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Piero Chionna
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Posted - 02 August 2014 : 11:21:35
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Un po' ammaccata, ma dopo anni di oblio questa vecchia tanica militare torna a rivedere il cielo.
Mia moglie è felicissima di questo ritrovamento

In questa foto scattata all'aeroporto di Grottaglie (TA) nel 1943 si vedono numerose taniche dello stesso tipo che vengono scaricate da un aereo americano arrivato dalla Sicilia.

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Piero |
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Piero Chionna
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Posted - 12 January 2015 : 00:07:13
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quote: Originally posted by Piero Chionna
Questa immagine non lascia dubbi. La foto risale presumibilmente al 1959/1960; la base è in costruzione, e sul terreno che dovrà ospitare la "Elephant Cage" si notano chiaramente le tracce di una parte dello scalo ferroviario e delle vecchie strade di collegamento. Una parte dello scalo, quella più a sud, è stata già occupata dai primi edifici di servizio.
 (Foto from the History Office Archivi tratta dalla pagina Facebook dei vetereani del 6917th Electronic Security Command San Vito Italy)
Tutto appare più chiaro confrontando la foto aerea con la pianta dei raccordi ferroviari pubblicata sul libro "Ali Normanne" di Nuccio Carriero:

Una nuova immagine aerea scattata da nord mostra chiaramente la parte del tracciato dei binari rimasti sull'area su cui verrà realizzata la "Elephant Cage". La foto è stata scattata da J. Boone nel 1961, durante i lavori di costruzione della base, ed è stata pubblicata da Lenny Mingroni sul profilo Facebook "San Vito Air Station". Si notano gli ampi spazi tra i binari in cui venivano depositati grandi quantità di mezzi e materiali appena sbarcati e da inviare verso il fronte.
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Piero |
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Piero Chionna
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Posted - 07 January 2016 : 09:56:52
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Ieri, durante l'incontro nella sede del Club, l'amico Roberto Camorali mi diceva di aver inutilmente cercato le tracce di un vecchio aeroporto militare di cui si è già parlato in questa discussione: Leverano, in provincia di Lecce.
Sulla pista di Leverano, nel Luglio 1943, erano stanziati due gruppi di caccia tedeschi tipo Messerschmitt Bf 109 G:
- il IV Gruppo dello Stormo 3 “Udet” (IV/JG3 UDET), dal 30/06/1943 al 26 Luglio 1943, con una forza iniziale di circa 60 caccia, proveniente direttamente dal Reich.
- il Gruppo dello Stormo 53 “Asso di Picche” (II/JG53 Pik As), dal 16 Luglio 1943 al 20 Luglio 1943, con forza iniziale di circa 29 caccia.
Nel luglio del 1943 l'aeroporto fu l'obiettivo di un pesante attacco dei bombardieri dell'aviazione anglo-americana decollati dalle basi del Nord Africa. Al combattimento presero parte i Messerschitt Bf109 della Luftwaffe decollati dalle basi di Galatina (LE) e San Vito dei Normanni (BR). Nella battaglia rimase gravemente ferito l'asso dell'aviazione tedesca Oberleutnant Otto Wessling in forza alla base di San Vito.
Da modellismosalento.it:
Quest’ultimo Gruppo (ndr:II/JG53 Pik As) era stato appena distaccato dall’aeroporto di Galatina per fare spazio ad altri reparti tedeschi ed italiani in ritirata dalla Sicilia. Tale notevole forza aerea rientrò subito nelle mire dell’aviazione alleata ed, in particolare, nelle azioni di bombardamento a sostegno dell’invasione della Sicilia, iniziata il 10 Luglio 1943. Il bombardamento del 23 Luglio 1943 fu effettuato dall’aviazione statunitense (NAAF dell’USAAF), con velivoli B17, del 2° e 302° Gruppo da Bombardamento (2nd e 301st BG), partiti dalle basi in Tunisia e privi di scorta. Questi furono “duramente” contrastati da circa 30 aerei dell’Asse, partiti dalle basi di Galatina e San Vito dei Normanni (dove erano presenti altri 2 gruppi caccia della Luftwaffe tedesca). Fonti USAAF accreditano ai mitraglieri dei B17 l’abbattimento di 4 ME 109 e 2 FW190 (velivolo non presente nel teatro e probabilmente confuso con il Reggiane 2002 italiano) tedeschi e 2 Macchi Mc202 ed un Reggiane Re 2001 italiani, senza subire perdite di aerei, ma con la morte di 2 ed il ferimento di 4 componenti degli equipaggi. Il risultato del bombardamento, sempre da fonti USAAF, fu di 36 dei 40 velivoli tedeschi presenti, distrutti al suolo. Da parte tedesca risulta che il IV Gruppo dello Stormo 3 ha avuto, nel Luglio 1943, la perdita al suolo di19 velivoli. Il 2° Gruppo dello Stormo 53, invece, non era più presente su Leverano, perche già stanziato a Scalea dal 21 Luglio 1943. Questo concorda con la fonte USAAF che ha rilevato sul campo di volo una forza di circa 40 caccia, cioè quella di un solo Gruppo (IV/JG3 “UDET”). Da fonti tedesche risulta inoltre che l’asso Oberleutnant Otto Wessling, appartente proprio al IV/JG 3 “UDET”, e accreditato di 83 vittorie aeree, di cui 2 contro bombardieri B24 dell’USAAF durante la loro azione di bombardamento di Nardò del 2 Luglio 1943, fu gravemente ferito nell’azione sulla base di Leverano. Ricerca storica di Pietro Traldi
Da un articolo pubblicato sul sito "infinitimarginali.it" ho appreso altre notizie sull'installazione aeroportuale che mi hanno consentito di localizzare il punto esatto in cui sorgeva. Oggi i terreni sono nuovamente in mano ai vecchi proprietari (http://www.contizecca.it/tenute.asp?lang=ITA) e coltivati a vigneto. La pista non è più riconoscibile, ma è ancora presente una piccola Cappella, oggi murata, che si trova in corrispondenza del vecchio ingresso al campo. La cappella fu costruita dagli stessi proprietari del terreno e si trova esattamente all'uscita del paese, sulla strada che conduce al mare, in direzione di Porto Cesareo (SP21 Km 0):
https://goo.gl/maps/ZMQAYRf6psD2

E' necessario ricordare il ruolo svolto dall'aeroporto di Leverano dopo l'8 settembre 1943, quando dievenne base con scuola di volo dell'Aeronautica Cobelligerante Italiana, la Regia Aeronautica ricostituitasi nel cosiddetto Regno del Sud (territorio del sud Italia liberato dagli alleati dove si era rifugiato il re Vittorio Emanuele III): https://it.wikipedia.org/wiki/Aeronautica_Cobelligerante_Italiana
Questa foto scattata a Leverano nel settembre 1944 mostra i piloti italiani dell'Aeronautica Cobelligerante che partono in missione verso i Balcani con i loro Macchi C102 e C105:
 (Fonte: N.Sgarlato - La Regia Aeronautica nella Seconda Guerra Mondiale - Delta Editrice)
Altre notizie qui:
https://culturasalentina.files.wordpress.com/2011/09/muro-leccese-2luglio1943.pdf
http://www.infinitimarginali.it/?p=206 http://www.infinitimarginali.it/?p=353
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Piero |
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Piero Chionna
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Posted - 17 January 2016 : 18:45:34
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In un vecchio edificio oggi abbandonato ho ritrovato diverse iscrizioni risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. Alcune sono in inglese, altre in italiano. Una in particolare permette di risalire con buona approssimazione ad un aviere italiano. Con un certo margine d'errore si dovrebbe trattare dell'Aviere Scelto Vittorini (?) Donato (?) nato a San Severino Marche (MC) il 30 dicembre 1918:


Una data, 18 luglio 1944: quel giorno non ci furono missioni. Il giorno 15 luglio i B24 "Liberator" dislocati nei vicini aeroporti erano stati impegnati con i loro equipaggi nella difficile missione sui cieli della Romania, con obiettivo la raffineria di Ploesti. Le missiono ripresero il giorno 19 luglio con l'azione sull'industria aeronautica Dornier di München-Neuaubing. I gruppi di bombardieri decollati dalla basi salentine si riunirono sulla verticale dell'aeroporto di San Vito dei Normanni e risalirono l'adriatico. Come riportato dal Narrative Report del 450th BG, da Manduria decollarono 28 B24, ma due non fecero ritorno.
Alcuni dati sul fuoco della contraerea incontrata durante la missione: Mühldorf: pesante, intenso, preciso. Target: pesante, intenso, preciso. Bad Reichenhall: pesante, leggero, preciso. Markendorf: pesante, leggero, preciso.
Report: http://www.450thbg.com/real/s2/1944/july/19july.shtml
Il giorno precedente:

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Piero |
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Piero Chionna
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Posted - 27 February 2016 : 20:02:50
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Questa pagina pubblicata su Mesagnesera prende diversi spunti dalla nostra discussione, ma aggiunge anche altro riportando alcune parti del libro di Segio D'Angelo "Dicembre 1943, si comincia da Monte Lungo", Francesco Ciolfi Editore, Cassino, febbraio 2015.
http://www.mesagnesera.it/mesagne-sergio-dangelo-e-il-dottor-zivago/
Sergio D'Angelo trascorse quattro mesi nei pressi del Campo di San Vito dei Normanni.
Così l'autore ci descrive l'arrivo al campo....
<<Il 10 luglio – proprio il giorno in cui gli alleati sbarcarono in Sicilia, gli americani fra Licata e Gela, gli inglesi fra Siracusa e Capo Passero – noi partiamo per la provincia di Brindisi con il compito, ci viene preannunciato, di difendervi un aeroporto militare da possibili attacchi di paracadutisti>>
<<La località che raggiungeremo è stata classificata zona di operazioni. Sulla nostra lunghissima tradotta, composta esclusivamente di carri merci, un allievo di Licata ed io ci assicuriamo l’angusto ma tranquillo spazio di una cabina del freno non utilizzata dagli addetti. Viaggiamo a passo di lumaca, con lunghe soste sui binari morti, per trenta ore abbondanti fino a che, nel tardo pomeriggio del secondo giorno, ci fanno scendere nell’aperta campagna salentina, lontano da stazioni, su una distesa, gialla di stoppie e ancora rovente di sole, che dà l’idea del deserto. Ma basta una marcia non molto lunga per entrare in un paesaggio completamente diverso, dove si alternano a perdita d’occhio grandi uliveti e vigneti, inframmezzati da colture di tabacco, mandorle e meloni bianchi. Sono le terre di aziende agricole chiamate masserie. Ci fermiamo poco più a nord del tratto di ferrovia che congiunge Latiano con Mesagne, nel vastissimo rettangolo di un uliveto secolare, delimitato su ciascun lato da vigneti>>.
<<L’aeroporto militare alla cui difesa è deputato il battaglione – insieme con una batteria di pezzi leggeri che si accampa presso di noi – dista qualche chilometro. Da qui non si scorge. Piantiamo le tende come abbiamo fatto presso Triflisco, nove allievi per ciascuna, mentre i soldati della compagnia comando, che ci hanno seguito dal treno con carrette di materiali allestiscono il resto del campo>>
La libera uscita:
Prendiamo l’abitudine, in libera uscita, di farci qualche camminatina nella campagna – terreni ordinati, casette bianche, muretti a secco, un mondo che sembra essersi fermato da tempo immemorabile – con la speranza di poter comprare, benché abbiamo pochi spiccioli, qualcosa da mettere sotto i denti. I contadini non possono o non vogliono venderci nulla, ma di solito ci invitano cordialmente in casa per offrirci un bicchiere di vino rosso e una manciata di fichi secchi caramellati al forno. Spesso si conversa a lungo intorno al tavolo della cucina. Gli uomini vorrebbero sapere da noi quanto durerà ancora la guerra, dove sta Mussolini, che fa il re; le donne ci chiedono da dove veniamo, poveri figli, e da quanto tempo siamo soldati; i bambini si arrampicano sulle nostra ginocchia, attratti dalle baionette che non molliamo e dalle bustine che si infilano divertiti fin sopra il naso; le ragazze se ne stanno un po’ in disparte, non perdendo tuttavia neppure una nostra parola, e ogni tanto, quando scherziamo, ridono furtivamente. Sulla via del ritorno provo sempre una sensazione di euforica leggerezza, e non credo di essere il solo a provarla. E’ l’effetto di questo vino pugliese, quindici o sedici gradi, che andrebbe bene con pasti sostanziosi. |
Piero |
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Guido Lastrucci
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Posted - 02 March 2016 : 17:31:40
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Forse fu anche quella sensazione di euforica leggerezza che fece innamorare mio padre toscano di S.Frediano a Settimo (PI) (di stanza come guarnigione a Bitonto in servizio all'aeroporto di Palese-BA) di mia madre nata e residente negli anni '40 a Bitonto. Dal loro matrimonio poi sono venuto al mondo io... Guido da Bari
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Piero Chionna
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Posted - 03 March 2016 : 01:13:10
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quote: Originally posted by Guido Lastrucci
Forse fu anche quella sensazione di euforica leggerezza che fece innamorare mio padre toscano di S.Frediano a Settimo (PI) (di stanza come guarnigione a Bitonto in servizio all'aeroporto di Palese-BA) di mia madre nata e residente negli anni '40 a Bitonto. Dal loro matrimonio poi sono venuto al mondo io... Guido da Bari
Un bel racconto di vita che nasce in un contesto drammatico. Grazie della condivisione Guido!
Bombardieri, caccia e aerei da trasporto in una foto scatta a Bari nel 1943. In primo piano i Douglas Dakota Mark IIIs del 267° Squadrone della RAF.
 (fonte Imperial War Museum)
Gli stessi Dakota del 267° Squadrone della RAF in volo lungo la costa Balcanica.
 (fonte Imperial War Museum)
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Piero |
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Piero Chionna
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8769 Posts |
Posted - 03 March 2016 : 01:58:58
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Con un salto in avanti di settant'anni torniamo sulla pista di un aeroporto che ho spesso citato in questa discussione.
Un Boeing 747-409 DREAMLIFTER in atterraggio a Grottaglie (TA) dove caricherà le fusoliere del Boeing 787 Dreamliner che verranno trasportate nello stabilimento di North Charleston in South Carolina (USA)
https://www.youtube.com/watch?v=o5PiWB1JglI
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Piero |
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Piero Chionna
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8769 Posts |
Posted - 05 March 2016 : 20:24:07
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quote: Originally posted by Piero Chionna
Q Prendiamo l’abitudine, in libera uscita, di farci qualche camminatina nella campagna – terreni ordinati, casette bianche, muretti a secco, un mondo che sembra essersi fermato da tempo immemorabile – con la speranza di poter comprare, benché abbiamo pochi spiccioli, qualcosa da mettere sotto i denti. I contadini non possono o non vogliono venderci nulla, ma di solito ci invitano cordialmente in casa per offrirci un bicchiere di vino rosso e una manciata di fichi secchi caramellati al forno. Spesso si conversa a lungo intorno al tavolo della cucina. Gli uomini vorrebbero sapere da noi quanto durerà ancora la guerra, dove sta Mussolini, che fa il re; le donne ci chiedono da dove veniamo, poveri figli, e da quanto tempo siamo soldati; i bambini si arrampicano sulle nostra ginocchia, attratti dalle baionette che non molliamo e dalle bustine che si infilano divertiti fin sopra il naso; le ragazze se ne stanno un po’ in disparte, non perdendo tuttavia neppure una nostra parola, e ogni tanto, quando scherziamo, ridono furtivamente. Sulla via del ritorno provo sempre una sensazione di euforica leggerezza, e non credo di essere il solo a provarla. E’ l’effetto di questo vino pugliese, quindici o sedici gradi, che andrebbe bene con pasti sostanziosi.
Non capitava solo ai soldati Italiani di intrattenersi con i contadini a bere un po' di vino. Gli archivi militari custodiscono immagini bellissime, come questa dell'Australian War Memorial. Chissà se anche l'aviere australiano avrà provato quella "sensazione di euforica leggerezza".
Taranto, Italy. c. September 1943. Leading Aircraftman D. Clarkson of Sydney, NSW, flight mechanic, talks with an old Italian man sitting outside his cottage with his dog in a village on the outskits of Taranto.

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Piero |
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Piero Chionna
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Posted - 20 November 2016 : 18:14:49
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Purtroppo ancora nessuna immagine dello scalo ferroviario realizzato dalle truppe alleate.
Come già detto, questo impianto era già attivo all'inizio della Prima Guerra Mondiale. Anche se non attinenti con le ferrovie, aggiungo quindi due interessanti immagini scattate durante la Grande Guerra: La prima ci mostra l'aeroporto di San Vito dei Normanni con il sistema di difesa antiaereo che utilizzava palloni aerostatici che, levati in volo, costituivano un efficace sistema di sbarramento e disturbo nei confronti dell'aviazione nemica. Ricordo che le squadriglie aeroplani create dal Regio Esercito a difesa delle città durante la Prima Guerra Mondiali furono le seguenti: 101esima con sede a Bari, 102esima con sede ad Ancona, 103esima con sede a San Vito dei Normanni, 104esima con sede a Bengasi, 105esima con sede a Firenze, 111esima con sede a Campoformido (UD), 112esima con sede a Villaverla, 113esima con sede a Belluno.
La seconda immagine ci mostra il porto interno di Brindisi (Seno di Ponente) con un biplano austriaco catturato e costretto all'ammaraggio dall'aviazione italiana.


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Piero |
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Piero Chionna
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Posted - 27 May 2017 : 12:22:26
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Uno dei miei cimeli risalenti ai primi anni '70. In evidenza il logo "USAF Cryptologic Depot" del 6917th ESG (Electronic Security Group), San Vito Air Station, Italy. Gradi e nome e cognome del militare furono rimossi alla consegna.
https://en.wikipedia.org/wiki/Air_Force_Intelligence,_Surveillance_and_Reconnaissance_Agency
Primi anni '70: Le insegne della SVAS poste presso il "Main Gate" accessibile dalla SS16 Adriatica (visibile a destra). Questa struttura si trovava all'incirca sull'asse dei binari del vecchio scalo ferroviario costruito nel 1943. Sullo sfondo, a sinistra, si nota l'edificio della stazione di San Vito dei N. Sulla destra si nota il vecchio distributore di carburante della "Amoco".
(fonte : Mr. John Woods nel gruppo Facebook "6917th Security Group")
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Piero Chionna
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Posted - 04 June 2017 : 12:13:45
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Brindisi 1944
Imteressante immagine scattata da un bombradiere americano in volo su Brindisi: si notano i seni di Levante e Ponente del porto interno, il Castello Svevo con la base della Marina e la stazione ferroviaria di Brindisi Centrale con il raccordo per la stazione Marittima. In basso, alla destra dell'elica, si vede via San Vito con la linee ferroviaria adriatica diretta a Bari e la linea per Taranto che in quel punto viaggiano ancora parallele. Queste due linee erano tra loro collegate da un by-pass tra la stazione di Mesagne a quella di Restinco che permetteva di evitare il passaggio da Brindisi con la conseguente inversione di marcia. Il raccordo Mesagne-Restinco-San Vito dei Normanni nel momento in cui fu scattata questa foto era probabilmente già fuori uso a causa dei danni subiti durante i bombardamenti che precedettero lo sbarco degli alleati a Taranto (http://www.t-i-m-o-n-e.it/ricordi/rdr/rdrdett.php?id=0319) Nella parte alta della foto, subito a sinistra del motore, si notano la statale adriatica e la linea ferroviaria che proseguono in direzione di Lecce.
 (Foto inserita da Andrew Powell su Flickr)
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Piero Chionna
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Posted - 04 June 2017 : 18:36:22
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Tra il 23 settembre e il 2 ottobre 1944 fu completato il trasferimento da Algeri a Brindisi dell'885th Bombardment Squadron (Heavy-Special). Si trattava di un gruppo destinato a missioni speciali dotato di bombardieri modificati utilizzati in missioni di supporto alle formazioni partigiane che si trovavano oltre le linee nemiche. Le missioni venivano svolte di notte in solitaria e senza alcuna copertura aerea. Si trattava pertanto di missioni estremamente pericolose in cui venivano paracadutati oltre le linee nemiche approvigionamenti di vario tipo: armi, munizioni, abbigliamento, trasmettitori radio, in alcuni casi uomini, ecc.
La cronaca del 16 ottobre 1944:
La mattina del 16 ottobre 1944 tutti gli aerei sono rientrati regolarmente dalle loro missioni notturne. Dopo il riposo, alle 15.00 vengono assegnati agli equipaggi gli obiettivi per le missioni della notte successiva, alle 16 iniziano i consueti briefing in cui vengono impartiti gli ordini. Alle 18.52 decolla da Brindisi il B-24 Liberator 42-51778 W comandato dal Lt. Jerome L. Solomon. A bordo il Co-Pilota Travis R. Venters e altri 7 membri di equipaggio. Il velivolo risale da solo l'Adriatico approfittando dell'oscurità e in completo silenzio radio, potendo l'equipaggio solo ascoltare le comunicazioni radio da Brindisi con gli aggiornamenti meteo. Il B24 era uscito dalla fabbrica in livrea NM (Natural Metal) ma nell'estate del '44 aveva ricevuto la livrea nera per renderlo meno visibile durante le missioni notturne. Il velivolo deve raggiungere le montagne del Friuli Venezia Giulia, il tempo è instabile, il viaggio è lungo, ma l'equipaggio è esperto e aveva già svolto diverse missioni in quella regione. L'aeromobile sorvola l'Istria e il Golfo di Trieste e si dirige verso l'obiettivo che non raggiungerà mai. Il tempo sulla zona è cattivo e la visibilità è molto bassa. Il B24 manca il punto preciso dell'aviolancio e prosegue per 10 miglia verso nord.
Alle 22.00 il B24 impatta contro la parete rocciosa del contrafforte meridionale del Monte Canin, sotto la vetta del Porton sotto Canin, ad una quota di 1900 metri slm.
Al sacrificio di quei nove uomini è dedicato questo sito: https://thesolomoncrew.com/
Pochi giorni prima un altro disastro aveva colpito l'885th BS di Brindisi. Il 4 ottobre 1944 il B24 "Lady Irene" che trasportava approvvigionamenti per i partigiani bergamaschi e tre agenti segreti si schiantò a Zorzone di Oltre il Colle (BG), sulle pendici del Monte Menna in Val Brembana, sulle Prealpi Bergamasche.
Il "Lady Irene Memorial Museum 1944" di Zorzone di Oltre il Colle (BG) si trova in Via Funivia 1, nei pressi del Museo Mineralogico.
Dal sito del memoriale di Zorzone di Oltre il Colle:
"La sera del 4 ottobre 1944 un aereo B-24 Liberator dell’885th Bombardment Squadron della 15th Air Force decollò dall’aeroporto di Brindisi per una missione operativa segreta nel nord Italia. L’aereo era carico di rifornimenti per i partigiani che dovevano essere paracadutati nella zona d’aviolancio denominata Crosley, corrispondente ad una radura sopra Monasterolo del Castello, vicino al Lago d’Endine. A bordo vi erano i dieci membri dell’equipaggio e tre agenti segreti dell’OSS (Office of Strategic Services) che dovevano paracadutarsi oltre le linee nemiche. La rotta del B-24 prevedeva il sorvolo del Mar Adriatico in direzione nord partendo dall’aeroporto di Brindisi e quindi sorvolando l’isoletta di Sveti Andrija e deviando verso nord-ovest entrava in territorio italiano. L’aeroplano era il Consolidated B-24D Liberator 42-40697 denominato ‘Lady Irene’, pilotato dal Capitano Charles R. Sloan".
"Rita Sloan Vogt, sorella del Capitano Sloan, ricorda molto bene il giorno della cerimonia di commemorazione. Ricorda anche che un sacerdote italiano inviò alla sua famiglia una cartolina con un’immagine del monte Menna e del paesino di Oltre il Colle. Il prete segnò la posizione della chiesa e il luogo dell’incidente sulla cartolina, e vi attaccò una stella alpina dicendo che era un fiore dal luogo dove era stato seppellito il loro caro"
http://b24memoriale1944.weebly.com/il-memoriale.html
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Piero Chionna
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Posted - 06 June 2017 : 08:04:05
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quote: Originally posted by Piero Chionna
Tra il 23 settembre e il 2 ottobre 1944 fu completato il trasferimento da Algeri a Brindisi dell'885th Bombardment Squadron (Heavy-Special). Si trattava di un gruppo destinato a missioni speciali dotato di bombardieri modificati utilizzati in missioni di supporto alle formazioni partigiane che si trovavano oltre le linee nemiche. Le missioni venivano svolte di notte in solitaria e senza alcuna copertura aerea.
La "Navigator Room" dell'885th BS a Brindisi. Sulla mappa si nota chiaramente la rotta di una missione speciale nell'area ligure-piemontese:

Brindisi, inverno 1944/45 - Operazioni di manutenzione su un B24 "Liberator" dell'885th BS:

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Piero Chionna
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Posted - 06 June 2017 : 23:29:06
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Un salto in avanti nel tempo con questa immagine degli autobus che espletavano i servizi destinati alle famiglie dei militari americani in servizio alla SVAS. Targa AFI Official (AFI = Allied Forces Italy) B ..... (B = Brindisi) http://plate-planet.com/bodypages/eu-ital-usf.html
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