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 Tranvia a cremagliera Principe-Granarolo (Genova)
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Nino Carbone

7771 Posts

Posted - 14 February 2026 :  16:40:45  Show Profile  Reply with Quote

- Tranvia a cremagliera Principe-Granarolo (Genova) -

- La motrice n°2 in livrea verde in prossimità del capolinea superiore di Granarolo nel 1968 -



- Foto Jean-Henry Manara / da: Genova in salita / Corrado Bozzano / Roberto Pastore / Claudio Serra / Nuova Editrice Genovese -

- La motrice n°2 in prossimità del capolinea inferiore di Principe nel 1968 -
(Sulla destra Salita San Rocco)




- Foto Jean-Henry Manara / da: Genova in salita / Corrado Bozzano / Roberto Pastore / Claudio Serra / Nuova Editrice Genovese -


- Introduzione -

Può sembrare strano, ma sono ancora tanti i genovesi che non sanno che i tram non sono scomparsi del tutto, ma esistono
ancora 2 di questi mezzi con sistema a cremagliera che svolgono quotidianamente il loro umile ma importante servizio.

- Link correlato "Il tram a Genova": https://www.marklinfan.com/f/topic.asp?TOPIC_ID=4530 -

La tranvia a cremagliera in questione ha inizio sopra le gallerie della stazione Principe verso Ponente, per la precisione
dalla Salita San Rocco a quota 24 m s.l.m. e raggiunge la località di Granarolo a quota 220 m s.l.m. dopo 1.135 metri
di percorso con un dislivello di 194 m, con pendenza media del 17,40% e massima del 23%, alla velocità di 7 km/h
e un raggio minimo di curvatura di 45 metri.

La linea è a semplice binario con scartamento di 1,20 m.


La stazione inferiore è ubicata sopra la breve galleria ferroviaria San Rocco a due volte.



- Foto ridotta Alessio Sbarbaro / da: it.wikipedia.org -



- Foto Károly Szélig -

- La piccola stazione inferiore con l’iscrizione “Ferrovia Principe Granarolo” -



- Foto da: Google Heart -

E’ necessario precisare che se la linea è stata classificata come “Ferrovia” da molti oggi è comunemente chiamata “tranvia” ,
infatti ne presenta tutti gli aspetti, in quanto vi circolano vetture molto simili ai vecchi tram genovesi.

E’ una “Ferrovia” su cui fanno servizio vetture di tipo tranviario.

Spesso è anche chiamata impropriamente “funicolare” a causa di 2 vere funicolari, quella del Righi e quella di Sant’Anna, si tratta invece
dal punto di vista normativo di una ferrovia a tutti gli effetti, probabilmente la più corta del mondo.

La classificazione “Ferrovia” è dovuta soprattutto per motivi legati a sovvenzioni governative.


- Lo stile Liberty della stazione superiore di Granarolo -



- Foto Andrea Aleo / da: tplitalia.it -

I viaggiatori raggiungono Granarolo, dopo circa 8 minuti a bordo di una vettura particolare, con panche di legno
che ricordano il vecchio “tramway”.




- Foto da: nicelocal.it -

Il viaggio è davvero panoramico; via via che la tranvia sale, viene offerta al passeggero una sempre più ampia veduta
sulla città e sul porto, nelle giornate più limpide lo sguardo arriva fino al promontorio di Portofino.




- Foto da: recuperisrl.it -

Clic foto

- La costruzione rettangolare è il rudere della polveriera del Lagaccio -
- Link correlato: https://it.wikipedia.org/wiki/File:Genova_polveriera_Lagaccio_01.jpg -



- Foto Bbruno / da: it.wikipedia.org -

Ma ciò che maggiormente caratterizza la linea è la cremagliera; il moto è assicurato da una ruota dentata che va
ad ingranare su un’apposita terza rotaia centrale, denominata appunto cremagliera o dentiera.

Un’ulteriore particolarità è data dal disegno delle motrici, costruite a “gradini” come fossero vetture di una funicolare.




- Disegno Emilio Cogorno Genova / da: Genova in salita / Corrado Bozzano / Roberto Pastore / Claudio Serra / Nuova Editrice Genovese -

E’ di una delle poche realizzazioni del genere costruite in Europa, la più famosa delle quali è la lunga ferrovia svizzera
del Brünig lunga 74 chilometri con 4 sezioni a cremagliera che collega Lucerna a Interlaken.

Nata nel lontano 1901, è una delle ultime cremagliere presenti in Italia.

Le motrici sono 2, costruite tra la fine dell‘800 e i primi del ‘900 e poi ricostruite nel 1929 dalla Ditta Piaggio di Genova.

Sono dotate di 4 porte scorrevoli esterne - 2 per piattaforma - e di 2 porte interne che dividono le piattaforme
dal comparto passeggeri.



- Cenni di storia -

- La località di Granarolo nel 1910 circa, a cui si accedeva attraverso una mulattiera; il mulo era ancora il protagonista
del trasporto merci, mentre la ferrovia rappresentava un passo avanti della tecnologia che lentamente avanzava -




- Foto da: pinterest.it -

L’idea di collegare la zona collinare di Granarolo con la sottostante zona di Principe con un mezzo di trasporto pubblico,
nacque nel 1895, quando la Giunta Municipale deliberò il progetto di massima presentato dai signori Saligeri e Zucchi,
per l’impianto di una ferrovia, tra l’inizio della Salita San Rocco (in prossimità della stazione) e l’abitato di Granarolo.

Nel concreto la ferrovia nacque precisamente il 4 settembre 1896, per l’iniziativa di un gruppo di cittadini che costituirono
la “Società Anonima Genovese delle Ferrovie da Montagna”, la cui durata fu stabilita in novant’anni a decorrere
dal 27 dicembre 1896, data di approvazione della convenzione di concessione.

Il capitale sociale iniziale era di 200.000 Lire, rappresentato da 2.000 azioni da 100 Lire ciascuna.

La società richiese al governo la concessione per costruzione e l’esercizio di una ferrovia a trazione elettrica a cremagliera
o dentiera con sistema Riggenbach avente un capolinea inferiore nei pressi della stazione Principe e quello superiore
nella località di Granarolo.

Fu scartato il sistema a trazione funicolare per via del maggiore costo dovuto all’installazione delle macchine nella stazione
a monte e conseguentemente per la realizzazione di tutte le opere civili necessarie, e non sottovalutando, anche le notevoli
difficoltà che si sarebbero incontrate nel trasportare i macchinari lungo la stretta e ripida mulattiera tra Principe e Granarolo.

Nell’articolo numero “1” dello Statuto societario era anche previsto anche un successivo prolungamento, dalla collina
di Granarolo - spartiacque con la Valpolcevera - e Rivarolo, ma non ci fu seguito a questo progetto.


- In neretto il tratto in costruzione / In rosso è evidenziato il prolungamento a Rivarolo che non venne mai realizzato -

Clic foto



- Piantina Bibblioteca Berio Genova / da: Tabella da: Genova in salita / Corrado Bozzano / Roberto Pastore / Claudio Serra / Nuova Editrice Genovese -

Lo Stato riapprovò e deliberò con Regio Decreto il progetto del 27 dicembre 1896 limitatamente alla tratta Principe-Granarolo.

Nell’articolo “13” dello Statuto era previsto che la società concessionaria avrebbe dovuto consegnare i lavori ultimati e aperta
la linea entro un anno dalla data di convenzione, passato tale termine la Società avrebbe visto decadere la concessione
e sarebbe stata obbligata a rimettere nelle condizioni originarie la zona stradale concessa.

I lavori impiegati per costruzione della linea durarono però quasi 4 anni, tempo assai superiore a quanto previsto.

Non si conosce se furono applicate, come da articolo “13”, sanzioni o provvedimenti alla società concessionaria.


- Il tracciato della linea nei primi anni del ‘900 -

Clic foto



- Piantina Archivio Storico A.M.T. Genova / da: Tabella da: Genova in salita / Corrado Bozzano / Roberto Pastore / Claudio Serra / Nuova Editrice Genovese -


- Un inizio complicato -

- Il profilo della linea nei primi anni del ‘900 -

Clic foto



- Profilo Archivio Storico A.M.T. Genova / da: Genova in salita / Corrado Bozzano / Roberto Pastore / Claudio Serra / Nuova Editrice Genovese -

Il Decreto Ministeriale del 7 gennaio 1901 autorizzò definitivamente l’esercizio della ferrovia a partire dal 1° gennaio 1901.

L’apertura al pubblico della linea avvenne senza inaugurazione ufficiale.

L’iniziativa, che aveva richiesto progetti, autorizzazioni, lavori e investimenti, ebbe però vita breve; già nel marzo 1902,
i soci preso atto dei risultati negativi di gestione, deliberarono la cessazione dell’esercizio e liquidazione della società.

Tre anni dopo, con atto in data 2 giugno 1905, venne costituita in Genova la “Società in Accomandita De Bernardi & C.”
con socio Accomandatario G.B. De Barnardi e soci Accomandanti, Luigi Parodi ed altre 6 persone della famiglia Trucco.

Scopo di questa società era quello di acquistare dai liquidatori della società precedente la concessione, l’impianto e ogni
dotazione e poter esercitare tale concessione.

Anche questa seconda società ebbe breve durata in quanto, a seguito di una causa promossa dai soci Accomandanti
nei confronti del socio Accomandatario e Amministratore, con sentenze del luglio e agosto 1907, la società
fu dichiarata sciolta.

Nella concessione del 18 aprile 1910, subentro un suo ex azionista, Luigi Parodi, che gestì l’impianto a cremagliera
fino al 28 febbraio 1918, data della sua morte.

L’impianto era stato ceduto ai figli e alla moglie, con regolare testamento; la sospensione dell’esercizio alla morte
del concessionario, con tutta probabilità fu dovuta ad uno scarso movimento di passeggeri, con conseguente
mancanza di interesse da parte degli eredi concessionari e alla necessità di rinnovare, tutto l’impianto
di armamento e le vetture.

Il 17 ottobre 1919 il Comune di Genova deliberò l’acquisto dell’impianto dagli eredi Parodi a determinate condizioni,
e cioè che fosse stipulato un regolare atto di cessione e che questo ottenesse le occorrenti approvazioni.

Dopo una serie di valutazioni, nel marzo 1922 il Comune di Genova acquistò dagli eredi Parodi l’impianto che comprendeva
le 2 stazioni, la linea ferroviaria costituita dalla sede, i binari, la cremagliera, la palificazione, la linea aerea e telefonica,
le 2 vetture complete di tutti gli equipaggiamenti.



- Nuova vita -

Il Comune affidò i lavori di riparazione e la gestione della linea al Consorzio delle Cooperative Liguri di Produzione
e Lavoro fra Combattenti che già lavorava nel settore delle costruzioni edilizie e altre infrastrutture.

Il Comune, prima di riattivare il servizio nell’ottobre 1922, a seguito dello sbancamento della collina per la costruzione
di una nuova strada (Via Napoli oggi Via Bari), appaltò i lavori per la realizzazione di un sottopasso appositamente
per la tranvia con una lieve variante al tracciato.


- Lavori di costruzione del sottopasso della linea per la costruzione di Via Napoli (poi via Bari) -
(22 novembre 1922)




- Foto Archivio Fotografico Comune di Genova / da: Genova in salita / Corrado Bozzano / Roberto Pastore / Claudio Serra / Nuova Editrice Genovese -

- Il sottopasso con la vettura n°2 nel 1974 -



- Foto H.Rohrer / da: Mondo Ferroviario 64 -

Terminati i lavori, il 5 giugno 1923, venne effettuato il collaudo e fu emesso un nuovo regolamento di esercizio.

Il Consorzio riattivò il servizio il 5 novembre 1923 mantenendolo per diversi anni.

Il 31 dicembre 1925 il Municipio di Genova, confermò la concessione, affidando al Consorzio l’esercizio per 12 anni,
con decorrenza 1° gennaio 1925.



- Dal Consorzio all’U.I.T.E. -

Il Consorzio Nazionale Combattenti mantenne l’esercizio fino al 30 novembre 1934, poi fu messo in liquidazione.

Dal 1° dicembre la gestione della linea fu temporaneamente affidata all’Azienda Autonoma Autobus fino al 1° maggio 1935,
quando l’impianto venne riacquisito dal Comune che incorporò anche l’Azienda Autonoma Autobus.

La gestione della ferrovia, come pure il servizio autobus, fu gestita per conto del Comune stesso dall’U.I.T.E.

Nell’inverno 1936-37 il servizio venne svolto dalle 6,30 alle 22, mentre nella successiva stagione estiva fu prorogato fino alle 23.

Le partenze erano previste ogni mezz’ora, e nelle ore di punta ogni quarto d’ora, utilizzando la seconda vettura di riserva
in sosta nella rimessa di Granarolo.

Il prezzo della corsa era di Lire 1 per la salita, di Lire 0,55 per la discesa, mentre per l’andata e ritorno si pagavano 1,30 Lire.

Come capitò per le precedenti gestioni, i bilanci dei primi anni di gestione UITE rilevarono forti perdite.



- Il periodo bellico e il dopoguerra -

La guerra non risparmiò la linea seppur con lievi danni; il 23 ottobre 1943 vi fu un’incursione aerea con danni all’impianto
e al fabbricato della stazione superiore che costrinse a sospendere il servizio per qualche tempo.

Al termine del conflitto fu comunque necessario affrontare lavori di ripristino, eseguiti dal dicembre 1946 al luglio 1947.

Sotto l’aspetto della manutenzione alle motrici, in una relazione gestionale dell’UITE del 3 gennaio 1949, si segnalava
che le stesse avevano percorso oltre 200.000 km in 20 anni, cioè da quando erano state ricostruite dalla Piaggio nel 1929,
e sarebbe stata necessaria la sostituzione degli assi.

Ma questa operazione fu rinviata a data da destinarsi, poiché la stessa UITE in una lettera successiva di giugno, riferiva
il preoccupante stato di usura della linea se non si fosse provveduto urgentemente al ripristino della stessa.

Approfittando di ciò, il 5 aprile 1950 venne deliberato di prolungare verso mare, con la costruzione di 41 metri di binario
e linea aerea e conseguente spostamento della stazione inferiore (da quella posizione provvisoria già spostata nel 1939
per l’effettuazione dei lavori delle sottostanti gallerie ferroviarie), a quella definitiva dove si trova attualmente,
lavori che terminarono il 15 luglio 1950.

Il fatto di aver posticipato le sostituzione degli assi alle vetture, provocò il 13 gennaio 1951 un lieve incidente con la rottura
di un asse sulla n°1 e visti gli inconvenienti occorsi, la società decise di estendere la sostituzione di tutti gli assi
su entrambe le vetture.

Nel 1950 nella stazione superiore venne aggiunta una costruzione di ricovero e officina, che prolungò di pochi metri
la linea verso monte.

In conseguenza dell’espansione edilizia della zona, sempre nel 1950, vi furono delle petizioni da parte degli utenti
e delle amministrazioni dei caseggiati per l’istituzione di alcune fermate supplementari, come quella
di Via della Chiassaiuola e Via Adamo Centurione.

(La prima fermata fu attivata nel 1955, la seconda per svariati motivi, nonostante la delibera per la costruzione della piattaforma di cemento firmata nel 1950
fu attivata soltanto nel 1962)


Nel 1954 il personale della ferrovia era costituito da: 3 conduttori, 2 bigliettari, 1 capo operaio e 1 guardiano.

Gli orari rimasero sostanzialmente invariati rispetto a quelli precedenti, anche se rispetto alle origini, con l’istituzione
di nuove fermate e con l’aumento della popolazione la media dei passeggeri fu in aumento.

Alla fine del 1957 venne intensificata la frequenza delle corse con l’impiego di entrambe le vetture, portandola a 15 minuti
nelle fasce orarie dalle 7,00 alle 8,30 e dalle 12.00 alle 13.00.



- Dagli Anni ‘70 agli Anni ‘90 -

Come stava accadendo per l’intera rete dei trasporti genovesi, il 16 gennaio 1964 fu deliberato che il Comune assumesse
la gestione dei servizi pubblici di trasporto, istituendo l’A.M.T. (Azienda Municipalizzata Trasporti) e il Comune acquistò
dal’U.I.T.E. l’intero complesso aziendale con atto il 22 ottobre 1964.
(U.I.T.E. / Unione Italiana Tramways Elettrici)

Nonostante i numerosi interventi di manutenzione alla linea, nel 1975 vennero approvati urgenti e radicali interventi:
furono sostituite le rotaie con altre di 36 kg/m (precedenti 22,600 kg/m) e revisionata la cremagliera.

Tra il 1976 e il 1977 vennero revisionate le motrici, mentre alla metà degli anni ‘80 le stesse ebbero il cambio di livrea,
dalla doppia tonalità di “verde” in “arancione ministeriale” come gli autobus circolanti in città.




- Foto da: flickr.com -

Negli anni seguenti le vetture furono oggetto di ulteriori rinnovamenti; la motrice n°2 nel 1992 fu sottoposta a una completa
ristrutturazione presso le Officine Guglielmetti, dell’impianto elettrico, in particolare i regolatori di velocità, la meccanica
con la revisione dei motori.

La vettura, fu riverniciata in “rosso” e rimessa in linea il 22 ottobre 1993 per effettuare gli opportuni collaudi, entrò in servizio
dopo qualche tempo.


- La vettura n°2 a Granarolo nel marzo 1994 -



- Foto Stefano Paolini / da: photorail.it -

Alcuni anni dopo anche la n°1 fu colorata di rosso comune alla “sorella” e a quella delle 2 funicolari cittadine:
Funicolare del Righi e Funicolare di Sant’Anna.

(La n.1 nell’anno 2000, come da foto più avanti in “ruote e deviatoi” era ancora di colore arancione)



- La linea originaria -

Linea a binario unico con scartamento di 1,20 m costituito da rotaie Vignoles da 21 kg/m per metro lineare, poi sostituite
sempre con rotaie Vignoles da 22,600 kg/m.
(Come da caratteristiche tecniche della linea al 1955)

Le sue caratteristiche principali sono rimaste pressoché inalterate fino a oggi, ad eccezione di qualche variante avvenuta
negli anni ‘20 e ‘30 del Novecento.

La concessione prevedeva l’istituzione di altre eventuali fermate nel caso che le esigenze di servizio lo avessero richiesto;
inizialmente con una sola fermata a Villa Cambiaso, poi aumentate con altre 6 nel corso del tempo.

A circa metà percorso (tra il km 0,475 e il km 0,555 poco sopra la fermata di Via Bari) è ancora presente un binario
di raddoppio lungo 80 metri per l’effettuazione di incroci con scambio fisso.

Per la fornitura dell’energia elettrica necessaria all’esercizio della linea fu stipulato un regolare atto alla Allgemeine
Elektrizitäts Gesellschaft di Berlino (AEG).




- Da: Genova in salita / Corrado Bozzano / Roberto Pastore / Claudio Serra / Nuova Editrice Genovese -



- Da: Genova in salita / Corrado Bozzano / Roberto Pastore / Claudio Serra / Nuova Editrice Genovese -



- Fine prima parte -
- Fonti -
- Genova in salita / Corrado Bozzano / Roberto Pastore / Claudio Serra / Nuova Editrice Genovese -
- metrogenova.it -
- amtgenova.it -
- it.wikipedia.org -

- Nino -

Nino Carbone

7771 Posts

Posted - 04 October 2026 :  13:43:18  Show Profile  Reply with Quote

- Tranvia a cremagliera Principe-Granarolo (Genova) -
- Seconda parte -

A partire dal 2003, a causa dell’instabilità di alcuni muri di contenimento, il tratto Via Bari-Granarolo venne chiuso, rimase
operativo solo il primo tratto da Principe fino alla fermata di Via Bari, ubicata poco sopra il sottopasso dell’omonima
strada a circa metà tracciato.




- Foto Arbalete / da: it.wikipedia.org -

Per non creare disagio agli utenti, l’AMT istituì una linea sostitutiva Via Bari-Granarolo svolta con autobus.

I lavori che riguardarono la stabilizzazione e rinnovamento di tutta la ferrovia iniziarono solo nel marzo 2011, con il contributo
finanziario della Regione Liguria e con la collaborazione del Comune di Genova, Soprintendenza per i Beni Architettonici
e Paesaggistici della Liguria, Consulta Comunale e Provinciale per i Problemi dell’Handicap.



- Interventi alla struttura -

- Consolidamento dei muri di sostegno -

- Sostituzione completa della linea aerea di alimentazione con 36 nuovi tralicci di sostegno da Via Bari a Granarolo -




- Foto da: recuperisrl.it -

- Realizzazione di una nuova sottostazione elettrica di alimentazione -

- Miglioramento con segnaletica del passaggio a livello già esistente in Via Bartolomeo Bianco -
(In prossimità della stazione superiore di Granarolo)




- Foto da: Google Earth -

- Sistemazione idrogeologica per migliorare il deflusso dell’acqua piovana con la realizzazione di una nuova rete di 500 m -

- Installazione di rete paramassi sui pendii a monte della ferrovia -

- Ristrutturazione completa di tutta la sede ferroviaria -




- Foto da: recuperisrl.it -



- Foto da: recuperisrl.it -

- Sostituzione della cremagliera modello svizzero tipo Riggenbach con il modello svizzero tipo Von Roll -

- Originaria cremagliera tipo Riggenbach -



- Foto Arbalete / da: it.wikipedia.org -

- Nuova cremagliera tipo Von Roll -



- Foto da: metrogenova.it -



- Interventi alle fermate -

- Progettate e realizzate 3 nuove fermate a servizio dei cittadini -
(Salita Granarolo - Via Bartolomeo Bianco - Salita San Rocco)

- Rinnovate le fermate di Via Bari, Cambiaso e Via Chiassaiuola -

- Interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche -

- Concordati con la Consulta Comunale e Provinciale per i Problemi dell’Handicap, hanno reso per la prima volta la ferrovia accessibile
ai portatori di handicap; è stata migliorata l’accessibilità alle fermate lungo la linea e ha interessato 6 delle 9 fermate,
tenendo presente la complessità del territorio -

- Dove è stato possibile, gli interventi hanno riguardato; sia l’abbattimento delle barriere architettoniche per agevolare il transito delle carrozzelle,
sia la creazione di percorsi con Codici Loges (pavimentazione costituita da una serie di elementi in rilievo) per le persone non vedenti e ipovedenti -


- Percorso con 2 stazioni capolinea e 7 fermate -

- Stazione inferiore Principe -
- Salita San Rocco -
- Centurione -
- Bari -
- Cambiaso -
- Salita Granarolo -
- Chiassaiuola -
- Via Bianco -
- Stazione superiore Granarolo -


Il 13 novembre 2012, considerati i lavori nella loro complessità, l’impianto venne riaperto completamente, riscoprendo
così anche la sua importante vocazione turistica e dopo quasi un decennio gli abitanti di Granarolo tornarono
ad avere la loro cremagliera.



- La linea oggi -



- Cartina Arbalete / da: it.wikipedia.org -

Clic foto



- Foto da: Google Earth -

La cremagliera, nella tratta compresa tra Via Bari e Granarolo, è sottoposta oggi a vincolo paesaggistico ambientale.


- Le vetture originarie -

Le 2 vetture originarie erano state costruite tra fine ‘800 e primi del ‘900 dall’Impresa Metalmeccanica Diatto di Torino
e circolarono sulla linea fino al 1929, con alcune modifiche sottoposte nel corso degli anni.

- Le vetture avevano il telaio piano e non obliquo risultando alte nella parte anteriore -




- Foto Collezione Claudio Serra / da: Genova in salita / Corrado Bozzano / Roberto Pastore / Claudio Serra / Nuova Editrice Genovese -

- Caratteristiche tecniche principali delle vetture originarie -

- Ditta costruttrice: Diatto (Torino) -
- Peso a vuoto di ciascuna vettura: 11,5 t -
- Peso a pieno carico medio con 14 persone: 12,5 t -
- Velocità massima: 5,3 km/h -

Il 31 dicembre 1924, a causa di un lieve incidente vennero installati sulle motrici freni semiautomatici e fu migliorata
la manutenzione dell’armamento.



- Le vetture di seconda generazione -

Nel 1929, a seguito di un ulteriore incidente avvenuto, la Piaggio & C. di Genova ebbe l’incarico di ricostruire le vetture
sotto tre diversi aspetti:

- Strutturale: utilizzando e rinforzando i vecchi telai -
- Meccanico: installando i motori Ansaldo da 50 CV -
- Estetico: modificando il disegno con il completo rifacimento delle casse -

- Caratteristiche delle nuove vetture -

- Lunghezza: 8.025 mm -
- Larghezza: 2.284 mm -
- Motori: 2 Ansaldo MW4 da 50 CV a 600 g/min -
- Velocità massima: 7 km/h -
- Capienza massima: 45 persone -




- Foto Paolo Gregoris / da: Genova in salita / Corrado Bozzano / Roberto Pastore / Claudio Serra / Nuova Editrice Genovese -

- La vettura n°2 a Granarolo nel 1929 -



- Foto Archivio Storico AMT / da: Genova in salita / Corrado Bozzano / Roberto Pastore / Claudio Serra / Nuova Editrice Genovese -

- Targa ditta costruttrice -



- Foto da: metrogenova.it -


- Aggiornamento della casse -

Nel 1966 in occasione di lavori di ammodernamento dell’impianto, le casse delle vetture vennero lievemente aggiornate
assumendo linee più tondeggianti in quanto furono eliminati gli spigoli frontali della cassa e del tetto.


- Vettura n°1 in discesa verso Principe nel 1966 ancora con gli spigoli frontali -



- Foto Paolo Gregoris / Cartolina collezione Nino Carbone -

- Vettura n°2 verso Principe tra il capolinea di Granarolo e la fermata di Chiassaiuola il 26 febbraio 1975
con gli elementi della cassa e del tetto tondeggianti -




- Foto Paolo Gassani / da: Genova in salita / Corrado Bozzano / Roberto Pastore / Claudio Serra / Nuova Editrice Genovese -


- Rinnovamento delle vetture negli anni 2000 -

Nel 2011, per essere pronta alla riapertura completa della linea nel 2012, la motrice n°1 ricevette un aggiornamento tecnico
agli organi di trazione e al sistema di alimentazione, che comportarono la sostituzione dell'originario trolley a stanga
con un più moderno pantografo e gli interni vennero ricostruiti in legno seguendo i disegni originali, mantenendo
le caratteristiche storiche della vettura.


Uno dei 2 vecchi trolley a stanga sul tetto è stato mantenuto su entrambe le vetture, anche se l’energia elettrica
è attinta tramite il pantografo.




- Foto P.Saccà / da: scartamentometrico.com -

La n°2 in attesa di restauro nel 2012, rimase coinvolta nel fallimento delle Officine di Arquata Scrivia S.r.l. nel 2013;
la situazione si sbloccò nel 2014 tramite gara e i lavori vennero assegnati alla ditta De Luca S.p.A. di Caserta.

Per questa motrice venne deciso di effettuare un più radicale rinnovamento introducendo l'elettronica di gestione
sui sistemi dinamici, di frenata e di apertura porte.

Il 12 marzo 2019 la n°2 giunse ultimata a Genova con un trasporto eccezionale.


- La n°2 durante il trasporto -



- Foto da: telenord.it -



- Foto da: telenord.it -

- Il 27 giugno 2022 -



- Foto Nomen / da: tplitalia.it -

La n°1 nel 2018, dopo i lavori effettuati nel 2011, fu sottoposta nuovamente a nuova e importante manutenzione sul telaio
con sostituzione degli assi motore, seguita poi da una lunga fase di test prima di essere immessa in esercizio.

Dopo un’alternanza dovuta a problemi tecnici e non, entrambe le vetture svolgevano regolare servizio nel novembre 2022.



- Le ruote e i deviatoi -

Caratteristica delle vetture sono le ruote: quelle di un lato sono piane e larghe (ruota-appoggio), mentre quelle dell'altro
hanno un doppio bordino (ruota-guida).

La ruota con il doppio bordino guida la vettura durante gli incroci che avvengono su scambi privi di parti mobili, analoghi
a quelli delle funicolari, essa percorre la rotaia esterna durante l'incrocio mentre la ruota di appoggio con la sua larghezza
è in grado di mantenere il veicolo “appoggiato” sulle rotaie nonostante le interruzioni presenti nel deviatoio.

Lo scambio è stato realizzato senza ricorrere a parti mobili, ma attraverso un sistema ad aghi fissi aperti, che consente
alle vetture di percorrere lo stesso binario di incrocio sia in salita che in discesa.




- Schema da: Genova in salita / Corrado Bozzano / Roberto Pastore / Claudio Serra / Nuova Editrice Genovese -

- Il deviatoio ad aghi fissi -



- Foto da: storiedirotaie.wordpress.com -

La particolare configurazione delle ruote delle vetture (sezione B - B) fa sì che le vetture percorrano sui deviatoi sempre
gli stessi binari; di conseguenza la ruota a 2 bordini fornisce la direzione della vettura e la ruota liscia rotola
sopra gli aghi fissi.

Con due sole vetture in servizio, queste dispongono di ruote-guida ciascuna su una diversa rotaia per potersi incrociare.

- In salita la vettura n°1 transita sempre sul binario di sinistra, in discesa sempre sullo stesso binario ma a destra -
- In salita la vettura n°2 transita sempre sul binario di destra, in discesa sempre sullo stesso binario ma a sinistra -




- Schema da: Genova in salita / Corrado Bozzano / Roberto Pastore / Claudio Serra / Nuova Editrice Genovese -

- Un incrocio nel giugno 2000 -
(Ancora in livrea arancione la vettura n°1 in discesa, la vettura n°2 in salita)




- Foto Claudio Serra / da: Genova in salita / Corrado Bozzano / Roberto Pastore / Claudio Serra / Nuova Editrice Genovese -

- La vettura n°1 in discesa il 16 agosto 2014 sull'incrocio vetture -



- Foto Giorgio Stagni / da: stagniweb.it -

- A circa metà percorso il punto di incrocio -

Clic foto



- Foto da: Google Earth -


- Immagini -

- La vettura n°1 transita sul passaggio a livello in prossimità del capolinea superiore -



- Foto Hansjürg Roher / da: Mondo Ferroviario 140 -



- Il capolinea di Granarolo con la vettura n°1 nel 1973 -



- Foto Franco Castiglioni / da: Genova in salita / Corrado Bozzano / Roberto Pastore / Claudio Serra / Nuova Editrice Genovese -



- Il capolinea di Principe -



- Foto Claudio Serra / da: Genova in salita / Corrado Bozzano / Roberto Pastore / Claudio Serra / Nuova Editrice Genovese -



- La n°1 in transito presso il sottopasso di Via Bari -



- Foto Franco Pepe / da: littorina.net -



- Nota -

- A seguito di un grave incidente, le 2 vetture vennero ricostruite nel 1929 dalla Piaggio & C. e pur mantenendo gli stessi telai
e gli interni, assunsero una diversa scocca portante con finestrini; la vettura n°1 (destra) divenne leggermente più larga,
la vettura n°2 leggermente più alta -

- Caratteristica che le contraddistingue ancora oggi -




- Fotogramma da youtube.it / simone1901 -



- Fine seconda e ultima parte -
- Fonti -
- Genova in salita / Corrado Bozzano / Roberto Pastore / Claudio Serra / Nuova Editrice Genovese -
- metrogenova.it -
- amtgenova.it -
- it.wikipedia.org -

- Nino -
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