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 ICN757 Torino PN - Lecce ....racconto di una notte
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Piero Chionna

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Posted - 18 September 2018 :  11:48:13  Show Profile  Visit Piero Chionna's Homepage  Reply with Quote
Giugno 1944, le truppe tedesche sono in ritirata verso le posizioni della Linea Gotica da cui cercheranno di bloccare l'avanzata verso nord delle truppe alleate.
L'aviazione anglo-americana continua a colpire incessantemente i territori italiani non ancora occupati con lo scopo di tagliare le vie di comunicazione e aprire la strada alle truppe che stanno faticosamente risalendo la penisola.

In Corsica è l'alba del 10 giugno 1944 e i piloti del 340th BG (57th BW) dell'aviazione degli Stati Uniti ricevono le istruzioni per la missione del giorno.
Gli Squadroni 486, 487, e 488 devono attaccare le infrastrutture ferroviarie (Marshalling Yard) di Fano, nelle Marche.

A bordo dei loro B-25 Mitchell (bombardieri medi bimotore) gli equipaggi decollano dall'aeroporto di Alesani sulla costa orientale della Corsica, non lontano da Ghisonaccia.
I bombardieri statunitensi sorvolano il Tirreno e gli Appennini e arrivando dalla direzione di Fossombrone colpiscono la città di Fano intorno alle ore 11:15.

Quello fu un giorno tragico per la città marchigiana, così come le settimane che seguirono fino alla sua liberazione che avvenne il 27 agosto 1944.


I documenti pubblicati sono tratti dal sito:
http://57thbombwing.com/340th_History/340thHistory.php


Elenco delle missioni assegnate agli squadroni del 340th BG dislocati ad Alesani.
Il 10 giugno è indicata quella su Fano M/Y:




Report del 488th Bomb SQ relativo alla missione del 10 giugno 1944 su Fano.
Time on Target (T.O.T) ore 11:19.
Visibilità sul target "ceiling and visibility unlimited" (CAVU)






Bombardieri medi B-25 Mitchell del 340th BG di Alesani (Corsica):





La ricognizione aerea mostra i risultati del bombardamento su Fano del 10 giugno 1944:


Piero

Piero Chionna

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Posted - 24 September 2018 :  18:29:33  Show Profile  Visit Piero Chionna's Homepage  Reply with Quote
Sono le 17:30 del 13 marzo 2018 e sul binario 3 della stazione di Imperia aspetto il treno IC618 Ventimiglia - Milano Centrale che mi deve portare a Tortona dove ho il cambio con il treno ICN757 Torino PN - Lecce, erede dello storico direttissimo entrato nella memoria collettiva dei pugliesi emigrati a Torino negli anni '60 del secolo scorso.
L'altoparlante annuncia un ritardo che sale progressivamente .... 10, 15, 20, 30, fino a 60 minuti.
Da amici vengo a sapere che a Ventimiglia ci sono stati problemi con la pilota e si è reso necessario il giro macchina.
Il treno arriva a Imperia con un'ora abbondante di ritardo e la cosa non mi lascia del tutto tranquillo sul cambio a Tortona.
Devo andare a Brindisi e perdere il 757 sarebbe un bel problema.



A Genova Piazza Principe Trenitalia distribuisce ai passeggeri sacchetti con succhi di frutta e taralli e i passeggeri ringraziano ..... vabbè dai, ritardo perdonato.
Si riparte da Genova P.P con 69 minuti di ritardo che vengono solo minimamente recuperati all'arrivo a Tortona dove ho ancora il tempo per un caffè.

Tutto sommato è andata bene, mi posso rilassare.

Intanto l'ICN757 che era partito in perfetto orario dal capoluogo piemontese giunge puntuale a Tortona.
Salgo a bordo e trovo il mio bel posto prenotato vicino al finestrino da dove voglio vedere l'Italia che mi passa davanti durante la notte.
Alla trazione c'è una mia vecchia conoscenza, la E.444.082, e tra me e me penso che con lei sarebbe stato per forza un bel viaggio.

Me la rivedo ancora com'era nei primi anni '70, nuova di fabbrica, in testa al TEE "Ligure", al TEE "Cycnus" e al "Riviera Express".

In quegli anni questa macchina era assegnata al deposito locomotive di Genova Brignole e operava fino a Ventimiglia, stazione alimentata a 1500 Vcc.

Mi prende un po' di nostalgia ripensando a tutti questi anni passati così in fretta ma è solo un attimo perchè dal finestrino vedo passare la stazione di Castel San Giovanni e subito immagino i nostri moduli del plastico Märklinfan che se ne stanno soli soletti nella sede del club a una manciata di chilometri da qui.
Chissa cosa succederà di notte nei boschi in miniatura, saranno forse frequentati da piccoli folletti?

Pochi minuti ed ecco Piacenza da dove si riparte in perfetto orario alla volta di Bologna che è la prossima fermata.
Il treno corre veloce nella campagna emiliana in una notte dalla temperatura piacevolmente mite.
Il convoglio è ben frequentato e i viaggiatori si lasciano cullare dolcemente fin quando il silenzio viene interrotto dallo squillo dello smartphone del capotreno.
Dalle sue parole intuisco al volo che qualcosa dev'essere avvenuto.........



(ICN757 del 13 marzo 2018, carrozza 2)







Piero
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Piero Chionna

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Posted - 25 September 2018 :  18:32:54  Show Profile  Visit Piero Chionna's Homepage  Reply with Quote
................. Ventiseimilanovecentotrentanove (26939) giorni, pari a ottocentottantacinque (885) mesi: questo è il tempo che separa quella tragica mattina di Fano del 10 giugno 1944 da questa notte del 13 marzo 2018 .............


Piero
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Piero Chionna

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Posted - 26 September 2018 :  09:00:41  Show Profile  Visit Piero Chionna's Homepage  Reply with Quote


"....Dalle sue parole intuisco al volo che qualcosa dev'essere avvenuto........."

......esco in corridoio, raggiungo il capotreno e chiedo notizie.
Mi trovo davanti una persona molto gentile che nel suo accento emiliano mi dice che a Fano è stato rinvenuto un ordigno bellico nei pressi della linea ferroviaria, che le notizie non sono ancora certe ma è possibile che il treno dovrà seguire un altro percorso.
Nel giro di pochi minuti i viaggiatori vengono ufficialmente informati della situazione e inizia a diffondersi una certa agitazione.
C'è chi inveisce contro il povero Capotreno e chi comincia ad elaborare teorie. Come durante i mondiali di calcio in cui tutti si sentono commissari tecnici della Nazionale; anche in questo caso c'è chi si trasforma in ferroviere chi in esperto artificiere .... anche questo è il bello dell'Italia.
Personalmente mi limito alla ricerca di notizie.
La situazione appare subito complessa perchè pare che l'ordigno rinvenuto durante normali lavori di scavo sia stato danneggiato e dunque rappresenta un immediato pericolo. Le agenzie di stampa parlano di evacuazione di intere zone della città di Fano e di totale interruzione del traffico ferroviario sulla linea Adriatica.
La situazione non appare quindi delle migliori ma gli organi competenti devono fare il loro lavoro ed è giusto salvaguardare la vita delle persone.



(il comunicato di Trenitalia)

Intanto il treno giunge alla stazione di Bologna Centrale.



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Piero Chionna

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Posted - 28 September 2018 :  10:36:15  Show Profile  Visit Piero Chionna's Homepage  Reply with Quote
....

Alle 23.56, con 9 minuti di ritardo, il treno ICN757 si arresta sul binario 4 della stazione di Bologna Centrale.
La situazione appare subito confusa, le informazioni circolanti sono poche e contraddittorie, ma sembra subito chiaro che la sosta non sarà breve. Circola notizie di autoservizi sostitutivi per i soli viaggiatori diretti nelle località della costa adriatica, fino a Pescara.
Tutti gli altri viaggiatori diretti a Foggia e oltre dovranno invece rimanere a bordo del 757.
Tra i viaggiatori, anche tra quelli più intemperanti, inizia a diffondersi un senso di rassegnazione. C'è chi cerca notizie in internet e chi approfittà della sosta forzata per uno spuntino o per un caffè.
Comincio anch'io a cercare in rete e a interessarmi degli avvenimenti storici alla base di quello che sta avvenendo.

I minuti passano e nessuno è in grado di fornire l'ora certa di partenza, ma è comprensibile (almeno per me) che una variazione di instradamento comporta una serie di problemi, compreso il reperimento del personale.
Intanto le agenzie di stampa continuano ad aggiornare la situazione da Fano dove sono all'opera i reparti specializzati che devono neutralizzare la bomba.
Si dice che dovrà essere rimossa e trasportata in mare.

Mi faccio l'idea che l'unico instradamento possibile è quello via Firenze, Roma, Caserta, Foggia.
Intanto si sono fatte le due; da una buona mezz'ora l'altoparlante annuncia la partenza del treno per Lecce ma nulla si muove.
Io ne approfitto per fare qualche foto con lo smartphone alla E.444.
L'altoparlante insiste, i viaggiatori diretti in Puglia sono ormai tutti a bordo, qualcuno dorme, qualcuno "naviga", degli altri ho perso le tracce; immagino che siano sulle corriere sostitutive dirette verso Rimini (fermata successiva del 757) e la costa marchigiana e abruzzese.
Anche "Viaggiatreno" ormai fornisce orari contraddittori.







(Bologna Centrale)

Finalmente poco dopo le 2 la situazione si delinea e arriva la conferma dell'instradamento e delle nuove numerazioni del treno che diventa 18395 da Bologna Centrale a Roma Tiburtina, 35787 da Roma Tiburtina a Caserta, 19279 da Caserta Foggia per ritornare infine 757 da Foggia a Lecce.



Alle ore 2.45 del 14 marzo il convoglio riparte da Bologna Centrale, sempre con la E.444.082.
Il treno attraversa la periferia di Bologna e punta verso gli Appennini.....

Continua....



Piero
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Piero Chionna

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Posted - 29 October 2018 :  11:59:28  Show Profile  Visit Piero Chionna's Homepage  Reply with Quote
Bologna San Vitale, Mazzini, San Ruffillo, la velocità aumenta e io comincio a sentire la stanchezza, ma non voglio addormentarmi adesso.
Ben presto siamo a Monzuno - Vado, tristemente nota per il tragico incidente avvenuto il 15 aprile 1978 in località Murazze di Vado.

Quel giorno l'Espresso 572 bis Bari-Trieste era stato instradato in Direttissima a causa del crollo di un ponte sulla linea adriatica.
Sull'Appennino imperversava forte maltempo; verso le 12.00 uno smottamento fece deragliare il 572 che andò ad occupare l'altro binario di linea proprio mentre sopraggiungeva il Rapido R513 "Freccia della Laguna".
L'impatto fu terribile:
https://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_ferroviario_di_Murazze_di_Vado

La E.444.082 corre veloce nelle prime ore della notte del 14 marzo 2018, pochi minuti dopo Monzuno - Vado eccoci a San Benedetto Val di Sambro, altra località che rievoca spettri di un passato che non bisogna mai dimenticare.

Era la notte tra il 3 e il 4 agosto 1974 quando sulla vettura 5 del treno Espresso 1486 "Italicus" Roma Termini - München Hbf scoppio un ordigno ad alto potenziale.
Quella notte, alle ore 1:23 l'Italia piombò nel terrore.
Il bilancio delle vittime sarebbe stato ancor più grave se l'ordigno fosse esploso all'interno della Galleria dell'Appennino; non fu così per l'Italicus, ma si trattò solo di un appuntamento rimandato.

Eccola, la Galleria dell'Appennino, un prodigio della tecnica per gli anni in cui fu costruita.
Assisto al passaggio dal P.C. (Posto Comunicazione) "Precedenze", ex stazione posta al centro della Grande Galleria dell'Appennino lunga 18507 metri:

http://www.marklinfan.com/f/topic.asp?TOPIC_ID=2713

Mentre il treno corre in galleria è per me impossibile non ripensare a ciò che avvenne qui la sera del 23 dicembre 1984.

Quella sera il Rapido R904 Napoli Centrale - Milano Centrale viaggiava verso nord carico di viaggiatori.
A Vernio imboccò l'ingresso sud della Grande Galleria dell'Appennino.
Pochi minuti dopo esplose un potente ordigno quando il treno si trovava 8 chilometri all'interno del tunnel.

https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_del_Rapido_904

L'Italia restò attonita, quel Natale fu molto triste.

Il mio treno corre e ben presto siamo fuori dalla Galleria dell'Appennino, ecco Vernio e poi Vaiano.
La E.444.082 punta su Firenze mentre mi domando se entreremo a Santa Maria Novella.
No, si transita da Firenze Castello, Firenze Rifredi, Statuto e Campo di Marte; peccato, avrei rivisto volentieri la stazione di Santa Maria Novella.

Il convoglio che viaggia veloce e senza fermate mi culla dolcemente.
Non ricordo nulla di quanto avviene dopo Firenze ma di sicuro abbiamo viaggiato ad una buona andatura perchè poco prima delle 6 vengo svegliato dai rumori di una grande stazione.

Apro gli occhi e vedo Roma Tiburtina.



La sosta si protrae ma ormai i viaggiatori del Torino - Lecce sono tutti rassegnati.
Io approfitto per un caffè e per scattare una foto alla E.444.082 alle prime luci del nuovo giorno.



Gli eventi rivissuti nella notte lasciano il posto alla voglia di vivere fino in fondo questo viaggio che si preannuncia ancora lungo.
Roma, poco più della metà del viaggio di questo anomalo Torino - Lecce verso il "Tacco dello Stivale".

...... continua


Piero
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