| T O P I C R E V I E W |
| Nino Carbone |
Posted - 15 March 2014 : 10:57:58 Clic sull'immagine per la scheda

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| 15 L A T E S T R E P L I E S (Newest First) |
| Nino Carbone |
Posted - 16 October 2025 : 14:37:04
- Parata di E.626 sulla soglia della rimessa verso il 1936 -
Le differenti dimensioni degli sportelli frontali rivelano che la locomotiva in primo piano appartiene alla serie 180-240 le altre tre alla serie 100-179.
La locomotiva in terza posizione ha gli sportelli con cornici chiodate, a differenza delle altre che hanno cornici saldate, indice di una diversa tecnologia delle rispettive officine che ne eseguirono la costruzione.
All’inizio del 1934 i progettisti FS studiarono una diversa disposizione delle batterie: le 3 del piano inferiore rimasero in posizione invariata, le altre 4 vennero disposte su un unico piano superiore e con l’asse disposto longitudinalmente.
Lo sportello frontale adiacente venne pertanto allargato a 1.060 mm e inoltre spostato di 60 mm verso il centro; questa modifica fu perfezionata il 28 febbraio 1934 e introdotta sulle locomotive dalla E.626.180 in poi.
Per ragioni di uniformità furono portati alla stessa larghezza anche tutti gli altri sportelli frontali della locomotiva, ma quelli dell’avancorpo posteriore (accesso ai motocompressori) mantennero la posizione simmetrica a differenza di quelli anteriori dove la simmetria si perse a causa dello spostamento di 60 mm dello sportello delle batterie.
Questa disposizione rimase invariata fino alla E.636.407; sulle successive E.626.408 (4a serie) la posizione e la larghezza degli sportelli non ebbero cambiamenti ma l’altezza di quelli anteriori fu ridotta da 920 mm a 760 mm con conseguente allungamento degli sportelli superiori per facilitare l’estrazione delle batterie.

- Foto FS / da: Locomotive da battaglia / Storia del Gruppo E.626 / Erminio Mascherpa / Edizioni ETR Editrice Trasporti su Rotaie -
- Nino -
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| Nino Carbone |
Posted - 25 October 2020 : 11:23:41
Nel 1948 17 unità E.626 FS vennero cedute alle Ferrovie Jugoslave (JZ) che riclassificarono:
- Dal 1957 Serie E 61 - - Dal 1962 Serie 361 -
- Le unità cedute: E.626.018 - 023 - 028 - 030 - 031 - 034 - 038 - 042 - 044 - 052 - 058 - 062 - 063 - 077 - 083 - 093 - 098 -
- Le riclassificazioni -

- Da: pospichal.net -
- Una rara foto del locomotore 361.201 JZ al traino di un treno merci a Opicina (TS) il 15 marzo 1973 -
(Ristrutturata è conservata presso il Museo Ferroviario di Zagabria)
- Numerazioni precedenti della 361-201 JZ: 361.009 JZ > E 61 016 JZ > E.626.093 FS -

- Foto Claudio Pedrazzini -

- Foto Claudio Pedrazzini -

- Foto Claudio Pedrazzini -

- Foto Claudio Pedrazzini -
- Museale -
- 361-201 presso il Museo Ferroviario di Zagabria (Croazia) -

- Foto da: scalaenne.files.wordpress.com -
- Un ringraziamento al Prof. Claudio Pedrazzini per le foto inviate - - Nino -
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| Nino Carbone |
Posted - 12 July 2016 : 12:40:13
- Locomotiva E.626.106 del Deposito di Trieste nel 1944 con treno merci in stazione a Sesana, oggi territorio sloveno - Clic foto

- Foto Finzel / da: iTreni oggi 98 -
- Nino -
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| Piero Chionna |
Posted - 16 April 2015 : 01:56:30 Nel luglio del 1920, i differenti orientamenti sulla questione del sistema trovarono un confronto risolutivo presso il Consiglio Superiore delle Acque, cui per legge era stata attribuita la facoltà di esprimere un parere su tutte le decisioni riguardanti l'elettrificazione nazionale, in quella sede le conclusioni a cui le parti giunsero furono:
- al "Nord": si sarebbe continuato con l'alternata trifase 3.600 V (16,7 Hz) - (La tensione in linea fu stabilita in 3.400 V poi passata a 3.600 V; la frequenza industriale, che allora variava tra 42 e 50 Hz per l'esercizio ferroviario, fu abbassata a 15 Hz (periodi di secondo) poi definitivamente fissata a 16,7 Hz in occasione dell'elettrificazione della linea dei Giovi, questa fu definita "frequenza ferroviaria" e rimase per tutto il suo utilizzo su tali valori)
- al "Centro": sperimentazione dell'alternata trifase a frequenza industriale 10.000 V (50 Hz) -
- al "Sud": sperimentazione della corrente continua a 3.000 V sulla Benevento-Foggia (101 km) - (Allo scopo vennero costruite da aziende nazionali 14 locomotive elettriche del tipo E.625 (8) per treni merci alla velocità di 55km/h ed E.626 (6) per treni passeggeri alla velocità di 95 km/h)
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| Nino Carbone |
Posted - 18 December 2014 : 23:08:28
- Codogno 16 maggio 1974 - (Dal 1992 Codogno è passato dalla provincia di Milano a quella di Lodi) - E.626.313 (affiancato con l’E.326.008) giunto fino a Codogno in quanto non aveva potuto ricoverare il treno accelerato trainato da Bologna fino alla stazione di Piacenza, dal momento che un fulmine aveva distrutto la centralina di quella stazione mettendo a soqquadro tutto l’impianto elettrico, tanto che, per 2 giorni non si poterono azionare gli scambi, i segnali e le marmotte e quindi ricoverare i treni -

- Foto e descrizione di Claudio Pedrazzini -
- Nino -
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| Nino Carbone |
Posted - 23 August 2014 : 12:04:22
- L'elettrificazione in corrente continua -
Dopo il successo dell'esperimento a tensione continua a 3.000 V sulla linea Foggia-Benevento, dall'inizio degli anni '30 allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, le elettrificazioni con questo sistema proseguirono rapidamente e ciò permise di velocizzare buona parte dei collegamenti ferroviari della nostra penisola.
I buoni risultati ottenuti portarono all'elettrificazione dell'intera dorsale da Milano a Reggio Calabria tra il 1934 e il 1938, compresa la trasversale Orte-Ancona, la Milano-Chiasso e la Pontebbana.
Negli stessi anni si iniziarono le conversioni alla tensione continua di altre linee, già elettrificate trifase, per permettere la continuità del sistema senza di cui si sarebbero limitati i vantaggi ottenuti.
In seguito all'elettrificazione a 3.000 V della ferrovia Tirrenica, da Livorno a Roma, completata nel 1938, già l'anno successivo la linea aerea trifase a nord di Livorno cedeva il passo alla catenaria della continua, per poter permettere collegamenti più rapidi con Roma.
Dopo oltre un decennio trascorso in testa a treni prestigiosi che le portavano verso Roma e verso Firenze, per le eleganti vaporiere Gr.685 (con distribuzione Caprotti assegnate al DL di Livorno), si profilò il trasferimento ai depositi dell'Italia nord-orientale.
Le nuove locomotive elettriche E.626 aprirono un nuovo capitolo nella storia ferroviaria del nostro paese.
- E.626.192 transita a Castiglioncello (LI) sotto una catenaria nuova fiammante -

- Foto B.Miniati / Collezione Franco Castiglioni / da: iTreni oggi 256 -
- Nino -
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| Nino Carbone |
Posted - 26 June 2014 : 14:51:28

- Foto E.Imperato / da: trenomania.org -
- Il percorso della E.626.001 -
Le E.625 e E.626 di 1a Serie o prototipi si dividevano in 5 sotto-serie: 3 per le E.625 e 2 per le E.626.
Nel 1931 le FS disposero la soppressione della classificazione come Gruppo E.625 in conseguenza del nuovo criterio di classificazione delle locomotive elettriche, in base al quale tutte le 8 unità E.625 dovevano essere riclassificate come E.626.
Per cui le 8 unità E.625 - che erano numerate E.625.001-008 - diventarono E.626.001-008, le 6 unità E.626 che erano già numerate E.626.001-006 diventarono E.626.009-014.
Le E.625.001-003 si distinguevano per la bassa velocità massima di 55 km/h e il peso elevato a 92 tonnellate.
Alla costruzione furono equipaggiate con comando multiplo e frenatura a recupero, in seguito rimossi. (Frenatura a recupero o frenatura elettrica è il dispositivo che utilizza i motori di trazione delle locomotive elettriche allo scopo di frenare il convoglio)
L'equipaggiamento elettrico venne progettato e costruito in America dalla General Electric Company mentre i motori furono costruiti dalla CGE di Milano su disegni della stessa General Electric.
Le 3 locomotive, ultime della 1a Serie, vennero consegnate tra il marzo e il maggio del 1928, con il peso di servizio di 92 ton furono le più pesanti tra tutte quelle di 1a Serie.
Nel 1931 le 3 unità vennero conglobate nel Gruppo E.626 e passarono da E.625.001-003 a: E.626.001-003.
- Una delle 3 unità E.625 di 1a Serie come era all'origine: la 002 in foto di fabbrica nel 1928 - (Per esigenze fotografiche con il colore grigio al posto del nero; la parte scura - fiancate del telaio e carrelli - erano colore rosso vagone)

- Foto da: Locomotive da battaglia / Erminio Mascherpa / Edizioni ETR -
Tra il 1931 e il 1934 nel corso della Prima Grande Riparazione ciclica furono effettuate delle modifiche sia interne che esterne secondo il modello unificato FS tra le quali:
- Spostamento di tutte le apparecchiature con introduzione del corridoio laterale - (Prima era centrale) - Modifiche agli avancorpi - - Installazione di un finestrino centrale - - Applicazione dei fanali elettrici alle testate - - Sostituzione dei pantografi del tipo 12 FS con tipo 22 FS -
Nel 1947 e 1948 le locomotive gravemente danneggiate furono ricostruite con equipaggiamento elettrico e cassa identici a quelli delle E.626 di 4a Serie (408-448), sulla E.626.002 vennero sostituiti anche i carrelli originari con quelli di tipo unificato.

- Foto Archivio Rivarossi -
- Nino -
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| Nino Carbone |
Posted - 20 May 2014 : 10:41:10 - Museali LFI (poi TFT) Arezzo -
La Ferroviaria Italiana (acronimo LFT) è una holding operante nel settore trasporto pubblico locale in provincia di Arezzo e zone limitrofe.
A partire dal 1 gennaio 2005 la divisione ferroviaria è stata scissa in 2 distinte società:
- Rete Ferroviaria Toscana (RFT) - (Che cura la gestione delle infrastrutture costituenti le linee ferroviarie Arezzo-Stia e Arezzo-Sinalunga)
- Trasporto Ferroviario Toscano (TFT) - (Impresa ferroviaria attiva nel trasporto regionale e merci)
- E.626.006 e E.626.311 - (Le 2 museali LFI/TFT)

- Foto da: trenoincasa.forumfree.it -
- E.626.006 -
- Costruzione TIBB -
Ceduta dalle FS a LFI nel 1980 - La LFI la ridipinse in livrea nera con panconi rossa riportandola stato originario.
Nel 2004 venne ricolorata castano-Isabella.
E' tuttora operativa per treni storici.

- Foto Werner Hardmeier / da: drehscheibe-foren.de -
- E.626.006 in livrea castano-Isabella ad Arezzo Pescaiola -

- Foto da: trenomania.org -
- Fonti: - it.wikipedia.org - - lnx.trenomania.it - - Nino -
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| Nino Carbone |
Posted - 17 May 2014 : 20:41:12 - Piero, la tua testimonianza è interessantissima, purtroppo l'ho letta solo ora e me ne dispiace, mi era proprio sfuggita -
Nino
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| Piero Chionna |
Posted - 17 May 2014 : 15:56:22 Alla nota aggiuntiva relativa all'ultimo treno trifase aggiungo il mio ricordo di quel giorno. Purtroppo le mie foto sono pessime, ma rivedermi sulla E432.008 all'età che ha oggi mia figlia mi provoca una certa emozione.
http://www.marklinfan.com/f/topic.asp?TOPIC_ID=298 |
| Nino Carbone |
Posted - 17 May 2014 : 11:51:40 - FS E.626 + E.554 - (Coppia anfibia)
Nel 1962, quando la stazione di Alessandria venne elettrificata a corrente continua, in quanto facente parte della Torino-Genova, sorse il problema di far partire i treni a trazione trifase verso Acqui Terme e Savona (ancora a trifase), dal momento che i due tipi di trazione erano incompatibili.
La soluzione fu rappresentata dalle cosiddette "coppie anfibie", costituite da una locomotiva a corrente continua (E.626) accoppiata ad una locomotiva trifase (E.554).
La "coppia anfibia" era posta in testa al convoglio che comprendeva in "terza posizione" la locomotiva trifase titolare del treno.
La E.626 era usata per lasciare Alessandria; in seguito entrava in azione la E.554 che trainava il treno fino alla stazione di Cantalupo, dove la "coppia anfibia" veniva sganciata.
La coppia "anfibia" e ritornava ad Alessandria, mentre il treno con la macchina titolare proseguiva la sua corsa.
Non tutte le E.626 potevano essere agganciate alle E.554 per realizzare il complesso anfibio, le locomotive preposte per questo scopo avevano i circuiti pneumatici modificati per essere alimentati da parte dei compressori di entrambe le macchine, a seconda di quale, delle due, era in trazione.
- 24 maggio 1976 - Penultimo giorno di trifase a Cantalupo - (La E.554 e la E.626.202 dopo aver "traghettato" un convoglio a Cantalupo rientrano ad Alessandria)

- Foto Enrico Arditi / Genova -
- E.626 + E.554 + E.432 presso Cantalupo il 2 febbraio 1975 -

- Foto Bernhard Studer / da: photorail.com -
- Nota aggiuntiva -
- Il 25 maggio 1976, nella stazione di Acqui Terme, la E.432.008 del deposito di Alessandria, ebbe il mesto onore, abbassando i pantografi, di chiudere l'epopea del trifase italiano -
- Alle 12.07 dello stesso giorno, la E.656.026, provvista di striscianti allargati, inaugurò ufficialmente il servizio in corrente continua -

- Foto Bruno Cividini / da: lnx.informatica80.it -
- Fonti - - miol.it - - ilmondodeitreni.it - - forum.duegieditrice - - I 120 anni della Torino-Savona 1874-1994 / F.Rebagliati - M.Siri - Frenco Dell'Amico - - Nino -
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| Piero Chionna |
Posted - 03 May 2014 : 13:16:40 E.626 nel deposito locomotive di Foggia durante gli esperimenti di elettrificazione a 3000 Vcc condotti in Italia sulla linea linea Foggia-Benevento.

(foto Ministero dei Trasporti)
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| Nino Carbone |
Posted - 15 March 2014 : 11:43:29 - E.626 FS - - Quarta parte -
- E.626.414 di Quarta Serie a Milano Centrale il 3 agosto 1982 -

- Foto Albrescht Sappel -
- Museali -
Sono preservate non operative a scopo museale le locomotive:
- E.626.005 - 033 - 059 - 074 - 089 - 128 - 150 - 156 - 187 - 188 - 189 - 248 - 249 - 384 -
Sono funzionanti e utilizzate per treni speciali:
- E.626.001 - 015 - 045 - 185 - 194 - 225 - 231 - 238 - 266 - 287 - 294 - 428 - 443 -
(Dati da: it.wikipedia.org)
- E.626.005 al Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa -

- Foto Stefano Paolini / da: photorail.com -
- E.626.294 a Genova Brignole il 13 giugno 2009 -

- Foto Maurizio Boi / da: flickr.com -
- Immagini -
- La E.626.061 (costruita da Ansaldo e fotografata a Genova Brignole); nel settembre 1932 fu equipaggiata con una batteria di accumulatori Marelli che avrebbe dovuto permetterle di muoversi autonomamente anche su binari non elettrificati o elettrificati con il sistema trifase (a pantografi abbassati), la sperimentazione non diede buoni risultati e la batteria di trazione fu rimossa nel 1935 -
(Nella foto la linea trifase è stata disalimentata a scopo fotografico)

- Foto Archivio Storico Ansaldo / da: iTreni oggi 182 -
- E.626.061 funzionante anche ad accumulatori (foto sopra) a Bologna San Ruffillo nel 1934 in livrea "grigio pietra" -
(Treno di prova prima dell'apertura della Direttissima Bologna-Firenze)

- Foto Archivio Storico Ansaldo / da: iTreni oggi 107 -
- E.626.070 a Prato verso Firenze nel 1934 subito dopo l'apertura della Direttissima -

- Foto Ministero dei Trasporti / Collezione Claudio Pedrazzini -
- E.626.072 "stella" con 13 carrozze ancora in colore "verde vagone" sulla "Direttissima" nei pressi di Prato nel 1934 -

- Foto FS / da: La Direttissima Bologna-Firenze / Maurizio Panconesi / Edizioni Artestampa -
- Particolare foto sopra -
- E.626.072 "stella" in livrea “grigio pietra” -
- Il "grigio pietra" venne applicato nel 1931 in sostituzione del "colore nero", nel 1936 il "grigio pietra" venne sostituito con la "colorazione Isabella" -
Clic foto

- Foto FS / da: iTreni oggi 22 -
- Convoglio misto trainato dalla E.626.147 di Terza Serie in partenza da Acqui Terme nel luglio 1974 - (Le trifasi E.432 al seguito sono di rimando)

- Foto U.Geum / da: Mondo Ferroviario 159 -
- E.626.298 a Santhià con carri DB (4619 Märklin) 20 febbraio 1976 -
Clic foto

- Foto Bruno Cividini / da: lnx.informatica80.it -
- E.626.140 a San Giuliano Milanese il 27 luglio 1986 -

- Foto Giancarlo Mondonico / da: trenomania.org -
- E.626.395 a Cantalupo (AL) con un locale Alessandria-Savona negli anni '80 - (Seguita da una E.424 di rimando)

- Foto Enrico Arditi / Genova -
- E.626.432 di Quarta Serie nel deposito di Foggia nel 1988 - (Macchina che nel 1988 non era stata ancora modificata e sostanzialmente si presentava nella sua originaria bellezza)

- Foto Andrea Strini / da: Mondo Ferroviario 159 -
- E.626.447 di Quarta Serie presso il deposito di Foggia il 13 agosto 1988 - (I finestrini laterali della cabine sono modificati con i nuovi vetri a scomparsa verso il basso / Le porte di accesso in metallo a battente unico erano già in opera)

- Foto Andrea Strini / da: Mondo Ferroviario 159 -
- E.626.057 di Seconda Serie a Bologna nell’agosto 1989 - (Macchina costruita nel 1932 qui già modificata al pari di tutte le altre del Gruppo)

- Foto Andrea Strini / da: Mondo Ferroviario 159 -
- Modelli -
- Modello Rivarossi 1959 -
- Le 626 / R -

- Foto Rivarossi / da: "Catalogo per collezionisti 1960" / Collezione Nino Carbone -
- Modello con il quale si concluse la produzione iniziata nel 1948 -

- Foto da: rivarossi-memory.it -
- Rivarossi / Cataloghi per collezionisti -
- 1959 -

- Foto da: rivarossi-memory.it -
- Link correlati - - http://www.rivarossi-memory.it/Riva_Loco_Italiane/626/E_626_Rivarossi_2014.pdf - - http://www.rivarossi-memory.it/Riva_Loco_Italiane/626/Riva_FS_E_626_Evoluzione.htm
- Alcuni modelli Roco - - Seconda Serie -
- E.626.075 - Livrea nera - Siglata "stella" - Stato d'origine anni '30 -
- Lato destro con motocompressore / Prese d'aria a persiana tipiche delle prime serie -

- Foto Emilio Ganzerla / da: iTreni oggi -
- E.626.080 - Livrea grigio pietra - Siglata "stella" - Stato d'origine anni '30 - (Il grigio pietra venne applicato nel 1931 in sostituzione del colore nero)
- Lato destro con motocompressore / Prese d'aria a persiana tipiche delle prime serie -

- Foto Emilio Ganzerla / da: iTreni oggi -
- E.626.059 - Deposito Trieste Centrale - (Nel 1936 il grigio pietra venne sostituito con la colorazione Isabella)
- Lato destro con motocompressore / Prese d'aria a persiana tipiche delle prime serie -

- Foto Emilio Ganzerla / da: iTreni oggi -
- Terza Serie -
- E.626.388 - Deposito Genova Rivarolo - (Lato destro)

- Foto Emilio Ganzerla / da: iTreni oggi -
- E.626.407 - Deposito Roma Smistamento - (Lato sinistro)

- Foto Emilio Ganzerla / da: iTreni oggi -
- E.626.410 - Deposito Milano Smistamento - (Lato sinistro)

- Foto Emilio Ganzerla / da: iTreni oggi -
- Quarta Serie -
- E.626.409 - Stato d'origine - (Lato sinistro)

- Foto Emilio Ganzerla / da: iTreni oggi -
- E.625.010 - (Lato destro)

- Foto Emilio Ganzerla / da: iTreni oggi -
- E.626.408 ex E.625.010 - (Lato destro)
Nota La prima locomotiva di Quarta Serie E.626.408 venne immessa in servizio nel febbraio 1939. Nella primavera dello stesso anno le FS decisero di attribuire a queste 41 locomotive la classificazione E.625.001-041, per cui le poche unità già in servizio cambiarono numerazione. Le successive entrarono in servizio come E.625. L’anno seguente ci fu un ripensamento e la classificazione originariamente prevista (E.626.408-448) venne ripristinata nel giugno 1940.

- Foto Emilio Ganzerla / da: iTreni oggi -
- Seconda Serie FS -
- Ferrovie Jugoslave (JZ) -
- 361-102 (Ex E.626.023) - (Lato sinistro)

- Foto Emilio Ganzerla / da: iTreni oggi -
- Panoramica dei modelli Roco -
Clic foto

- Foto Emilio Ganzerla / da: iTreni oggi -
- Elenco -

- Da: iTreni oggi -
- Modelli Big Models - - Terza Serie -
- E.626.100 - Deposito Foggia - (Lato sinistro)

- Foto Alberto Pedrini -
- E.626.118 - Deposito Roma Smistamento - (Lato destro)
(Lato destro / Con sportelli modificati di maggiori dimensioni dell'avancorpo anteriore A per una migliore ispezione alle batterie come sulla Quarta Serie)

- Foto Alberto Pedrini -
- E.626.294 - Modello Micro Metakit -
(Lato sinistro)

- Foto da: iTreni oggi 246 -
- Fine quarta e ultima parte - - Fonti - - adriavapore.it - - it.wikipedia.org - - scalaenne.files.wordpress.com - - Giulio Canevari / leferrovie.it - - FS Locomotive elettriche / edizioni elledi - - Locomotive da battaglia / Erminio Mascherpa / Edizioni ETR - - E.626 / Viaggio lungo ottant'anni di storia ferroviaria italiana / Claudio Pedrazzini / Edizione Museo Ferroviario Piemontese - - Nino -
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| Nino Carbone |
Posted - 15 March 2014 : 11:43:10 - E.626 FS - - Terza parte -
- E.626.136 di 3a Serie transita a Bogliasco (GE) in prossimità della stazione nel 1985 -

- Foto Enrico Arditi / Genova -
- Seconda Serie - - E.626.015-099 -


(Stato d'origine)
- E.626.021 nello stabilimento Breda di Sesto San Giovanni nuova di fabbrica nel settembre 1931 -

- Foto Breda / da: Locomotive da battaglia / Erminio Mascherpa / Edizioni ETR -
Le E.626 di 2a Serie furono le prime locomotive "unificate" progettate dall'Ufficio Studi Locomotive FS sotto la guida dell'ingegner Giuseppe Bianchi e furono realizzate grazie alle lunghe prove sui 14 prototipi compiute nel corso di 2 anni.
Gli ottimi risultati conseguiti nelle prove indussero le FS a commissionare 85 locomotive di tipo "unificato" che ripresero nello schema il rodiggio Bo'Bo'Bo', con disposizione delle apparecchiature elettriche simili a quelle delle 009-011 (già 001-003), e l'equipaggiamento che ripeteva la sperimentale E.625.008 (poi E.626.008).
La costruzione di queste 85 macchine fu commissionata nel gennaio del 1930 alle principali industrie nazionali; le consegne ebbero inizio nel giugno del 1931 e si protrassero fino alla seconda metà del 1932.
Gli avancorpi erano più corti e la cassa centrale più lunga risultando la cabina di guida più spaziosa a differenza di quelle di 1a Serie sulle quali era più stretta e disagevole.
La componentistica avrebbe dovuto essere intercambiabile con le E.326 - E.428 - E.424, in pratica questo avvenne anche con la 3a Serie.
Nel 1934 vennero installate le grondaie sopra i finestrini laterali e nel 1935 i tergicristalli ai finestrini del posto di guida.
L'avancorpo anteriore era di forma diversa da quello posteriore per via della disposizione delle apparecchiature nell'avancorpo stesso, furono approntati studi per ridurre al minimo lo squilibrio di peso.
Rispetto alle precedenti serie, sulle fiancate vennero installate 7 griglie di aerazione a forma quadrata di tipo lamellare; sul lato destro le griglie si aprivano a sportello per le ispezioni essendo le stesse in corrispondenza delle apparecchiature elettriche, il corridoio tra le cabine era laterale sul fianco sinistro della macchina.
Il progetto (E.626.015-099) rinunciò a scopo di unificazione, al comando multiplo e alla frenatura elettrica, eliminate del resto anche sui prototipi tra il 1930 e il 1934.
L'alimentazione dei servizi ausiliari era fornita da un motogeneratore a 3.000 V.
I 6 motori tipo 32 FS erano a 4 poli principali e 4 secondari, isolati in classe A e con avvolgimenti di campo dotati di 2 gradi di indebolimento di campo per ogni combinazione dei motori: serie - serie/parallelo - parallelo.
Nel 1942 i motori della E.626.020 furono modificati a eccitazione composta per rendere più graduale la regolazione della velocità, ma l'esperimento non ebbe seguito a causa della Seconda Guerra Mondiale.
Le E.626 di 2a Serie prestarono servizio prima del conflitto nel nord-est dell'Italia, specie nelle regioni della Carnia e della Slovenia; nel corso della guerra parecchie vennero distrutte e alcune, nel dopoguerra, furono integrate nel parco di altre amministrazioni:
- 17 alla Jugoslavia - - 4 alla Cecoslovacchia -
Le rimanenti locomotive avendo subito gravi danni, nel 1945 le FS decisero di ricostruire le 25 maggiormente danneggiate; la cassa venne unificata a quelle della 4a Serie, totalmente per alcune, solo per gli avancorpi le altre.
Nell'occasione della ricostruzione venne eliminato il motogeneratore per i servizi ausiliari; vennero alimentati direttamente a 3.000 V e in occasione delle sostituzioni di ingranaggi venne eliminato il rapporto di trasmissione 29/68 fu sostituito con il 24/73 o il 21/26.
(Alla consegna, le locomotive dalla E.626.015 alla 069 avevano il rapporto 24/73, quelle che andavano dalla E.626.070 alla 099 ebbero invece il rapporto 29/68 adatto per treni diretti e direttissimi)
La biella laterale sul quarto asse installata inizialmente su tutte le locomotive del Gruppo venne poi gradualmente eliminata tranne che sulle E.626.015-099 non modificate, questa azionava un compressore meccanico di supporto ai motocompressori.
Era prassi comune all'epoca provvedere le macchine di un sistema integrativo di produzione dell'aria compressa per i servizi, che potesse anche servire da emergenza in caso di avarie ai compressori principali.
Da allora cominciò ad essere rimosso anche il compressore meccanico, posto esternamente sul telaio in corrispondenza degli assi centrali.
Le 35 unità che conservavano l'equipaggiamento originario (motogeneratore), furono private della predisposizione alla frenatura elettrica.
(E' dal ronzio particolare del motogeneratore che queste macchine ebbero il soprannome di "ronzoni")
Le E.626 di 2a Serie, fatta eccezione per una parte di prototipi, furono le prime macchine ad essere ritirate.
Destinate alla demolizione nel 1979, le ultime, di queste 35, rimasero in servizio fino al 1985.
- Dati tecnici -
- E.626.046 -

- Disegno Silvio Mazzardi / da: stagniweb.it -
- Anni: 1931-32 - - Rodiggio: Bo'Bo'Bo' - - Lunghezza: 14.950 mm - - Diametro ruote motrici: 1.250 mm. - - Velocità: 95 km/h - - Potenza oraria: 2.050 kW - - Potenza continuativa: 1.850 kW - - Rapporto trasmissione 015-069: 24/73 - - Rapporto trasmissione 070-099: *29/68 - (*I rapporti sono quelli d'origine successivamente furono adottati il 24/73 o il 21/76) - Numero motori: 6 (4 poli) - - Peso di servizio: 97.000 kg. -
- Unità costruite: 85 -
- Numerazione FS: E.626.015-099 -
- Costruttori: Breda - OM - CGE - TIBB - Ansaldo - SNOS - CEMSA -
- Terza Serie - - E.626.100-407 -


(Stato d'origine)
- E.626.137 sul carro trasbordatore dello Stabilimento Marelli di Sesto San Giovanni nel novembre 1934 -

- Foto Ercole Marelli / da: Locomotive da battaglia / Erminio Mascherpa / Edizioni ETR -
La 3a Serie rispondeva a tutti i criteri di unificazione delle apparecchiature, specie nei confronti delle prime E.428 e furono le locomotive più note di tutto il Gruppo E.626.
Non prevedeva il motogeneratore per gli ausiliari, alimentati direttamente a 3.000 V; i motori avevano cuscinetti a rulli, anziché a strisciamento come nelle macchine precedenti, era disponibile un solo grado di indebolimento di campo per ogni combinazione dei motori.
Con l'eliminazione del motogeneratore di conseguenza gli avancorpi furono costruiti più grandi data la maggiore altezza dei gruppi motore-ventilatore-dinamo e il maggiore ingombro dei motocompressori ad alta tensione.
La forma delle prese d'aria laterali sulla cassa a lamelle orizzontali, fu modificata in luogo di quelle a tipo "orecchio", questo per migliorare la protezione contro l'ingresso di pioggia o neve nella cabina ad alta tensione.
Il primo lotto di 141 macchine (100-240) fu commissionato nel 1933-34 ed entrò in servizio nel 1934-35; le macchine furono dotate nella maggioranza del rapporto di trasmissione" lungo" 29/68 per treni passeggeri.
Questo tipo di rapporto era anche prerogativa delle E.626.100-119 e anche delle E.626.180-240.
Le E.626.120-179 erano invece dotate di rapporto di trasmissione per treni merci 24/73.
Le 167 unità successive costruite tra il 1936 e il 1938 (E.626.240-408) furono equipaggiate anch'esse con il rapporto 24/73, che fu definito il rapporto "normale" del Gruppo E.626.
Le locomotive di 3a Serie fino alla E.626.240 sulle traverse di testa del telaio avevano 2 "finestrelle ovali" che vennero abolite dalla E.626.241 in avanti; in fase di modifica furono chiuse ma rimasero sempre visibili e permettevano di distinguere le unità dalla E.626.100-240 da quelle successive E.626.241-407 che ne erano prive dall'origine.
- E.626.100-240 -

- E.626.241-407 -

- Dati tecnici -
- Anni: 1934-1938 - - Rodiggio: Bo'Bo'Bo' - - Lunghezza: 14.950 mm - - Diametro ruote motrici: 1.250 mm - - Velocità: 95 km/h - - Potenza oraria: 2.050 kW - - Potenza continuativa: 1.850 kW - - Rapporto trasmissione: *29/68 - (Successivamente venne adotatto anche il rapporto 24/73) - Numero motori: 6 (4 poli) - - Peso di servizio: 93.000 kg -
- Unità costruite: 308 -
- Numerazione FS: E.626.100-407 -
- Costruttori: Breda - SNOS - Marelli/Fiat/OMI (Reggiane) - TIBB - Ansaldo - OM/CGE -

- Foto da: lombardiabeniculturali.it -
- Interno cabina di comando nel 1935 -

- Foto da: lombardiabeniculturali.it -
- Quarta Serie - - E.626.408-448 -

(Stato d'origine)
Nota
La prima locomotiva di 4a Serie E.626.408 venne immessa in servizio nel febbraio 1939. Nella primavera dello stesso anno le FS decisero di attribuire a queste 41 locomotive la classificazione E.625.001-041, per cui le poche unità già in servizio cambiarono numerazione. Le successive entrarono in servizio come E.625. L’anno seguente ci fu un ripensamento e la classificazione originariamente prevista (E.626.408-448) venne ripristinata nel giugno 1940.
- E.625.027 (poi E.626.434) nuova di fabbrica nel giugno 1939 ripresa dal lato sinistro - (Costruzione CGE / Meccanica OM)

- Foto OM / da: Locomotive da battaglia / Erminio Mascherpa / Edizioni ETR -
Le E.626.408-448 di 4a Serie furono il massimo perfezionamento dell'intero Gruppo.
La prima locomotiva di 4a Serie (E.636.408), entrò in servizio nel febbraio 1939, nella primavera dello stesso anno le FS decisero di attribuire a queste 41 macchine la classificazione E.625.001-041, pertanto le prime unità già in servizio cambiarono numerazione e le successive entrarono in linea con la classificazione E.625.
L'anno seguente ci fu un ripensamento da parte delle FS e la classificazione originariamente prevista (E.626.408-448), fu ripristinata.
La classificazione originaria E.625.001-041 è da non confondere con le prime E.625 del 1928.
Queste, entro il 1939, epoca di costruzione della "4a Serie", erano già state tutte integrate nel Gruppo E.626.
La parte meccanica e la cassa erano sostanzialmente simili alla 3a Serie, mentre l'equipaggiamento elettrico anticipava le soluzioni poi adottate sulla E.636 (progettate quasi contemporaneamente) come i contattori di tipo elettromagnetico (anziché elettropneumatici) e vennero installate le griglie antinfortunistiche di "protezione pantografi" in prossimità delle porte di accesso, griglie che verranno montate anche sulle unità precedenti.
Le griglie di aerazione lungo la fiancata non ebbero modifiche rispetto a quelle di 3a Serie.
Rispetto alla 3a Serie era diversa la disposizione del circuito di trazione: i 2 motori di ogni carrello erano collegati tra loro in parallelo, inoltre i circuiti elettrici, rispetto alle serie precedenti, non erano predisposti per la frenatura elettrica a recupero.
Tutte erano equipaggiate con il rapporto di trasmissione 21/76 particolarmente adatto per il servizio merci.
In origine le E.626 di 4a Serie si distinguevano dalla 3a Serie per le maggiori dimensioni degli sportelli superiori dell'avancorpo anteriore (A), che scendevano maggiormente sulla parete frontale dell'avancorpo stesso, in seguito anche un certo numero di unità precedenti vennero modificate allo stesso modo.
(Le maggiori dimensioni degli sportelli superiori vennero concepite per favorire l'ispezione alle batterie)


- L'ultima del Gruppo: E.626.448 in deposito a Lecco il 10 marzo 1985 -
(La E.626.448 - in origine E.625.041 - entrò in servizio nel dicembre 1939)

- Foto Vittorio Cervigni / da: Locomotive da battaglia / Erminio Mascherpa / Edizioni ETR -
- Dati tecnici -
- Anno: 1939 - - Rodiggio: Bo'Bo'Bo' - - Lunghezza: 14.950 mm - - Diametro ruote motrici: 1.250 m - - Velocità: 95 km/h - - Potenza oraria: 2.050 kW - - Potenza continuativa: 1.850 kW - - Rapporto trasmissione: *21/76 - (Successivamente venne adottsto anche il rapporto 24/73) - Numero motori: 6 (4 poli) - - Peso di servizio: 94.500 kg -
- Unità costruite: 41 -
- Numerazione originaria: E.625.001-041 -
- Numerazione FS: E.626.408-448 -
- Costruttori: SNOS - OM/CGE -
- Tabella classificazioni -

- Tabella da: Locomotive da battaglia / Erminio Mascherpa / Edizioni ETR -
- Cessioni -
Nel 1948 le unità: E.626.018 - 023 - 028 - 030 - 031 - 034 - 038 - 042 - 044 - 052 - 058 - 062 - 063 - 077 - - 083 - 093 - 098 vennero cedute alle Ferrovie Jugoslave (JZ) che riclassificarono come Serie 361.
- Nel 1958 le unità E.626.017 - 019 - 021 - 024 vennero cedute alle Ferrovie Cecoslovacche (CSD) che riclassificarono come Serie 666.
Unità cedute o noleggiate ad altre ferrovie:
- S.A.T.T.I. (Torino-Ceres) - (E.626.150 / 187 / 215 / 386)
- L.F.I (La Ferroviaria Italiana / Arezzo) - (E.626.006 / 012 / 223 / 311)
- FCV (Ferrovia Casalecchio-Vignola) - (E.626.089 / 128 / 156 / 193)
- FNM (Ferrovie Nord Milano) - (Noleggio 11 unità)
- Fine terza parte - - Fonti - - adriavapore.it - - it.wikipedia.org - - Giulio Canevari / leferrovie.it - - scalaenne.files.wordpress.com - - FS Locomotive elettriche / edizioni elledi - - Locomotive da battaglia / Erminio Mascherpa / Edizioni ETR - - E.626 / Viaggio lungo ottant'anni di storia ferroviaria italiana / Claudio Pedrazzini / Edizione Museo Ferroviario Piemontese -
- Nino -
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| Nino Carbone |
Posted - 15 March 2014 : 11:42:45 - E.626 FS - - Seconda parte -
- E.626.005 (ex E.625.004) a Roma Termini 25 maggio 1968 - (Con pantografi tipo 42 FS)
 - Foto Ulrich Budde / da: bundesbahnzeit.de -
- Prima Serie -
Le E.625 e E.626 di Prima Serie o prototipi si dividevano in 5 sotto-serie: 3 per le E.625 e 2 per le E.626. Nel 1931 le FS disposero la soppressione della classificazione come Gruppo E.625 in conseguenza del nuovo criterio di classificazione delle locomotive elettriche, in base al quale tutte le 8 unità E.625 dovevano essere riclassificate come E.626. Per cui le 8 unità E.625 - che erano numerate E.625.001-008 - diventarono E.626.001-008, le 6 unità E.626 che erano già numerate E.626.001-006 diventarono E.626.009-014.
- Gruppo E.625 - - E.625.001-003 - (Nel 1931 divennero E.626.001-003)

 (Stato d'origine) - E.625.002 in foto di fabbrica nel 1928 - (Per esigenze fotografiche con il colore grigio al posto del nero; la parte scura - fiancate del telaio e carrelli - sono colore rosso vagone)
 - Foto da: Locomotive da battaglia / Erminio Mascherpa / Edizioni ETR - In origine le FS differenziarono le prime locomotive elettriche a corrente continua 3.000 V sperimentate sulla Benevento-Foggia a seconda dei servizi: - E.625 per i treni merci - - E.626 per i treni viaggiatori - Le E.625.001-003 si distinguevano per la bassa velocità massima di 55 km/h e il peso elevato a 92 tonnellate. Alla costruzione furono equipaggiate con comando multiplo e frenatura a recupero, in seguito rimossi. (Frenatura a recupero o frenatura elettrica è il dispositivo che utilizza i motori di trazione delle locomotive elettriche allo scopo di frenare il convoglio) L'equipaggiamento elettrico venne progettato e costruito in America dalla General Electric Company mentre i motori furono costruiti dalla CGE di Milano su disegni della stessa General Electric. Le 3 locomotive, ultime della 1a Serie, vennero consegnate tra il marzo e il maggio del 1928, con il peso di servizio di 92 ton furono le più pesanti tra tutte quelle di 1a Serie. Nel 1931 le 3 unità vennero conglobate nel Gruppo E.626 e passarono da E.625.001-003 a: - E.626.001-003 - Tra il 1931 e il 1934 nel corso della Prima Grande Riparazione ciclica furono effettuate delle modifiche sia interne che esterne secondo il modello unificato FS tra le quali: - Spostamento di tutte le apparecchiature con introduzione del corridoio laterale - (Prima era centrale) - Modifiche agli avancorpi - - Installazione di un finestrino centrale - - Applicazione dei fanali elettrici alle testate - - Sostituzione dei pantografi del tipo 12 FS con tipo 22 FS - Nel 1947 e 1948 le locomotive gravemente danneggiate furono ricostruite con equipaggiamento elettrico e cassa identici a quelli delle E.626 di 4a Serie (408-448), sulla E.626.002 vennero sostituiti anche i carrelli originari con quelli di tipo unificato.
- Dati tecnici - (Stato d'origine)
- Anno: 1928 - - Rodiggio: Bo'Bo'Bo' - - Lunghezza: 14.950 mm - - Diametro ruote motrici: 1.250 mm - - Velocità: 55 km/h - - Potenza oraria: 1.650 kW - - Potenza continuativa: 1.350 kW - - Rapporto di trasmissione: 18/76 - (Rapporto definitivo: 001 21/76 - 002 e 003 24/73) - Numero motori: 6 (4 poli) - - Peso di servizio: 92.000 kg - - Unità costruite: 3 - - Numerazione originaria: E.625.001-003 - (Fino al 1931) - Numerazione successiva FS: E.626.001-003 - - Parte meccanica: OM (Italia) - - Motori: CGE (Italia) - Parte elettrica: General Electric Company (USA) -
- E.625.004-007 - (Nel 1931 divennero E.626.004-007)

 (Stato d'origine) - E.625.005 in fotografia di fabbrica nel gennaio 1928 -
 - Foto TIBB / da: Locomotive da battaglia / Erminio Mascherpa / Edizioni ETR - Le 4 macchine vennero costruite dal Tecnomasio Brown Boveri di Milano a Vado Ligure con disegni e brevetti della Brown Boveri & C. di Baden. Alla loro costruzione risultarono le macchine più potenti del Gruppo con 2.100 kW di potenza oraria. La consegna alle FS avvenne tra il dicembre 1927 e il marzo 1928. In origine erano dotate di frenatura elettrica e comando multiplo e il corridoio tra le 2 cabine era centrale come su tutte le E.625. La trasmissione era bilaterale a ingranaggi elastici con dentatura elicoidale e per far posto alla trasmissione bilaterale le dimensioni dei motori erano diverse dalle altre unità del gruppo e anche l'installazione di un grande vetro frontale offriva al macchinista una visuale migliore. Durante le prove ebbero diverse modifiche ai motori Brown Boveri con sostituzione dell'interruttore principale della stessa con altro tipo extra-rapido della General Electric, già installato sulle E.626.001-003. Nel 1931 le 4 unità vennero conglobate nel Gruppo E.626 e passarono da E.625.004-007 a: - E.626.004-007 - Tra il 1931 e il 1933 avvenne la "Prima Grande Riparazione" ciclica (già come E.626), con modifiche interne ed esterne: - l'installazione di sportelli amovibili lungo la cassa centrale per migliorare l'ispezione delle apparecchiature - - sostituzione degli originari grandi finestrini con altri di dimensioni normali - Nel 1933 vennero sostituiti i pantografi, dal tipo 12 al tipo 22. In occasione della “Seconda Grande Riparazione” avvenuta tra il 1934 e 1937, le modifiche furono più profonde a scopo di unificazione; - le apparecchiature elettriche furono modificate o sostituite - - vennero modificati gli sportelli sulle fiancate con l'applicazione di prese di aerazione a lamelle orizzontali - (per una migliore ispezione) - gli avancorpi furono ricostruiti e il corridoio di collegamento tra le 2 cabine venne disposto lateralmente - - la motorizzazione rimase però quella originale - Alla consegna l'aspetto esteriore di queste 4 locomotive si presentava completamente mutato. Dopo le vicissitudini belliche, nel 1947-48 tutte le 4 locomotive furono modificate a Foligno e la parte elettrica resa simile a quelle di 4a Serie (con pantografi tipo 42 FS), però con i 6 motori collegati costantemente in serie con riduzione della potenza a 700 kW a causa della minore tensione ai morsetti dei motori. Per questo motivo risultarono adatte al servizio manovra (E.626.005 e 006 a Roma fino al 1977) per lo spostamento della carrozze vuote tra Termini e altri scali romani, poi entrambe vennero cedute in demolizione nel 1978. Le E.626.004 e 007 nel 1954 vennero invece private dei motori sugli assi esterni passando al rodiggio (1Ao)Bo(Ao1): i 4 motori rimasero collegati in serie permanente, con potenza invariata (700 kW) in quanto il minor numero dei propulsori fece crescere la tensione ai morsetti. La modifica fu richiesta per il servizio sulla linea Aosta/Pré-Saint-Didier (dove le E.626 effettuarono servizio dal 1954 al 1968), linea che non sopportava grandi carichi assiali. Nel 1968, con la soppressione della trazione elettrica della linea, vennero spostate sulla Bolzano-Merano (fino al 1977), anno in cui vennero ritirate dalle FS. (LFI / La Ferroviaria Italiana) La E.626.005, anch'essa di Roma, dal 1986 fu associata al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa. - E.626.007 con pantografi del tipo 42 FS installati nel 1947-48 -
 - Foto Claudio Pedrazzini / da: photorail.com -
- Dati tecnici - (Stato d'origine)
- Anni: 1927-28 - - Rodiggio: Bo'Bo'Bo' - - Lunghezza: 14.950 mm - - Diametro ruote motrici: 1.250 mm - - Velocità: 50 km/h - - Potenza oraria: 2.100 kW - - Potenza continuativa: 1.600 kW - - Rapporto di trasmissione: 19/82 - - Numero motori: 6 (4 poli) - - Peso di servizio: 89.000 kg - - Unità costruite: 4 - - Numerazione originaria: E.625.004-007 - - Numerazione successiva FS: E.626.004-007 - - Parte meccanica: TIBB (Italia) - - Parte elettrica: Brown Boveri & C. (Svizzera) -
- E.625.008 - (Nel 1931 divenne E.626.008 e nel 1937 E.626.012)

 - E.625.008 dopo le modifiche eseguite a Gallarate nel 1928 - (Vennero aggiunti alcuni sportelli di visita laterali sulla cassa e furono spostate le sabbiere e applicate anche agli assi estremi)
 - Foto FS / da: Locomotive da battaglia / Ermino Mascherpa / Edizioni ETR - (E.626.008 - dopo le modifiche del 1928) La E.625.008 venne costruita direttamente dalle FS come banco di prova per le future E.626 "unificate" (015-099). Era dotata di frenatura elettrica ma non del comando multiplo essendo esemplare unico. Progettata nel 1925, commissionata nel maggio 1927 e consegnata nell'ottobre dello stesso anno, entrò in servizio, dopo lunghe prove e modifiche, nel giugno del 1928. Alla pesatura risultò, con 84.500 ton, la più leggera fra tutte le unità del Gruppo. La collocazione delle apparecchiature nell'interno era a corridoio centrale, come tutte le E.625. Data la sua funzione sperimentale, la E.625.008 nei primi anni di esercizio ebbe diverse modifiche, specialmente s scopo di studio delle possibilità della frenatura di recupero. Nel luglio 1928 entrò in riparazione a Gallarate e vi restò alcuni mesi: furono smontati i motori e rifatti completamente gli indotti, le sabbiere furono spostate e applicate anche agli assi estremi, vennero aggiunti sportelli di visita sulle fiancate. Nel 1931 l'unità venne conglobata nel Gruppo E.626 e passò da E.625.008 a: - E.626.008 - Nel 1932 a seguito di un'incidente nel deposito di Foggia rimase gravemente danneggiata e venne trasferita nelle officine di Gallarate per essere riparata. Nel corso della riparazione ebbe modifiche a scopo di unificazione con le altre del Gruppo, riparazione che si concluse nell'aprile 1935. La E.626.012 (ex E.626.004 costruzione CEMSA) fu demolita alla fine del 1936, i motori Westinghouse e altre apparecchiature vennero trasferite sulla E.626.008 (ex E.625.008 CEMSA), nel gennaio 1937 ne prese anche la classificazione: - E.626.012 - Con la nuova numerazione ritornò al deposito Foggia dove rimase fino alla fine degli anni '40. Dopo un periodo di servizio a Milano Smistamento e Bologna, nel 1951 fu trasferita a Bolzano per la linea Bolzano-Merano, nell'occasione fu demotorizzata sugli assi estremi, rodiggio (1Ao)Bo(Ao1), e la potenza oraria si ridusse a 1.130 kW con rapporto di trasmissione 20/73. Nel maggio 1978 venne acquistata dalla Società LFI di Arezzo (La Ferroviaria Italiana) e iniziò il servizio nel maggio 1980 mantenendo la stessa classificazione: - E.626.012 -
- Le molteplici numerazioni di questa macchina -
Nata nel 1927 con la classificazione E.625.008, nel 1931 divenne E.626.008. Nel 1936 ebbe una lunga riparazione nel deposito di Foggia nel corso della quale ebbe modifiche del circuito di trazione e la sostituzione dei motori originari con quelli Westinghouse (compresa la trasmissione) provenienti dalla E.626.012 (prima E.626.004) demolita alla fine del 1936. Nel gennaio 1937 le FS riclassificarono la E.626.008 definitivamente: E.626.012.
- Dati tecnici - (Stato d'origine)
- Anno: 1927 - - Rodiggio: Bo'Bo'Bo' - - Lunghezza: 14.950 mm - - Diametro ruote motrici: 1.250 mm - - Velocità: 60 km/h - - Potenza oraria: 1.750 kW - - Potenza continuativa: 1.600 kW - - Rapporto trasmissione: 23/71 - (Modificato nel 1953 in 24/73) Numero motori: 6 (4 poli) - - Peso di servizio: 84.500 kg - - Unità costruite: 1 - - Numerazione originaria: E.625.008 - (Fino al 1931) - Numerazione successiva FS: E.626.008 poi E.626.012 - - Parte meccanica: CEMSA (Italia) - - Parte elettrica: Società Nazionale Officine Savigliano SNOS (Italia) -
- Gruppo E.626 - - E.626.001-003 - (Nel 1931 divennero E.626.009-011)

 (E.626.003 con caldaia - stato originario) - E.626.001 nello stabilimento SNOS (parte elettrica), la parte meccanica era stata costruita nello stabilimento di Savigliano - (Sull'avancorpo posteriore il rivestimento della caldaia per il riscaldamento del treno che non fu mai installata)
 - Foto SNOS / da: Locomotive da battaglia / Erminio Mascherpa / Edizioni ETR - Le 3 locomotive vennero costruite dalla Società Nazionale Officine Savigliano (SNOS) con apparecchiature originali della Metropolitan-Vickers Electrical Company. La E.626.001 fu consegnata nell'agosto 1927, prima macchina del Gruppo, la E.626.002 nel dicembre dello stesso anno e la E.626.003 nel febbraio 1928. In origine erano dotate di comando multiplo e frenatura elettrica. La disposizione delle varie apparecchiature elettriche negli avancorpi e nella cabina centrale, con il corridoio posto lateralmente, si dimostrarono più funzionali e questo venne mantenuto anche sulle E.626 di costruzione successiva. Sull'avancorpo della E.626.001 era visibile il rivestimento destinato ad ospitare la caldaia a nafta per il riscaldamento del treno, caldaia che però non fu mai installata. La caldaia tipo FS venne installata invece sull'avancorpo posteriore della E.626.003 con a fianco 2 serbatoi di nafta da 250 litri ciascuno, le 2 tonnellate d'acqua per l'alimentazione erano contenute nell'avancorpo anteriore. Il peso complessivo in ordine di servizio della E.626.003 aumentò a 94.5 ton (91.3 ton a vuoto). Tra il 1930 e il 1932, Prima Grande riparazione ciclica, furono apportate delle modifiche alle macchine tra le quali la soppressione del rivestimento della caldaia sopra l'avancorpo posteriore con l'apertura di un finestrino centrale per migliorare la visibilità del macchinista. Nel 1931 le 3 unità nel corso delle riclassificazioni del Gruppo E.626 passarono da E.626.001-003 a: - E.626.009-011 - La E.626.011 (ex E.626.003) nel 1933 fu demolita a seguito incidente, l'equipaggiamento elettrico, i motori e gli ingranaggi furono utilizzati come parti di ricambio delle altre 2 unità. Nel 1933 le macchine ebbero ulteriori modifiche sia interne che esterne, tra le quali la sostituzione dei pantografi, dal tipo 12 FS al tipo 22 FS e l'installazione della fanaleria elettrica sui frontali. Sempre nel 1933 la E.623.009 fu trasferita da Foggia a Torino per essere utilizzata sulla linea Aosta-Pré-Saint-Didier, successivamente anche la E.626.010 venne trasferita su questa linea. Nel 1934 tornarono a Torino per modifiche, nel 1940 furono entrambe spostate a Milano per esigenze belliche. Tra il 1948 e il 1949 l'equipaggiamento elettrico di comando venne unificato con quello della 4a Serie, ma furono conservati i motori Metropolitan-Vikers, la E.626.009, venne demotorizzata e ricevette 4 motori Westinghouse, fu trasferita a Torino per il servizio navetta sulla linea Trofarello-Chieri, fino al 1967, poi venne accantonata e demolita. La E.626.010 nel 1952 fu anch'essa demotorizzata con 4 motori Savigliano, sostituiti nel 1955 da 4 motori Westinghouse. Nel 1968 sulla E.626.010 furono ripristinati i 6 motori recuperando quelli della E.626.009 demolita l'anno prima (1967), venne trasferita a Roma dove fu ritirata 11 anni dopo nel 1978.
- E.626.001, la prima costruita del Gruppo E.626, in stazione a Benevento nell'estate del 1927 al tempo delle prime prove in corrente continua sulla linea per Foggia - - La macchina è ancora con la classificazione originaria (nel 1931 diverrà E.626.009) - (La locomotiva ha installato il pantografo tipo 12)
 - Foto FS / da: iTreni oggi 124 -
- Dati tecnici - (Stato d'origine)
- Anni: 1927-28 - - Rodiggio: Bo'Bo'Bo' - - Lunghezza: 14.950 mm. - - Diametro ruote motrici: 1.250 mm - - Velocità: 95 km/h - - Potenza oraria: 1.900 kW - - Potenza continuativa: 1.600 kW - - Rapporto trasmissione: 34/70 - (Nel 1955 il rapporto fu modificato a 20/73) - Numero motori: 6 (4 poli) - - Peso di servizio: 89.000 kg - - Unità costruite: 3 - - Numerazione originaria: E.626.001-003 - (Fino al 1931) - Numerazione successiva FS: E.626.009-011 - - Parte meccanica: SNOS / Società Nazionale Officine Savigliano (Italia) - - Parte elettrica: Metropolitan-Vickers Electrical Company (Inghilterra) -
- E.626.004-006 - (Nel 1931 divennero E.626.012-014)

(E.626.004 dopo le modifiche del 1928) - E.626.004 allo stato di origine all'interno dello stabilimento CEMSA di Saronno nel settembre 1927 prima della consegna -
 - Foto CEMSA / da: Locomotive da battaglia / Erminio Mascherpa / Edizioni ETR - Le 3 macchine furono costruite dalla CEMSA di Saronno con apparecchiature elettriche e motori progettati e costruiti in America dal Westinghouse Electric & Manifacturing Company di Pittsburg. Erano dotate di frenatura elettrica e comando multiplo. La E.626.004 venne consegnata nel settembre 1927, ma ritornò alla CEMSA per l'ampliamento dell'avancorpo posteriore e riconsegnata nel dicembre 1927 assieme alla E.626.005, la E.626.006 nel gennaio 1928. Nel 1929 la E.626.005 (poi E.626.013) rimase incidentata, nel luglio dello stesso anno iniziò la ricostruzione (CEMSA) con meccanica rifatta secondo il progetto unificato FS, rimasero invariate le apparecchiature ma fu completamente ricostruita la parte esteriore rendendola uguale alla 2a Serie e quindi esteriormente completamente diversa dal suo stato originale, venne demolita nel 1982. Nel 1931 le 3 unità nel corso delle riclassificazioni del Gruppo E.626 passarono da E.626.004-006 a: - E.626.012-014 - La E.626.014 (ex E.626.006) nel 1934 in sede di revisione fu resa analoga alla E.626.013 (ex E.626.005) e nel 1948 vennero ricostruite identiche alla 4a Serie, anche se la 013 mantenne le griglie di aerazione simili alla 2a Serie.
Nota La E.626.012 (ex E.626.004 costruzione CEMSA) fu demolita alla fine del 1936, i motori Westinghouse e altre apparecchiature vennero trasferite sulla E.626.008 (ex E.625.008 CEMSA), nel gennaio 1937 ne prese anche la classificazione: E.626.012. (Come riportato sulla scheda della E.626.008)
-Dati tecnici -
- Anni: 1927-28 - - Rodiggio: Bo'Bo'Bo' - - Lunghezza: 14.950 mm - - Diametro ruote motrici: 1.250 mm - - Velocità: 95 km/h - - Potenza oraria: 1.700 kW - - Potenza continuativa: 1.450 kW - - Rapporto trasmissione: *22/55 - (E.626.014 con rapporto definitivo 21/76) Numero motori: 6 (4 poli) - - Peso di servizio: 90.500 kg - - Unità costruite: 3 - - Numerazione originaria: E.626.004-006 - (Fino al 1931) - Numerazione successiva: E.626.012-014 - - Parte meccanica: CEMSA (Italia) - - Parte elettrica: Westinghouse Electric & Manifacturing Company (USA) -
- Fine seconda parte - - Profili locomotive da: Locomotive da battaglia / Ermino Mascherpa / Edizioni ETR - - Fonti - - adriavapore.it - - it.wikipedia.org - - Giulio Canevari / leferrovie.it - - scalaenne.files.wordpress.com - - FS Locomotive elettriche / edizioni elledi - - Locomotive da battaglia / Erminio Mascherpa / Edizioni ETR - - E.626 / Viaggio lungo ottant'anni di storia ferroviaria italiana / Claudio Pedrazzini / Edizione Museo Ferroviario Piemontese - - Nino -
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