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 Svizzera - Elettriche
 Pagine locomotive svizzere elettriche
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Alberto Pedrini

Italy
11419 Posts

Posted - 07 October 2009 :  21:38:39  Show Profile  Visit Alberto Pedrini's Homepage  Reply with Quote
Locomotive elettriche

Alberto

Gian Michele Sambonet

Italy
5349 Posts

Posted - 28 March 2010 :  18:36:05  Show Profile  Reply with Quote
BREVE STORIA DELLA RETE FERROVIARIA SVIZZERA

La rete svizzera, che celebra il suo 163° anniversario nel 2010, è considerata un modello per svariati aspetti: densità delle linee e dei servizi, prestazioni, pulizia, varietà del materiale.
Per gli appassionati ferroamatori la Svizzera costituisce un vero paradiso, soprattutto per i treni di montagna a scartamento metrico o ridotto, con o senza cremagliera.

Costruire la ferrovia in un territorio così impervio richiese, fin dall'inizio, mezzi tecnici e finanziari considerevoli. La conformazione geografica della Svizzera non era favorevole alla ferrovia, ma il desiderio di espansione economica ebbe il sopravvento.
La prima linea fu inaugurata fra Zurigo e Baden nel 1847. Nel 1849 l'Assemblea federale incaricò Robert Stephenson di progettare una rete nazionale utile sia a scopi commerciali sia strategici. Fu costruita una rete di 645 km che evitava le forti asperità dei passi alpini correndo sul fondo delle vallate.
In un primo momento il consiglio nazionale autorizzò i Cantoni ad accordare concessioni alle imprese private ma, già prima del 1860, le piccole ferrovie cantonali avevano dato inizio a un processo di aggregazione dal quale erano sorte tre importanti compagnie: l'Unione delle ferrovie svizzere, le Ferrovie nord-orientali e la Ferrovia centrale.

L'impresa del traforo del Frejus, grazie all'uso sistematico della perforatrice meccanica, fece apparire superate le grandi ferrovie di montagna del tempo e aprì l'epoca dei grandi trafori alpini con le linee del Gottardo (1881) e del Sempione (1906) alle quali seguì il Loetschberg (1913). Si trattò di imprese memorabili che, rendendo evidente le difficoltà di esercizio con la trazione a vapore, accelerarono l'inevitabile processo di elettrificazione, dovuto alla pressoché illimitata disponibilità di energia idroelettrica. La Svizzera scelse la tensione di 15000 V alternata monofase ed elettrificò così la sua rete in modo esemplare, terminando i lavori sulle linee principali negli anni '20. I celebri Coccodrilli e le Be 4/6, o ancora le Ae 3/6 e le Ae 4/7 erano ai vertici della trazione elettrica dell'epoca.

Nel 1898 era stata decisa la nazionalizzazione della rete fondamentale, eccetto la BLS, e la costituzione delle Ferrovie Federali Svizzere che si concretizzò nel 1902.
La rete svizzera oggi è lunga 5096 km, di cui 2970 gestiti dalle Ferrovie Federali e i rimanenti da oltre un centinaio di società private. I cittadini della Confederazione sono assidui frequentatori della ferrovia, grazie alla perfetta organizzazione delle FFS e alla completa integrazione fra i servizi ferroviari, automobilistici e di navigazione.
La Svizzera è anche una delle nazioni europee con la più alta percentuale di traffico merci ferroviario rispetto a quello stradale. Rispetto al totale la ferrovia svolge il 72% del traffico merci, contro il 28% della strada. Il risultato è stato ottenuto con il divieto di transito agli autoveicoli di peso superiore alle 28 t.



RABDe 500 o ICN, l'eccellente elettrotreno svizzero ad assetto variabile che collega le città di tutta la Confederazione. (Foto: Georg Trüb)
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Gian Michele Sambonet

Italy
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Posted - 30 March 2010 :  09:21:38  Show Profile  Reply with Quote


L'orologio Mondaine, icona e simbolo delle Ferrovie Federali Svizzere, e stato disegnato da Hans Hilfiker nel 1944.
Oggi è presente in 3000 stazioni svizzere e viene venduto, in vari formati, in tutto il mondo.
Ha una particolarità: quella di risincronizzarsi ogni minuto per compensare i rallentamenti dovuti ai cali di tensione, per effetto dell'assorbimento di elettricità da parte delle locomotive.
La lancetta dei secondi corre più velocemente del dovuto, per poi fermarsi allo scadere del minuto il tempo necessario a risincronizzarsi.
Nota: tutta la rete ferroviaria svizzera, come pure le stazioni e i depositi, è alimentata da una rete elettrica dedicata, indipendente dalla rete nazionale.
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Gian Michele Sambonet

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Posted - 19 September 2011 :  09:20:50  Show Profile  Reply with Quote


Il pittogramma delle FFS come lo conosciamo oggi è stato introdotto nel 1972 in sostituzione della ruota alata utilizzata sin dalla fine del XIX secolo (sotto). All’epoca il nuovo pittogramma è stato scelto in base a un’analisi e a una campagna di immagine. Disegnato dal grafico bernese Hans Hartmann, simboleggia la croce svizzera e, con le due frecce, il trasporto da A a B.
Questo è volto a rappresentare le FFS come un'azienda di servizi pubblici affidabile, solida e dinamica, ma anche un’azienda che sa ascoltare e andare incontro a tutti gli svizzeri.
Un ruolo di primo piano per il logo FFS va riconosciuto anche al grafico svizzero Josef Müller-Brockmann e all’architetto capo delle FFS Uli Huber, che come padri della segnaletica FFS hanno dato alle Ferrovie Federali Svizzere il loro attuale volto blu, bianco e rosso. La doppia freccia bianca su campo rosso unita a SBB CFF FFS (sopra) è nata anch’essa nello studio Müller-Brockmanns nel 1982, così come gli elementi grafici che da allora vengono utilizzati nelle stazioni FFS.

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Gian Michele Sambonet

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Posted - 24 January 2019 :  14:10:53  Show Profile  Reply with Quote


Aperta nel 1899, la Burgdorf-Thun-Bahn (BTB) fu la prima linea ferroviaria elettrificata a scartamento normale in Europa (diversamente dalla ferrovia leggera o tranviaria). Alimenta a corrente trifase si estendeva per 40.8 chilometri.
Le due locomotive E2E (future F 2/2, poi De 2/2) numero "1" e "2" per treni merci, consegnate nel 1899 da SLM e BBC, si possono considerare le prime locomotive elettriche svizzere. Dallo stesso anno entrarono successivamente in servizio anche 6 elettromotrici per il traffico passeggeri, fornite da SIG e BBC. (Foto: BBC)

La De 2/2 n.1 è esposta al Museo Lokwelt Freilassing in Germania, mentre la n.2 è a Lucerna. (Foto: Jürgen Götzke)

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Gian Michele Sambonet

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Posted - 25 January 2019 :  09:55:17  Show Profile  Reply with Quote


MFO n.1 del 1904 soprannominata "Eva" e MFO n.2 del 1905 soprannominata "Marianne".
Tra il 1904 e il 1907, questi due prototipi sono serviti a sperimentare e testare i primi motori diretti monofase a corrente alternata sulla linea Seebach-Wettingen, appositamente elettrificata e alimentata a 15000 V 50 Hz all'inizio e dal 1905 a 15 Hz. Tra il 1907 e il 1909 fu utilizzato anche un terzo prototipo fornito da Siemens.
Le due macchine MFO, considerate le prime locomotive elettriche monofase svizzere, sono ora esposte al Museo dei Trasporti di Lucerna. (Foto: Hurni Christoph)

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Gian Michele Sambonet

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Posted - 26 January 2019 :  16:40:52  Show Profile  Reply with Quote


Modello di trasmissione Buchli esposto al Museo dei Trasporti di Lucerna

Un altro grande traguardo, nell'ambito della trazione elettrica, è rappresentato dall'invenzione dell'ingegnere svizzero Jakob Buchli (1876-1945), verso la metà degli anni '10, che riguardava gli organi di trasmissione.
Il suo scopo era quello di sbarazzarsi delle bielle, con tutti i problemi connessi, adottando una trasmissione a ingranaggi, dove i motori non fossero solidali agli assi, come avvenuto fino a quel tempo per le trasmissioni a ingranaggi, ma che fossero solidali al telaio ammortizzato sugli assi.
La sua soluzione era costituita da una grande ruota dentata posta di fronte alla ruota motrice, da azionare dal lato esterno, ma che non era solidale con quest'ultima bensì con il telaio. La grande ruota dentata era attivata direttamente dal motore di trazione, che era a sua volta munito di una ruota dentata più piccola.
Sulla grande ruota dentata, posta di fronte alla ruota motrice, si trovavano delle aperture attraverso le quali entravano 2 nottolini di collegamento solidali con la ruota motrice. Questi nottolini di collegamento erano connessi alla grande ruota dentata mediante due biellette articolate, rese solidali tra loro da due settori dentati che assicuravano il loro ancoraggio pur consentendo un gioco laterale.
Questa invenzione geniale, accolta con grande favore anche all'estero, garantiva condizioni di marcia fluide e ben ammortizzate, senza presentare movimenti parassiti.
La trasmissione Buchli, adottata sulle Ae 3/6I prima e sulle Ae 4/7 poi, si dimostrò anche robusta e longeva.
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Gian Michele Sambonet

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Posted - 30 January 2019 :  11:04:26  Show Profile  Reply with Quote
LE LOCOMOTIVE ELETTRICHE SVIZZERE IN NUMERI

Numero di unità costruite per serie:

Re 4/4II - Re 4/4III: 303 (277+26)
Re 460 - Re 465: 137 (119+18)
Ae 4/7: 127
Ae 6/6: 120
Ae 3/6I: 114
Re 6/6: 89
Ae 3/6II: 60
Ce 6/8II - Ce 6/8III: 51 (33+18)
Re 4/4I: 50
Be 4/6: 41

Ho riportato solamente le serie più numerose di locomotive costruite in svizzera per il mercato svizzero, anche privato. Ho tralasciato le Ee 3/3, che solo per le SBB ne furono costruiti circa 160 esemplari in diverse serie, come pure non ho inserito elettromotrici ed elettrotreni o le Re 450 per la S-Bahn di Zurigo che furono prodotte in 115 esemplari.
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Gian Michele Sambonet

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Posted - 30 January 2019 :  11:08:14  Show Profile  Reply with Quote
Francobolli commemorativi (SBB Historic)




Serie per i 100 anni di ferrovia in Svizzera (1947).





Serie per i 150 anni di ferrovia in Svizzera (1997).





Serie per i 100 anni delle SBB-CFF-FFS (2002)




Serie per l'inaugurazione del tunnel di base del San Gottardo (2016)
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Gian Michele Sambonet

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Posted - 27 January 2020 :  08:45:01  Show Profile  Reply with Quote
Serie di 3 francobolli "Pro Juventute" emessa nel 2013.




Modello Märklin della "Freccia Rossa".




Modello Märklin del "Coccodrillo".




Modello Hag della "Ae 6/6".
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