 settembre 1943 all'11 febbraio 1944 Brindisi fu la capitale dell'Italia liberata.
Il primo atto formale del nuovo governo, la dichiarazione di guerra alla Germania, imprimerà una nuova e ancora più drammatica svolta al conflitto.


Piero

Piero
Go to Top of Page

Piero Chionna

Italy
7327 Posts

Posted - 28 May 2012 :  23:11:41  Show Profile  Visit Piero Chionna's Homepage  Reply with Quote
quote:
Originally posted by Piero Chionna



Nel 1943, con l’arrivo delle truppe alleate, l’aeroporto di San Vito dei Normanni (attivo dalla Prima Guerra Mondiale come base di aerei e dirigibili da bombardamento) venne completamente ristrutturato, modificato e riorganizzato secondo le sopraggiunte esigenze imposte dall’andamento della guerra e secondo le metodologie americane.




Uno dei due Hangar per dirigibili fotografato durante la costruzione avvenuta all'inizio della prima guerra mondiale.
La fila di operai sulla sommità dell'edificio rende l'idea delle dimensioni di queste strutture.
I due Hangar furono demoliti dall'autorità militare italiana prima del 1943.



Piero

Piero
Go to Top of Page

Nino Carbone

5121 Posts

Posted - 29 May 2012 :  01:19:44  Show Profile  Reply with Quote

- Sempre più interessante -

- Nino -
Go to Top of Page

Guido Lastrucci

Italy
73 Posts

Posted - 30 May 2012 :  17:09:53  Show Profile  Reply with Quote
ciao Piero,
per caso hai notizie di basi ed aeroporti militari americani periodo 1943/45 in quel di Cerignola ?
Vi operò mio padre tenente pilota della regia aeronautica.
Guido
Go to Top of Page

Piero Chionna

Italy
7327 Posts

Posted - 30 May 2012 :  20:00:50  Show Profile  Visit Piero Chionna's Homepage  Reply with Quote
quote:
Originally posted by Guido Lastrucci

ciao Piero,
per caso hai notizie di basi ed aeroporti militari americani periodo 1943/45 in quel di Cerignola ?
Vi operò mio padre tenente pilota della regia aeronautica.
Guido



Ciao Guido,
la Capitanata costituiva un vero e proprio complesso di aeroporti strategicamente importantissimi. Dall'Inghilterra e dalle basi disseminate in Capitanata e nel Salento l'aviazione anglo-americana poteva raggiungere tutti gli obiettivi in territorio germanico, cosa che non era possibile nelle fasi precedenti del conflitto, quando potevano contare solo sulle basi inglesi, maltesi o del Nord Africa.





La prova dell'importanza di quell'area è confermata dall'impegno profuso dagli alleati per conquistarla tramite massicci bombardamenti aerei su Foggia, obiettivo importante anche per le sue installazioni ferroviarie:

http://foggiainguerra.altervista.org/wordpress/i-bombardamenti/

Il territorio di Cerignola faceva parte di quel complesso di basi aeree e poteva contare sugli aeroporti di Cerignola, Giulia (Torre Giulia), San Giovanni, Torretta e Stornara.

Ecco qualche link utile:

http://foggiainguerra.altervista.org/wordpress/gli-aeroporti/
http://www.storiedelsud.altervista.org/Venosa%20PSP/PSPbasi.htm
http://www.459bg.org/index.cfm
http://www.ronaldv.nl/abandoned/airfields/IT/puglia/foggia.html
http://en.wikipedia.org/wiki/Foggia_Airfield_Complex
https://www.facebook.com/groups/459BG/

Il sito dei veterani del 456Th BG di Cerignola e Stornara:
http://www.456thbombgroup.org/newsletter.html
http://www.456thbombgroup.org/stornara.html#visit


Piero

Piero
Go to Top of Page
Page: of 7 Previous Topic Topic Next Topic  
Next Page
 New Topic  Reply to Topic
 Printer Friendly
Jump To:
Märklinfan Club Italia © 2008-2016 Märklinfan Club Italia Go To Top Of Page
Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.06