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Piero Chionna

Italy
8157 Posts

Posted - 23 December 2015 :  09:39:49  Show Profile  Visit Piero Chionna's Homepage  Reply with Quote
Ho trovato questa bella foto su un gruppo Facebook.
Non conosco l'autore ma ringrazio Angelo La Russa per averla postata.


Piero
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Silvano Del Rio

Canada
50 Posts

Posted - 26 December 2015 :  13:04:10  Show Profile  Reply with Quote
Carina la foto.

Sbagliando s'impara e la pratica vale piu' della grammatica.
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Piero Chionna

Italy
8157 Posts

Posted - 25 April 2016 :  11:04:31  Show Profile  Visit Piero Chionna's Homepage  Reply with Quote
RAI1: SPECIALE TG1 del 24/04/2016
"Cambio vita", durata 58' 50"

http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/rubriche/ContentItem-9b79c397-b248-4c03-a297-68b4b666e0a5.html



"Nell’ultimo anno un milione e mezzo di persone hanno lasciato la propria città in Italia, per spostarsi da una provincia all’altra, da una regione all’altra. E’ un fenomeno rilevante tanto che il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha aperto un laboratorio sulle migrazioni interne al nostro Paese. Lo racconta "Cambio vita" di Federica Balestrieri, in onda domenica 24 aprile alle 23.30 su Rai1, per "Speciale Tg1". Quello degli spostamenti è un trend che, dopo le grandi "migrazioni" interne degli anni ’70 verso il nord, aveva avuto una battuta d’arresto negli anni 80, ma che ora ha ripreso a crescere. E il flusso significativo oggi non è da sud a nord ma tra metropoli e città di provincia del Centro-nord e verso il Mezzogiorno.
Attraggono molto i centri più piccoli perché più a misura d’uomo, più accoglienti in termini di servizi e meno costosi. Oppure si torna al sud perché, non avendo trovato un’occupazione al nord, si diventa agricoltori e si riscopre il rapporto con la terra.
A "Speciale Tg1" il racconto di come è cambiata l’Italia attraverso le migrazioni interne. Le storie di chi ha cambiato vita per passione o alla ricerca di un lavoro, per seguire il richiamo della natura o le proprie radici."


(ufficiostampa.rai.it)

Piero
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Piero Chionna

Italy
8157 Posts

Posted - 30 April 2016 :  19:36:15  Show Profile  Visit Piero Chionna's Homepage  Reply with Quote
Questa volta attingo direttamente dal mio archivio di famiglia.
In questo scritto c'è lo stupore per la grande città tedesca ricca di prodotti da comprare a cui non corrispondeva altrettanta disponibilità economica, la fatica delle lunghe giornate di lavoro (non uno, ma due o tre) che si concludevano con il rientro a casa in bus la sera tardi, e la nostalgia degli affetti lasciati.
Chi mi scriveva non ha avuto una vita fortunata e ha lasciato un grande vuoto.


Köln, 9 giugno 1975

"Caro Piero,
come vedi ti spedisco il catalogo con i prezzi, e non ti preoccupare che non mi dai alcun disturbo.
Forse lo trovi un po’ piegato, ma non pensare che è vecchio. E’ solo che ieri sera me lo sono guardato mentre venivo a casa con il bus, così il viaggio è sembrato più corto.
Quante belle cose che ci sono.
Sabato sono andata a comprare il cappoto in un negozio del centro e così ho approfittato per andare nel negozio che vende i trenini Marklin.
E’ un negozio grandissimo dove trovi veramente di tutto.
Mi sono informata su quello che ti serve.
C’è tutto, ma mi hanno detto che questi prezzi valgono fino a gennaio perché dopo saranno aumentati.
Come vedi i pezzi costano e qui non si fa come giù al paese che chiedi se te lo danno a meno.
Qui, tanto è il prezzo e tanto devi pagare.
Se ti serve altro scrivimi, ma non mi mandare soldi.
Per ora il lavoro qui in Germania va bene, anche se i soldi sono pochi.
Abbiamo solo il dispiacere di non avere qui nostra figlia. Quando siamo partiti l’abbiamo salutata e le abbiamo detto che il giorno dopo sarebbe andata a prenderla lo zio con la Vespa per portarla in campagna.
Ci ha risposto, si mamma, buon viaggio.
Ora termino e ti saluto caramente,
Ciao,......"


Il negozio era questo: http://www.bilderbuch-koeln.de/Fotos/altstadt_nord_feldhaus_denkmal_denkmalpflege_konservator_stadt_historisch_116261

Diverso di quel materiale acquistato è ancora in esercizio sui miei moduli vintage.

Grazie all'indirizzo del mittente segnato sulla busta che conteneva il catalogo sono risalito alla casa in cui è stata scritta la lettera.
Dovrebbe essere quella alta sulla sinistra, a due passi dal fiume Reno, dalla zona portuale di Köln e dagli stabilimenti della Ford:
http://binged.it/1rImEj2






Piero
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Andrea Ricci

Italy
96 Posts

Posted - 03 May 2016 :  08:14:08  Show Profile  Reply with Quote
Grazie Piero per questa condivisione così intima.
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Riccardo Bastianelli

Italy
3260 Posts

Posted - 03 May 2016 :  09:11:45  Show Profile  Reply with Quote
Potresti lavorare al Commissariato con il tuo fiuto

Riccardo
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Giovanni Fiorillo

47 Posts

Posted - 03 May 2016 :  18:32:47  Show Profile  Reply with Quote
Bello davvero.....
Giovanni
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Piero Chionna

Italy
8157 Posts

Posted - 03 May 2016 :  18:36:47  Show Profile  Visit Piero Chionna's Homepage  Reply with Quote
Grazie, francamente ero in dubbio se pubblicarla in questa discussione.

Piero
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Piero Chionna

Italy
8157 Posts

Posted - 23 May 2016 :  09:56:43  Show Profile  Visit Piero Chionna's Homepage  Reply with Quote
Le immagini del passato ci mostrano spesso convogli e marciapiedi delle stazioni colmi di valigie e pesanti pacchi legati con lo spago.
Il pacco dal sud non era però solo quello che accompagnava l'emigrante verso città del nord Italia o d'Europa, ma era anche quello che puntualmente veniva spedito dalla famiglia o dai parenti rimasti al sud, cosa che accadeva spesso in occasione delle festività di Natale o di Pasqua.
Ricordo ancora con tanta emozione l'arrivo e l'apertura del pacco "da giù".
Lo aprivi e dentro ci trovavi di tutto: le orecchiette fatte a mano, le cime di rapa, i lampascioni, un paio di mele cotogne e qualche melagrana.
Poi ci trovavi i dolci di pasta di mandorle, quelli con la glassa e con la ciliegia candita sopra, la cupeta e le riproduzione in miniatura di frutti fatti con la pasta reale.
Se era Pasqua non mancava mai l'agnello, sempre fatto di pasta reale, ma ripieno.
E poi frise e taralli e naturalmente qualche forma di Cacioricotta.
A volte il pacco era troppo pesante per cui la spedizione prevedeva l'invio di due colli, come nel caso del pacco di cui conservo ancora la "lettera di vettura per colli celeri" che riporta il peso dichiarato di 49 Kg suddivisi i due diversi colli.

I "colli celeri" viaggiavano su treni passeggeri e potevano essere ritirati presso la gestione merci della stazione di destinazione.
Ancora oggi stupisce la velocità di quei servizi di spedizione tramite ferrovia che in termini di tempi di viaggio potevano essere tranquillamente paragonati a quelli di un moderno corriere.

La "lettera di vettura per colli celeri" che vi presento è relativa ad una spedizione effettuta dalla stazione di San Vito dei Normanni (Linea Lecce-Bari) verso la stazione di Imperia Oneglia (Linea Genova-Ventimiglia).
Si tratta di un percorso di quasi 1200 Km, tra una sperduta stazione dell'estremo sud est dell'Italia e una stazione che si trova a poche decine di chilometri dal confine con la Francia, quindi due impianti non collegati da una linea diretta.
Come si vede, il pacco di 21 Kg è stato consegnato all'impianto di partenza alle ore 9.00 del 25 gennaio 1978 e regolarmente recapitato al destinatario il giorno successivo , 26 gennaio 1978.
In questo caso manca la descrizione del treno che è stato utilizzato alla partenza; in altri documenti che ho conservato vengono indicati i convogli 9782 e 9790, che dovrebbero essere due locali Lecce-Bari Centrale.
Si pùo quindi immaginare un notevole lavoro di smistamento che veniva effettuato direttamente a bordo dei convogli in viaggio.
In questo caso potrei ipotizzare almeno due cambi di convoglio, probabilmente a Bari Centrale e a Voghera.










Piero
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Silvano Del Rio

Canada
50 Posts

Posted - 23 May 2016 :  16:05:15  Show Profile  Reply with Quote
Grazie dei tuoi due ultimi interventi, molto toccanti e apprezzati per chi conosce di persona queste problematiche.

Per quel che riguarda la velocita' delle spedizioni, posso dire che dal 1968 e per alcuni anni a venire, una lettera spedita da Roma a Toronto impiegava 4 giorni, oggi ci vogliono di media due settimane....

Sbagliando s'impara e la pratica vale piu' della grammatica.
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