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 ALn.556 FIAT
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Nino Carbone

6169 Posts

Posted - 09 January 2015 :  22:44:08  Show Profile  Reply with Quote

Clic sull'immagine per la scheda



Nino Carbone

6169 Posts

Posted - 09 January 2015 :  23:22:45  Show Profile  Reply with Quote


- Gruppo ALn.556 -
- Le unità FIAT -




- Foto Centro Storico FIAT / da: Mondo Ferroviario 55 -



- Cenni di storia -

Fu l’ingegner Amedeo Cuttica, alto funzionario FS del Servizio Materiale e Trazione FS, a sostenere l’idea di accoppiare
2 automotrici comandando i 4 motori da un solo banco di manovra e fu l’ingegner Di Majo a realizzare per le FS
il rivoluzionario procedimento, che all’estero era già stato applicato in Francia alle lussuose automotrici
di Bugatti sulle quali, per poter raggiungere determinate prestazioni, potevano funzionare più motori.

Le ALn.556 FIAT nacquero nel 1936; le 192 macchine che costituirono il Gruppo furono ripartite i 3 lotti:

- Dalla 1201 alla 1300 nel 1936 -
- Dalla 1301 alla 1350 nel 1937 -
- Dalla 1351 alla 1392 nel 1938 -


Piccole differenze distinguevano le 3 Serie accomunate dalla linea della cassa, il cui frontale, simile a quello della FIAT
“Topolino”, appariva abbastanza innovativo.

Il muso arrotondato subì un’inclinazione all’indietro e il radiatore, bene in vista sulla ALn 56, scomparve sotto la calandra
a forma di scudetto; il radiatore venne sistemato direttamente sul carrello.

Al centro della calandra, nella parte superiore, erano collocati i bocchettoni dei collegamenti elettropneumatici.

Il nuovo disegno che i progettisti della FIAT svilupparono, fu il frutto dei risultati di prove iniziate nel 1924 nella galleria
del vento e nella vasca di Architettura Navale di Guidonia.

Ulteriori prove confermarono che il coefficiente era sceso anche se di valori modesti, l’aerodinamicità venne perseguita
più come filosofia di progetto che per i risultati pratici; nelle ALn.556 contribuirono a dare l’idea della celerità del mezzo
anche i montanti dei finestrini d’estremità, inclinati come il frontale.

La disposizione interna subì lievi modifiche, venne spostata di un modulo la posizione della ”ritirata”, questo consentiva
di riservare un’ambiente più limitato alla classe superiore, che necessitava di meno posti.

Le unità di 1a Serie ebbero la cassa lievemente più lunga rispetto alla ALn.56, 17.800 mm contro 18.300 mm. l’allungamento
aumentò le dimensioni delle piattaforme di estremità, il passo del carrello rimase immutato con quello delle ALn.56,
cioè 2.800 mm.




- Carrello e motore -

Il carrello delle unità, dalla Aln.56.1201-1300 non differiva da quello delle ALn.56 se non per la sistemazione
del radiatore; un convogliatore metallico, disposto in prossimità del ventilatore, ne aumentava l’efficacia.

Sulle unità di 2a e 3a Serie (ALn.56.1301-1392) il passo del carrello ebbe un aumento di 50 mm., raggiungendo
la lunghezza di 2.850 mm. 50 cm in più rispetto alle ALn.56 a alle ALn.556.1201-1300 (1a Serie).

Per le ALn.556 di 1a Serie il propulsore venne mantenuto quello della ALn.56 (355-C FIAT - 80 CV / 59 kW),
subì però una sotto taratura:

- 75 CV / 55 kW -

I tecnici considerarono che per la migliorata aerodinamicità della macchina, la riduzione di potenza avrebbe consentito,
a parità di prestazioni, una lieve diminuzione dei consumi e sollecitato meno il motore.

Le unità classificate dalla ALn.56.1301 alla 1392 ebbero un motore, che, derivato dal precedente, aveva una cilindrata
maggiore con potenza massima a 1800 g/m.

Il motore 356-C FIAT differiva dal precedente 355-C FIAT :


- Per il maggior diametro dei cilindri: 115 mm -
(ALn.556 1a Serie / 108 mm)

- Per la maggiore corsa: 160 mm -
(ALn.556 1a Serie / 152 mm)

- Per la maggiore potenza erogata: 115 CV / 85 kW -
(ALn.556 1a Serie / 75 CV 55 kW)

Con l’aumento delle prestazioni e del numero dei giri in particolare, la velocità massima dell’automotrice fu ricondotta
a 110 km/h con l’utilizzo di un diverso rapporto di trasmissione al ponte (1/2,646).




- Refrigerazione -

La principale modifica apportata ai circuiti di questa automotrice fu l’impianto di refrigerazione sdoppiato: ciascun motore
disponeva di proprio circuito; i 2 sistemi erano riuniti da una vasca comune di miscelazione, posta sul tetto.

A questa giungevano i flussi provenienti dal radiatore dopo che l’avevano attraversato raffreddandosi; miscelandosi
prima di rifluire nel motore, alimentavano questi alla medesima temperatura.

Per cui se un gruppo fosse risultato meno raffreddato, trovava compensazione miscelando il refrigerante (che veniva
a possedere una temperatura più elevata) con quello proveniente dal gruppo più raffreddato e mandava
al miscelatore acqua meno calda.

Il sistema che funzionò senza troppi inconvenienti, disponeva anche di 2 condotte che dalla parte superiore dei radiatori
giungevano alla vasca di miscelazione e questo facilitava, manovrando appositi rubinetti, lo sfogo di emboli di vapore
formatisi da eventuali ebollizioni o d’aria, era presente anche una valvola termostatica che cortocircuitava i motori
in fase di messa in moto in modo di consentire in breve il raggiungimento del livello termico ottimale.

Dai primi anni '50, nel corso delle revisioni generali, il sistema di riscaldamento in uso sulle ALn.556 FIAT fu trasformato
e l'aria calda venne prodotta non più dai gas di scarico dei motori, bensì da apparecchi di riscaldamento ad aria
calda alimentati dall'acqua di refrigerazione dei motori.




- Il comando multiplo -



- Foto Collezione Molino / da: Mondo Ferroviario 55 -

Con l’adozione del comando multiplo i circuiti elettrici e pneumatici furono sensibilmente modificati per ottenere:

- La possibilità di comandare tutti i motori da uno qualsiasi dei banchi manovra -
- Il controllo dal banco di tutti gli apparati -
- L’impossibilità assoluta di intervenire da altri banchi quando la marcia dell’automotrice era controllata
da un banco di testa -


Quest’ultima condizione fu importante per la regolarità del servizio, la sicurezza delle persone a bordo, l’integrità delle vetture,
e fu realizzata con l’impiego di valvole elettropneumatiche che erano dei servomotori che azionavano a distanza le varie
apparecchiature con tale rapidità da garantire il perfetto sincronismo d’intervento, il cui comando era solo
possibile dal banco attivo.


- Il banco di comando delle ALn.556 con doppi strumenti di misurazione e controllo -



- Foto Centro Storico Fiat / da: Mondo Ferroviario 55 -



- Dati tecnici -



- Profilo da: leferrovie.it -

- Anni costruzione: 1936-39 -
- Rodiggio: (1A) (A1) -

- Lunghezza: 18.560 mm (ALn.1201/1300) -
- Lunghezza: 19.160 mm (ALn.1301/1392) -

- Velocità massima: 110 km/h -

- Motore: 355-C FIAT (ALn.1201/1300) -
- Motore: 356-C FIAT (ALn.1301/1392) -

- Potenza: 2x55 kW / 75 CV (ALn.1201/1300) -
- Potenza: 2x85 kW / 115 CV (ALn.1301/1392) -

- Trasmissione: Meccanica a 4 velocità -

- Passo carrelli: 2.800 mm (ALn.1201/1300) -
- Passo carrelli: 2.850 mm (ALn.1301/1392) -

- Altezza piano del ferro: 3.140 mm (ALn.1201/1300) -
- Altezza piano del ferro: 3.310 mm (ALn.1301/1392) -

- Diametro ruote: 930 mm -

- Peso: 23 ton (1201/1300) -
- Peso: 24 ton (1301/1392) -

- Posti a sedere: 56 -

- Unità costruite: 192 -

- Numerazione -

- ALn.556.1201-1392 -

- Costruttore: FIAT -




- Immagini -

- Doppia di ALn.556 sulla Faentina -
(13 luglio 1938)



- Foto FS / da: iTreni oggi 51 -



- Prima dell’elettrificazione della Lecco-Bergamo treno locale da Lecco composto da 3 vetture ALn.556 -
(In primo piano l’ALn.556.1300 - Bergamo 16 giugno 1971)



- Foto G.Antonello / da: iTreni oggi 61 -



- Museale -

- ALn.556.1202 al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa -



- Foto Stefano Paolini / da: it.wikipedia.org -



- Link correlato con l’ALn.56 FIAT: http://www.marklinfan.com/f/topic.asp?TOPIC_ID=3151 -

- Fonte: Nico Molino / La littorina / Mondo Ferroviario 55 -

- Nino -
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Piero Chionna

Italy
7686 Posts

Posted - 11 January 2015 :  17:15:12  Show Profile  Visit Piero Chionna's Homepage  Reply with Quote
Un mio breve ricordo d'infanzia:
http://www.marklinfan.com/f/topic.asp?TOPIC_ID=1996

Piero
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Alberto Pedrini

Italy
10757 Posts

Posted - 22 February 2015 :  22:14:13  Show Profile  Visit Alberto Pedrini's Homepage  Reply with Quote
La simpatica coppia di automotrici è facilmente convertibile in AC grazie alla predisposizione dei carrelli.



La recensione si riferisce alla versione con decoder sonoro, in vendita in questi giorni a prezzo d'occasione.
Entrambe le unità sono dotate di illuminazione interna e decoder. nella confezione c'è un set di tendine per chi volesse caratterizzare il modello.
E' il nostro Schienenbus, imperdibile

Alberto
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albertomocchi

Italy
2489 Posts

Posted - 24 February 2015 :  16:35:49  Show Profile  Reply with Quote
Al la CS1 e' compatibile?
non mi ricordo

Alberto
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Alberto Pedrini

Italy
10757 Posts

Posted - 24 February 2015 :  17:26:24  Show Profile  Visit Alberto Pedrini's Homepage  Reply with Quote
Montano un decoder multiprotocollo, quindi vanno, ma per le funzioni oltre la 4 bisogna usare il secondo indirizzo, le luci interne sono su F8.
Non ho ancora installato il pattino, come sempre il mio parere è strettamente personale, non vi fate influenzare.
L'automotrice è leggera e delicata, e probabilmente sviene alla sola vista di un binario M, anche dritto.
Quindi fate le vostre considerazioni prima di un eventuale acquisto, io non suggerisco nulla, ok?

Alberto
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albertomocchi

Italy
2489 Posts

Posted - 24 February 2015 :  19:40:03  Show Profile  Reply with Quote
Nessun problema Al era un po' che ci pensavo e mi sembra il momento giusto
L'unico problema semmai è farla arrivare sul plastico senza incorrere nelle ire funeste casalinghe

Alberto
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Piero Chionna

Italy
7686 Posts

Posted - 24 February 2015 :  19:56:58  Show Profile  Visit Piero Chionna's Homepage  Reply with Quote
Con la stessa cassa delle ALn 556 già descritte ricordo le dieci ALn56 a completa aderenza appositamente realizzate per la Paola-Cosenza, una linea particolarmente difficile (dismessa nel 1987 e sostituita dal nuovo tracciato), con una tratta armata con cremagliera.
Le dieci macchine, realizzate in due lotti successivi nel 1937 e nel 1938, avevano la trasmissione del moto su tutti gli assi e un rapporto al ponte più corto.
Inoltre, ogni carrello era dotato di una ruota dentata che aveva il solo scopo di immobilizzare il mezzo in caso di arresto sulla tratta a cremagliera.
Nell'estate del 1981 fotografai alcune di queste automotrici nel deposito locomotive di Paola.

Quella in primo piano è la ALn56-1904:




Piero
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Alberto Pedrini

Italy
10757 Posts

Posted - 26 February 2015 :  22:00:33  Show Profile  Visit Alberto Pedrini's Homepage  Reply with Quote
Era il mio unico mezzo per raggiungere Vercurago, sul lago di Lecco, dove con l'amico Ivan si andava a pescare. Partiva da questo binario di testa:



Sembrava di andare in corriera, il posto preferito era sul cofano del motore, vista panoramica su altri treni impossibile.

Alberto
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Alberto Pedrini

Italy
10757 Posts

Posted - 26 February 2015 :  22:17:56  Show Profile  Visit Alberto Pedrini's Homepage  Reply with Quote
Ma veniamo alla conversione, sul carrello c'è spazio per il pattino, l'unico adatto è quello lungo, il 7185, che va appena rifilato sui bordi per inserirsi bene in sede.



La vite è quella dei binari K, accorciata con un tronchesino. Prima di tagliarla è bene usarla per filettare il foro presente nel carrello.

Il pattino è gigantesco per la esile struttura dell'automotrice, ma entrambi si fissano sul lato della giunzione, così i musi restano puliti



Per il passaggio del filo ho fatto un forellino dedicato



Tutta l'operazione si fa senza aprire la carrozzeria, basta svitare i carter che contengono i decoder, questa è la rimorchiata



che è indispensabile zavorrare con piombo, altrimenti il pattino la fa volare. Ho usato lamiera da idraulici, si taglia a quadretti con le forbici e si inseriscono i vari strati nel foro libero accanto al decoder



Il circuito stampato che ospita il decoder ha saldati i fili neri che arrivano dalle ruote, nella foto vedete il polo sinistro TRK-L al quale in seguito ho saldato anche quelli che stavano su TRK-R dove ho collegato il pattino.



Stessa operazione si fa sulla motrice, dove c'è il decoder sonoro e dove non serve zavorra.



Provata sugli scambi C slanciati (gli unici che uso) passa perfettamente.
A breve il consueto video.




Alberto
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Enrico Ferrari

Italy
1531 Posts

Posted - 26 February 2015 :  22:59:12  Show Profile  Visit Enrico Ferrari's Homepage  Reply with Quote
Interessante la "lamiera per idraulici", dove si può trovare?
Di solito uso i pesi di equilibratura per le ruote delle auto, però non sempre si adattano come misure e quindi la soluzione da te proposta per zavorrare è sicuramente preferibile.
Ancora una domanda: lo switch che si vede sotto la motrice cosa serve? Forse per alimentare o meno le luci tra motrice e rimorchiata a seconda se viaggiano accoppiate o meno?

Enrico
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