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 Central Station 3.(Traduzione dal Märklin Magazin)
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Paolo Lupano

Italy
61 Posts

Posted - 10 April 2018 :  11:49:37  Show Profile  Reply with Quote
La CS3 dal punto di vista pratico/ parte TERZA.



Commutare gli scambi con il decoder m83




Con il decoder m83 si possono commutare gli scambi dell'impianto ferroviario in modo semplice ed efficiente. Noi vi mostreremo passo dopo passo come dovete procedere con la programmazione di questi scambi sulla CS3.

Da oltre dieci anni tre lettere dell'alfabeto hanno ampliato la possibilità di gestione del fermodellismo moderno: mfx. Esse non sono soltanto un gigantesco concentrato di indirizzi od un abbondantemente definito parametro d'esercizio in grado di fornire vaste informazioni per un'agevole manovrabilità del materiale rotabile. Attraverso la comunicazione integrata tra la Central Station che invia le disposizioni e gli apparati digitali che le ricevono, vengono realizzate del tutto nuove strategie attraverso incremento e programmazione di questi componenti. Con gli attuali decoder per scambi e per la commutazione, rappresentati dai decoder m83 (art.60832) e m84 (art.60842), questa tecnica, unita a quella degli attuali segnali, si impone nella gestione della ferrovia modello Märklin.

Il primo passo l'abbiamo già fatto nello scorso numero della rivista. Abbiamo stabilito quanti decoder m83 sono necessari per gestire i nostri scambi e abbiamo individuato per il nostro plastico dimostrativo un fabbisogno di nove decoder m83. Ora si tratta di integrare decoder e Central Station 3 (CS3). In effetti sono percorribili diverse strade per effettuare il caricamento del decoder m83. Qui di seguito presenteremo una strada affidabile in base alla quale si può facilmente rintracciare quanto inserito nel sistema e come in ogni momento si possa controllare la situazione delle cose. Al fine di comprendere meglio questa procedura, occorre tener presente alcuni punti fondamentali sui decoder per scambi mfx che sono di seguito specificati:

L'esercizio delle locomotive mfx può avvenire solamente se queste si sono registrate automaticamente sulla CS3. Per i decoder mfx la procedura è invece differente. Questi funzionano in base all'inserimento, in varie combinazioni, dei 10 pin del codice di commutazione. Pertanto questi decoder sono ad esempio utilizzabili anche con una Control Unit 6021.
Il caricamento del decoder mfx nella CS3 viene avviato manualmente, attraverso le adatte procedure dall'operatore. Nel caso ci siano parecchi decoder che ancora non siano stati registrati, la procedura di caricamento deve essere effettuata per ciascuno di essi.
Per quanto concerne le commutazioni, il decoder funziona sia con il sistema MM, sia con il sistema DCC. Il decoder m83, a seconda del sistema utilizzato, ha a sua disposizione 320 indirizzi nel sistema MM e 2048 nel sistema DCC. Questa disponibilità di indirizzi è quindi più che sufficiente anche per la gestione dei più grandi impianti ferroviari.
Ogni decoder m83 è, a seconda del formato utilizzato, predisposto per quattro indirizzi MM o DCC che sono posti l'uno accanto all'altro.
La procedura di registrazione mfx si svolge tanto sul binario di programmazione quanto sull'impianto ferroviario. Ciò vale sia per le loco-mfx che per i decoder elettromagnetici mfx.

Per non dar luogo a registrazioni non volute, consigliamo di procedere passo dopo passo. Abbiamo riassunto i singoli passaggi in cinque punti (vedi riquadro sotto la figura).

1. Per la registrazione colleghiamo sempre solo un decoder. Solo quando lo abbiamo caricato sulla CS3 nel modo desiderato, possiamo rivolgerci al successivo decoder.

2. Per prima cosa inseriamo nel decoder indirizzo e segnale digitale per la gestione del medesimo. Sebbene il formato MM non disponga di così tanti indirizzi come il formato DCC, il primo pacchetto di indirizzi è tuttavia sufficiente nel 99% dei casi per tutti gli impianti ferroviari. Per la commutazione vera e propria non è di nessuna utilità propendere per l'uno o l'altro formato. Si può pertanto decidere in autonomia quale formato prediligere. Gli appassionati Trix o LGB preferiranno il sistema DCC poiché anche l'esercizio ferroviario vero e proprio è improntato sul formato DCC. L'autore di queste righe predilige il protocollo MM ma utilizza per la riprogrammazione dei decoder il formato DCC. Il vantaggio di questo modo di procedere è che con la riprogrammazione solo questo decoder viene modificato evitando non volute modifiche a carico di qualsivoglia altro di essi. Ma anche un funzionamento misto di decoder MM e DCC non evidenzia nella pratica alcun problema.

3. Per non innescare procedure non volute stacchiamo dalla CS3, durante il caricamento del decoder, tutti i booster e anche il plastico. Inseriamo quindi il decoder che vogliamo installare nella procedura di installazione.

4. Si presti la massima attenzione alla giusta polarità. Questa viene evidenziata dal ritmico lampeggiare del LED di controllo del decoder.

5. Se il decoder è stato caricato correttamente noi possiamo, perfino per i 512 indirizzi DCC, riconoscere, in base alla posizione dei pin, quale indirizzo sia inserito nel decoder. Un controllo dell'indirizzo inserito è pertanto possibile senza problemi in questi decoder. Anche il sistema di funzionamento in essere può essere verificato. Per gli altri decoder è possibile orientarsi solo attraverso l'applicazione di autoadesivi realizzati in proprio.



Adesso che abbiamo stabilito i cinque punti base, possiamo cominciare a programmare i singoli decoder. Per prima cosa inseriamo tipo di formato e indirizzo. Circa la scelta degli indirizzi abbiamo già parlato nello scorso numero. Come seconda cosa inseriamo il decoder m83 nella lista degli articoli. A questo proposito ci serviamo della funzione “cercare articolo mfx” sotto la voce “bearbeiten” nella lista degli articoli. Si pone adesso una domanda importante: nel caso dovesse rilevare che l'indirizzo di un decoder viene già utilizzato da un altro decoder come si comporta in tal caso il sistema? Deve il sistema lo stesso farsi carico dell'indirizzo inserito o deve assegnare al decoder un nuovo indirizzo? In un menù di scelta stabiliamo come comportarci.

Se noi abbiamo seguito la procedura stabilita, il caso di questa doppia assegnazione di indirizzo non dovrebbe verificarsi in quanto lo abbiamo effettivamente scelto con la consapevolezza di aver evitato detta doppia assegnazione. Pertanto possiamo stabilire a priori che l'indirizzo inserito è inconfutabilmente accettato. In linea di principio è possibile comunque programmare due decoder con lo stesso indirizzo e questa è una cosa sensata quando ad esempio due scambi devono essere commutati insieme.



Nell'installazione automatica del decoder, il sistema, già al primo collegamento di questo decoder assegna automaticamente uno scambio. Noi adesso, per prima cosa, facciamo i cambiamenti sul decoder appena inserito nella lista degli articoli. Detto decoder riceve dal sistema un nome prestabilito basato sull'indirizzo. Il primo decoder è contrassegnato dalla lettera “A”, il secondo dalla lettera “B” e così via. Per un migliore riconoscimento del decoder diamo ai primi quattro scambi i nomi W1, W2,W3,W4, a quelli del secondo decoder i nomi W5,W6,W7 e W8 e così via.
Il nome è naturalmente di libera scelta. Chi lo volesse potrebbe ad esempio incorporare nei nomi anche il tipo di scambio. I nostri scambi da 1 a 4 sono tutti scambi destri. Il nome da assegnare potrebbe essere pertanto RW1, RW2 e così via. Importante: allo stesso tempo scegliamo per gli scambi le adatte figure per gli elementi di commutazione. Nel nostro plastico sono previsti solo scambi destri, sinistri e incroci. Pertanto inseriamo solo queste figure di commutazione nel nostro plastico. Un aiuto lo può fornire il punto “Einrichten”. I vecchi decoder k83 avevano un altro sistema per l'inserimento dell'indirizzo del decoder a differenza del decoder m83. Sotto la voce “Einrichten” posso pertanto scegliere il tipo di decoder ed al riguardo verificare come deve essere il posizionamento dei pin per un determinato indirizzo. Il segnale di commutazione effettivamente inviato non è influenzato da questa scelta e rimane sempre uguale indipendentemente dal fatto che che il destinatario di detto segnale sia un decoder K83, m83, K84, m84 o un decoder destinato all'installazione.

Questa aggiunta del decoder noi la facciamo una dopo l'altra per ognuno di essi. Inseriamo sul decoder il giusto indirizzo, facciamo cercare l'articolo mfx, aggiungiamo le quattro figure per la commutazione e da ultimo salviamo tutti gli inserimenti. Poi passiamo al successivo decoder.

Alla fine possiamo posizionare materialmente il decoder sul plastico. Ci manca adesso solo il collegamento dei cablaggi con lo scambio. Questo cablaggio è uguale per tutti i decoder universali per scambi. Vi sono quattro gruppi di collegamento fatti da tre morsetti e a questi decoder universali si possono collegare fino a quattro differenti scambi ognuno dotato di proprio meccanismo di azionamento. Nel mezzo viene fissato il cavo di collegamento giallo dello scambio, nel morsetto esterno di destra viene fissato il cavo blu che commuta lo scambio nella posizione diritto ed il cavo blu che commuta la posizione su deviata viene fissato in quello di sinistra.







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Paolo Lupano

Italy
61 Posts

Posted - 15 June 2018 :  12:10:20  Show Profile  Reply with Quote
La CS3 dal punto di vista pratico/ parte QUARTA.



Descrizioni relative allo sganciamento

Cambiamenti nella composizione dei treni e nuove combinazioni nel collegamento dei vagoni determinano varietà e divertimento nella ferrovia modello. Un raffinato aiuto per questa procedura è rappresentato dal binario di sganciamento. Noi vi mostreremo come si installa e come si interfaccia con la CS3.



Qual è il segreto del fermodellismo che attira a sé da oltre un secolo grandi e piccini? Sono le molteplici possibilità di gioco che queste miniature offrono. Una particolarità di questo divertimento è rappresentata dalla formazione di convogli in sempre nuove composizioni. Si va dal cambio della locomotiva che traina il convoglio, la quale si porta in testa a carrozze che sono state staccate da un altro treno, appena entrato in stazione, e che poi parte verso una nuova meta, al classico traffico merci in cui i vagoni, dopo essere stati sganciati, devono essere smistati sui rispettivi binari di assegnazione.


Comodo ed intelligente: sganciare tramite un binario di sganciamento
Un decisivo aiuto è qui rappresentato dal binario di sganciamento che in tutti i sistemi di binari Märklin funziona in base allo stesso principio. I ganci di due vagoni vengono gestiti sul binario in questione proprio sopra la traversa di sganciamento che viene sospinta verso l'alto grazie all'azione di una bobina elettromagnetica.


Tramite il meccanismo di sollevamento che nello scartamento H0 agisce sia sui ganci Märklin – Relex sia su quelli ad aggancio corto, le estremità dei ganci vengono separate e rimangono in questa posizione di preaccoppiamento. A questo punto i vagoni o vengono allontanati l'uno dall'altro o si muovono entrambi nella stessa direzione e vengono allontanati l'uno dall'altro solo nel posto dove devono essere separati e ciò che rende tutto questo possibile è la fase che precede l'aggancio. Nel nostro plastico dimostrativo vogliamo integrare nell'area della stazione anche i corrispondenti binari di sganciamento. In totale ne occorrono sette. Il dispositivo di sganciamento ha una lunghezza di 94,2 mm.. Ma noi fino ad ora abbiamo previsto per la stazione solo i binari 24360 che hanno una lunghezza totale di 360 mm.. E qui ci viene perfettamente in ulteriore aiuto l'ingegnosa geometria che sta alla base dei binari C. I 36 m. sono, come noto, il pilastro su cui si basa questo sistema di binari e sono possibili le seguenti combinazioni di binari:

Il binario 24360 può essere sostituito tramite un 24188 ed un binario 24172.

Il binario 24188 si può ottenere dall'accoppiamento di due binari 24094.

Il binario 24172 può essere sostituito da un binario 24094 ed un binario 24077.

Il binario di sganciamento 24997 ha la stessa lunghezza del binario 24094.




Pertanto possiamo ad esempio sostituire il binario 24360 attraverso le seguenti combinazioni con cui è possibile integrare il binario di sganciamento.


1 x 24188 + 1 x 24177

1 x 24172 + 24094 + 1 x 24997


Su sette punti del nostro plastico in zona stazione sostituiremo pertanto uno dei sino ad ora previsti binari 24360 con una di queste due combinazioni. Per questi binari di sganciamento utilizzeremo un decoder m83 aggiuntivo (art.60832). Come già per gli scambi, aggiungiamo anche questo decoder sulla Central Station 3 (CS3) operazione che avviene con successo in assenza di collegamento di qualsivoglia altro decoder. In questo modo si possono evitare indesiderati cambiamenti nell'intero sistema.


Abbiamo già visto la procedura di installazione nell'ultima delle nostre puntate (vedi fascicolo 01/2018). Per prima cosa inseriamo nel decoder m83 l'indirizzo voluto. Fino ad ora ci siamo serviti di nove decoder. Pertanto adesso possiamo procedere con il decimo indirizzo per impostare il quale il secondo ed il quarto pin vengono spostati in posizione “on”. A seconda del formato digitale utilizzato anche il decimo commutatore di codifica è da portare in posizione “on” qualora il protocollo utilizzato per detto decoder sia il DCC. Non effettuiamo invece nessun cambiamento nel sistema MM e pertanto detto pin è da mettere su “off”.


Come passo successivo colleghiamo il decoder alla CS3 e per fare questo non ha importanza se viene utilizzata l'uscita per la programmazione o quella riservata alla gestione dell'intero impianto in quanto la ricerca di nuovi articoli elettromagnetici può essere attuata attraverso entrambi i collegamenti. A questo punto passiamo in modalità “Bearbeiten” della lista degli articoli all'interno della quale procediamo ad avviare la modalità di ricerca degli articoli elettromagnetici mfx nuovi. Il nostro decoder viene quindi riconosciuto ed aggiunto con l'indirizzo prestabilito a meno che il sistema non rilevi situazioni contraddittorie. Procediamo ora con alcune modifiche standard. Passiamo pertanto nella lista degli articoli e diamo al decoder il nome “J”. Quindi andiamo alla prima uscita ed inseriamo il primo binario di sganciamento.


I principianti si renderanno conto costernati che non c'è nessun simbolo per il binario di sganciamento. In tale contesto vengono proposti solo simboli per scambi ad una bobina. Questa ridotta possibilità di scelta esiste per la maggior parte degli inserimenti. Poichè questi articoli elettromagnetici sono frequenti in una ferrovia modello, gli sviluppatori della CS3 hanno concepito per questa situazione una lista di selezione abbreviata. Attraverso l'inserimento della dicitura “Nessun articolo” abbiamo come risultato la comparsa della lista completa e possiamo ora procedere con il voluto inserimento del simbolo del binario di sganciamento.







Dopo la scelta di questo elemento noi riscontriamo che accanto all'inserimento di questo primo articolo elettromagnetico abbiamo una seconda possibilità di inserimento contraddistinta dalla sigla “J.1.b”. L'indicazione non dovrebbe mancare, in quanto la lettera associata alla "J" è legata ad un altro indirizzo.

Su questo nuovo ingresso abbiamo la possibilità di aggiungere un ulteriore binario di sganciamento.
In alternativa possiamo anche, semplicemente, per l'azionamento, optare per l'utilizzo del tasto standard.

Seguendo la medesima prassi procederemo con l'inserimento anche di altri binari di sganciamento. Adesso tutte le uscite del nostro decoder, tranne una, sono occupate e registrate. Nel caso dovessimo in un secondo momento utilizzare anche questa uscita, dovremo ricordarci di questo pannello per la connessione.



Il binario di sganciamento art. 24997 possiede, come tutti i binari di sganciamento dei binari M e K due fili di collegamento: un cavo giallo per l'alimentazione e un cavo blu per l'azionamento. Dal momento che alle 3 uscite del nostro decoder m83 vogliamo collegare due binari di sganciamento, fisseremo al punto di mezzo della morsettiera i cavi gialli dei due binari di sganciamento. L'ultimo passaggio è rappresentato dalla messa a punto delle corrispondenti funzioni.

Per l'aggiunta del decoder è di utilità un collegamento diretto con l'uscita di programmazione ad impianto ferroviario spento. Quindi non è sbagliato se la doppia spina che si usa sulla CS3 e sulla CS2 per le uscite di alimentazione del plastico e del binario di programmazione viene utilizzata anche come pezzo di ricambio. Questa presa esiste come pezzo di ricambio nel set E611719 che ne contiene due. E' cosa di un momento collegare un cavo rosso ed uno marrone da inserire nel decoder m83 per il successivo collegamento alla CS3 e relativo test. Chi lo volesse può completare il suo binario di sganciamento 24997 con il palo di sganciamento 74997. Questo semplifica il controllo visivo relativo all'identificazione del binario di sganciamento azionato. Poichè nella CS3 vogliamo installare in un secondo momento un quadro sinottico dei binari, l'attribuzione del modulo di sganciamento è più facile rispetto ai precedenti plastici analogici presso cui detta attribuzione si sviluppava attraverso numerosi elementi di servizio in modo più complicato. Ma i pali abbinati al sistema di sganciamento sono rimasti, per molti fermodellisti, fino ad oggi, un gradito punto di riferimento luminoso.

L'altro grosso gruppo di articoli elettromagnetici è rappresentato dai segnali. A prescindere dalla funzione ottica sul plastico, questi elementi determinano, a richiesta, una forte impressione nell'esercizio dei nostri modelli. Nel nostro plastico vogliamo sfruttare tutte le possibilità. Combineremo i segnali con o senza modulo di frenatura e arresteremo i treni nelle aree nascoste utilizzando solo il decoder m84. Ma questa è già un'anticipazione della prossima puntata della nostra piccola serie digitale.



Lupano Paolo
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Luca Peloso

Italy
1541 Posts

Posted - 16 June 2018 :  10:18:36  Show Profile  Reply with Quote
grazie Paolo per il tuo continuo lavoro

devo dire la verità dopo averla vista in azione non sono così stimolato nell'acquisto della CS3
forse Marklin potrebbe pensare di passare ad un software per i pc

Luca
(avana)
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Stefano Spina

Italy
584 Posts

Posted - 16 June 2018 :  12:59:54  Show Profile  Reply with Quote
Il solo software non sarebbe sufficiente, Märklin dovrebbe sviluppare anche una interfaccia hardware (USB High Speed per esempio) per il collegamento con l'impianto (binari, boosters, ecc).
In ogni caso il lavoro che Paolo sta facendo è veramente encomiabile, ancora un grazie a te.

Stefano
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marco Manenti

Italy
2 Posts

Posted - 20 June 2018 :  00:00:33  Show Profile  Reply with Quote
mi associo gran bel lavoro Paolo,complimenti ed ovviamente grazie
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