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 Svizzera - Elettriche
 Ae 6/6 (610)
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Gian Michele Sambonet

Italy
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Posted - 01 March 2010 :  12:09:40  Show Profile  Reply with Quote
Per vedere la scheda tecnica della Ae 6/6, clicca sull'immagine sotto.



Gian Michele Sambonet

Italy
5903 Posts

Posted - 01 March 2010 :  12:12:30  Show Profile  Reply with Quote
Ae 6/6

Durante gli anni' 40 la Svizzera si trovò di fronte all'impellente bisogno di rinnovare il proprio parco macchine, con modelli
più potenti e più veloci, per far fronte al massiccio aumento di traffico, che diveniva anche sempre più pesante, lungo le
principali linee che attraversano il suo territorio.
Approfittando del suo stato di neutralità, potè preparare le locomotive elettriche del futuro.
I suoi ingegneri studiarono e misero a punto una locomotiva veloce tipo Co'Co' destinata principalmente alla linea del San Gottardo.
Con una estetica mai più eguagliata, la Ae 6/6 del 1952 è stata l'espressione più sofisticata, per l'epoca, di questa nuova
concezione che segnava il superamento del passo rigido e dei carrelli portanti.

La Re 4/4' del 1946 aveva dimostrato che era possibile viaggiare a più di 120 km/h, con una macchina ad aderenza totale senza
problemi di stabilità.
Gli ingegneri svizzeri ritenevano che 6 assi motori fossero indispensabili per le locomotive veloci destinate alla trazione di carichi
pesanti e, dopo lunghe controversie tra diverse scuole di pensiero, optarono così per il modello CC, più veloce, lasciando invece
agli Italiani il modello BBB, più lento, ma che si inserisce più facilmente nelle curve strette.
In Italia si giunse all'aderenza totale già nel 1928 con la E 626, una BBB che sebbene articolata era ancora a passo rigido, mentre
nel 1940 fu presentata la E 636, la prima BBB su carrelli.

La Ae 6/6 deriva progettualmente dalla CC 6051 SNCF, una locomotiva bitensione costruita nel 1950 in Svizzera da MFO e SLM,
che fu la prima macchina moderna del dopoguerra a corrente alternata con motori diretti.
I motori diretti delle Ae 6/6, identici a quelli delle Ae 4/4 della BLS, avevano un diametro piuttosto grande a causa dell'elevato
numero di poli.
Avrebbero pertanto occupato molto spazio tra le ruote dei carrelli, costringendo ad allungare questi ultimi.
Ma i carrelli lunghi si sarebbero inseriti male in curva.
Gli ingegneri che avevano disegnato le Ae 6/6 ebbero l'idea di collocare i motori in posizione più elevata, sistemandoli parzialmente
all'interno della carrozzeria.
In questo modo fu possibile avere carrelli più corti, pensando di migliorare l'inserimento in curva.
Fu tuttavia necessario dotare i carrelli di barre oscillanti che assicurassero l'aderenza delle ruote e il fissaggio della cassa,
e che evitassero il cabraggio dei carrelli stessi.
Questo sistema consisteva nell'applicare il punto di trazione sui carrelli nella posizione più bassa possibile.
Questa macchina venne anche dotata di freno elettrico di recupero, che utilizzato in discesa restituiva tensione alla rete elettrica.

Le prove effettuate con il primo prototipo nel '52, la Ae 6/6 11401 "Ticino", diedero risultati non troppo soddisfacenti.
Problemi con i motori e problemi con i carrelli che rendevano le ruote troppo aggressive sui binari in curva.
Risolti i problemi ai motori, con il secondo prototipo nel '53, la Ae 6/6 11402 "Uri", si decise di ridurre il peso da 124 t a 120 t
e di dotare gli assi di boccole elastiche e di flange ridotte a quello centrale per il fissaggio sui carrelli.
La locomotiva era perfetta sotto ogni aspetto, salvo per l'inserimento in curva in velocità.
Non c'era spazio per nuove soluzioni, i tempi stringevano e la produzione in serie andava avviata.
Si decise allora di ridurre semplicemente la velocità massima ammessa in curva.

Prodotte dalle società SLM, BBC e MFO, dal 1954 al 1958 entrarono in servizio le prime 25 locomotive di questa serie che erano
caratterizzate nell'aspetto da una fascia cromata lungo le fiancate che diventavano tre sui frontali a formare una "V" con lo stemma
rossocrociato al centro, da questo il suo soprannome di locomotiva coi "baffi".
Inoltre ogni esemplare era contraddistinto dal nome e lo stemma di un cantone svizzro.
Dal 1958 al 1966 entrarono in servizio altre 95 macchine che costituiscono la seconda serie, che era senza baffi e presentava i nomi
e gli stemmi delle principali città svizzere.
In tutto furono costruiti 120 esemplari.

Con una potenza effettiva di 4300 KW ed una velocità massima di 125 Km/h, la Ae 6/6 veniva impiegata in testa sia a treni
passeggeri, sia a treni merci e poteva rimorchiare carichi di 600 t a 75 Km/h su pendenze del 26 per mille.
Ma un fattore che penalizzò molto questa macchina in montagna era l'assenza di comando multiplo e per la doppia trazione si doveva
ancora ricorrere all'impiego di due macchinisti.
Con l'introduzione della Re 6/6 nel 1975, la Ae 6/6 venne ritirata progressivamente dal Gottardo fino al 1995, con il suo ritiro
definitivo da tale linea, con qualche eccezione.
Alcune macchine sono rimaste a svolgere il compito ausiliario di spinta, in coda ai convogli che superano le 1400 tonnellate di peso
o impiegate con treni postali.
Utilizzata successivamente per il traffico merci in pianura e riclassificata come Ae 610, questa macchina dal 2005 ha svolto
principalmente ruoli secondari e di scalo.
Molti esemplari sono già stati accantonati e i sopravvissuti presentano gravi problemi alle ruote, dove non sempre vale la pena
la sostituzione, per uno stato di usura generale troppo evidente.
Nate all'origine con livrea verde scuro, dal 1983, con il piano di riorganizzazione generale delle FFS, furono progressivamente
verniciate di rosso.
Successivamente con la scorporazione delle FFS avvenuta nel 1999 passarono sotto l'amministrazione delle FFS Cargo e dal 2007
alcune di loro ricevettero la livrea Cargo rosso/blu.
Ancora oggi molte sono rimaste verdi.
I macchinisti la ricordano con il soprannome di "Schienenmörderer" (Ammazzabinari). (Foto: Georg Trüb)

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Gian Michele Sambonet

Italy
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Posted - 01 March 2010 :  12:23:18  Show Profile  Reply with Quote
Assemblaggio del secondo prototipo, la Ae 6/6 11402 del 1953.
Lo stemma del cantone "Uri" sui fianchi le sarà applicato solo con l'inizio della produzione in serie nel '54.
Dal 2007 questa locomotiva è parte del parco locomotive storiche svizzere ed è conservata a Erstfeld. (Foto: SBB Historic)

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Gian Michele Sambonet

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Posted - 01 March 2010 :  13:02:41  Show Profile  Reply with Quote
Sono le più giovani, le poche rimaste a svolgere compiti di "helper" in coda ai convogli pesanti sul Gottardo.
Oltre alle 22 che sono a Biasca e le 12 che sono a Bodio, ormai spacciate per mancanza di fondi per rimetterle a posto,
ce ne sono altre a Bellinzona, tra le quali il primo prototipo la "Ticino", alla quale sarebbero interessati gli amici
del Club San Gottardo di Mendrisio.
Credo stiano cercando i soldi per metterla posto, sarebbe bello...



Le Ae 6/6 accantonate a Biasca nel 2009 e a Bodio nel 2010. (Foto: Sandro Guggiari)
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Gian Michele Sambonet

Italy
5903 Posts

Posted - 02 March 2010 :  07:01:12  Show Profile  Reply with Quote
Preferisco ricordarla quando era la regina incontrastata sul Gottardo.
In questa immagine del 1965 vediamo la Ae 6/6 11403 "Schwyz" in uscita dal traforo a Goschenen,
pronta ad affrontare le discese della rampa nord. (Foto: Brian Stephenson)

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Gian Michele Sambonet

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Posted - 06 March 2010 :  11:14:22  Show Profile  Reply with Quote
Curiosità sulle Ae 6/6

I primi due prototipi di Ae 6/6, nel 1954 ricevettero gli stemmi e i nomi dei Cantoni Svizzeri sui due versanti del Gottardo,
a sud Ticino, a nord Uri.
E si decise che le locomotive dovevano portare sulle fiancate le insegne solo nelle lingue dei due Cantoni del Gottardo,
tedesco e italiano, quindi "SBB FFS" su entrambi i lati.
Le successive locomotive delle due serie ricevettero stemmi e nomi dei rimanenti Cantoni e delle città svizzere più importanti.
Anche qui si decise di porre l'insegna "SBB FFS" su entrambi i lati ad eccezione dei Cantoni e delle città di lingua francese
dove troviamo "SBB CFF" su entrambi i lati.
Queste macchine furono messe in servizio sulla rete svizzero-francese.

La prima macchina a ricevere la livrea rossa è stata la 11422 "Vaud" nel 1983.
Marklin l'ha proposta per i 125 anni del Gottardo.

A partire dal 2002, 80 macchine furono rimodernate per durare fino al 2014, anno di presunta apertura
del Tunnel di Base del Gottardo.
Per sfuggire allo sciacallaggio da parte dei collezionisti di trofei ferroviari e in attesa di ricevere la nuova colorazione Cargo,
sono stati rimossi tutti gli stemmi.
Le Ae 6/6 che abbiamo visto circolare in questi anni sono tutte senza stemma.



La prima Ae 6/6 ad essere riclassificata Ae 610 e a potare la livrea Cargo rosso/blu, è stata la 11492 "Emmen" nel 2007
per i festeggiamenti dei 125 anni del gottardo, che per l'occasione fu esposta in un'area di servizio in autostrada a Erstfeld.
La macchina con il nuovo numero 610 492 è stata ribattezzata Erstfeld per l'occasione e anche l'insegna della città
è stata applicata al posto dell'originale.
Marklin l'ha proposta per i 125 anni del Gottardo in edizione limitata di 999 pezzi. (Foto: Sandro Guggiari)

Una delle prime macchine a ricevere nel 2007 la livrea Cargo è stata la 610 500 "Landquart", dopo nemmeno un anno di servizio,
nel 2008, ha subito un grave incidente ed è diventata "donatrice d'organi" per altre macchine da riparare.
Questa macchina è presentata nel catalogo Marklin 2010.
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Gian Michele Sambonet

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Posted - 10 March 2010 :  10:41:44  Show Profile  Reply with Quote


Ae 6/6 in doppia trazione a Wassen nel '58, in una rara immagine d'archivio. (Foto: SBB Historic)
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Gian Michele Sambonet

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Posted - 13 March 2010 :  10:42:46  Show Profile  Reply with Quote


Ae 6/6 in doppia trazione a Bellinzona nei primi anni '70. (Foto: Martin Senn)
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Gian Michele Sambonet

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Posted - 19 March 2010 :  17:50:55  Show Profile  Reply with Quote
E anche questa è salva.
La Ae 6/6 11421 "Grigioni" è stata appena restaurata dalla "Association for preservation of historic electric locomotive Ae 6/6".
L'immagine è stata scattata a Glarus durante il suo viaggio inaugurale il 7 marzo 2010. (Foto: Georg Trüb)

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Gian Michele Sambonet

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Posted - 14 September 2011 :  18:51:01  Show Profile  Reply with Quote


Locandina del 1959 (SBB Historic)
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Gian Michele Sambonet

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Posted - 18 September 2011 :  08:55:26  Show Profile  Reply with Quote


Altri tempi...
La Ae 6/6 11413 "Schaffhausen" a Lugano nel 1960. (Foto: Archivio Arthur Meyer)
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Gian Michele Sambonet

Italy
5903 Posts

Posted - 18 September 2011 :  09:26:38  Show Profile  Reply with Quote


Il primo prototipo, la Ae 6/6 11401 alla consegna nel 1952.
Lo stemma del Cantone Ticino le sarà applicato in seguito nel '54.
Le apparecchiature elettriche sul tetto dei due prototipi erano differenti rispetto alle due serie successive.
I finestrini frontali laterali erano piatti nei due prototipi (11401-11402) e nelle prime 12 locomotive
della prima serie (11403-11414), nelle macchine successive saranno arrotondati (11415-11520).
Il secondo fanale alto di testa (rosso) era presente solo sui due prototipi e sulle motrici di prima serie,
sarà poi eliminato negli anni '80/90. (Foto: SLM)
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Gian Michele Sambonet

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5903 Posts

Posted - 18 September 2011 :  17:53:58  Show Profile  Reply with Quote


Francobollo e manifesto commemorativi per i 50 anni del Sempione. (SBB Historic)

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Gian Michele Sambonet

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Posted - 19 September 2011 :  08:15:11  Show Profile  Reply with Quote


Francobollo commemorativo del 1957, per i 75 anni del Gottardo. (SBB Historic)
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Pier Giorgio Ponzio

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Posted - 28 December 2012 :  23:19:38  Show Profile  Reply with Quote
Lugano, dicembre 1972. (P.G. Ponzio)

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Pier Giorgio Ponzio

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82 Posts

Posted - 28 December 2012 :  23:26:31  Show Profile  Reply with Quote
Biasca, settembre 2007. (P.G. Ponzio)

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